Come un orecchino ci ha cambiato la stalla [Intervista]
22 Maggio 2020

Alessandro Torsani – Allevatore Arborea

La svolta in un orecchino. E pensare che lo usavano i pirati come moneta di scambio, per avere una degna sepoltura e non finire in mare. Nel caso di Alessandro Torsani, allevatore quarantenne di Arborea, in Sardegna, gli orecchini sono quelli intelligenti che vengono applicati alle vacche e che monitorano in tempo reale, i calori, la ruminazione e la geolocalizzazione. Il sistema si chiama Smartbow di Zoetis.

“Abbiamo introdotto queste apparecchiature otto mesi fa e abbiamo beneficiato di vantaggi enormi già da subito, a partire dal monitoraggio dei calori, soprattutto notturni, migliorando notevolmente il pregnancy rate – racconta Torsani -. La ruminazione spesso è sinonimo di un disagio della bovina e segnala tempestivamente il malessere di ogni singolo animale, permettendoci di intervenire nell’immediato, ovviando, quindi alla somministrazione di antibiotici. La geolocalizzazione, infine, ci sta risultando molto utile, in quanto ci permette di individuare precisamente il singolo animale all’interno della mandria, per qualsiasi intervento a lui riservato”.

Soluzioni innovative e tecnologiche, che fanno la differenza in una stalla come quella di Torsani, con 140 vacche in mungitura e 100 per la rimonta, 14.600 quintali di latte prodotti ogni anno conferiti alla cooperativa Arborea, e 32 ettari coltivati a mais e loietto in rotazione, interamente al servizio della mandria.

Ricambio generazionale in completa sintonia, con le nuove leve (Alessandro e il cugino Marco) che sono aiutati dai senior, il papà Bruno e lo zio Sergio. La gestione della stalla è affidata ad Alessandro, la campagna a Marco.

Chi vi ha consigliato l’orecchino intelligente?

“Ho visto la presentazione di questa nuova soluzione a un evento di CLAL e TESEO a Verona e sono rimasto incuriosito. Ho quindi contattato l’azienda che li produce e ci siamo accordati per l’installazione. Chi li ha in stalla da più tempo dice che i risultati migliori di questa innovazione si abbiano in estate, nel rilevamento dei calori. Per cui mi aspetto con l’imminente estate un miglioramento ulteriore”.

Quanto è costato l’investimento?

“Intorno ai 25mila euro. Siamo la prima stalla in Sardegna ad installare questo sistema e siamo contenti. Lo consigliamo”.

Quali altri investimenti avete in mente di fare?

“Puntiamo a migliorare ulteriormente il confort delle bovine e vogliamo modificare le cuccette. Inoltre, stiamo pensando di integrare una terza mungitura, perché siamo arrivati al limite con la seconda”.

Avete un robot di mungitura?

“No, un impianto 13+13 con inclinazione a 70 gradi, installata nel 2009. Stiamo pensando anche di introdurre un operaio in azienda, in modo da alleggerire i nostri genitori dal lavoro, dal momento che hanno 67 e 72 anni”.

Quali vantaggi avete avuto finora dal benessere animale?

“Vantaggi enormi, perché più gli animali sono in salute e più aumentano le difese immunitarie, la qualità del latte e si riducono le spese sanitarie e le anomalie in stalla”.

La cooperativa Arborea non è solamente il simbolo della Sardegna che produce latte, ma è anche una delle più all’avanguardia in Italia. Qual è la sua forza, secondo lei?

“La mentalità del gruppo, direi. Come allevatori siamo molto vicini uno con l’altro. Ci scambiamo molte strategie aziendali. E il fatto di essere una cooperativa aiuta molto”.

Che suggerimenti daresti alla struttura?

“Di rendere ancora più frequenti gli scambi fra allevatori della zona. Vanno benissimo i confronti europei, ma quello di cui sento più bisogno sono interazioni più rapide, più approfondite a livello territoriale, perché ci si conosce meglio e si conosce il territorio sul quale si opera. È un contesto comune, che rende credo più semplice individuare soluzioni comuni. Gli incontri organizzati da CLAL e TESEO sono molto apprezzati, facciamone qualcuno in più, magari”.

Ha avuto ripercussioni a causa del Coronavirus?

