Mais e Soia: prezzi e aggiornamenti di mercato | Giugno 2021
15 Giugno 2021

MAIS

Il Ministero dell’Agricoltura Statunitense ha pubblicato l’aggiornamento di Giugno sui mercati del Mais e della Soia.

Annata 2021/2022

Gli stock iniziali di Mais per l’annata 2021/22 sono stimati in diminuzione rispetto alle previsioni di Maggio, influenzati dalle revisioni sull’annata in corso. Le previsioni sulla produzione, il trade e la domanda globale di Mais sono sostanzialmente invariate rispetto alle stime di Maggio, di conseguenza gli stock finali sono rivisti in diminuzione. 

TESEO.clal.it - Stock Iniziali di Mais 2020/21
TESEO.clal.it – Stock Iniziali di Mais 2020/21
Annata 2020/2021

La produzione di Mais per l’annata Settembre 2020 – Agosto 2021 è stata rivista in diminuzione. Il Brasile, durante il mese di Maggio, ha registrato precipitazioni al di sotto della norma nelle regioni Centro-Ovest e Sud, condizionando negativamente le rese del secondo raccolto di Mais. 

Per quanto riguarda gli Stati Uniti, per l’annata in corso, sono stati rivisti in aumento i dati sull’export di Mais e sul Mais utilizzato per la produzione di etanolo, riducendo le scorte.
I prezzi dell’etanolo sono aumentati sensibilmente negli ultimi mesi, sostenuti da una domanda ora vicina ai livelli pre-Covid.

Prezzi di Mercato

I prezzi medi del Mais durante i primi giorni di Giugno rimangono elevati, seppur ad un livello inferiore rispetto ai picchi raggiunti durante il mese di Maggio. I prezzi medi di vendita del Mais dall’1 all’11 Giugno in USA (North West Iowa) si attestano a 276,2$/Ton, +0,8% rispetto al mese di Maggio.

In Italia, i prezzi medi quotati il 10 Giugno a Bologna sono in aumento del +1,5% rispetto alla quotazione precedente, attestandosi a 271€/Ton per il Mais nazionale ad uso zootecnico e 275€/Ton per il Mais nazionale ad uso zootecnico con caratteristiche. Ad ogni modo, i prezzi medi di Giugno sono in leggera diminuzione rispetto a Maggio. 

TESEO.clal.it - USA: Prezzo mensile del Mais
TESEO.clal.it – USA: Prezzo mensile del Mais

SOIA

Annata 2021/2022

A differenza del Mais, le previsioni sugli Stock iniziali di Soia per l’annata 2021/22 sono riviste in aumento di 1,5 Mio Tons, influenzate dalle revisioni sull’annata Settembre 2020 – Agosto 2021. Le stime sulle produzioni, il trade e la domanda globale di Soia sono sostanzialmente stabili rispetto al forecast di Maggio. Di conseguenza, gli stock finali sono rivisti in aumento. 

Annata 2020/2021

La produzione di Soia per l’annata in corso (Sett 2020 – Ago 2021) è stata rivista in aumento, trainata da un maggior raccolto di Soia in Brasile.

TESEO.clal.it - Produzione di Soia 2020/21
TESEO.clal.it – Produzione di Soia 2020/21
Prezzi di Mercato

I prezzi medi di vendita della Soia rilevati dall’1 all’11 Giugno in USA (Western Illinois) si attestano a 605,8$/Ton, in calo del -1,4% rispetto alla media di Maggio. Situazione inversa in Brasile, dove i prezzi medi della Soia rilevati nello stesso periodo in Paranà sono in aumento del +1,7% in dollari rispetto al mese di Maggio, attestandosi a 548,5$/Ton

In Italia, il prezzo medio dei Semi di Soia quotato il 10 Giugno a Bologna è di 638€/Ton, in diminuzione del -2,0% rispetto alla quotazione precedente.  

TESEO.clal.it - Brasile: Prezzo Mensile della Soia
TESEO.clal.it – Brasile: Prezzo Mensile della Soia

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L’Europa immagina gli agricoltori del futuro
3 Giugno 2021

Green Deal (Piano verde) europeo, cioè l’insieme delle iniziative politiche per raggiungere la neutralità climatica, Farm to Fork (dal Produttore al consumatore) e Biodiversità, le strategie UE per rendere il sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell’ambiente, disegnano cambiamenti sostanziali per l’agricoltura nei prossimi decenni, rendendola uno dei settori più importanti per la trasformazione economica e sociale europea verso un futuro durevole.

