TESEO

Bufale per fare più latte in India
9 agosto 2017

L’India, oltre ad essere il maggior paese produttore e consumatore di latte al mondo, ha anche la mandria più consistente. Solo metà del latte però è di origine bovina, sia da razze locali che da incroci con frisone, jersey e brown swiss, mentre la restante metà è prodotta dalle bufale. La domanda interna cresce del 4,2% dal 2000 e dunque diventa essenziale agire sulla selezione genetica e l’evoluzione della mandria per aumentare la produzione.

La produttività per capo è però bassa rispetto ai riferimenti internazionali. Infatti, i picchi produttivi degli animali più selezionati superano appena i 30 quintali di latte all’anno. Bisogna però considerare le condizioni ambientali indiane, che non sono certo adatte alle razze più selezionate. Alte temperature, umidità ed una diffusa presenza di patologie e parassiti, sono fattori che non permettono tanto facilmente di introdurre gli animali generalmente presenti nelle maggiori aree lattiere mondiali. Bisogna poi considerare i maggiori bisogni alimentari degli animali più produttivi, oltre alla diversa gestione aziendale, rispetto alle razze locali più rustiche ed adeguate all’ambiente.

Per questo diventa interessante il ruolo bufalino, animali che insieme ad una buona produzione di latte rispetto alle razze locali e con ottimi contenuti, soprattutto per il grasso, sono ben adattati alle condizioni climatiche, resistenti alle malattie ed in grado di utilizzare al meglio gli alimenti disponibili.

Occorre poi tener conto del fatto che in India la mandria è rappresentata in media da uno-due animali per famiglia, il che rende difficile l’adozione di tecniche evolute di allevamento. Inoltre è fondamentale considerare il fattore culturale indiano, per cui in molti stati è vietato macellare le vacche, condizione che non esiste i per i bufalini ed infatti l’India è un grande esportatore di carne di questi animali.

Anche per la composizione della mandria, l’India assume una posizione originale nel contesto della produzione di latte.

Principali 10 produttori mondiali di Latte Bufalino

Fonte: ERS-USDA

El Niño e mercati agricoli: siccità?!!
15 maggio 2015

Più volte annunciato come una possibilità, ora le agenzie meteorologiche giapponese ed australiana affermano che si sono manifestati i segni per il succedersi di fenomeni climatici estremi noti come El Niño, tali da interessare vaste regioni, dall’America meridionale al sud-est asiatico, con pesanti riflessi sulle produzioni agricole.

Con el Niño e la Niña si descrivono fasi opposte di oscillazioni delle temperature fra oceano ed atmosfera nella zona equatoriale del Pacifico. La Niña è la fase fresca di tali oscillazioni (indicate con la sigla ENSO – El Niño-Southern Oscillation), el Niño quella calda. Queste deviazioni dalle normali temperature di superficie degli oceani possono avere un grande impatto sulle condizioni climatiche a livello mondiale. Nel 1600, dei pescatori al largo delle coste dell’America Latina, rilevarono come le acque dell’oceano Pacifico fossero stranamente calde per la stagione ed essendo a dicembre, chiamarono il fenomeno el Niño (il bimbo), dato il Natale ormai vicino.

Quest’anno, una siccità primaverile in Asia meridionale ha già influito negativamente sui raccolti di olio di palma e potrebbe comportare problemi nelle piantagioni di caffè in Colombia e di cacao in Africa occidentale. All’opposto, delle piogge eccessive potrebbero danneggiare i raccolti di canna da zucchero in Brasile.

Negli USA il fenomeno potrebbe avere invece effetti positivi comportando una stagione fresca ed umida in favore dei raccolti di mais ma con una generale diminuzione nella qualità dei prodotti; già ora si notano ricorrenti ed intense piogge nelle pianure centrali del paese.

In India la conseguenza di questo cambiamento meteorologico è la ridotta intensità dei monsoni, che potrebbe avere riflessi sul raccolto di cotone di cui il paese asiatico è il maggior produttore, mentre la ridotta produzione di olio di palma in Indonesia e Malesia sarebbe favorevole per il mercato delll’olio di soia.

Le previsioni climatiche sono influenzate da una molteplicità di fattori che le rendono complesse, ma bisognerà sempre più considerare l’insorgere dei fenomeni climatici estremi ed i conseguenti effetti su mercato e quotazioni mondiali dei prodotti agroalimentari.

Nuova Zelanda: probabilità di precipitazioni oltre la norma in primavera in caso di El Niño
Nuova Zelanda: probabilità di precipitazioni oltre la norma in primavera in caso di El Niño

Fonte: Agrimoney