“A livello locale nessuna grande ripercussione sul commercio, mi sembra. A livello di categoria ritengo siano diminuiti gli attacchi di ambientalisti e animalisti. Forse il risvolto positivo è che sono stati almeno parzialmente riconosciuti gli sforzi degli allevatori e il ruolo fondamentale che ha l’agricoltura per la sopravvivenza di tutti noi. Finalmente la gente ci vede come una garanzia e un pilastro per la sicurezza alimentare. Spero che ci si ricordi di questo anche alla fine dell’emergenza”.

Ha degli hobby?

“Ritagliarci del tempo libero è la nostra filosofia aziendale, in modo da staccare dalla routine quotidiana, per poi riprendere con più entusiasmo il nostro lavoro.  Mi piace molto viaggiare.”

Da sinistra: Marco, Sergio, Bruno ed Alessandro Torsani

Soia: Consumi record della Cina per la stagione 2020/21
21 Maggio 2020

Produzione Mondiale

La produzione Mondiale di Soia per la stagione 2019-20, è stimata a 336,11 Mio Tons, (-6,7% vs. 2018-19), e in leggero calo rispetto alla previsione di Aprile.

La produzione di Soia del Brasile è stimata a 124 Mio Tons per la stagione 2019-20, (+4,2% vs 2018-19).
L’aumento produttivo è dovuto principalmente all’incremento delle aree coltivate, +3% rispetto alla stagione precedente, e per il maggior rendimento dei terreni per ettaro (+3%). Unica eccezione per lo Stato Rio Grande do Sul dove è prevista una diminuzione di produzione causati dalla siccità. 

Le produzioni di Soia di Stati Uniti ed Argentina sono previste in diminuzione rispetto alla stagione precedente, rispettivamente a 96,78 Mio Tons (-19,7%), e 51 Mio Tons (-7,8%), rivedendo in diminuzione le stime di Aprile. In Argentina, le situazioni climatiche sfavorevoli hanno ridotto del -10% il rendimento dei terreni. 

TESEO.it - Produzione Mondiale di Soia
TESEO.it – Produzione Mondiale di Soia

La produzione Mondiale di Soia per la stagione 2020-21 è prevista in aumento dell’8% (362,8 Mio Tons) rispetto alle stime della stagione attuale. Per Stati Uniti e Brasile, principali Paesi produttori di Soia, è previsto un aumento delle aree coltivate e dalle rese dei terreni. La produzione del Brasile è stimata a 131 Mio Tons, mentre quella degli Stati Uniti a 121 Mio Tons.

TESEO.it - Mappa delle Rese di Soia
TESEO.it – Mappa delle Rese di Soia

Consumi, Export e Prezzi

I consumi di Soia per la stagione 2019-20 sono stabili a 348 Mio Tons, mentre per l’annata 2020-21 sono previsti ad un livello record.  

L’export Mondiale di Soia 2019-20 è previsto in aumento (+3,8% vs. 2018-19), attestandosi a 153,98 Mio Tons.

L’export del Brasile è previsto a 84 Mio Tons, (+12,6% vs. 2018-19), riflettendo il maggiore export nei mesi di Marzo ed Aprile, aiutato da una maggior competitività nei mercati e da una valuta debole.

Al contrario, le esportazioni degli Stati Uniti, che stanno soffrendo la competizione con il Brasile, sono stimate a 45,59 Mio Tons, (-4,2% vs. 2018-19). 

I prezzi medi all’export del Brasile per il mese di Marzo 2020 sono in diminuzione a 345$ per ton, leggermente più elevati invece i prezzi degli Stati Uniti a 366$ per ton.

TESEO.it - Prezzi medi e volumi esportati di Soia
TESEO.it – Prezzi medi e volumi esportati di Soia

La Cina dovrebbe rappresentare oltre la metà della crescita dei consumi globali nel 2020/21 grazie soprattutto all’espansione della mandria suina cinese, che si sta riprendendo dalla febbre suina africana. 

Agricoltura cellulare: l’alternativa all’attuale modello produttivo?
15 Maggio 2020

Se è innegabile che la zootecnia, così come ogni altra attività produttiva, ha un impatto sull’ambiente, è altrettanto innegabile la necessità di produrre cibo per nutrire una popolazione in continua crescita, con una domanda sempre più esigente in termini di principi nutritivi, soprattutto proteine.

Come aumentare le rese con minori risorse e sprechi?