Gli agricoltori dovranno essere i soggetti della transizione verso sistemi che dovranno continuare ad assicurare la produzione alimentare in mercati aperti e concorrenziali, nella logica della rigenerazione delle limitate risorse ambientali, della biodiversità e della trasparenza, stabilendo nuovi rapporti di fiducia con i consumatori.
Ma come saranno gli agricoltori del futuro, come si rapporteranno al mercato, quali le scelte tecniche e tecnologiche per l’innovazione delle loro attività?

Dallo studio Farmers of the Future del Joint Research Centre (JRC), il servizio scientifico di ricerca della Commissione Europea dislocato in cinque Paesi UE, emergono gli ambiti in cui dovranno operare gli agricoltori nella prospettiva al 2040, nel contesto del cambiamento climatico, della scarsità di risorse, dell’evoluzione nella domanda, delle inevitabili modifiche strutturali.

Gli agricoltori nel 2040: profili innovativi e diversificati

La pandemia Covid-19 ha già lanciato un forte allarme su quanto il sistema alimentare debba essere resiliente e su come la produzione agricola nei prossimi decenni non possa basarsi solo sulle pratiche attuali ma debba applicare l’agroecologia ed anche sviluppare metodi innovativi come l’agricoltura cellulare (cell farming) o quella in ambiente controllato (vertical farming, fuori suolo). Per rispondere alle aspettative della società ma anche per dare un apporto specifico alla sostenibilità, i profili degli agricoltori potranno essere molto diversificati: dal tipo adattativo a quello industriale, intensivo, patrimoniale; oppure innovativo (cell farmer, fuori terra), ma anche attivo per scopi sociali o comunitari, per nuove scelte di vita, nell’agricoltura periurbana od anche semplicemente essere agricoltori per passione.

I vari profili di agricoltori saranno comunque interessati dalle innovazioni tecnologiche che caratterizzeranno l’agricoltura nei prossimi due decenni. La digitalizzazione modellerà i processi produttivi, come lasciano già intravedere agricoltura di precisione ed automazione, la grande disponibilità di dati renderà più trasparenti i processi produttivi mentre le nuove applicazioni biotecnologiche potranno innovarli o trasformarli.

Restano delle domande importanti: come potranno i diversi profili di imprenditori agricoli tendere alla stessa direzione? Come diventare resilienti verso le crisi di varia natura? Come affrontare le volatilità? E soprattutto, come effettivamente agire nel dialogo di filiera e con i consumatori?
Le scelte strategiche UE indicano che è giunto il momento per rispondere a tali domande. Tutti debbono esserne consapevoli.

Fonte: Parlamento Europeo

Mais e Soia: prezzi e aggiornamenti di mercato | Maggio 2021 [VIDEO]
20 Maggio 2021

Primo Forecast USDA sull’annata 2021-2022 per i mercati di Mais e Soia: le produzioni mondiali sono stimate in aumento, influenzando positivamente gli stock finali, mentre i prezzi nelle principali piazze mondiali si mantengono elevati.

Michele del Team di CLAL.it e TESEO commenta il forecast e gli andamenti di mercato nel seguente video.


MAIS

Le Produzioni Mondiali di Mais per l’annata 2021/22 sono stimate a 1.190 Mio Ton, in crescita del +5,4% rispetto l’annata precedente. Si prevedono aumenti in tutti i principali paesi produttori, con raccolti record per Brasile, Cina e Ucraina

Anche la domanda globale di Mais per la stagione 2021/22 è stimata in aumento, supportata principalmente dalla forte richiesta per l’alimentazione animale. 

L’export di Mais per la prossima stagione è stimato in crescita del +5,7%, trainato da Brasile (+22,9%), Argentina (+5,9%) e Ucraina (+32,6%). L’export degli Stati Uniti è previsto in diminuzione del -11,7% data la maggior competitività di Ucraina e Russia. 

Gli Stock finali di Mais, risultanti dal bilancio tra produzioni, domanda ed export, sono stimati in aumento del +3,1%, con variazioni importanti negli Stati Uniti (+19,9%) e in Brasile (+70,7%). 

TESEO.clal.it - Mais: Bilancio di Mercato 2021-22
TESEO.clal.it – Mais: Bilancio di Mercato 2021-22

I prezzi medi di vendita del Mais rilevati nelle principali piazze mondiali dall’1 al 12 Maggio, registrano ulteriori incrementi, con variazioni significative per USA (+21,4%), Argentina (+12,1% in dollari) e Francia (+10,8%) rispetto alle quotazioni di Aprile. 

