Colostro bovino per sportivi e riabilitazione: i benefici nella dieta umana
7 Luglio 2020

Il centinaio di componenti bioattivi del colostro bovino rappresentano un potenziale notevole per modulare le diete in diversi ambiti, quali l’alimentazione sportiva, quella per l’età infantile e quella avanzata, ma anche per la riabilitazione conseguente a stati infettivi e di debilitazione.

Secondo la Sovereign Laboratories, azienda che produce colostro a fini commerciali, il prodotto può essere usato con profitto, ad esempio, per arricchire il latte artificiale dei necessari fattori immunitari e di crescita, oppure per contribuire a ricostruire la massa muscolare o per contrastare gli stati allergici.

Il suo uso potenziale si può estendere anche alle bevande ed alle barrette, prodotti sempre più diffusi in una alimentazione mirata, dato l’apporto specifico di fattori immunitari. La moderna tecnologia permette di mantenere inalterate le proprietà del colostro fresco, preservandone il contenuto in immunoglobuline ed evitando la degradazione durante il processo digestivo.

Il prodotto è disponibile sul mercato sotto forma di pillole od in polvere, ma il problema resta la sua limitata disponibilità, data la scarsa disponibilità di prodotto fresco ed i conseguenti problemi di raccolta e conservazione.

Anche il colostro dimostra quanto preziosi siano i benefici del latte e quante siano le possibilità di trarre profitto da questo oro bianco.

Fonte: Nutrition Insight

Vacche: tra chiacchiere ed emozioni
16 Giugno 2020

Ogni allevatore sa che gli animali richiedono attenzione e che, se trattati bene, producono meglio. Però, si può arrivare a dire che anche le vacche esprimono emozioni?

Da uno studio australiano sulla comunicazione vocale delle vacche e le loro emozioni pubblicato sulla rivista Scientific Reports, sembra proprio di sì. I ricercatori hanno registrato per sei mesi i muggiti di 18 vacche in diversi contesti emotivi positivi, come prima dei pasti o durante l’estro, e negativi, come nella mancanza di cibo o nell’isolamento dalla mandria.

I muggiti sono stati valutati per picco, durata, intensità, ruvidità del suono, identificando oltre venti diverse vocalità. La prima osservazione riguarda l’individualità della voce: come per le persone, ogni animale dimostra di avere una propria vocalità, indipendentemente dal diverso contesto emotivo, la mantiene durante tutto il ciclo vitale e sa farsi riconoscere dai vitelli.

È stato poi dimostrato che i muggiti servono per mantenere l’animale in contatto con la mandria e possono esprimere soddisfazione, rabbia o dolore. Le vacche sanno “parlarsi” e, essendo animali addomesticati, sono socievoli e capaci di esprimere le loro emozioni, sia positive che negative. A livello pratico l’analisi dei muggiti o, per meglio dire, delle vocalizzazioni, potrebbe essere un mezzo semplice, diretto e non invasivo per valutare il grado di benessere animale, l’adattamento alle diverse pratiche aziendali ed anche il grado di interazione fra gli animali e le persone.

Tutto questo non è sorprendente e lo sapevano bene gli allevatori quando in passato usavano dare un nome ad ogni vacca. Bisognerebbe sempre ricordare che in ogni condizione di vita, sia allo stato naturale che nell’allevamento intensivo, si tratta di animali che interagiscono attraverso la loro emotività e cui occorre dunque prestare la dovuta attenzione.

TESEO.clal.it - UE-28: Numero medio di Capi da latte bovino per azienda
TESEO.clal.it – UE-28: Numero medio di Capi da latte bovino per azienda

Fonte: edairynews

Come cambiano i sistemi alimentari nel mondo
10 Giugno 2020

I sistemi alimentari sono sempre più globali ed interdipendenti

Gli ultimi cinquant’anni sono stati caratterizzati, a livello mondiale, da crescita economica ed urbanizzazione, unitamente a sviluppo tecnico e tecnologico. Questo ha riguardato anche l’agricoltura, la lavorazione e la conservazione degli alimenti attraverso sistemi sempre più integrati, che hanno considerevolmente trasformato tutta la filiera, dalla produzione al consumo, al controllo igienico-sanitario fino alla tutela del consumatore ed alla repressione frodi. Dunque, i sistemi alimentari sono sempre più globali ed interdipendenti e le diete alimentari sono in continua evoluzione.