Nonostante l’agricoltura abbia saputo rispondere alla sfida alimentare aumentando quantità e qualità del cibo, sempre più di frequente essa sembra essere messa alla gogna anche sui più diffusi mezzi di comunicazione come se fosse la causa del proprio male. Eppure, qual è l’alternativa, se alternativa esiste, all’attuale modello produttivo, per aumentare le rese con minori risorse e sprechi?

Potrebbe essere la cosiddetta agricoltura cellulare, producendo latte e carne direttamente dalle cellule piuttosto che dall’intero organismo animale? Indubbiamente, la diminuzione delle superfici coltivabili a causa degli usi civili od industriali, e la competizione fra le coltivazioni destinate al consumo umano rispetto a quelle per l’alimentazione animale, senza poi parlare delle criticità ambientali per le sempre maggiori dimensioni degli allevamenti intensivi, inducono a riflettere se il presente modello produttivo sia in linea con gli obiettivi ONU della sostenibilità, in particolare l’obiettivo due, eliminare la fame nel mondo, e l’obiettivo 12, produrre e consumare in modo responsabile.

Nel mondo si allevano circa 270 milioni di vacche e la produzione di latte è raddoppiata negli ultimi 40 anni, con un crescente impatto sulle risorse naturali, per gli aspetti sanitari e di benessere animale.
Per vari motivi oltre a quello semplicemente ecologico, nei consumi delle economie avanzate stanno diventando popolari i succedanei del latte ottenuti da fonti vegetali quali soia, avena, riso, che però non ne contengono gli stessi elementi nobili e che in ogni modo si basano sempre sulle coltivazioni convenzionali. Questi prodotti, comunque additivati essi siano, non potranno avere qualità, composizione, gusto, caratteristiche fisiche, di latte, yogurt e formaggio.

TESEO.it - Confronto tra numero di capi da latte e produzione complessiva di latte in UE
TESEO.it – Confronto tra numero di capi da latte e produzione complessiva di latte in UE

Ecco allora il ricorso alle biotecnologie, con la possibilità di produrre latte non più da un animale ma solo dalle sue cellule mammarie coltivate in vitro, il che lascia intravedere uno scenario in cui si potrebbe ridurre il carico di bestiame pur rispondendo alle crescenti esigenze alimentari della popolazione, nel rispetto dell’ambiente.

Questa non è fantascienza, dato che l’azienda biotecnologica TurtleTree Labs, una start-up basata a Singapore ed operante a san Francisco, ne ha annunciato la produzione. Dopo la possibilità di produrre carne direttamente dalla moltiplicazione delle cellule animali, si intravede ora quella di ottenere vero latte da cui produrre veri formaggi, od almeno teoricamente tali.

Tutto ciò sarebbe l’uovo di Colombo: risolti tutti i problemi di impatto ambientale, benessere animale, sicurezza alimentare. Dunque, sarà la biotecnologia a salvare il mondo? Basterà prendere una cellula e moltiplicarla per sostituire tutto il patrimonio delle interrelazioni vitali che comprendono anche i fattori emotivi e sociali, il pathos, l’aspetto morale e spirituale che pure sono parte integrante quanto impalpabile dell’essere, cioè della vita?

Questi fenomeni del nostro tempo in cui tutto cambia in un batter d’ali e la presa di coscienza che il nostro mondo, più che dover essere in guerra contro qualcuno o qualcosa, vedi virus, sia malato ed abbia bisogno di attenzione e cura, dovrebbero spingerci non a sperare in soluzioni semplicistiche od a puntare il dito contro qualcuno, ma ad affrontare la complessità dei processi vitali con estrema umiltà ed attenzione, cercando di comprenderli attraverso le conoscenze che anche scienza e tecnica ci mettono a disposizione.

Questo nello spirito della ecologia integrale, dato che tutti gli esseri vitali sono interdipendenti. Come non mai, oggi non bisogna cadere nella banalizzazione della complessità.

Fonte: Research Gate

L’importanza degli oligoelementi nella razione alimentare
8 Maggio 2020

I minerali non possono essere sintetizzati dagli organismi viventi

La supplementazione minerale è un fattore essenziale del razionamento. Mentre macrominerali quali calcio, fosforo, potassio, sodio, magnesio, sono importanti costituenti delle ossa, di altri tessuti e dei fluidi corporei, i micro od oligoelementi minerali quali zolfo, ferro, rame, zinco selenio, iodio, svolgono specifiche funzioni biochimiche come il bilanciamento acido-base, la pressione osmotica, le trasmissioni nervose e rientrano nella composizione di enzimi ed ormoni. 

