Crisi suinicoltura, la ricetta di Claudio Veronesi [intervista]
8 Aprile 2019

Claudio Veronesi
Sustinente, Mantova – ITALIA

Mala tempora currunt per la suinicoltura italiana. Fra Ottobre e Marzo i listini dei suini grassi da macello, punto di riferimento per i distretti produttivi dei prosciutti Dop, hanno perso il 27%, comportando una perdita per maiale di circa 65 €.

Claudio Veronesi, allevatore di suini di Sustinente (MN)

TESEO by Clal.it ne ha parlato con Claudio Veronesi, allevatore di Sustinente (Mantova). Conduce un’azienda a ciclo chiuso gestita tramite otto siti produttivi, con 1.200 scrofe e 32.000 maiali allevati ogni anno, tutti rigorosamente antibiotic free, conferiti al macello Mec Carni.

Veronesi, da cosa è dipesa la crisi dei prezzi dei maiali?

“La crisi è di natura mondiale. La sovrapproduzione di alcuni Paesi europei influisce sulle quotazioni. Se la materia prima si riversa in Italia, inevitabilmente diminuiscono i listini anche del prodotto italiano, benché sia strutturalmente e intrinsecamente diverso il suino pesante allevato per le produzioni Dop come i prosciutti di Parma e San Daniele”.

Quali soluzioni possono invertire tali effetti?

L’etichettatura è una delle soluzioni più attuabili

“L’etichettatura è una delle soluzioni attuabili, perché ad oggi è marginale. Completare ed estendere la tracciabilità permettere al consumatore di acquistare più informato e, soprattutto, di caratterizzare meglio le produzioni Made in Italy”.

Gli allevatori da sempre sono contrari all’attuale versione del “decreto salumi”. Cosa si dovrebbe fare, a suo avviso?

“Andrebbe rivisto. Oggi si parla di prevalenza di carne suina italiana nei salumi lavorati in Italia, ma per prevalenza si intende anche il 50,5% o il 51%. Invece con una tracciabilità più completa e con l’obbligo di impiegare solo carne italiana, andremmo a ristabilire un maggiore equilibrio, finiremmo di dipendere dal sistema internazionale e daremmo maggiore soddisfazione agli allevatori di casa nostra”.

Serve una rappresentanza con diritto di voto all’interno dei consorzi dei prosciutti di Parma e San Daniele?

“Assolutamente sì e si sta lavorando al ministero delle Politiche Agricole per ottenere un risultato che potrebbe cambiare pesantemente le politiche di indirizzo dei principali consorzi di tutela. Come allevatori vogliamo essere rappresentati da un terzo dei consiglieri nominati all’interno dei consorzi. Questa posizione degli allevatori non piace, ovviamente, ai macellatori. Poco importa, su questa strada siamo decisi ad andare avanti”.

Come si declina il benessere animale?

Allevare animali felici significa produrre di più e meglio

“Non solo assicurando maggiori spazi agli animali. Anche aspetti come la pulizia, i giochi sono altrettanto indispensabili. Molto spesso gli allevatori sono sotto attacco sul fronte del benessere. Eppure non esiste allevatore che non cerchi di allevare animali felici, perché significa avere animali sani, ridurre i farmaci, produrre di più e meglio. Molto spesso una frangia dell’opinione pubblica è contro a prescindere o pubblicizza qualche caso isolato per montare campagne contro l’allevamento”.

Quali sono, secondo lei, le principali azioni che vanno in direzione della sostenibilità?

“Vi sono molti aspetti sui quali è indispensabile lavorare. Penso ad esempio al riutilizzo dell’acqua in allevamento, per ridurre l’impronta idrica. Il riciclo dell’acqua è un elemento basilare. Anche l’abbattimento degli odori è un esempio di miglioramento da intraprendere, così come, in un’ottica di sostenibilità sia ambientale che economica è necessario prevedere soluzioni per l’interramento dei reflui zootecnici. In questo caso, ad esempio, si potrebbe ridurre l’apporto di sostanze chimiche nel terreno e migliorarne la fertilità”.

Quali investimenti ha in programma?

L’UE ha previsto spazi liberi per le scrofe dal 2025

“In questo momento stiamo finendo una struttura destinata alla rimonta, dove ospiteremo le scrofe dai 30 ai 120 chilogrammi, un mese prima cioè della fase di ingravidamento. Stiamo costruendo degli spazi aperti, dove le scrofe saranno libere di muoversi. L’Unione Europea ha previsto l’abolizione delle gabbie per le scrofe, e dunque spazi liberi, dal 2025. Noi vogliamo portarci avanti. Proprio in quest’ottica, stiamo già costruendo un capannone dedicato alle sale parto, che sarà in funzione entro la fine dell’anno”.

Quali sono i suoi hobby?

“Uscire con gli amici durante la settimana. E poi viaggiare, preferibilmente al mare”.

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Pubblicato da

Matteo Bernardelli

Matteo Bernardelli

Giornalista. Ha scritto saggi di storia, comunicazione ed economia, i libri “A come… Agricoltura” e “L’alfabeto di Mantova”.