Una analisi dei dati FAO di 171 Paesi dal 1961 al 2013 condotta su 18 gruppi di alimenti, dai cereali ai prodotti animali, ai vegetali agli zuccheri, agli oli, ha cercato di identificare i fattori multidimensionali alla base delle forniture alimentari che debbono far fronte alle mutate richieste nei vari contesti mondiali.

Il 90% della variazioni nelle forniture alimentari ha riguardato la domanda di quattro gruppi di alimenti: prodotti animali e zuccheri; prodotti vegetali, farinacei e frutta; pesce ed olio.

I maggiori cambiamenti nella dieta alimentare sono avvenuti in Corea del sud, Cina e Taiwan, dove prodotti animali e zuccheri hanno avuto un peso sempre più crescente. All’opposto, nei Paesi industrializzati occidentali il consumo di tali prodotti è in calo, mentre nelle regioni sub sahariane non sussistono evoluzioni particolari sulla composizione delle richieste alimentari.

Questo ha portato ad una generale convergenza nei metodi di produzione, distribuzione, conservazione e forniture alimentari per quanto riguarda soprattutto i prodotti di origine animale e gli zuccheri, con un impatto a livello ecologico e sociale.

L’analisi dei ricercatori guidati dall’università del Kent, UK, evidenziando la crescente interdipendenza fra i molteplici sistemi alimentari nei vari Paesi, permette di capire meglio l’evoluzione dei cambiamenti nelle domanda e dunque prevedere una impostazione delle forniture per assicurare diete bilanciate e sistemi alimentari sostenibili.

Fonte: Nature Food

Il valore della medica per la produzione di latte
4 Giugno 2020

È diffusa l’opinione che quando si hanno dei fieni scadenti basti spingere un po’ col mangime per mantenere la produzione di latte. Uno studio dell’università del Wisconsin dimostra come un simile comportamento sia però molto avventato per portare al risultato sperato.

Il fieno di medica di bassa qualità riduce la produzione di latte

Infatti, alimentando vacche da latte con razioni contenenti il 20%, 37%, 54%, e 71% di mangime e fieno di medica raccolta a quattro stadi crescenti di maturazione, da pre fioritura fino a fioritura molto avanzata è risultato che, nonostante l’aumento della percentuale di concentrato nella razione, l’uso di fieno di medica di bassa qualità comporta una riduzione nella produzione di latte dal 13% fino al 28%.

Questa influenza diventa poi evidente calcolando il prezzo dei fieni di diversa qualità rispetto al latte prodotto ed alla sua composizione. Nelle situazioni di bassi prezzi di mercato, dato che il costo dell’alimentazione rappresenta oltre la metà dei costi di produzione del latte, istintivamente si tende a risparmiare su tutti i componenti della razione, fieno compreso, senza considerare però che il primo elemento per assicurare i margini produttivi è la valorizzazione della qualità dei foraggi.

Questo tanto più quando si opera in situazioni di mercato critiche. Non bisogna mai dimenticare che la base alimentare dei bovini, in quanto ruminanti, sono i foraggi e che dalla loro qualità dipende la resa produttiva e che i mangimi sono un complemento della razione. Lo studio americano dimostra poi che, sebbene il prezzo di un fieno di buona qualità sia superiore a quello di uno scadente, il ricavato dalla maggiore resa in latte può comportare un compenso anche fino a tre volte la maggiore spesa.