In Italia, i prezzi medi quotati il 13 Maggio a Bologna sono in aumento a 278€/Ton per il Mais nazionale ad uso zootecnico e 282€/Ton per il Mais nazionale ad uso zootecnico con caratteristiche.

TESEO.clal.it - Prezzo Mais Bologna
TESEO.clal.it – Prezzo Mais di Bologna

SOIA

Le Produzioni Mondiali di Soia per la stagione 2021/22 sono stimate a 386 Mio Ton, in aumento del +6,2% rispetto l’annata precedente, guidata dagli aumenti produttivi di Brasile, Stati Uniti e Argentina. 

L’import è stimato in aumento del +2,9%, supportato dalla domanda cinese, che si prevede in crescita a 103 Mio Ton per l’annata 2021/22. L’export mostra una maggiore stabilità, con l’aumento stimato per il Brasile (+8,1%) compensato da un calo atteso per gli Stati Uniti (-9,0%). 

TESEO.clal.it - Export di Soia
TESEO.clal.it – Export di Soia

Con una domanda che cresce ad un ritmo più lento delle produzioni, gli Stock finali di Soia sono rivisti in positivo, +5,3% rispetto alla stagione 2020/21. 

Continua l’aumento delle quotazioni dei Semi di Soia nei primi giorni di Maggio. I prezzi medi di vendita della Soia dall’1 al 12 Maggio in USA (Western Illinois) si attestano a 627$/Ton, +9,8% rispetto al mese precedente.
Trend analogo per il Brasile, dove i prezzi medi della Soia dall’1 al 12 Maggio registrano una variazione del +7,2% in dollari rispetto ad Aprile, e per l’Italia, con il prezzo medio dei Semi di Soia quotato a Bologna che ha superato i 700€/Ton. 

TESEO.clal.it - Prezzo Semi di Soia in USA
TESEO.clal.it – Prezzo Semi di Soia in USA

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Obiettivo Bio nella strategia Farm to Fork: gli ostacoli da superare
6 Maggio 2021

Fra gli obiettivi della strategia Farm to Fork dell’Unione Europea c’è anche il raggiungimento, entro il 2030, di almeno il 25% di superficie agricola a coltivazione biologica, nel nome della sostenibilità.

Il tema riguarda anche la filiera latte, dai produttori, ai trasformatori, a chi dovrà riuscire a vendere sul mercato prodotti lattiero caseari a prezzi conseguentemente maggiori di quelli convenzionali.

I consumatori saranno disponibili a pagare di più? Quale potrà essere l’impatto di questo cambiamento strategico per l’export? Cosa dovranno mettere in atto i produttori per la transizione al biologico? In concreto, si tratta di un obiettivo realistico?

Attualmente solo l’8,5% dei terreni è coltivato a bio ed ai ritmi attuali di crescita, nel 2030 si potrebbe raggiungere un valore variabile dal 15% al 18%.

4 milioni di capi in UE dovranno produrre latte Bio entro il 2030

In Paesi come Germania, Francia ed Olanda, il bio nel latte varia dal 2,5% al 5,5% della produzione totale ed il solo Paese con una produzione rilevante è l’Austria, dove il latte da agricoltura biologica è il 22% del totale. Raggiungere l’obiettivo del 25% al 2030 significa moltiplicare per sei il numero di vacche che attualmente producono latte bio, cioè quattro milioni di capi con oltre centomila allevatori che dovranno fare la transizione dalla produzione convenzionale. Una volta terminata tale transizione, che richiede circa un paio d’anni, resta poi l’incognita di sapere se il maggior prezzo atteso per il latte sarà sufficiente per compensarne la minor produzione ed i maggiori costi produttivi.

In ogni caso, attuare l’obiettivo fissato dalla strategia F2F è tutt’altro che semplice. Il tema ha implicazioni generali: se la società intende spingere gli agricoltori verso una maggiore produzione biologica, dovrà essere disponibile ad assumere i costi di questa transizione e dovrà anche avere la capacità di convincere i consumatori sul valore degli sforzi per la sostenibilità attuati dei produttori. Secondo l’organizzazione europea dei consumatori (BEUC), solo un consumatore UE su cinque si dichiara attualmente disponibile a pagare un prezzo superiore per avere prodotti più sostenibili ed anche nei mercati di esportazione la domanda di prodotti lattiero-caseario bio, commodity comprese, è limitata.

