Mega stalla da centomila vacche in Cina
17 Settembre 2021

In costruzione nella regione settentrionale dell’Inner Mongolia con un investimento di circa 620 milioni di dollari, un complesso suddiviso in otto settori che interesserà una superficie complessiva di 867 ettari per ospitare centomila vacche e produrre oltre mezzo milione di tonnellate di latte all’anno. Questa l’opera ciclopica avviata da Mengniu Dairy per costruire la più grande stalla del mondo, che incrementerà le attuali 5,7 milioni di tonnellate di latte che pongono questa regione settentrionale al primo posto nella produzione lattiera cinese.

Gli allevamenti zootecnici di enormi dimensioni sono già una realtà: basti pensare che le 25 maggiori aziende animali contano 1,7 milioni di vacche che producono il 29% del latte cinese pari, nel 2019, a 32 milioni di tonnellate. Colpisce anche la resa elevata di tali allevamenti, con Modern Farm che nel 2020 in una stalla dove si mungono 12.767 vacche, ha avuto una produzione media di 13.654 kg di latte per capo.

La tendenza a realizzare mega allevamenti sembra essere una realtà inarrestabile in Cina. Le ragioni risiedono nella maggiore possibilità di stabilizzare le quotazioni e negoziare i prezzi di foraggi e mangimi contrastando la volatilità delle quotazioni; di avere a disposizione le professionalità appropriate per i diversi ambiti della conduzione aziendale; di poter esercitare in modo uniforme la formazione e la gestione del personale per raggiungere gli obiettivi produttivi prefissati.

Sarà tre volte maggiore del più grande complesso di vacche da latte USA

Il complesso che Mengniu Dairy sta realizzando in Inner Mongolia surclasserà quello attualmente più grande appartenente a Modern Farm situato nella provincia orientale di Anhui, vicina a Nanchino, con 20 mila vacche da latte munte in otto sistemi a giostra collegati ad un unica cisterna. Sarà tre volte maggiore del più grande complesso di vacche da latte USA, che conta 30 mila capi e cinquanta volte più grande della maggiore stalla inglese, che ha duemila vacche.

Secondo quanto riferisce Dairy industry, le risorse per realizzare questa grande opera sono in parte anche russe e la maggioranza degli alimenti animali verrebbe importata dalla Russia, mentre una parte del latte prodotto sarebbe esportata verso questo Paese che deve colmare il deficit di latte conseguente al blocco delle importazioni da UE, ma anche da USA, Australia dagli altri Paesi che hanno imposto sanzioni alla Russia.

Nel contempo, in Francia lo scorso dicembre ha chiuso i battenti la cosiddetta “stalle delle mille vacche”. Quella che per i fondatori in Normandia era un’avventura imprenditoriale visionaria, è apparso ai più come un modello di agricoltura inconciliabile, poi naufragato di fronte alle tante opposizioni.

Saranno le mega stalle che si stanno diffondendo in Cina ma anche negli USA, il modello vincente per la sete mondiale di latte? Quale rispondenza ai criteri di sostenibilità? Ai posteri l’ardua sentenza…

Clicca per scoprire l’Autosufficienza di Latte in Cina
Vai all’evento Facebook >
Vai all’evento LinkedIn >

Fonti: Dairy Global, edairynews

L’inquinamento delle acque accende la Nuova Zelanda
30 Agosto 2021

La Nuova Zelanda non può certo essere definita un Paese sovrappopolato e senza ampi spazi naturali; l’allevamento è la vera industria ed il latte il suo oro bianco dell’export. Eppure il settore è sempre più accusato di inquinare i corsi d’acqua a causa dei reflui animali.

Nuova Zelanda+3,2% emissioni di azoto nel 2019 (rispetto al 2018)

A dire il vero già nel 2017 l’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) poneva delle riserve sulla compatibilità ambientale del modello zootecnico neozelandese. Questo è confermato anche dai dati delle emissioni in atmosfera comunicati dall’Istituto neozelandese di rilevazioni statistiche: nel 2019 hanno raggiunto il livello più alto dall’inizio del monitoraggio nel 2007, in crescita del 3,2% rispetto al 2018.