È proprio in tali contesti che diventa dunque indispensabile misurare e monitorare con precisione la qualità del fieno impiegato, per cui non bisogna mai dimenticare quanto importante sia tutto il complesso delle operazioni di fienagione, dall’epoca di sfalcio della medica, fino alla sua raccolta e condizionamento.

Italia: Export di Erba Medica
Italia: Export di Erba Medica
TESEO.it - Costo delle razioni e dell'alimento simulato
TESEO.it – Costo delle razioni e dell’alimento simulato

Fonte: Hay and Forage

Carni suine italiane: nuove opportunità in Oriente [VIDEO]
29 Maggio 2020

Aumenta l’Export di Carni suine italiane nel periodo Gen-Feb 2020, con un incremento dei ricavi e nuove importanti opportunità in Oriente. L’Italia importa meno rispetto all’anno precedente, ma a prezzi superiori.

Francesco del Team di TESEO illustra l’andamento del trade di Carni Suine da e verso l’Italia nel seguente video.

L’Italia ha importato circa 190 mila tonnellate di Carni suine nel periodo gennaio-febbraio 2020: meno rispetto all’anno precedente, ma a prezzi superiori.

Export Italia
Carni Suine+6% Gen – Feb 2020

L’Export italiano è invece aumentato nel periodo gennaio-febbraio del +6,0%  accompagnato da un incremento dei prezzi all’export, in particolare per Carcasse e mezzene fresche (prezzo medio: 2,05€/kg) e per il Lardo (1,36€/kg).  Sebbene siano inferiori al picco di fine 2019, i prezzi all’export si mantengono a livelli sostenuti.

Come riportato nella news precedente, la Cina abbia raddoppiato le importazioni di Carni fresche, refrigerate o congelate dall’UE nel primo trimestre 2020, acquistando peraltro a prezzi superiori.

Export Italia verso Cina
Carni fresche, refrigerate o congelate1.577 tonnellate
Gen – Feb 2020

In merito all’Italia, nel 2019 la Cina ha fatto la sua comparsa come importante destinatario di Carni fresche, refrigerate o congelate. Nei primi due mesi del 2020 la Cina ha importato 1.577 tonnellate, divenendo il terzo importatore per questa voce dopo i Paesi UE ed il Giappone.

Auspichiamo che le imprese italiane possano aumentare la loro presenza in questa area in rapida crescita. 

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Carni suine: aumenta in volume e ancor più in valore l’export UE [VIDEO]
27 Maggio 2020

Le Imprese europee hanno aumentato l’export di Carni suine in volume, ma ancor più in valore, nel primo trimestre 2020. Qual è il principale driver di questa crescita?

Francesco del Team di TESEO illustra l’andamento delle esportazioni UE nel seguente video.

L’export UE di Carni suine e loro derivati è aumentato in volume, ma ancor più in valore, nel primo trimestre 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019.

Export UE
Carni fresche, refrigerate e congelate 776 mila tonnellate
Gen – Mar 2020

L’UE è il principale esportatore mondiale di Carni fresche, refrigerate o congelate: sotto questa voce sono state esportate circa 776 mila tonnellate nei primi tre mesi del 2020, per quasi 2,5 miliardi di dollari. I ricavi all’export sono di conseguenza aumentati del +27%, passando da 2,92 USD/kg nel primo trimestre 2019 a 3,18 USD/kg nel 2020. 

Ma com’è possibile che, sebbene quasi tutti i Player importatori abbiano ridotto gli acquisti dall’UE, l’export di questa voce sia aumentato del +26,2% in quantità e del +60,4% in valore?

Questo aumento è dovuto alla Cina, che ha raddoppiato le importazioni di Carni fresche, refrigerate o congelate dall’UE (+114,2%), acquistando peraltro a prezzi superiori (+56,7%).

Il principale driver di questo aumento è stata l’epidemia di African Swine Fever, che ha coinvolto il Paese nel terzo trimestre 2018 e fino ad oggi ha causato la morte o l’abbattimento di oltre 1.200.000 capi.

