La conduzione dei terreni agricoli negli USA
18 Aprile 2017

Negli Stati Uniti, la produzione agricola interessa il 51% del terreno disponibile. L’uso del terreno agricolo ed i suoi cambiamenti hanno importanti riflessi economici ed ambientali, influenzando aspetti quali la conservazione delle risorse idriche, l’uso del suolo, la qualità dell’aria e della emissioni di gas effetto serra (GHG) oltre, ovviamente, alla produzione agroalimentare. Il valore dei terreni e delle strutture rappresenta l’80% del valore totale del settore agricolo e dunque costituisce un indice sostanziale per valutare la performance finanziaria del settore e le sue variazioni sono un elemento cruciale per la sostenibilità economica dell’attività agricola.

E’ importante seguire l’andamento della proprietà terriera per capire quanto il beneficio del capitale vada agli agricoltori oppure a soggetti che sono estranei all’attività produttiva e che posseggono terreno per fini di investimento od altre finalità.

Proprietà dei terreni agricoli in USA

Secondo l’indagine del Tenure Ownership and Transition of Agricultural Land, il totale dei terreni coltivati negli USA ammonta a 366,6 milioni di ettari. La maggioranza di questi, il 61%, è condotta direttamente dai proprietari, mentre il 39% è in affitto. Suddividendo questa percentuale, un 8% dei terreni, pari a 28,3 milioni di ettari, viene preso in affitto da altri agricoltori, ed il 21%, cioè 114,5 milioni di ettari, è preso in affitto da proprietari che hanno cessato anche recentemente una conduzione agricola diretta. I terreni appartenenti invece a grandi imprese o società ed altri (non agricoltori), sono il 10% del totale, cioè 37,2 milioni di ettari.

Fonte: USDA Economic Research Service

Un nuovo futuro per il sorgo
17 Marzo 2017

Il sorgo è uno dei cinque cereali più coltivati al mondo. Originario dell’Africa, sono 28 le specie attualmente coltivate. Oltre che per produrre granella, il sorgo viene usato per ottenere melasso, bevande alcoliche e biocarburanti, a dimostrazione della sua importanza e versatilità.

Molto diffuso in Asia ed in Africa dove é di uso tradizionale in cucina, da qualche tempo è diventato un ingrediente sempre più importante per l’industria agroalimentare anche negli USA ed in Europa, dove rappresenta una alternativa al crescente mercato di prodotti gluten-free per i celiaci. È un valido ingrediente per gli snacks di cereali, le barrette energetiche ed in generale i prodotti da forno, pane incluso.

Il sorgo presenta caratteristiche di versatilità e funzionalità che ne lasciano prevedere interessanti prospettive come ingrediente nelle diete moderne, soprattutto nei paesi ad economia avanzata, in sostituzione del frumento. Quanto sta avvenendo per prodotti quali la quinoa od i semi di chia come ingredienti, potrebbe presto avvenire anche per il sorgo, che è più conosciuto, rientra nella tradizione agricola di molti paesi ed inoltre ha un costo molto inferiore. Con un tenore medio in proteine del 11,3%, rappresenta una risposta alla crescente richiesta di fonti proteiche alternative. Inoltre ha un alto contenuto di ferro, così come di vitamine ed antiossidanti. Non esistendo poi come OGM, è anche generalmente percepito come ingrediente sano e pulito, più sostenibile.

Il sorgo, così come la canapa, può avere un nuovo futuro ed essere una valida alternativa agli altri cereali per rispondere alle esigenze di un mercato in rapida evoluzione.

Prezzo del sorgo – Italia, Milano

Fonte: Mintel

Massimizzare la qualità del foraggio
13 Febbraio 2017

L’epoca di sfalcio è condizione fondamentale per la qualità del foraggio. Però, una buona gestione delle coltivazioni richiede anche di monitorare con attenzione la sua dinamica di crescita ed uniformità nell’appezzamento, in modo da calcolare la quantità del raccolto utile. Ovviamente, l’andamento stagionale ha una grande influenza su questi fattori, insieme al tipo di essenze erbacee presenti, alle concimazioni ed alle irrigazioni. In Nuova Zelanda, dove la pratica del pascolamento è la base per l’allevamento delle vacche da latte, diventa essenziale massimizzare la qualità del foraggio e dunque misurarne la crescita con assoluta precisione, attraverso tecnologie di punta. Per questo sono disponibili strumenti elettronici che determinano la quantità di materia secca per ettaro di foraggio facendo fino a 200 misurazioni per secondo. I dati possono essere scaricati o trasmessi via Bluetooth al computer per l’elaborazione. La prima ragione di queste misurazioni è di usare in modo più efficiente i foraggi aziendali rispetto ai mangimi e dunque ridurre i costi alimentari, ma anche di ottimizzare le concimazioni, l’epoca di raccolta, le irrigazioni e per valutare il tipo di essenze da impiegare rispetto alle condizioni pedologiche. I dati servono anche per prevedere la crescita del foraggio e dunque stimarne la quantità disponibile col procedere della stagione.

