Gli Allevatori del Wisconsin adeguano l’offerta di latte alla domanda
1 Aprile 2022

In un mercato concorrenziale come quello USA stona parlare di gestione delle quantità produttive. Eppure la continua chiusura di stalle e l’andamento dei prezzi del latte al di sotto delle legittime aspettative ha indotto gli allevatori del Wisconsin, il cuore del latte USA, a considerare gli strumenti di programmazione.

TESEO – USA: Alimento Simulato e Prezzo del Latte alla stalla

Ad inizio 2022 in Wisconsin c’erano 6.533 stalle, 399 in meno rispetto allo scorso anno e 26 mila in meno rispetto al 1991 quando se ne contavano ben 32.521. È una evoluzione al passo con i tempi, dove l’allevamento di bestiame da latte oggi si basa su tecnologia, seria gestione, attività ad alta intensità economica come molte altre, ma più esposta agli eventi naturali e dove le garanzie di successo sono scarse e poco prevedibili.

Le due associazioni degli agricoltori, Wisconsin Farm Bureau e Wisconsin Farmers Union, tradizionalmente schierate su fronti opposti, hanno delineato il Dairy Revitalization Plan, piano per rivitalizzare la filiera, che invece di limitare la produzione si concentra sulla riduzione degli impatti negativi di una espansione incontrollata e sulla pronta rilevazione dei segnali di mercato da inviare alle aziende agricole affinché possano modulare la produzione in funzione degli sbocchi del latte. I ricercatori dell’Università del Wisconsin-Madison hanno prefigurato i modelli previsionali della gestione produttiva con i riflessi sui prezzi per allevatori e consumatori.

A tutte le stalle sarebbe consentito lo stesso livello di crescita produttiva annuale, che sarebbe determinato in base alla domanda di mercato di quell’anno. Se un’azienda volesse espandere la sua produzione più della crescita consentita, il produttore pagherebbe una somma di accesso al mercato per quell’anno. Quando la domanda di latte è forte le somme di accesso sarebbero basse, ma quando l’offerta è già abbondante gli esborsi aumenterebbero per scoraggiare un’ulteriore espansione. Le somme raccolte verrebbero versate alle aziende che non si sono espanse o che sono rimaste al di sotto della crescita consentita, con particolari facilitazioni per i giovani.

Il successo del modello dipende dalla piena e convinta adesione degli allevatori e per questo si stanno svolgendo riunioni capillari sul territorio per rispondere ai loro interrogativi, con dimostrazioni pratiche dove ogni allevatore può inserire nel modello i dati della propria azienda per verificare come sarebbero le correlazioni con le variazioni produttive e gli effetti sui prezzi del latte.

Con un’età media degli allevatori di 62 anni e la necessità di grandi capitali, è improbabile prefigurare un pur necessario cambiamento generazionale senza fornire ragionevoli certezze. Occorre dunque organizzarsi meglio e cercare di avere un approccio più disciplinato al modo in cui si produce latte correlandolo alle richieste di mercato. Occorre prevenire l’eccesso di offerta con una rincorsa produttiva che comprime le quotazione mettendo in crisi le attività agricole.

Fonte: edairynews

CLAL.it - Share degli Stati sulle produzioni latte Statunitensi
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Pubblicato da

Leo Bertozzi

Leo Bertozzi

Agronomo, esperto nella gestione delle produzioni agroalimentari di qualità e nella cultura lattiero-casearia.