Occorre dunque affrontare in modo serio e consapevole la tematica F2F. Non si tratta solo di indirizzare i produttori agricoli verso pratiche più appropriate per far fronte agli obiettivi di sviluppo sostenibile, ma di valutarne le conseguenze. Il dialogo di filiera diventerà ancora più necessario, così come le azioni di comunicazione per avvicinare chi produce e chi consuma, che sono sempre più due soggetti della stessa realtà. Dovranno poi essere valutati gli impatti sui mercati internazionali, aspetto non indifferente visto il ruolo dell’export lattiero-caseario UE.

CLAL.it - Germania: Confronto Prezzi del Latte BIO e del Latte Convenzionale alla Stalla
CLAL.it – Germania: Confronto Prezzi del Latte BIO e del Latte Convenzionale alla Stalla

Fonte: Agriland

Mais e Soia: prezzi e aggiornamenti di mercato | Aprile 2021
16 Aprile 2021

MAIS

Il Ministero dell’Agricoltura Statunitense ha pubblicato l’aggiornamento di Aprile sui mercati del Mais e della Soia.

Le produzioni mondiali di Mais per l’annata 2020/21 sono stimate a 1.137 Mio Ton, in leggero aumento rispetto alla previsione precedente, con variazioni positive in Unione Europea (incluso Regno Unito), Pakistan ed Ecuador. Rivista in diminuzione la produzione in Argentina, a causa delle condizioni di siccità causate dal fenomeno climatico La Niña

A seguito di un aumento atteso per i consumi di Mais, gli stock mondiali a fine annata sono stati rivisti in diminuzione, con una variazione prevista del -6,3% rispetto all’annata precedente. 

TESEO.clal.it - Stock Finali di Mais
TESEO.clal.it – Stock Finali di Mais

I prezzi medi di vendita dall’1 all’15 Aprile rilevati in West Iowa (USA) si attestano a 218 $/ton, in aumento del +5,4% rispetto al mese precedente.
I prezzi medi del Mais rilevati nello stesso periodo a Bordeaux (Francia) si attestano a 210,2 €/Ton, in leggera diminuzione rispetto alla media di Marzo 2021. 

I prezzi medi quotati il 15 Aprile a Bologna sono di 234€/Ton per il Mais nazionale ad uso zootecnico e 238€/Ton per il Mais nazionale ad uso zootecnico con caratteristiche.

TESEO.clal.it - Prezzo del Mais in Francia
TESEO.clal.it – Prezzo del Mais in Francia

SOIA

La produzione mondiale di Soia per la stagione in corso è prevista in aumento di 1,4 Milioni di Tonnellate rispetto al forecast precedente. In Brasile la produzione è rivista in aumento (+1,5% rispetto alla previsione precedente), in quanto potrebbe esser sostenuta da maggiori rese produttive.

TESEO.clal.it - Produzione Mondiale di Soia
TESEO.clal.it – Produzione Mondiale di Soia

Gli stock finali di Soia per la stagione 2020/21 sono stati rivisti positivamente rispetto alla previsione precedente, pur mantenendosi a livelli ampiamente inferiori all’annata 2019/20 (-9,9%). 

I prezzi medi di vendita della Soia dall’1 al 15 Aprile in USA si attestano a 547,7$/Ton, in aumento del +0,1% rispetto al mese precedente. 

Prosegue l’aumento del prezzo dei Semi di Soia in Italia. L’ultima quotazione di Bologna registra un prezzo medio di 693€/Ton, con una variazione del +6,1% rispetto alla quotazione precedente. 

TESEO.clal.it - Italia: Prezzi dei Semi di Soia
TESEO.clal.it – Italia: Prezzi dei Semi di Soia

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Valorizzare le commodity coltivate nel rispetto della sostenibilità [Intervista a Valeria Villani]
29 Marzo 2021

Valeria Villani - Imprenditrice Agricola
Valeria Villani – Imprenditrice Agricola

Valeria Villani
Gualtieri (RE), Emilia-Romagna – ITALIA

Istituire protocolli incentrati sulla sostenibilità ambientale per la produzione cerealicola, e accompagnare gli agricoltori alla crescita professionale attraverso la formazione. Nessun timore, poi, nei confronti di tecnologie produttive rispettose dell’ambiente (purché non OGM e che non minaccino la biodiversità), incentivazione delle filiere idonee alla valorizzazione dei prodotti e sostegno legislativo da parte dell’Italia e dell’Europa per tutelare sistemi etici sul piano del lavoro, della sicurezza alimentare e dell’ambiente. Sono questi i cardini sui quali poggiare il futuro della cerealicoltura, secondo Valeria Villani, imprenditrice agricola che a Gualtieri (Reggio Emilia) coltiva 450 ettari di terreno, con una marcata propensione a ridurre l’impatto ambientale e i costi di produzione grazie a tecniche consolidate ormai da 20 anni. L’abbiamo intervistata per approfondire i temi.

