Alcuni numeri per inquadrare il settore: l’80% dei suini è destinato al circuito DOP, il 48% degli allevamenti si trova in Lombardia, il 48% delle carni suine è Made in Italy. Il pilastro del settore resta la coscia per prosciutti DOP (pari al 13% delle carni italiane e al 6% del totale delle carni suine presenti in Italia).
In tre anni il numero di suini macellati in Italia è diminuito di 1,1 milioni, con un calo dei suini destinati alle DOP pari a 1,3 milioni.
In 10 anni, fra il 2014 e il 2024, l’Italia ha visto diminuire il numero di maiali allevati (-785.000) e il numero di allevamenti (-7.000).
Sono calati anche i macelli sul territorio nazionale (-10% sul 2022) e le imprese di trasformazione di suina (-3%).
A fronte di una contrazione nel periodo 2020-2024 dei consumi di carne rossa e rosa in volume (-6,4%) e di una sempre maggiore attenzione del consumatore verso benessere animale, qualità, salubrità del prodotto e attenzione alla spesa, diventa fondamentale innovare le strutture in allevamento, costruire lungo la catena di approvvigionamento progetti di prodotto sia per il settore delle carni che per i salumi e puntare su uno storytelling efficace. È altresì necessario rafforzare l’export della grande salumeria italiana.
In questa logica, i dati, che Teseo è in grado di fornire, diventano fondamentali per informare in tempo reale e dare supporto a tutti i player della filiera suinicola.
Un rilancio del comparto suinicolo nel suo complesso e una maggiore armonizzazione della catena del valore è possibile, purché vi sia alla base un dialogo costruttivo fra i diversi attori.
Sono queste alcune delle indicazioni emerse nel corso dell’incontro organizzato da Clal nella sede di Coop Italia con i protagonisti del settore suinicolo per la presentazione della Carta di Teseo.































