L’agricoltura di precisione, attraverso l’uso appropriato della tecnologia, può contribuire in modo sostanziale a migliorare la gestione dell’azienda.

Confronto fra i prezzi degli Alimenti per bestiame – Foraggi e derivati

Fonte: Stuff, PasturemeterThe University of Vermont

I vantaggi di un’agricoltura sostenibile
3 Gennaio 2017

La più grande opportunità di valorizzazione del settore agricolo neozelandese è quella di essere percepito come una fonte affidabile di prodotti rispettosi dell’ambiente e dei livelli sociali. Il valore della tutela ambientale attraverso l’adozione di pratiche colturali appropriate, può tradursi a breve termine in un beneficio monetario ed in un vantaggio strategico nel lungo periodo. Sempre più consumatori ritengono che l’acquisto responsabile di prodotti rispettosi dell’ambiente debba essere un prerequisito, così come lo sono le garanzie igienico sanitarie.

Però, un prezzo premium per l’adozione di pratiche sostenibili può essere tale solo se queste garantiscono parametri che vanno oltre i requisiti dettati dai livelli minimi previsti dalle norme. Occorre sempre più descrivere e dare prova di come e dove il prodotto è ottenuto; ma oltre a questo i consumatori, per pagare un prezzo maggiore, debbono poter contare su di una qualità intrinseca superiore. I prodotti, oltre a standard qualitativi più elevati, dovranno poi essere regolari, sicuri ed ottenuti nel rispetto dei principi etici.

Sono quattro i settori in cui il sustainable farming può diventare una scelta strategica per accrescere la profittabilità:

  • assicurazione nel tempo del livello qualitativo,
  • vicinanza al consumatore,
  • condivisione dei principi di sostenibilità lungo tutta la catena commerciale,
  • familiarità con gli aspetti sociali.

La Nuova Zelanda è già percepita come l’isola verde. Diventa pertanto imperativo che le prestazioni ambientali siano all’altezza delle attese e che le imprese investano concretamente per assicurare pratiche trasparenti e tracciabili nella garanzia che le materie prime che trasformano siano ottenute da una agricoltura veramente rispettosa e sostenibile. I consumatori, che in maggioranza abitano nelle città, non hanno più una conoscenza diretta delle pratiche agricole ed hanno dunque bisogno di sapere come e dove il bene acquistato viene ottenuto e quali valori veicola. Gli agricoltori, pertanto, debbono fare propri gli standard ambientali ed etici che la crescente sensibilità pubblica richiede.

Acqua&Energia: L’Agricoltura si presenta oggi come un “ecosistema governato”, in relazione con molti altri sistemi.

Fonte: Sharechat

L’agricoltura sostenibile
20 Dicembre 2016

Il complesso delle attività agricole, compresa la silvicoltura, la pesca e l’allevamento, è responsabile di circa il 20% delle emissioni totali di gas serra (greenhouse gas – GHG), che influenzano il cambiamento climatico proprio del nostro tempo. Gli effetti negativi del cambiamento climatico a livello mondiale si manifestano già in alcune produzioni cerealicole e porteranno ad una diminuzione dei contenuti di proteine, ma anche di minerali come ferro e zinco ed un incremento delle patologie. Secondo dati scientifici tali fenomeni, ora evidenti nelle aree del mondo più sfavorite, si manifesteranno ovunque nell’arco di una quindicina d’anni.

Pertanto l’attività agricola deve ridurre l’impatto ambientale, pur continuando ad evolvere per garantire la sicurezza alimentare e la FAO elenca delle pratiche sostenibili da adottare e diffondere. Fra queste risultano ad esempio:

  • le coltivazioni resistenti al calore ed in grado di utilizzare l’azoto in modo efficiente;
  • le minime lavorazioni del terreno;
  • l’agricoltura di precisione;
  • la gestione della fertilità del suolo;
  • il miglioramento genetico delle graminacee foraggere o leguminose;
  • l’irrigazione mirata;
  • il miglioramento della capacità del suolo e delle piante a sequestrare carbonio.

Saranno necessari maggiori investimenti per ottenere una agricoltura sostenibile, cioè per adottare sistemi di coltivazione ed allevamento intelligenti (smart), adeguati alle nuove realtà ambientali. Il cambiamento e l’adattamento diventano necessità, perché senza dei cambiamenti l’agricoltura continuerà ad impattare negativamente sull’ambiente e perderà in produttività.

I sistemi alimentari, a loro volta, possono contribuire a tale cambiamento riducendo lo spreco e promuovendo diete appropriate, comportamenti necessari per contribuire a ridurre l’impatto ambientale.

Occorre un impegno comune fra produttori e consumatori verso la sostenibilità.

Risultati di alcune ricerche sul mondo del latte

Fonte: reliefweb

Certificare la sostenibilità della soia: necessità o marketing?
29 Settembre 2016

La Soia, con oltre 300 milioni di tonnellate prodotte ogni anno, è una delle principali commodity per l’alimentazione animale e per quella umana. L’Europa è particolarmente dipendente dall’importazione di questo legume originario della Cina, la cui coltivazione si è diffusa fuori dall’Asia a partire dall’Ottocento.