Il trend è confermato in marzo, ultimo mese disponibile nei dati, periodo in cui la Cina è arrivata ad assorbire il 69% dell’export UE di Carni fresche, refrigerate o congelate.

E le Carni suine italiane, sono presenti in Cina? Quali sono le performance del nostro export e del nostro import? 

Queste domande troveranno risposta nel prossimo video: registrati a TESEO.clal.it per rimanere aggiornato.

Agricoltura cellulare: l’alternativa all’attuale modello produttivo?
15 Maggio 2020

Se è innegabile che la zootecnia, così come ogni altra attività produttiva, ha un impatto sull’ambiente, è altrettanto innegabile la necessità di produrre cibo per nutrire una popolazione in continua crescita, con una domanda sempre più esigente in termini di principi nutritivi, soprattutto proteine.

Come aumentare le rese con minori risorse e sprechi?

Nonostante l’agricoltura abbia saputo rispondere alla sfida alimentare aumentando quantità e qualità del cibo, sempre più di frequente essa sembra essere messa alla gogna anche sui più diffusi mezzi di comunicazione come se fosse la causa del proprio male. Eppure, qual è l’alternativa, se alternativa esiste, all’attuale modello produttivo, per aumentare le rese con minori risorse e sprechi?

Potrebbe essere la cosiddetta agricoltura cellulare, producendo latte e carne direttamente dalle cellule piuttosto che dall’intero organismo animale? Indubbiamente, la diminuzione delle superfici coltivabili a causa degli usi civili od industriali, e la competizione fra le coltivazioni destinate al consumo umano rispetto a quelle per l’alimentazione animale, senza poi parlare delle criticità ambientali per le sempre maggiori dimensioni degli allevamenti intensivi, inducono a riflettere se il presente modello produttivo sia in linea con gli obiettivi ONU della sostenibilità, in particolare l’obiettivo due, eliminare la fame nel mondo, e l’obiettivo 12, produrre e consumare in modo responsabile.

Nel mondo si allevano circa 270 milioni di vacche e la produzione di latte è raddoppiata negli ultimi 40 anni, con un crescente impatto sulle risorse naturali, per gli aspetti sanitari e di benessere animale.
Per vari motivi oltre a quello semplicemente ecologico, nei consumi delle economie avanzate stanno diventando popolari i succedanei del latte ottenuti da fonti vegetali quali soia, avena, riso, che però non ne contengono gli stessi elementi nobili e che in ogni modo si basano sempre sulle coltivazioni convenzionali. Questi prodotti, comunque additivati essi siano, non potranno avere qualità, composizione, gusto, caratteristiche fisiche, di latte, yogurt e formaggio.

TESEO.it - Confronto tra numero di capi da latte e produzione complessiva di latte in UE
TESEO.it – Confronto tra numero di capi da latte e produzione complessiva di latte in UE

Ecco allora il ricorso alle biotecnologie, con la possibilità di produrre latte non più da un animale ma solo dalle sue cellule mammarie coltivate in vitro, il che lascia intravedere uno scenario in cui si potrebbe ridurre il carico di bestiame pur rispondendo alle crescenti esigenze alimentari della popolazione, nel rispetto dell’ambiente.

Questa non è fantascienza, dato che l’azienda biotecnologica TurtleTree Labs, una start-up basata a Singapore ed operante a san Francisco, ne ha annunciato la produzione. Dopo la possibilità di produrre carne direttamente dalla moltiplicazione delle cellule animali, si intravede ora quella di ottenere vero latte da cui produrre veri formaggi, od almeno teoricamente tali.

Tutto ciò sarebbe l’uovo di Colombo: risolti tutti i problemi di impatto ambientale, benessere animale, sicurezza alimentare. Dunque, sarà la biotecnologia a salvare il mondo? Basterà prendere una cellula e moltiplicarla per sostituire tutto il patrimonio delle interrelazioni vitali che comprendono anche i fattori emotivi e sociali, il pathos, l’aspetto morale e spirituale che pure sono parte integrante quanto impalpabile dell’essere, cioè della vita?

