Caldo e produzione di latte: probabili effetti nei prossimi mesi
18 Agosto 2026

Di Mirco De Vincenzi e Francesco Fenzi

Il prolungato periodo di temperature elevate sta avendo ripercussioni sulle produzioni di latte e sulle condizioni degli allevamenti. Secondo le informazioni raccolte presso alcuni Allevatori del progetto Sistema Stalla, negli ultimi giorni la produzione si è stabilizzata, pur mantenendosi su livelli inferiori rispetto all’inizio di agosto.

Oltre all’effetto diretto dello stress termico sull’ingestione e quindi sulla produzione, l’attenzione è rivolta alla fertilità delle bovine. Le elevate temperature di luglio e agosto hanno reso più difficili le fecondazioni, nonostante le inseminazioni vengano concentrate nelle ore più fresche. Questo potrebbe determinare nei prossimi mesi uno spostamento dei parti e una minore disponibilità di latte, con possibili effetti soprattutto nel periodo di aprile e un successivo parziale recupero tra maggio e giugno.

Un secondo elemento da monitorare riguarda qualità e disponibilità dei foraggi. La disponibilità e le caratteristiche del mais risultano molto variabili in funzione della possibilità di irrigazione. Nelle aree dove l’acqua è stata disponibile con regolarità le prospettive sono considerate relativamente buone, mentre nei terreni maggiormente colpiti dalla siccità e dal caldo si segnalano maggiori criticità qualitative e attenzione al rischio di micotossine.

Gli effetti della stagione potrebbero interessare anche altri Paesi europei, dove le condizioni climatiche e le caratteristiche degli allevamenti possono aver esposto maggiormente la mandria allo stress termico. Eventuali minori disponibilità di foraggi potrebbero essere compensate con un maggiore ricorso ai mangimi, con conseguenze sui costi di alimentazione.

Nel complesso la situazione richiede quindi attenzione, oltre che per gli effetti immediati sulla produzione, ancor più per la possibile persistenza nei prossimi mesi. Saranno soprattutto l’andamento della fertilità, i parti nel prossimo periodo e la qualità dei foraggi a determinare l’effettiva entità delle conseguenze sulla disponibilità di latte.

Loietto e Mais Ceroso: foraggi essenziali per la zootecnia
4 Marzo 2025

Di: Ester Venturelli

Il Loietto (o Loiessa) è una delle graminacee più diffuse in Italia per la produzione di foraggio. È particolarmente apprezzato nell’allevamento delle vacche e degli ovini da latte perché  è un foraggio di alta qualità e molto appetibile per gli animali.

Il Loietto prevede la semina in autunno in terreni a medio impasto e 1 o 2 sfalci primaverili. Ci sono principalmente due tipologie di Loietto: diploide, con meno umidità nello stelo e quindi più adatto a fienagione o insilamento, e tetraploide, maggiori steli e superficie fogliare che, aumentando l’umidità, lo rendono più adatto alla foraggiata verde o insilamento con pre-essiccamento in campo.

Le produzioni di Loietto in Italia sono aumentate del 6% nel 2024 rispetto al 2020, grazie ad un aumento delle aree destinate alla coltivazione. Essendo una coltura che dà un foraggio di qualità ma con bassi livelli proteici ed energetici, spesso viene coltivato in miscugli con leguminose. 

Un foraggio ampiamente utilizzato per l’apporto di energia nella razione bovina è il Mais Ceroso. Per ottenere Mais Ceroso si seminano varietà da trinciato e pastone e si raccoglie la pianta intera in modo da ottenere un equilibrio tra amido e fibre tale per cui la sostanza secca risulti del 35%. Le problematiche legate alla produzione di Mais Ceroso sono, quindi, le classiche del Mais associate ai costi ed ai problemi di irrigazione. Negli ultimi anni, in Italia, le produzioni sono leggermente diminuite passando da 20.65 nel 2020 a 18.99 milioni di tonnellate nel 2024, a fronte di un calo dei terreni destinati.

Entrambi i prodotti sono per lo più prodotti dalle aziende zootecniche per l’autoconsumo, le poche quantità scambiate sul mercato tendono a seguire il prezzo del fieno di prato e dell’erba medica che negli ultimi mesi hanno avuto una tendenza in crescita causata dalla poca produzione di qualità ottenuta nella scorsa campagna.

TESEO.Clal.it – Produzioni e Rese di Loietto in Italia

Foraggi: la Cina acquista dall’UE
13 Febbraio 2025

Di: Ester Venturelli

Dopo lo scoppio del Covid, grazie alla convinzione che il consumo di latte rafforzasse il sistema immunitario, il settore lattiero-caseario cinese ha vissuto un periodo positivo, portando le aziende locali a investire ed espandere la produzione. Ciò ha aumentato la domanda di fieno e le importazioni, nonostante i prezzi più alti. Gli USA sono il principale fornitore di fieno per la Cina dal 2008, coprendo oltre l’80% delle importazioni, grazie alla produzione abbondante e ad una maggiore qualità rispetto al fieno prodotto localmente.

Tuttavia, il successivo rallentamento della domanda di latte ha ridotto i prezzi alla stalla, abbassando la redditività e diminuendo la richiesta di fieno. Nel 2023, le importazioni di fieno in Cina, soprattutto di Erba Medica, sono calate del 45% complessivamente, rispetto al 2022, con una riduzione del 35,9% nello specifico degli Stati Uniti. Nel 2024, la domanda è parzialmente risalita, con un aumento delle importazioni di foraggi del 23,7% rispetto al 2023, soprattutto dall’Australia e dall’UE, mentre le quantità acquistate dagli USA sono rimaste piuttosto stabili (+3,6%). L’Australia è il principale fornitore di erba d’avena, favorita dalla vicinanza e dall’assenza di tariffe all’export, mentre l’UE è il primo fornitore di erba medica (99%), con 19.523 tonnellate, in aumento del 36,21% nel 2024.

TESEO.Clal.It – Import di Foraggi da parte della Cina

In Italia le produzioni di Erba Medica sono cresciute nel 2024 rispetto al 2023, tuttavia i prezzi dei foraggi sono in aumento: il Fieno Maggengo è passato da 128€/ton ad ottobre 2024 a 177€/ton a Febbraio 2025, mentre l’Erba Medica Disidratata in Balloni da 245€/ton è arrivata a 302€/ton. Nonostante il miglioramento, le rese sono infatti rimaste a livelli inferiori rispetto alla media storica. 

Il limite alle rese è dovuto principalmente alle condizioni climatiche. Le regioni del Centro Sud sono state colpite da siccità in primavera ed estate con vasti danni alle produzioni di foraggio. Al Nord, dove si trovano le principali aree di produzione, si sono verificate condizioni opposte con ingenti piogge sia per tutta la primavera che nel periodo di raccolta, ritardando le operazioni in campo, se non addirittura impedendole, e intaccando la qualità del raccolto.

TESEO.Clal.it – Prezzi dei Foraggi in Italia