I minerali non possono essere sintetizzati dagli organismi viventi, le piante li assorbono con le radici, e gli animali li ottengono con la razione alimentare. 

Usualmente la supplementazione di oligoelementi per la vacca da latte avviene tramite sali minerali (es. solfato di rame) od ossidi (es. ossido di zinco). Il problema però di tali composti inorganici è che una certa parte si perde nel rumine senza raggiungere l’intestino per passare nel sangue, vanificando così la supplementazione alimentare.

Gli oligoelementi possono raggiungere facilmente l’intestino ed essere più biodisponibili

Per superare questo problema e rendere biodisponibili gli oligoelementi in modo da sostenere la fisiologia dell’animale per la produzione di latte, gli oligoelementi possono invece essere somministrati in associazione con aminoacidi, proteine, acidi organici in modo da raggiungere facilmente l’intestino ed essere così più biodisponibili. Questi composti debbono però essere solubili, rimanere stabili lungo il processo digestivo, essere facilmente assorbibili.  

Diversi studi dimostrano i benefici degli oligoelementi forniti sotto forma organica per aumentare la produzione di latte, ridurre il tasso di cellule somatiche, contenere le zoppie.

Il loro uso dipenderà poi anche dal beneficio economico che porteranno, il che rimanda comunque alla figura dell’allevatore per una oculata gestione dell’allevamento.

TESEO.it - Feed Ratio: rapporto tra prezzo del latte alla stalla ed alimento simulato
TESEO.it – Feed Ratio: rapporto tra prezzo del latte alla stalla ed alimento simulato
TESEO.it -  Valuta l'evoluzione del costo alimentare e la convenienza economica dell’auto-produzione di materie prime e foraggi
TESEO.it – Valuta l’evoluzione del costo alimentare e la convenienza economica dell’auto-produzione di materie prime e foraggi

Fonte: Hubbard Feeds

Mais: crolla la domanda di Etanolo
21 Aprile 2020

PRODUZIONE MONDIALE di MAIS

La produzione di Mais a livello mondiale per la stagione 2019-20 è stimata in leggero aumento rispetto alle precedenti previsioni (1113,02 Mio Tons), ma in diminuzione rispetto alla stagione precedente (-0,9%).

L’aumento rispetto alle precedenti stime è dovuto ai maggiori raccolti nell’UE e in Bielorussia, che compensano ampiamente la riduzione in Indonesia e Laos.

La produzione di Mais USA rimane invariata rispetto alle stime del mese precedente (-4,5% vs. 2018/2019). Alcuni operatori sostengono che il Coronavirus non dovrebbe interrompere le operazioni di semina. L’USDA ha stimato un aumento del 4% della superficie coltivata a mais negli Stati Uniti per il periodo 2020-21 (settembre-agosto), raggiungendo la più ampia estensione dopo il 2012-13. Il prezzo del Mais in USA è di $ 3,60 per bushel, in diminuzione di $ 0,20 rispetto alla scorsa stagione.

Le stime delle produzioni di Mais in Cina, Brasile e Argentina rimangono invariate

A seguito delle abbondanti precipitazioni di Marzo, il CONAB stima buoni raccolti nell’area di Mato Grosso in Brasile, che rappresenta il 46% circa del secondo raccolto brasiliano. Nelle aree a Sud del Brasile le condizioni climatiche sono più sfavorevoli.

TESEO - Mappa delle rese di Mais
TESEO – Mappa delle rese di Mais

EXPORT MONDIALE di MAIS: in leggero aumento rispetto alle precedenti previsioni

L’export mondiale di Mais è in leggero aumento rispetto alla previsione di Marzo, ma in diminuzione rispetto alla stagione precedente.
Il forecast di Aprile stima un incremento nelle esportazioni per UE e Argentina, mentre prevede un leggero calo nelle esportazioni della Russia.

Le previsioni dell’export di Mais da USA e Brasile rimangono invariate rispetto allo scorso forecast, confermando la tendenza negativa (USA -16,5% e Brasile -9,4% vs. precedente stagione).