Con la forte crescita della produzione lattiera che si è manifestata negli ultimi 40 anni, la quantità di azoto rilasciata nei terreni è aumentata del 629%, passando da 62 mila tonnellate nel 1990 alle 452 mila attuali. L’inquinamento delle acque dipende ovviamente anche dalla natura dei suoli, ma il problema è serio dato che l’azoto nelle acque favorisce la crescita della vegetazione e delle alghe, riduce l’ossigeno e mette a rischio estinzione circa i tre quarti delle specie di pesci, la percentuale più alta di perdita di biodiversità a livello internazionale, senza menzionare poi i problemi di potabilità. Dal 2013 al 2017 il 95% dei fiumi lungo i terreni agricoli aveva livelli di torbidità delle acque e di residui azotati superiori al livello soglia raccomandato.

Di conseguenza, si è aperto un acceso dibattito fra quanti, concentrati nelle aree urbane, chiedono norme più stringenti sugli inquinanti e la filiera produttiva agricola. Mentre associazioni ambientaliste quali Greenpeace, Choose Clean Water, Forest & Bird, Environmental Defense Society, affermano che le evidenze sono sufficienti per adottare norme più stringenti sugli inquinanti, DairyNZ afferma la necessità di basare ogni decisione su dati scientificamente provati, rilevando oltre ai parametri chimici delle acque anche quelli biologici e la presenza della fauna acquatica, mentre i rappresentanti agricoli lanciano l’allarme sull’adozione di punto in bianco di parametri più stringenti che avrebbero effetti devastanti sulle aree a più elevata intensità produttiva.

Privilegiare il rispetto dell’ambiente o l’attività produttiva?

Il problema da risolvere consiste nel compiere scelte oculate fra il rispetto della tutela ambientale e l’attività produttiva, fra la città e la campagna.

Il dialogo fra chi intende privilegiare l’una o l’altra necessità è arduo, non solo nella verde e lontana Nuova Zelanda. Un esempio fra tutti: in Francia il Comté, che pure ha uno dei disciplinari DOP più stringenti sul legame col territorio di produzione, è accusato dagli ambientalisti della stessa regione di inquinare le acque.

CLAL.it – Con la forte crescita della produzione lattiera in Nuova Zelanda, la quantità di azoto rilasciata nei terreni ha raggiunto alti livelli

Fonte: eDairyNews

Anche in Nuova Zelanda sempre più terreni in mani straniere
2 Agosto 2021

Dei tre fattori di produzione dell’economia classica, terra – lavoro – capitale, l’unico che non emigra né delocalizza è la terra. Questo è un elemento di sicurezza che da sempre ha comportato la corsa all’accaparramento della terra, descritto oggi come land grabbing. Si tratta del fenomeno economico e geopolitico di acquisizione agricola su scala globale, particolarmente acuto in Africa ma che interessa tutti i Paesi che dispongono di questo bene prezioso.

Occorre dimostrare che l’acquisto di terreno comporta benefici per la Nuova Zelanda

Un caso significativo è quello della Nuova Zelanda dove, fra il 2010 ed il 2021, circa 180 mila ettari di terreni agricoli, 460 mila ettari di boschi (39% del totale), 70 mila ettari di terreni per aziende di bovine da latte (16%), 100 mila per allevare pecore ed altri animali da carne (22%) ed anche 8 mila ettari di terre a vigneti, pari al 2% di tutte quelle passate di mano, sono stati venduti a soggetti stranieri. Per queste operazioni, occorre presentare una domanda dimostrando che l’acquisto di terreno comporta dei benefici per la Nuova Zelanda in termini di posti di lavoro, impianti di trasformazione, maggiore export o nuove tecnologie.

Si stima che il valore di queste vendite sia stato di $ 1 miliardo per i terreni di aziende da latte, $ 224 milioni per le altre coltivazioni, $ 370 milioni per i terreni boschivi, $ 325 milioni per le vigne.