Valeria Villani, da cosa è dipesa, a suo parere, l’impennata dei prezzi di cereali e semi oleosi?

“La crescita è dovuta prevalentemente a due fattori: l’approvvigionamento della Cina sui mercati internazionali e le limitazioni in Argentina e Russia dell’export di cereali e semi oleosi. Credo che queste strategie commerciali siano nate dal timore degli effetti devastanti che il Covid sta portando all’economia internazionale, effetti che saranno ancora più pesanti quando l’emergenza terminerà e finiranno gli aiuti statali. Inoltre, penso che alcuni Paesi abbiano intrapreso questa politica per garantire almeno alle fasce più povere, che saranno quelle più colpite, il sostentamento alimentare”.

Come è possibile arginare la volatilità?

Riconoscere il valore delle commodity sostenibili

“La volatilità può essere contrastata solo riconoscendo il valore aggiunto delle commodity coltivate con protocolli che rispettano la sostenibilità ambientale, i diritti dei lavoratori e non permettendo ai prodotti che escono da questi principi di essere commercializzati sugli stessi mercati. Questo porterebbe i soggetti a valle della filiera a stringere accordi produttivi con i soggetti a monte, e ad avere una redditività distribuita lungo la filiera: la conseguenza sarebbe il contenimento della volatilità dei prezzi. Inoltre, bisognerebbe tornare ai principi ispiratori della Pac, laddove l’autosufficienza sulle commodity risulti necessaria, fatto messo in evidenza durante la crisi dovuta alla pandemia”.

Nella sua azienda pratica minima lavorazione, semina su sodo o altre soluzioni di agricoltura di precisione?

“Nella nostra azienda pratichiamo semina su sodo da almeno 20 anni, concimazione a rateo variabile e l’utilizzo della guida satellitare per l’uso dei prodotti fitosanitari. Utilizziamo da tre anni il sistema in Cloud di Climate Fieldview, abbiamo cinque sistemi satellitari di cui due Rtk”.

Ha fatto investimenti di recente? E quali interventi ha in programma per il futuro?

“Nell’ultimo anno abbiamo acquistato un sistema satellitare, una trincia con sistema satellitare e Nir. Nel futuro vorremmo dotarci della macchina per seminare il mais a rateo variabile”.

Uno degli aspetti da non sottovalutare è legato ai cambiamenti climatici. Come fronteggiarli?

“Credo che l’unico modo per fronteggiarli, oltre all’impegno nella sostenibilità ambientale per rallentarli, sia la ricerca agronomica per individuare piante in grado di sopportare la grande variabilità climatica”.

Come si potrebbe rilanciare un piano proteico e cerealicolo in Italia?

Valorizzare le commodity italiane in un piano di rilancio

“Bisognerebbe innanzitutto valorizzare le commodity italiane, in quanto non OGM, coltivate con protocolli sostenibili dal punto di vista ambientale e nel rispetto dei lavoratori. Sarebbe necessario quindi creare filiere dove questi aspetti siano valorizzati. Per fare questo servirebbe però il sostegno legislativo nel vietare la circolazione di prodotti in Italia e in Europa che non rispettino tali principi”.

Teseo by Clal cosa potrebbe sviluppare per aiutare gli agricoltori nel percorso di formazione?

“Gli agricoltori hanno bisogno di informazioni capillari e dal vasto orizzonte, come proiezioni su ciò che accade sui mercati internazionali, per decidere su quali settori investire. Servirebbe anche una formazione orientata a capire quali tecnologie implementare nella propria azienda e come ricavarne il massimo profitto”.

Come immagina l’agricoltura fra 20 anni?

“La risposta non è facile, dal punto di vista della previsione e del contenuto. Purtroppo se le politiche agricole rimarranno le stesse, con un aumento di oneri e di protocolli produttivi per gli agricoltori, senza estendere tali regole alla commercializzazione, temo che i prodotti che stanno alla base dell’alimentazione umana siano destinati a sparire dall’Italia”.