TESEO - Principali Esportatori di Mais
TESEO – Principali Esportatori di Mais

ETANOLO: Crollo della domanda

Negli Stati Uniti, in seguito al crollo della domanda di benzina si è creato un effetto domino sulla domanda di etanolo, che ha portato ad una minor produzione ed alla chiusura di diversi impianti. Secondo Geoff Cooper, presidente e CEO della RFA (Renewable Fuels Association), l’industria di etanolo potrebbe perdere $10 Miliardi a causa del COVID-19. Alcuni operatori prevedono per il 2020 una diminuzione di produzione di etanolo di 3 miliardi di galloni: un calo di circa 20% rispetto al 2019.

Stati Uniti - Produzione di Etanolo
Stati Uniti – Produzione di Etanolo

I Futures del Mais riflettono l’andamento negativo del mercato. I futures CME di Luglio 2020, che il 25 Febbraio si attestavano attorno a $3,79, hanno chiuso la giornata del 20 Aprile a $3,22.

Tyson Foods investe nelle proteine alternative
14 Aprile 2020

Tyson Foods, il secondo operatore mondiale della carne dopo la brasiliana JBS, colosso basato in Arkansas con un fatturato di 40 miliardi di dollari, ha lanciato la Coalition for Global Protein, una iniziativa per ricercare fonti alimentari alternative a quelle animali.

La finalità è quella di produrre proteine di elevato valore biologico grazie a tecniche e tecnologie innovative per aumentare l’efficienza produttiva, ridurre gli sprechi e contribuire a salvaguardare gli ecosistemi.

L’iniziativa è stata presentata a Davos a margine del cinquantesimo forum economico mondiale e si propone di coinvolgere i leader mondiali della filiera produttiva, dall’agricoltura alla trasformazione, i ricercatori, le ONG e le istituzioni finanziarie.  

La sfida è alimentare 10 miliardi di persone nel 2050

La sfida è quella di alimentare 10 miliardi di persone nel 2050 senza impatti negativi sull’ambiente e questo impone di identificare nuove soluzioni creative attivando nel breve tempo progetti pilota per scegliere ed impostare le modalità produttive più appropriate.

Se questo colosso della carne sente il bisogno di investire nelle proteine alternative o comunque dimostra di guardare oltre le classiche produzioni di proteine da animali, significa che occorre considerare rapidamente questa tematica.

Si tratta di andare oltre le singole azioni di risparmio energetico, contenimento delle emissioni  o del benessere animale, per interrogarsi concretamente sulla sostenibilità delle filiere produttive e la loro efficienza. È un impegno e una responsabilità che compete in primo luogo alle imprese, per un’azione collettiva ed immediata, come afferma la Tyson.

Dunque agire rapidamente e insieme, soggetti della filiera, ricerca, finanza e pubblica amministrazione. Questa sarà la vera sfida del Made per il futuro.

CLAL.it - Crescita della Popolazione Mondiale
CLAL.it – Crescita della Popolazione Mondiale

Fonte: Coalition for global protein

Produzione di Soia prevista al +7,7% in Brasile, principale produttore mondiale
26 Marzo 2020

Produzione di Soia in crescita in Sud America

La produzione mondiale di Soia per la stagione 2019-20, è stimata a 341,76 Mio Tons, -4,7% rispetto alla stagione 2018-19, ma in aumento rispetto la previsione precedente. Questa revisione riflette l’incremento di produzione in Brasile ed Argentina.

Incremento produttivo previsto per Brasile ed Argentina nella stagione 2019/2020

Per entrambi i Paesi sudamericani si prospetta un ulteriore aumento produttivo di 1 Mio Ton rispetto alle stime di Febbraio, attestandosi rispettivamente a 126 Mio Tons per il Brasile e 54 Mio Tons per l’Argentina.

Il Brasile si conferma il principale produttore mondiale di Soia, con un aumento previsto del 7,7% rispetto alla stagione 2018-19. L’incremento produttivo in Argentina è principalmente dovuto alle condizioni climatiche, generalmente favorevoli nelle aree agricole centrali e nord occidentali. Le previsioni per le produzioni di Soia Statunitensi rimangono invariate a 96,84 Mio Tons (-19,6% rispetto alla scorsa stagione).