Gli operatori USA hanno acquistato il 45% del totale, privilegiando le aziende da latte ed i vigneti, seguiti dai cinesi col 18% e dai tedeschi col 10%. Acquisti di terreni sono stati fatti anche da inglesi ed olandesi. Il terreno passato in mani straniere è pari al 3% della superficie totale del Paese, una percentuale ancora bassa rispetto al 13,8% dell’Australia dove la fanno da padroni i cinesi. Il governo neozelandese è comunque favorevole all’arrivo di questi capitali stranieri per espandere ad esempio il settore boschivo e vitivinicolo e per la trasformazione in loco delle materie prime agricole in modo da aumentare il valore dei prodotti esportati.

In Nuova Zelanda non esistono sussidi agricoli, dunque gli apporti di nuovi capitali e tecnologie sono visti favorevolmente. È un Paese scarsamente popolato con grandi risorse naturali ed il governo è in grado di esercitare un peso nella trattativa con gli stranieri.

Fonte: eDairyNews

Mercato Agricolo: Mais, Soia, Frumento e Semi di Girasole [Luglio 2021]
22 Luglio 2021

La news “Mercato Agricolo” propone una selezione di informazioni recenti sulle commodities agricole impiegate nella filiera zootecnica.

Gravi eventi climatici stanno colpendo diverse parti del Mondo.
California, Canada e Brasile stanno vivendo una siccità estrema.
L’ondata di caldo ha interessato anche i Paesi Scandinavi.
Al contrario, abbondanti precipitazioni hanno duramente colpito l’Europa Occidentale, in particolare la Germania.
Nelle ultime ore si stanno verificando alluvioni anche in Cina.
Gli effetti di questi fenomeni climatici non sono ancora stati stimati, ma potrebbero interessare le produzioni agricole nel Mondo.

MAIS

Per la nuova stagione, che inizierà il 1° Settembre, si prevede un aumento della produzione per i principali Paesi, rispetto alla stagione precedente, dopo le difficoltà registrate nella stagione 2020-21, tra cui l’attuale siccità in Brasile.

È attesa stabilità nelle importazioni di Mais della Cina, nonostante la politica di riduzione dell’impiego di Mais nell’alimentazione zootecnica, finalizzata a supportare l’uso di materie prime alternative.

Aggiornamento Trade – Le importazioni europee di Mais nei primi 5 mesi del 2021 sono inferiori all’anno scorso, riflettendo un forte calo dall’Ucraina. L’import dell’Italia di Aprile ha registrato una diminuzione.

SOIA

Si stanno riducendo i volumi degli scambi, soprattutto a causa del calo delle importazioni della Cina. Le scorte cinesi, già ad alti livelli, continuano a crescere perché le importazioni dei mesi scorsi hanno superato la capacità di trasformazione.

È previsto un aumento della disponibilità di Soia negli Stati Uniti, ma l’export potrebbe risentire della competizione con l’offerta dal Sud America, dove è attesa una maggior produzione nel quarto trimestre 2021.

Aggiornamento Trade – Le importazioni di Semi di Soia dell’UE-27 nel mese di Maggio 2021 sono diminuite fortemente, in particolare da Brasile e Canada. In controtendenza l’Italia, che ha registrato volumi significativi dal Brasile, ma Canada e Stati Uniti non compaiono in Maggio tra i principali fornitori.

FRUMENTO

Rese elevate in UE-27 hanno comportato un incremento dell’offerta. Dopo basse temperature e casi di siccità in Aprile e Maggio, il raccolto di Frumento ha potuto beneficiare di un clima più favorevole.

I Paesi Nordafricani puntano, tramite l’autoproduzione, a rendersi meno dipendenti dagli altri Paesi. Ciò potrebbe influire sull’export dell’UE, principale fornitore, che su questo mercato compete con Russia, Ucraina e Canada.

L’Australia è un nuovo concorrente sui mercati asiatici per Canada e Stati Uniti. Produzioni ed esportazioni dei due Paesi nordamericani sono attese in diminuzione, anche a seguito di cambiamenti nella destinazione delle superfici agricole ad altri raccolti. La minor disponibilità potrebbe sostenere i prezzi elevati all’export.