Mais e Soia: prezzi e aggiornamenti di mercato | Marzo 2021
18 Marzo 2021

Il Forecast USDA di Marzo mostra segni di stabilità nei mercati del Mais e della Soia. Le produzioni mondiali sono state riviste in leggero aumento, influenzando positivamente gli stock finali, i quali si mantengono però a livelli ampiamente inferiori rispetto l’annata precedente.

Michele del Team di CLAL.it e TESEO commenta il forecast e gli andamenti di mercato nel seguente video.

MAIS

Il Ministero dell’Agricoltura Statunitense ha pubblicato l’aggiornamento di Marzo sui mercati del Mais e della Soia.

Le produzioni mondiali di Mais per la stagione 2020/21 sono stimate in leggero aumento rispetto alla previsione precedente, grazie alle variazioni positive in India, Sudafrica e Bangladesh. Invariate le stime per i principali produttori: USA, Cina e Brasile. 

La stima degli stock mondiali a fine annata conferma una diminuzione, del -5,1% rispetto all’annata precedente.

I prezzi medi di vendita dall’1 all’11 Marzo rilevati in West Iowa (USA) si attestano a 205 $/ton, in diminuzione del -0,9% rispetto al mese precedente. In Brasile, invece, il prezzo medio del Mais dall’1 all’11 di Marzo è in leggero aumento rispetto al mese di Febbraio, con un prezzo medio di 260,6 $/ton. 

In Italia, i prezzi del Mais sono sostanzialmente stabili. I prezzi medi quotati l’11 Marzo a Bologna sono di 230€/Ton per il Mais nazionale ad uso zootecnico e 234€/Ton per il Mais nazionale ad uso zootecnico con caratteristiche.

Prezzo Mais di Bologna

SOIA

Le scorte di Soia a fine annata agraria sono riviste in leggero aumento, pur mantenendosi a livelli ampiamente inferiori rispetto l’annata precedente (-12,8%). Il forecast di Marzo stima un aumento degli stock finali per Cina e Brasile, quasi interamente compensato dalla diminuzione prevista per l’Argentina. 

Stock Finali di Soia

Le stime produttive per l’annata in corso sono riviste in aumento in Brasile per 1 milione di tonnellate, e in diminuzione in Argentina per 0,5 milioni di tonnellate. In Argentina, infatti, il raccolto potrebbe risentire delle condizioni di siccità registrate nelle ultime settimane

I prezzi medi di vendita della Soia dall’1 all’11 Marzo negli USA sono in aumento del +2,7% rispetto al mese precedente, attestandosi a 548,8$/Ton.
Anche in Argentina e Brasile si registrano aumenti dei prezzi della Soia in valuta locale, dovuti principalmente all’inflazione. 

Il prezzo medio dei Semi di Soia quotato l’11 Marzo a Bologna è aumentato sensibilmente a 546€/Ton, +4,4% rispetto alla quotazione precedente.   

Prezzo Semi di Soia Bologna

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La colza può essere un’alternativa alla soia?
4 Marzo 2021

La gran parte delle proteine nei prodotti succedanei di carne e latte deriva dalla soia. La dipendenza da una sola coltura, di cui l’80% è ottenuto in tre Paesi, Argentina, Brasile e USA, pone evidenti criticità e sottolinea con urgenza il bisogno di trovare altre alternative. Questo non è facile dato il grande valore biologico delle proteine della soia, che contengono tutti i nove aminoacidi essenziali per l’alimentazione umana.

Una alternativa potrebbe essere la colza (Rapeseed o Canola in nord America), oleaginosa largamente coltivata in Europa centro-settentrionale che contiene circa il 20% di proteine di alta qualità. Secondo i ricercatori tedeschi le proteine di colza, presenti nella farina di estrazione dopo la produzione dell’olio, hanno un effetto comparabile se non superiore a quello della soia sui parametri metabolici e producono anche una maggiore sensazione di sazietà. Comportano però un persistente gusto amarognolo, che il miglioramento genetico e le nuove tecnologie cercano di superare.

La ricerca applicata è attiva per definire il potenziale della colza come componente di nuovi prodotti alimentari da fonti vegetali plant-based. Ad esempio nel Regno Unito una iniziativa pubblico/privata cerca di sviluppare prodotti da forno senza glutine per i celiaci, partendo anche dalla farina d’estrazione di colza. Un vantaggio di questa brassicacea rispetto alla soia è l’assenza di fitoestrogeni (isoflavoni) e l’assenza di modifiche genetiche. La grande diffusione dell’olio di colza e la sua accettazione da parte dei consumatori, insieme a questo differenziale positivo, porta dunque ad intravedere interessanti possibilità per i nuovi prodotti plant-based.