Considerando la maggior produzione di Soia in Sud America e l’andamento stabile atteso per i consumi, è prevista una minor diminuzione degli Stock rispetto alle precedenti stime.

Positivo l’export di Soia, Cina principale destinazione

Aumenta l’export mondiale di Soia, +2,4% rispetto alla stagione precedente, guidato dalle maggiori esportazioni dei due principali esportatori mondiali: Stati Uniti (+4,4%) e Brasile (+3,2%). Tale incremento compensa abbondantemente la diminuzione attesa per l’Argentina (-9,9%). 

La Cina, che nella stagione 2018/2019 ha rappresentato circa il 57% dell’import Mondiale di Soia, ha importato 88 Mio Tons nel 2019, di cui 57,7 Mio Tons dal Brasile (il 65% del totale) e 17 Mio Tons dagli USA (il 19% del totale). Il prezzo medio di importazione della Cina, nel mese di Dicembre 2019, è stato di 408 $/Ton.

Vedi tutte le informazioni
nel nuovo Slideshow dedicato
alla Soia su TESEO >

TESEO - Produzioni ed Export di Soia
TESEO – Produzioni ed Export di Soia

Fertilità e proteine nella razione alimentare
23 Marzo 2020

Eccessi di proteine possono compromettere la capacità riproduttiva degli animali

Eccessi di proteine nella razione, oltre ad uno sperpero economico e ad un impatto negativo sull’ambiente per le perdite azotate, possono anche compromettere la capacità riproduttiva degli animali. Diventa dunque importante conoscere alcuni concetti fondamentali per definire la fonte e la quantità di di questa fondamentale componente alimentare.

Le proteine sono una sequenza di aminoacidi uniti da legami peptidici. Sono macromolecole presenti nelle cellule come componenti strutturali; svolgono funzione enzimatica, ormonale e di memorizzazione delle informazioni genetiche.

Nella razione si fa riferimento alla proteina grezza, che risulta dalla quantità di azoto moltiplicato per il coefficiente 6,25, dato che la proteina contiene il 16% di azoto (oltre a carbonio, idrogeno, ed ossigeno). La proteina grezza rappresenta varie forme di azoto, sia proteico, sia non proteico (derivato da aminoacidi liberi, acidi nucleici, amine, ammoniaca), che danno risposte diverse nell’organismo animale.

Di tutte le frazioni azotate delle proteine alimentari, l’intestino tenue assorbe gli aminoacidi, che possono derivare dalle fonti proteiche della dieta non degradate dal rumine (by-pass) od endogene, come quelle microbiche ottenute dalle fermentazioni ruminali. Gli aminoacidi utilizzati per le funzioni vitali, la gestazione e al riproduzione, sono noti come proteina metabolizzabile, che dipende dal loro profilo, dalla disponibilità energetica e dagli stimoli ormonali.

Dunque, occorre fare attenzione alla quantità ed alla qualità delle fonti proteiche nell’alimentazione, che debbono essere comunque correlate agli altri parametri fisiologici dell’animale per razionalizzare le produzioni.

TESEO - Confronto tra i parametri analitici di 4 razioni tipo per la bovina da latte
TESEO – Confronto tra i parametri analitici di 4 razioni tipo per la bovina da latte

Fonte: Milkpoint

Export di animali e miglioramento genetico
6 Marzo 2020

Il commercio mondiale di animali vivi ha numeri consistenti. Secondo i dati FAO, nel 2017 raggiungeva valore complessivo di 21 miliardi di dollari, in crescita del 141% rispetto al 2000 e riguardava circa 45 milioni di maiali, 16 milioni di pecore, 11 milioni di bovini, 5 milioni di capre, quasi 2 milioni di pollame e poco più di 300 mila cavalli.

I maggiori esportatori di animali vivi sono Francia, Canada ed Australia. La grande maggioranza di questo commercio è dato dagli animali per l’ingrasso e la macellazione fra Paesi confinanti. Significativi in tal senso sono gli scambi tra USA, Canada e Messico, favoriti dal 1974 con l’accordo di libero scambio NAFTA.

Export USA di bovini e suini è nettamente inferiore rispetto all’Import

Gli USA, ad esempio, esportano suini in diversi Paesi, che vanno dal Messico al Brasile, alla Corea del sud, alla Cina, ma in misura pari ad appena l’1% dei maiali che importano, provenienti quasi tutti dal Canada per allevamento e macellazione. Al contrario, gli USA esportano verso il Canada quasi tutti i cavalli per essere macellati in Quebec e la carne poi esportata in Europa e Giappone, dato che la cultura anglosassone non accetta questa pratica.