Aggiornamento Trade – L’export complessivo di Frumento dell’UE-27 nei primi 5 mesi del 2021 è inferiore all’anno scorso, tuttavia in Maggio 2021 recupera l’export di Frumento Duro verso la Tunisia. Nel primo quadrimestre del 2021 l’Italia ha esportato 66.555 tonnellate di Frumento Duro verso Tunisia ed Algeria.

SEMI DI GIRASOLE

La produzione di Semi di Girasole in Russia è stimata a livelli record per la nuova stagione, con un aumento delle aree coltivate e delle rese dei terreni.

In Italia, il costo della proteina ottenuta dalla Farina di Girasole integrale è, da Aprile 2021, superiore a quello della proteina ottenuta dalla Farina di Soia.

Aggiornamento Trade – Dopo alcuni mesi in diminuzione, nel mese di Maggio 2021 recuperano le importazioni europee di Semi di Girasole, con aumenti rilevanti da Argentina e Russia.

Istantanea dei Prezzi

Questa infografica visualizza alcune variabili chiave per analizzare a colpo d’occhio la situazione del mercato italiano ed internazionale.

I colori sono indicativi della variazione: rosso per una diminuzione, verde per un aumento, blu per valori stabili, grigio con sfondo arancio per valori non quotati.

Vedi l’istantanea aggiornata >

Fonte: Elaborazione CLAL su informazioni IHS, Eurostat, ISTAT,
CCIAA Bologna, CCIAA Foggia, FranceAgriMer, agridata.ec.europa.eu, USDA-AMS, Mercado Rosario, Cepea

Cereali: come evolve l’export per Stati Uniti, Canada e Australia?
12 Luglio 2021

La Cina che si conferma una destinazione privilegiata, il Sud Est Asiatico che si mantiene un interessante richiamo per la vicina Australia, la ripresa dei commerci dopo le fasi più critiche del Covid, ma anche rotte “tradizionali”, come quella del Frumento Duro canadese, che subiscono qualche modifica. Ecco come evolve l’export dei cereali per Stati Uniti, Canada e Australia.

USA

È boom dell’export dei cereali per gli Stati Uniti, che tra Gennaio e Maggio 2021, aumentano del 50% le vendite al di fuori dei propri confini nazionali. Dei quasi 56 milioni di tonnellate di cereali esportate nei primi cinque mesi di quest’anno, quasi 39 milioni sono rappresentati dal Mais, che segna un +77,8% in volume e un +149,7% in valore su base tendenziale. Particolarmente marcata la crescita dei prezzi del Mais, che raggiungono i 280 $/Ton nel mese di Maggio 2021.

La Cina è il primo Paese di destinazione, non soltanto per il Mais: nei primi cinque mesi dell’anno ha ritirato dagli Stati Uniti quasi 15,3 milioni di tonnellate di cereali, praticamente quintuplicato gli acquisti (+498,4%). L’Unione Europea non figura fra i principali paesi di destinazione dei cereali Made in Usa. Ripartiranno le rotte europee nei prossimi mesi?

TESEO.clal.it – Stati Uniti: Esportazioni mensili di Cereali
CANADA

Nonostante la frenata nel mese di Maggio, nei primi cinque mesi del 2021 il Canada aumenta l’export dei Cereali del 22,6% in quantità e del 39,5% in valore su base tendenziale.

È boom per l’export di Mais (+153,4% tra Gennaio e Maggio rispetto allo stesso periodo del 2020), con l’Unione Europea che costituisce il 71% del market share. Spagna e Irlanda sono primi porti di destinazione.

Benché i prezzi medi all’export del Frumento Duro siano più bassi rispetto a quelli degli Stati Uniti e dell’Unione Europea, sembra che le vendite verso l’Italia abbiano un minore slancio rispetto al passato. Fra Gennaio e Maggio 2021, in particolare, le importazioni italiane di Frumento Duro canadese sono cresciute del 6,3% su base tendenziale.

Nel mese di Maggio 2021, invece, le esportazioni di Frumento Duro verso l’Italia hanno subito un sensibile frenata (-41,1% rispetto Maggio 2020), riflettendosi in un rallentamento dell’8% dell’export globale di Frumento Duro canadese. Algeria, Marocco e Tunisia sono altri importanti approdi del Frumento Duro canadese.