TESEO.clal.it - Costo di 1000gr (1kg) di proteine fornite da Soia e Colza
TESEO.clal.it – Costo di 1000gr (1kg) di proteine fornite da Soia e Colza

Fonte: Azo Life Sciences

Mais e Soia: prezzi e aggiornamenti di mercato | Febbraio 2021 [VIDEO]
16 Febbraio 2021

I prezzi di Mais e Soia si mantengono elevati sulle principali piazze. L’import Cinese di Mais potrebbe triplicare nell’annata in corso, mentre per gli Stati Uniti è stimata una riduzione delle scorte di Soia del -77,2%.

Michele del Team di CLAL.it e TESEO commenta il forecast e gli andamenti di mercato nel seguente video.

MAIS

Il Ministero dell’Agricoltura Statunitense ha pubblicato l’aggiornamento di Febbraio sui mercati del Mais e della Soia.

Leggermente più ottimista il forecast del 10 Febbraio riguardo le Produzioni Mondiali di Mais 2020/21, se confrontato con la previsione precedente. La produzione è stimata ora in aumento di 17,5 milioni di tonnellate rispetto alla stagione 2019/20. 

Al contrario, il forecast dei Consumi ha subito una leggera contrazione, passando da +1,7% a +1,5%.
Ne risulta che l’erosione degli Stock Mondiali di Mais prevista per l’annata 2020/21 sia più contenuta (-5,4% rispetto all’annata precedente).

L’import Cinese di Mais potrebbe triplicare nell’annata in corso, a vantaggio degli Stati Uniti, il cui export verso la Cina è in deciso aumento. 
L’import dell’Unione Europea (Regno Unito incluso) è stimato a 15,5 milioni di tonnellate, ovvero 3,1 milioni di tonnellate in meno rispetto la stagione 2019/20.

I prezzi medi di vendita dall’1 al 10 Febbraio rilevati in West Iowa (USA) si mantengono a livelli elevati, attestandosi a 206,5 $/ton, in aumento del +7,1% rispetto al mese precedente.
Anche in Francia, il prezzo medio del Mais dall’1 al 12 Febbraio è in leggero aumento rispetto al mese di Gennaio, con un prezzo medio di 209,7 €/ton. 

I prezzi medi quotati l’11 Febbraio a Bologna sono 231€/Ton per il Mais nazionale ad uso zootecnico e 235€/Ton per il Mais nazionale ad uso zootecnico con caratteristiche.

SOIA

Il Forecast USDA di Febbraio riporta Consumi di Soia in aumento rispetto alla previsione precedente. Questo comporta un’ulteriore diminuzione degli Stock Finali per l’annata in corso: -11,49 milioni di tonnellate rispetto all’annata 2019/20.

Il calo degli stock è attribuibile principalmente agli Stati Uniti, per i quali è stimata una riduzione delle scorte del -77,2% rispetto alla stagione precedente. 

I prezzi medi dei semi di Soia in USA e in Brasile mostrano segni di stabilità.
Il prezzo medio di vendita dall’1 al 10 Febbraio in Western Illinois (USA) è 529,7$/ton.
Il prezzo medio nello stesso periodo in Brasile si attesta a 508,4$ per tonnellata. 
Il prezzo medio dei Semi di Soia quotato l’11 Febbraio a Bologna è stabile a 500€/Ton.  

Per maggiori dettagli sui mercati del latte, agricolo e suinicolo seguiteci sui nostri siti web CLAL.it e TESEO.clal.it.

Politiche agricole UE: obiettivi e limiti nel contrastare il cambiamento climatico
15 Febbraio 2021

Del Prof. Corrado Giacomini, Economista Agroalimentare, Università degli Studi di Parma

Prof. Corrado Giacomini
Prof. Corrado Giacomini

In tutto il mondo cresce la preoccupazione sul cambiamento climatico e si cerca di arrivare a degli accordi internazionali per riuscire ad agire sulle cause, in particolare, controllando e riducendo le emissioni di gas serra. Come scrive Jean Tirole, premio Nobel per l’economia nel 2014: “i vantaggi legati all’attenuazione del cambiamento climatico restano sostanzialmente globali e remoti, mentre i costi dell’attenuazione sono locali e immediati”.