Questi fenomeni del nostro tempo in cui tutto cambia in un batter d’ali e la presa di coscienza che il nostro mondo, più che dover essere in guerra contro qualcuno o qualcosa, vedi virus, sia malato ed abbia bisogno di attenzione e cura, dovrebbero spingerci non a sperare in soluzioni semplicistiche od a puntare il dito contro qualcuno, ma ad affrontare la complessità dei processi vitali con estrema umiltà ed attenzione, cercando di comprenderli attraverso le conoscenze che anche scienza e tecnica ci mettono a disposizione.

Questo nello spirito della ecologia integrale, dato che tutti gli esseri vitali sono interdipendenti. Come non mai, oggi non bisogna cadere nella banalizzazione della complessità.

Fonte: Research Gate

L’importanza degli oligoelementi nella razione alimentare
8 Maggio 2020

I minerali non possono essere sintetizzati dagli organismi viventi

La supplementazione minerale è un fattore essenziale del razionamento. Mentre macrominerali quali calcio, fosforo, potassio, sodio, magnesio, sono importanti costituenti delle ossa, di altri tessuti e dei fluidi corporei, i micro od oligoelementi minerali quali zolfo, ferro, rame, zinco selenio, iodio, svolgono specifiche funzioni biochimiche come il bilanciamento acido-base, la pressione osmotica, le trasmissioni nervose e rientrano nella composizione di enzimi ed ormoni. 

I minerali non possono essere sintetizzati dagli organismi viventi, le piante li assorbono con le radici, e gli animali li ottengono con la razione alimentare. 

Usualmente la supplementazione di oligoelementi per la vacca da latte avviene tramite sali minerali (es. solfato di rame) od ossidi (es. ossido di zinco). Il problema però di tali composti inorganici è che una certa parte si perde nel rumine senza raggiungere l’intestino per passare nel sangue, vanificando così la supplementazione alimentare.

Gli oligoelementi possono raggiungere facilmente l’intestino ed essere più biodisponibili

Per superare questo problema e rendere biodisponibili gli oligoelementi in modo da sostenere la fisiologia dell’animale per la produzione di latte, gli oligoelementi possono invece essere somministrati in associazione con aminoacidi, proteine, acidi organici in modo da raggiungere facilmente l’intestino ed essere così più biodisponibili. Questi composti debbono però essere solubili, rimanere stabili lungo il processo digestivo, essere facilmente assorbibili.  

Diversi studi dimostrano i benefici degli oligoelementi forniti sotto forma organica per aumentare la produzione di latte, ridurre il tasso di cellule somatiche, contenere le zoppie.

Il loro uso dipenderà poi anche dal beneficio economico che porteranno, il che rimanda comunque alla figura dell’allevatore per una oculata gestione dell’allevamento.

TESEO.it - Feed Ratio: rapporto tra prezzo del latte alla stalla ed alimento simulato
TESEO.it – Feed Ratio: rapporto tra prezzo del latte alla stalla ed alimento simulato
TESEO.it -  Valuta l'evoluzione del costo alimentare e la convenienza economica dell’auto-produzione di materie prime e foraggi
TESEO.it – Valuta l’evoluzione del costo alimentare e la convenienza economica dell’auto-produzione di materie prime e foraggi

Fonte: Hubbard Feeds

Tyson Foods investe nelle proteine alternative
14 Aprile 2020

Tyson Foods, il secondo operatore mondiale della carne dopo la brasiliana JBS, colosso basato in Arkansas con un fatturato di 40 miliardi di dollari, ha lanciato la Coalition for Global Protein, una iniziativa per ricercare fonti alimentari alternative a quelle animali.

La finalità è quella di produrre proteine di elevato valore biologico grazie a tecniche e tecnologie innovative per aumentare l’efficienza produttiva, ridurre gli sprechi e contribuire a salvaguardare gli ecosistemi.

