
Valeria Villani, imprenditrice agricola e neo eletta presidente provinciale di Cia-Agricoltori Italiani a Reggio Emilia, coltiva 450 ettari di terreno a Gualtieri (Reggio Emilia). La sua azienda è fra le pioniere dell’agricoltura di precisione e della minima lavorazione, praticata da oltre 20 anni, con benefici ambientali e ritorni economici.
È periodo di semine primaverili. Quali sono gli orientamenti nella sua area? Qual è il sentiment degli agricoltori e degli allevatori?
“Sono in calo le superfici a mais e soia, mentre per ora sembrano procedere in maniera ottimale le colture di cereali autunno-vernini, grazie all’andamento meteo. Se dovesse continuare così potremmo sperare in buone rese.
Il sentiment è, tuttavia, negativo, perché veniamo da un’annata in cui le produzioni sono state inferiori del 50% rispetto alla produzione media, con prezzi di mercato in calo: due fattori che hanno fatto partire gli agricoltori con scarsa liquidità. E le incertezze si sono aggravate per lo scenario geopolitico complessivo e le tensioni in Iran. Il prezzo del gasolio è raddoppiato, passando da 0,75 euro a 1,50 euro al litro. Il prezzo del grano, dopo mesi di prezzi stazionari, è calato, mentre il mais, trascinato verso l’alto dall’escalation del greggio, dal momento che quando il petrolio aumenta a livello mondiale si risveglia l’interesse per il biodiesel, oggi è meno brillante e non si vedono all’orizzonte grandi incrementi dei listini. Morale: poca liquidità di partenza, costi di produzione cresciuti, volatilità e incertezza dei mercati all’orizzonte”.
Si parla anche di secondi raccolti?
“Nella nostra zona non moltissimo, ma siamo nel comprensorio di produzione del Parmigiano Reggiano, dove molte superfici sono a prato. I secondi raccolti devono in ogni caso fare i conti con due variabili: da un lato la disponibilità di acqua e dall’altro i costi del gasolio. Ha meno spese chi applica la minima lavorazione in campo, ma operazioni colturali e irrigazione comportano spese di carburante non indifferenti. È necessario che le imprese agricole facciano bene i conti”.
L’Italia continua a perdere terreno sul fronte maidicolo. Come invertire la rotta? È possibile oppure dobbiamo prepararci a fare i conti con importazioni crescenti di mais?
I prodotti locali sono fondamentali per le produzioni DOP
“In un momento socio-economico come quello attuale, ritengo sia molto imprudente pensare a rinunciare a colture strategiche come il mais, che sta alla base a tutte le filiere zootecniche. Inoltre, avendo filiere Dop che per disciplinare devono attingere per il 51% a razioni alimentari all’interno dei comprensori di produzione, dobbiamo inevitabilmente sostenere la produzione locale. Affidarsi a importare dall’Ucraina e dall’America Latina, con scenari globali così incerti, potrebbe mettere a repentaglio gli approvvigionamenti strategici per la filiera zootecnica e alimentare”.
I contratti di filiera, così come sono strutturati oggi, sono efficaci oppure andrebbero rivisti? Come potrebbero essere migliorati?
Contratti di filiera: più equilibrio e valore alla produzione
“I risultati parlano da soli. Se calano le semine di mais e frumento significa che i contratti di filiera non hanno dato i risultati sperati. Sono mancati, d’altronde, gli effetti positivi sui produttori. Andrebbero rivisti, magari prevedendo che, al di sotto dei costi di produzione, non è possibile scendere: un parametro che è stato studiato e che andrebbe previsto nei contratti di filiera, altrimenti si corre il rischio di ottenere l’effetto opposto per i quali tali accordi erano stati previsti. Dobbiamo fare in modo che, se da un lato l’industria ha la garanzia di ritirare prodotto italiano, anche gli agricoltori devono poter essere garantiti su un prezzo minimo. Dovrebbe valere per il grano, per il mais e per la soia, altrimenti, in particolare per la soia, l’Italia finisce ad importare prodotti OGM, mentre l’obiettivo dell’autosufficienza rimane lontano. Ma entriamo in un contesto dove, accanto ai contratti di filiera, è necessario prevedere a livello comunitario degli accordi di reciprocità sul fronte import/export”.
La sua azienda è sempre stata all’avanguardia in fatto di tecnologie di precisione. Quali investimenti ha fatto di recenti e quali, invece, in programma?
Con lo strip till abbiamo un bilancio di carbonio positivo
“Negli ultimi anni abbiamo chiuso il ciclo, acquistando sistemi satellitari per monitorare le produzioni. Da tempo facciamo su quasi tutta la nostra superficie aziendale minima lavorazione, semina su sodo, semina a rateo variabile, concimazione a rateo variabile. In questo modo abbiamo coniugato aspetti di sostenibilità economica con elementi di sostenibilità ambientale, avendo un impatto in termini di emissioni di carbonio inferiori a chi applica procedure di agricoltura tradizionale. Con lo strip till, avendo eliminato le fasi di zappatura e aratura, abbiamo un bilancio positivo sul conto di carbonio. L’ultimo investimento aziendale, sostenuto da un bando Ismea, ha riguardato un sistema di spandimento dei fitofarmaci all’avanguardia.
Dal Covid in avanti, negli ultimi 6-7 anni, il costo per l’acquisto di trattori e macchinari in generale è cresciuto dal 100% al 150% e, francamente, senza contributi le imprese non sono più in grado di ripagare gli investimenti. Siamo in una fase in cui non solo la liquidità scarseggia e la redditività si è assottigliata, ma si è posto insistentemente il problema dei cambiamenti climatici, un altro fattore che complica molto la visione imprenditoriale a lungo termine. Torniamo al sentiment di incertezza diffuso fra gli operatori”.
Se i mercati soffrono la volatilità, quali alternative potrebbero dare ossigeno alle imprese agricole?
“Da anni si parla di sistemi per la valorizzazione dei crediti di carbonio, essendo l’agricoltura un’attività che ha emissioni negative. Potrebbe essere un servizio ambientale molto utile, in grado di valorizzare il lavoro green che già svolgono gli agricoltori con un’integrazione al reddito importante. Sarebbe inoltre un riconoscimento significativo per quanto svolgiamo anche per la società”.































































