Quelle del Latte: fare rete per crescere [Intervista a Paola Aguzzi, Presidente]
30 Aprile 2026

Paola Aguzzi
Quelle del Latte

Paola Aguzzi – Presidente dell’Associazione Quelle del Latte

Abbiamo seguito con curiosità lo sviluppo di “Quelle del Latte”, una rete di professioniste attive nel settore della zootecnia da latte italiana, che sta contribuendo a dare voce, visibilità e connessione alle donne del comparto. Per conoscerla meglio abbiamo intervistato la presidente, Paola Aguzzi, figura di riferimento dell’iniziativa.

Gentile Paola, qual è la sua professione, e dove la svolge?

Mi definisco una farm manager. Ho lavorato in diverse aziende e in varie province e attualmente opero presso l’azienda del Cavaliere del Lavoro Finato Martinati Venier Guido, a Verona, nel ruolo di direttore. Il mio lavoro è complesso: oltre a gestire la stalla come “capo stalla”, sono responsabile delle scelte agricole e degli investimenti. L’azienda è articolata in più settori (latte, biogas, terreni, biologico), quindi serve una figura che coordini l’insieme delle attività e che si interfacci costantemente con l’amministrazione e con i programmi della proprietà. 

Generalmente, perché una professionista decide di far parte di QdL? E cosa vi trova, poi?

Evolvere in un contesto di “censura”

QdL è un luogo che accoglie le fragilità, spesso nascoste. È uno spazio in cui si parla una lingua comune, quella delle donne che lavorano in questo settore. Si ascoltano esperienze che rispecchiano il proprio vissuto e si ritrovano competenze, calore e forza, che a volte si possiedono già senza esserne pienamente consapevoli. È condivisione e aspirazione, è un modo per evolvere in un contesto in cui spesso le donne in zootecnia sono censite e “rinchiuse”. 

Qual è stato l’impulso determinante per la nascita di “Quelle del Latte”?

QdL è nata a casa mia, una sera di febbraio 2023. Dopo un passaparola, una quindicina di donne del settore zootecnico – veterinari, allevatrici, tecnici e coadiuvanti – si è riunita a cena. Parlando, abbiamo scoperto di avere molto in comune: le donne in questo settore occupano spesso ruoli marginali, di contorno, ma raramente decisionali o visibili. Siamo spesso identificate come “la moglie di”, “la sorella di”, “la figlia di”, “l’assistente di…”, senza una reale identità riconosciuta e senza voce. L’obiettivo è stato creare uno spazio in cui a parlare in prima persona fossero le donne, superando quello che definisco un vero e proprio “tetto di cristallo”. 

Secondo le esperienze di condivisione professionale fatte in QdL, quali ritiene siano i principali ostacoli ad una completa valorizzazione delle professioniste di sesso femminile in ambito allevatoriale oggi? Qualcosa sta cambiando?

L’ostacolo principale, anche se lentamente le cose stanno cambiando, è confrontarsi con un ambiente ancora fortemente “patriarcale” e riuscire a emergere con la stessa assertività e considerazione degli uomini. Nessuno mette in dubbio le competenze maschili, mentre una donna deve spesso dimostrare continuamente le proprie. 

Nell’Allevamento da Latte, anche la concezione che le donne hanno di sé sta cambiando?

Sì, le donne stanno sviluppando una diversa consapevolezza di sé, delle proprie capacità e una determinazione che spesso l’altro sesso non manifesta con la stessa intensità. 

Perché è così importante la cura della persona, anche emotiva, in ambito lavorativo?

Il nostro è un ambiente fortemente stressante: viviamo quotidianamente un lavoro ad alto carico emotivo e decisionale, a contatto con situazioni complesse legate alla gestione del benessere animale e della produzione. Inoltre, il settore non ha potere contrattuale: ciò che acquista è dettato dal mercato, mentre ciò che vende, essendo una commodity, è deciso da chi compra. I margini di guadagno sono spesso ridotti o inesistenti e questa incertezza logora. 

QdL organizza incontri di varia natura, anche con contenuti tecnici. Avvertite una carenza di offerta formativa per il mondo allevatoriale italiano?

Aggiornarsi per innovare in stalla

Organizziamo anche incontri tecnici, in cui il numero ridotto di partecipanti favorisce domande e discussione. Sono incontri tenuti da esperti del settore, mai banali e senza finalità commerciali. 

Abbiamo affrontato temi come:

  • “One welfare” e benessere in stalla
  • Lettura dell’estratto conto bancario e valutazione di prestiti e mutui
  • Il potere dei mitocondri
  • Come ci percepiscono le vacche e il loro modo di ragionare
  • Il valore del tempo e i tempi delle donne nell’orologio biologico della natura
  • Welfare ambientale e carbon footprint
  • Fermentazioni e gestione dell’insilato
  • “Far parlare i numeri” per le scelte aziendali
  • Costo del litro di latte
  • Fare rete e comunicare con l’Europa (“Vox Demeter”, “Les Elles de la Terre”)

È inoltre in corso il progetto “La cura oltre la stanza”, dedicato alla cura psicologica, alla consapevolezza dell’essere, alla gestione di paure, solitudine e rabbia. Prevede incontri aperti a tutti con psicologhe e un percorso di supporto anche individuale. È aperto a tutti perché è un tema che riguarda tutti.

Parteciperemo inoltre al Food&Science Festival di Mantova con l’incontro “Chi parla per la terra? La voce delle donne del mondo”, nell’anno dedicato dalla FAO alla donna rurale. 

In un’agricoltura che fatica a “conquistare” lavoratori, Il valore delle donne è soltanto numerico? Oppure c’è del valore nella diversità, anche in questo ambito?

Non solo forza, ma anche entusiasmo e collaborazione

L’agricoltura fatica ad attrarre lavoratori, ma le donne sono naturalmente vicine a questo mondo: allevare e coltivare fa parte del loro “DNA”, dato che storicamente hanno iniziato proprio loro a seminare e ad addomesticare gli animali. Oggi il settore non richiede solo forza fisica, ma resilienza, entusiasmo e collaborazione.

Il valore della diversità di genere è reale: esistono sensibilità e approcci differenti, non uniformi, più pratici e capaci di gestire più situazioni contemporaneamente. Tuttavia, il cambiamento deve essere anche sociale: le donne non devono più essere costrette a scegliere tra lavoro, carriera e famiglia, ma poterle conciliare. È un impegno collettivo. Abbiamo bisogno di professioniste competenti, ma anche di bambini, perché la denatalità è un problema serio, e di donne serene, che possano guardare al futuro con fiducia.

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CLAL Team

Il team CLAL.it è composto da giovani che, con l'ausilio dell'Informatica, studiano i fenomeni del mercato lattiero-caseario e sviluppano strumenti per offrire agli Operatori del settore una visione complessiva e in tempo reale dell'andamento dei mercati nazionali e internazionali.