L’iniziativa è stata presentata a Davos a margine del cinquantesimo forum economico mondiale e si propone di coinvolgere i leader mondiali della filiera produttiva, dall’agricoltura alla trasformazione, i ricercatori, le ONG e le istituzioni finanziarie.  

La sfida è alimentare 10 miliardi di persone nel 2050

La sfida è quella di alimentare 10 miliardi di persone nel 2050 senza impatti negativi sull’ambiente e questo impone di identificare nuove soluzioni creative attivando nel breve tempo progetti pilota per scegliere ed impostare le modalità produttive più appropriate.

Se questo colosso della carne sente il bisogno di investire nelle proteine alternative o comunque dimostra di guardare oltre le classiche produzioni di proteine da animali, significa che occorre considerare rapidamente questa tematica.

Si tratta di andare oltre le singole azioni di risparmio energetico, contenimento delle emissioni  o del benessere animale, per interrogarsi concretamente sulla sostenibilità delle filiere produttive e la loro efficienza. È un impegno e una responsabilità che compete in primo luogo alle imprese, per un’azione collettiva ed immediata, come afferma la Tyson.

Dunque agire rapidamente e insieme, soggetti della filiera, ricerca, finanza e pubblica amministrazione. Questa sarà la vera sfida del Made per il futuro.

CLAL.it - Crescita della Popolazione Mondiale
CLAL.it – Crescita della Popolazione Mondiale

Fonte: Coalition for global protein

Produzione di Soia prevista al +7,7% in Brasile, principale produttore mondiale
26 Marzo 2020

Produzione di Soia in crescita in Sud America

La produzione mondiale di Soia per la stagione 2019-20, è stimata a 341,76 Mio Tons, -4,7% rispetto alla stagione 2018-19, ma in aumento rispetto la previsione precedente. Questa revisione riflette l’incremento di produzione in Brasile ed Argentina.

Incremento produttivo previsto per Brasile ed Argentina nella stagione 2019/2020

Per entrambi i Paesi sudamericani si prospetta un ulteriore aumento produttivo di 1 Mio Ton rispetto alle stime di Febbraio, attestandosi rispettivamente a 126 Mio Tons per il Brasile e 54 Mio Tons per l’Argentina.

Il Brasile si conferma il principale produttore mondiale di Soia, con un aumento previsto del 7,7% rispetto alla stagione 2018-19. L’incremento produttivo in Argentina è principalmente dovuto alle condizioni climatiche, generalmente favorevoli nelle aree agricole centrali e nord occidentali. Le previsioni per le produzioni di Soia Statunitensi rimangono invariate a 96,84 Mio Tons (-19,6% rispetto alla scorsa stagione).

Considerando la maggior produzione di Soia in Sud America e l’andamento stabile atteso per i consumi, è prevista una minor diminuzione degli Stock rispetto alle precedenti stime.

Positivo l’export di Soia, Cina principale destinazione

Aumenta l’export mondiale di Soia, +2,4% rispetto alla stagione precedente, guidato dalle maggiori esportazioni dei due principali esportatori mondiali: Stati Uniti (+4,4%) e Brasile (+3,2%). Tale incremento compensa abbondantemente la diminuzione attesa per l’Argentina (-9,9%). 

La Cina, che nella stagione 2018/2019 ha rappresentato circa il 57% dell’import Mondiale di Soia, ha importato 88 Mio Tons nel 2019, di cui 57,7 Mio Tons dal Brasile (il 65% del totale) e 17 Mio Tons dagli USA (il 19% del totale). Il prezzo medio di importazione della Cina, nel mese di Dicembre 2019, è stato di 408 $/Ton.

Vedi tutte le informazioni
nel nuovo Slideshow dedicato
alla Soia su TESEO >

TESEO - Produzioni ed Export di Soia
TESEO – Produzioni ed Export di Soia