TESEO.clal.it – Prezzi medi di esportazione del Grano Duro
AUSTRALIA 

Segue altre rotte, ma si mantiene in ottima salute, l’export di cereali dall’Australia, che tra Gennaio e Maggio 2021 vede un +156,1% in quantità rispetto allo stesso periodo del 2020. Frumento Tenero (12,1 milioni di tonnellate) e Orzo (4,4 milioni di tonnellate) sono i Cereali più esportati.

I principali paesi di destinazione sono: Arabia Saudita, Indonesia, Vietnam, Thailandia, Cina, Filippine.

L’Australia ha ripreso a esportare anche Frumento Duro: 266.428 tonnellate nei primi cinque mesi del 2021, delle quali 238.029 tons inviate in Italia.

TESEO.clal.it – Australia: export di Cereali (Gennaio-Maggio)

La qualità del latte e le nuove direttive comunitarie [presentazioni]
9 Luglio 2021

Com’è evoluta la qualità del Latte bovino in Italia, e quali sono le prospettive future?

Quali sono le novità nelle recenti direttive agricole comunitarie?

Come va il mercato di Latte e Formaggi, e quali sono le aspettative?

Entra nel Team di CLAL Ester Venturelli.
Analizzerà le performance delle Aziende Agricole italiane ed europee.

Con l’obiettivo di rispondere a queste domande, TESEO ha organizzato, nella giornata di ieri, un incontro online con Produttori Latte italiani.

Durante l’incontro, sono intervenuti Giorgio Zanardi del Reparto Produzione Primaria di IZSLER, Ester Venturelli del Team di CLAL, che ha presentato una panoramica delle politiche UE in campo agricolo, Mirco De Vincenzi ed Alberto Lancellotti del Team di CLAL, che hanno esposto l’andamento del mercato lattiero-caseario.

Gli argomenti trattati hanno acceso un dibattito tra i partecipanti.

Ecco le presentazioni sulla qualità del Latte e sulle recenti direttive UE:

Sei un Produttore Latte e desideri partecipare
al prossimo incontro di TESEO?
Scrivi a ester@clal.it

Cina: l’import di Cereali aumenta a tripla cifra, acquisti di Soia più moderati
28 Giugno 2021

CEREALI

Aumenta l’import di cereali della Cina, del +146% in volume e del +159% in valore in Maggio 2021.

Import Mais CINA3,16Mio Tons Maggio 2021

L’Import di Mais è stato di circa 3 milioni di tonnellate, di cui 1,9 milioni dagli Stati Uniti ed il restante dall’Ucraina. L’aumento rispetto a Maggio 2020 è stato del +395,4%. Continuano a crescere i prezzi medi all’import, raggiungendo il valore di 273 $/Ton.

L’import cinese di Frumento Duro nel mese di Maggio è aumentato del +66,8% in volume e di +72,6% in valore. Il principale fornitore è il Canada, con un prezzo medio all’import di 314 $/Ton. Si è ridotto invece l’import di Frumento Tenero nello stesso mese (-37,8% in volume).

L’import della Cina di Orzo è aumentato del +115,7% in volume e del +161,4% in valore. Il principale fornitore è l’Unione Europea, che ha segnato una crescita del +418%, seguita da Argentina e Canada. Tra i Paesi comunitari il primo esportatore è la Francia, con un prezzo medio in Maggio di 282 $/Ton. Nel Maggio 2021 è aumentato anche l’import cinese di Sorgo (+125,4% in volume), Crusca (+169,3%) e Avena (+174,6%).

TESEO.clal.it – Import di Cereali
SEMI OLEOSI

L’import della Cina di Semi oleosi ha registrato in Maggio un moderato aumento: +2,4% sullo stesso mese dell’anno precedente. L’import di Soia, nello specifico, ha visto un aumento del +2,5%.

Il prezzo medio di importazione della Soia ha registrato in Maggio un rallentamento, posizionandosi a 531 $/Ton (617$/ton dagli Stati Uniti, 529 $/ton dal Brasile).

