Massimizzare il valore dell’erba medica
13 Settembre 2017

È risaputo che l’erba medica serve per fare latte, dato che le sue proteine sono indispensabili per massimizzare la produzione. Occorre dunque sapere come sfruttare al meglio il potenziale della pianta, prestando attenzione a salvaguardare l’apparato fogliare durante la raccolta del foraggio ed a sfalciare nel giusto periodo vegetativo.

È noto che, se uno sfalcio precoce prima della fioritura permette di aumentare la qualità della medica, sono le foglie che ne massimizzano il potere nutrizionale. La pianta di medica è costituita dal 45% di foglie e dal 55% di stelo, ma dopo il raccolto la percentuale di foglie può scendere al 30%, rappresentando una criticità dato che apportano il 70% del potenziale nutritivo della pianta. Diventa allora fondamentale scegliere una macchina falciatrice adeguata, che abbia una larga superficie di sfalcio per salvaguardare integre le foglie.

In questo modo gli stomi sulla superficie fogliare restano aperti permettendo il passaggio dell’aria all’interno della foglia in modo da essiccarla più rapidamente. Così facendo vengono trattenuti gli amidi e gli zuccheri della pianta e si aumenta la qualità del foraggio.

Invece le falcia-condizionatrici spesso hanno una superficie troppo ridotta che raccoglie in andana il foraggio tagliato. Così gli stomi restano chiusi e le foglie trattengono l’umidità interna, per cui occorrerà rimuoverlo maggiormente per essiccarlo, il che contribuisce a perdere foglia e dunque qualità. Inoltre, aumenta la polvere dal terreno incorporata nel foraggio. Questo fa aumentare la parte minerale del foraggio rispetto a quella naturalmente presente nella pianta e comporta una diminuzione della digestibilità.

Diventa poi importante l’altezza di taglio, che deve essere correlata alla stagione ed al tipo di suolo, sempre per contenere la quantità di terra incorporata nel foraggio. Un taglio rasoterra aumenta la quantità raccolta ma riduce la qualità del foraggio.

Quindi, si debbono considerare tutti i diversi fattori, interni alla pianta e conseguenti alle pratiche di sfalcio e raccolta, che contribuiscono alla qualità del foraggio.

Non sempre ricercare la maggior quantità può essere la scelta giusta per l’allevatore.

Fonte: Deutsche Welle

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Pubblicato da

Leo Bertozzi

Leo Bertozzi

Agronomo, esperto nella gestione delle produzioni agroalimentari di qualità e nella cultura lattiero-casearia.

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