Oggi i massimi produttori di Soia sono Stati Uniti, Brasile ed Argentina, da cui proviene generalmente quella importata in Europa per l’alimentazione animale. La sua coltivazione si è sviluppata notevolmente nel secolo scorso, spesso utilizzando aree precedentemente occupate dalla foresta vergine. Emblematico è il caso dell’Amazzonia che nel corso degli ultimi 40 anni ha visto ridursi di circa il 20% la propria superficie per ricavarne terre arabili, un’area superiore a quella utilizzata nei precedenti 450 anni a partire dalla colonizzazione europea.

Dunque il tema della sostenibilità per la coltivazione della Soia è particolarmente evidente e per questo nel 2006 in Svizzera è stata fondata la Round Table on Responsible Soy Association (RTRS) che ha individuato una norma per certificare le coltivazioni ottenute nel rispetto dei parametri ambientali. I primi raccolti certificati sono stati ottenuti in Argentina, Brasile e Paraguay nel 2011, riscuotendo un grande successo nell’esportazione verso l’Europa.

Oggi circa un terzo della Soia che importiamo ha questa certificazione di sostenibilità, la cui quantità totale è cresciuta rapidamente negli ultimi anni e si prevede che nel 2017 possa ammontare a 4 milioni di tonnellate. L’obiettivo è che un terzo di tutta la Soia importata in Europa sia certificata.

Se i consumatori sono sempre più sensibili ai temi delle sostenibilità ambientale, di certo non hanno la conoscenza delle garanzie fornite dai vari prodotti circa la sostenibilità ambientale dei loro componenti. Dunque diventa importante evidenziare in etichetta il logo di eco sostenibilità, già presente in numerosi altri prodotti, a partire dal caffè e dall’olio di palma. Difficilmente però tale logo può risultare presente nei prodotti animali, dove la Soia è un ingrediente nella razione, mentre invece questa certificazione è un elemento importante per chi produce alimenti a base di Soia, come le bevande che sempre più numerose sono presenti sugli scaffali di vendita.

La sostenibilità diventa un elemento sempre più ampio, che riguarda i produttori ed i consumatori, in quanto un prodotto, oltre ad essere buono, deve anche garantire il rispetto delle condizioni ambientali, dunque pulito e giusto.

TESEO segue mensilmente l’andamento dei mercati internazionali di Mais e Soia nei report dedicati
TESEO segue mensilmente l’andamento dei mercati internazionali di Mais e Soia nei report dedicati

Fonte: National GeographicRTRS

Il tema della Sostenibilità sarà trattato al CLAL Dairy Forum 2016 il 12 Ottobre, segui l’evento in diretta streaming sulla homepage di TESEO!

CLAL Dairy Forum 2016

Frumento: la riduzione dei prezzi è globale
12 Luglio 2016

Cresce l’attenzione verso i prezzi dei cereali, ed in particolare del frumento. Infatti, se il prezzo del mais è aumentato nel 2016, frumento ed orzo hanno visto una sostanziale riduzione delle quotazioni (piazza di Milano).

Il frumento tenero panificabile superiore è sceso in Giugno a 195€/ton, 17€/ton in meno rispetto Dicembre, ed ha aperto Luglio con una ulteriore riduzione: un range di prezzi da 185 a 195 €/ton, 23€/ton in meno rispetto Luglio 2015.

Il frumento duro fino ha subito una diminuzione di prezzo maggiore: la quotazione del 5 Luglio ha fissato un prezzo medio di 206€/ton per il Nord Italia e 211€/ton per il Centro Italia. Tra Gennaio e Luglio ha perso un quarto del proprio valore (su Gen-Lug 2015), e vale circa 130€/ton in meno rispetto ad un anno fa.

 

Prezzi del Frumento - Milano (clicca per vedere gli aggiornamenti)
Prezzi del Frumento – Milano
(clicca per vedere gli aggiornamenti)

 

Per Mario Guidi, presidente di Confagricoltura, “Il raccolto di quest’anno si presenta ottimo come quantità e di qualità generalmente buona, nonostante i timori per possibili danni dovuti al maltempo che ha colpito alcune zone tra maggio e giugno.”

Ma il mercato è globale, ed un andamento simile al frumento tenero italiano si evidenzia per i prezzi di Chicago. Sul versante statunitense le ampie scorte ed i raccolti record hanno tenuto bassi i prezzi del grano (Fonte: FAO).

 

Prezzi del Frumento in Italia e negli Stati Uniti (segui qui gli aggiornamenti)
Prezzi del Frumento in Italia e negli Stati Uniti
(clicca per seguire gli aggiornamenti)

 

“[…] ancora non si sta trebbiando in molti Paesi produttori di grano duro, come in Francia, e il nuovo raccolto canadese non arriverà prima di ottobre.” ricorda Guidi.

Un mercato, dunque, che desta preoccupazione in molti agricoltori, per un elemento importante della produzione di pasta made in italy, nota in tutto il Mondo.