TESEO.clal.it – Cina: Prezzo medio di importazione della Soia

Carni suine: la Cina rallenta la corsa. C’è da preoccuparsi?
25 Giugno 2021

Le importazioni di carni suine della Cina rimangono su un quadrante positivo nei primi cinque mesi del 2021: +9,5% in volume e +8,8% in valore rispetto allo stesso periodo del 2020. Tuttavia, i dati relativi al mese di Maggio indicano per la prima volta dopo 2 anni una contrazione del 7,2% in quantità rispetto allo stesso mese dello scorso anno.

Import Cina
Prosciutti e Spalle congelati+44% Maggio 2021

In un quadro mensile negativo per l’import di carne suina in Cina, cresce invece la voce doganale dei “Prosciutti e spalle congelati”: +44,3% e 111.161 tonnellate ritirate a Maggio. La Spagna è il principale fornitore (share 25%) con un aumento del 121,8%; seguono gli Stati Uniti (share 21%) con un aumento del 45,1% su base tendenziale.

L’Europa si conferma il principale fornitore di Carni fresche, refrigerate e congelate della Cina con oltre 201.000 tonnellate e un incremento del 9,7% rispetto a Maggio 2020.
La Spagna, principale fornitore (share 30%), ha incrementato le vendite verso questo Paese del 70,6%; alle spalle si collocano il Brasile, con un aumento verso la Cina del 38,6%, mentre gli USA ed il Canada perdono rispettivamente il 48% e il 30,7% sui volumi commercializzati in Cina nel Maggio 2020.

Bisogna chiedersi se il calo delle importazioni di carne suina e derivati nel mese di Maggio sia solamente una parentesi oppure se, al contrario, sia il segnale – come alcuni sostengono – di un rallentamento delle importazioni che andrà a caratterizzare il secondo semestre dell’anno. Se così fosse, potrebbero risentirne i prezzi dei suini e delle carni suine su scala mondiale, Europa compresa.

TESEO.clal.it - Cina: Import di Carni Suine
TESEO.clal.it – Cina: Import di Carni Suine

BOX Giugno 2021: Dairy Export, Siero di Latte, Alimenti Zootecnici
24 Giugno 2021

Dairy Export Italia

Riprende di slancio l’export caseario italiano. Lo scorso Marzo sono state esportate 91.558 Tonnellate di prodotti lattiero caseari (+12,9% rispetto allo stesso periodo del 2020), per un valore complessivo di 351,4 Milioni di Euro circa (+20,3%).

I Formaggi, che si confermano il principale prodotto esportato, sono cresciuti sia in quantità (43.736 Tons, +20%) sia in valore (300,7 Mio €, +18,7%) su base tendenziale. Francia e Germania sono le principali destinazioni dei Formaggi italiani, con aumenti quantitativi rispettivamente del +42,1% e del +10,6% rispetto allo stesso periodo del 2020.

Dati positivi anche per le vendite di Latte Confezionato (6.287 Tons, +159,9%): la Libia è stata la principale destinazione di vendita, con uno share del 66% nel primo trimestre 2021.

Boom anche per le esportazioni di Crema di Latte Sfusa: 1.391 Tonnellate commercializzate in Marzo (+40% su base tendenziale). Lungo la rotta asiatica, le minori esportazioni di Panna Sfusa verso la Corea del Sud (637 Tons, -13%) sono state più che compensate dalle maggiori vendite in Cina (274 Tons, +214%).


Siero di Latte in polvere

Era dalla crisi del 2007 che le quotazioni del Siero di Latte non raggiungevano valori analoghi (1.130 €/Ton). La forte domanda proveniente dalla Cina e dai Paesi del Sud-Est Asiatico ha messo in difficoltà i principali produttori mondiali di Polvere di Siero, i quali per soddisfare le richieste pressanti stanno assottigliando le proprie scorte.