È così che si può spiegare il comportamento del Presidente Trump quando ha deciso di togliere la firma degli USA dall’accordo di Parigi. Mantenerla avrebbe comportato di adottare subito misure per ridurre le emissioni di gas serra imponendo vincoli all’economia americana per effetti raggiungibili solo in un lontano futuro e solo se tutti gli altri Paesi adottassero veramente quanto deciso nell’accordo.

L’UE prevede di ridurre l’uso di pesticidi, sostanze antimicrobiche e fertilizzanti

Anche i cittadini europei sono molto sensibili a questa minaccia e la Commissione Ue ha delineato le politiche da adottare nei Paesi Membri, oltre che in una comunicazione quadro “Il Green Deal europeo”, in un’altra “Dal produttore al consumatore”, che definisce gli obiettivi e i limiti nel settore agroalimentare. Secondo questa comunicazione, la Commissione adotterà misure per ridurre, entro il 2030, del 50% l’uso di pesticidi chimici, del 50% le vendite di sostanze antimicrobiche per gli animali da allevamento, del 20% l’uso di fertilizzanti e per spingere la diffusione dell’agricoltura biologica fino al 25% del totale dei terreni agricoli.  

È evidente che questi limiti da applicare in un termine piuttosto breve, 10 anni, preoccupano non poco gli agricoltori europei. Inoltre, l’azione della Commissione UE, che prevedeva una serie di provvedimenti da assumere tra il 2019 e il 2021, è stata certamente frenata dalla grave situazione nella quale è piombata tutta l’economia mondiale a causa della pandemia da Covid-19. Ma, a parte gli effetti della pandemia, bisogna tener conto delle ricadute sull’ambiente del rapporto tra domanda ed offerta, che inevitabilmente si confronteranno entro il 2030 a livello mondiale con risposte del tutto diverse da parte dei paesi sviluppati, in via di sviluppo e sottosviluppati.

A luglio del 2020 l’OCDE ha dato alle stampe “Perspectives agricoles de l’OCDE e de la FAO 2020-2029”, in tempo per poter tener conto anche dei primi effetti della pandemia, con l’obiettivo di valutare al 2029 l’andamento della domanda, della produzione e degli scambi mondiali delle principali produzioni agricole (25 sono i prodotti di base presi in considerazione), analizzando anche i fattori su cui si basa il raggiungimento degli obiettivi previsti.

L’Asia-Pacifico avrà il maggior peso sull’incremento della domanda

Secondo l’OCDE, l’aumento della popolazione mondiale (a 8,4 miliardi) resterà il principale fattore di crescita della domanda di prodotti alimentari di base che, misurata in calorie, dovrebbe crescere al 2029 del 15%, di cui le materie grasse dovrebbero rappresentare circa il 50%. E saranno le regioni dell’Asia-Pacifico, le più popolose del pianeta, che avranno il maggior peso sull’incremento della domanda. L’aumento della produzione, data l’impossibilità di ottenerlo con incrementi significativi di superfici da coltivare, dovrà avvenire soprattutto attraverso l’aumentato impiego di mezzi tecnici (fertilizzanti, antiparassitari, fitofarmaci, ecc.), l’incremento del numero dei capi in allevamento e quindi anche del fabbisogno di alimenti, e l’impiego di nuove tecnologie generate dai progressi della ricerca.

Se l’incremento della produzione disponibile dovrà soddisfare la domanda soprattutto dei paesi emergenti e sottosviluppati, pare di poter prevedere che questo avverrà soprattutto attraverso l’intensificazione delle colture e inciderà anche sull’aumento degli scambi mondiali.  Queste poche note sui dati della pubblicazione dell’OCDE mettono in evidenza che lo sviluppo della domanda e della produzione mondiale di prodotti agricoli entro il 2030, e proprio perché proveniente soprattutto da Paesi emergenti, difficilmente potrà dare un contributo all’obiettivo della neutralità climatica, cioè a zero emissioni di gas serra, che la UE si è data per il 2050.

Ha ragione Jean Tirole: è difficile conciliare vantaggi globali e remoti con costi immediati e individuali. Forse proprio la pandemia potrà dare un piccolo aiuto a raggiungere questo obiettivo perché, secondo l’OCDE, la caduta del potere d’acquisto generata dalla crisi economica concorrerà a ridurre la domanda alimentare al 2029 di circa l’1%.