Export USA
Bovini da Latte
2019+30%rispetto al 2018

Riguardo i bovini, nel 2019 gli USA hanno esportato circa 307 mila animali vivi, di cui 19844 bovine da latte. Sempre nel 2019, l’import di bovini da latte è stato di ben 2,4 milioni di capi, provenienti dal Canada, con un aumento del 30% rispetto al 2018.

Nel 2018, l’11% dei bovini esportati era rappresentato da vacche e appena l’1% da tori per migliorare il patrimonio genetico e la produttività di Paesi quali Cina, Pakistan, Vietnam o Paesi africani.

L’export di animali vivi per miglioramento genetico è tecnicamente molto più semplice del commercio di seme od embrioni e dunque è diretto verso i Paesi tecnicamente meno evoluti, ma è più complesso e costoso come logistica, dato che viene spesso effettuato con piccole spedizioni per via aerea.

Il commercio di animali per via marittima avviene spesso in condizioni critiche

A livello internazionale il commercio di animali vivi avviene per via marittima, nel migliore dei casi attraverso imprese specializzate, ma spesso su navi cargo convenzionali, in condizioni spesso critiche per gli animali. Lo scorso novembre in un incidente nel mar Nero che trasportava 14 mila pecore dalla Romania all’Arabia Saudita, perirono quasi tutti gli animali.

Questo comporta la necessità di adottare normative comuni a livello internazionale per assicurare le dovute garanzie per i modi ed i tempi di trasporto, ad una attività così importante per l’allevamento e la produzione alimentare mondiale.

CLAL.it - Italia, Export di Bovini
CLAL.it – Italia, Export di Bovini

Fonte: Agweb

Come ridurre la dipendenza dalla Soia?
2 Marzo 2020

E’ possibile ridurre la dipendenza dalla soia? Con quali alternative e con quali effetti sulle proprietà casearie del latte?

Il problema si pone, dato che una buona parte della resa della vacca da latte dipende dalla soia. Con alti contenuti in energia e proteine digeribili, la soia è ormai indispensabile nell’alimentazione di bovini e suini.

Però, nell’era delle sostenibilità, emerge evidente un problema: la sua origine, che comporta la messa a coltura di aree sempre più vaste nella regione amazzonica e non solo, con un importante impatto ambientale. Di fatto, le nostre produzioni animali sono divenute in gran parte dipendenti dalla importazione di soia.

CLAL.it - Import Mondiale Soia
CLAL.it – Import Mondiale Soia

Diventa dunque urgente ricercare le modalità per affrancarsi da tale dipendenza, in un’epoca in cui contrastare le cause del cambiamento climatico è divenuto un impegno imprescindibile. La domanda dei consumatori ed i requisiti della distribuzione alimentare vanno sempre più in tal senso come ha dimostrato, pur con le dovute riserve, la questione olio di palma.

Un articolo su Farmers Weekly riporta tale problematica descrivendo l’esperienza di un allevatore inglese di 380 vacche da latte che ha sostituito una parte di soia con un expeller di colza bypass.

L’introduzione di derivati della colza possono aumentare l’efficienza alimentare

La razione alimentare è stata riformulata tenendo conto del diverso tenore proteico e bilanciando l’apporto dei foraggi, in modo da evitare un calo produttivo. Anche l’apporto aminoacidico è stato attentamente valutato (la soia, ricca in lisina è però povera in metionina). L’apporto proteico può essere ridotto con l’introduzione di aminoacidi protetti dalla degradazione ruminale, aumentando così l’efficienza alimentare.

L’università di Nottingham ha dimostrato che le vacche alimentate con una razione contenente derivati della colza invece della soia, possono produrre più latte.

Nella nostra realtà, dato il nesso tra alimentazione e qualità del latte per la trasformazione casearia e la difficoltà a disporre di fonti alternative, il problema di un affrancamento dalla soia è ancora più difficile da risolvere. Da qui la necessità di un impegno degli allevatori insieme ai centri di ricerca.

CLAL.it - Confronto Soia e Colza
CLAL.it – Confronto Soia e Colza

Fonte: Farmers Weekly