In Cina, le importazioni di Siero di Latte sono aumentate del 56,7% nei primi cinque mesi del 2021, probabilmente per far fronte all’aumento della popolazione suina, dopo i numerosi casi di peste suina africana, che ha falcidiato gli allevamenti di maiali negli anni scorsi.
A trarne vantaggio è stata anche l’UE, dalla quale la Cina ha importato 127.781 Tonnellate di Polvere di Siero fra Gennaio e Maggio 2021, con un aumento del 41,4% su base tendenziale.

Allo stesso tempo, i dati disponibili indicano che la Cina sta riducendo le importazioni di latte per l’infanzia che, come noto, è costituito proprio da una base di polvere di siero.
È forse possibile che la crescente richiesta cinese di polvere di siero sia destinata non solo per il segmento animale, ma anche per la produzione di Infant Milk Formula?


Prezzi nazionali di Mais e Soia

Timida riduzione delle quotazioni del Mais nazionale ad uso zootecnico. I listini della Camera di Commercio di Bologna del 17 Giugno segnano una flessione dell’1,1% rispetto alla settimana precedente, portando il Mais destinato all’alimentazione animale a 272 €/ton; medesimo trend discendente per il mais convenzionale, che si ferma a 268 euro alla tonnellata.

Prossima quotazione di Bologna: giovedì 24 Giugno 2021, pomeriggio.
Segui gli aggiornamenti in tempo reale su TESEO >

In Camera di Commercio di Milano per il Mais nazionale ibrido, in data 22 Giugno, le mercuriali registrano un calo dello 1,5% su base congiunturale, portando la quotazione a 265 €/ton.

Il prezzo dei Semi di Soia nazionale è in deciso ribasso: dal picco di 701€/ton del 6 e del 13 maggio (quotazione media in Camera di Commercio a Bologna), i prezzi sono scesi a 598 €/ton nella seduta del 17 giugno (-6.3% rispetto alla settimana precedente).

La diminuzione del prezzo della Soia si riflette sul costo dell’alimentazione per le bovine da latte: l’Alimento Simulato (elaborato da TESEO) rileva attualmente per il mese corrente una contrazione del 2,9% rispetto a Maggio, collocandosi a 31,34 €/100Kg.

L’UE-27 aumenta l’export di carni suine: Sud Est Asiatico principale destinazione
18 Giugno 2021

L’export di carni suine della UE-27 nel periodo Gennaio-Aprile ha raggiunto i 2,3 milioni di tonnellate, il 19,3% in più rispetto allo stesso periodo del 2020.

La Cina si conferma la principale destinazione con 1,2 milioni di tonnellate e un incremento del 17,6% su base tendenziale.
L’area del Sud Est Asiatico con Filippine, Vietnam e Corea del Sud è un interessante mercato di sbocco, così come il Giappone, che ha un tasso di autosufficienza delle carni suine di appena il 48%.

L’export dall’UE verso le Filippine nel primo quadrimestre del 2021 è più che triplicato (+229,3% sullo stesso periodo del 2020) e la diffusione della Peste Suina Africana potrebbe ridurre il tasso di autoapprovvigionamento nel corso di quest’anno, secondo le previsioni USDA.

Export UE
Carni fresche, refrigerate o congelate+27% Gen – Apr 2021

A guidare l’export dell’UE-27 sono le “Carni fresche, refrigerate o congelate” (+27%), con la Cina che ha aumentato gli acquisti del 29,6% raggiungendo le 900.000 tonnellate, ed è boom di vendite dall’Unione Europea verso le Filippine (+359%) e Vietnam (+290% su base tendenziale).

La Spagna, principale fornitore della Cina per carni fresche, refrigerate e congelate (share 51%) ha incrementato le vendite verso questo Paese del 97,6%. Nel solo mese di Aprile, nonostante la Cina abbia ridotto le importazioni complessive di carni fresche, refrigerate e congelate dal Mondo del 2,4%, la Spagna ha mantenuto la leadership con un aumento del 43%.

Accelerano anche le esportazioni europee di “Spalle”, di cui il Giappone è la principale destinazione con una quota di mercato del 66% e un aumento degli acquisti quasi triplicato (3.634 tonnellate, +199%).

TESEO.clal.it - UE-27: Export di Carni Suine
TESEO.clal.it – UE-27: Export di Carni Suine