La rivoluzione del cibo avverrà in Cina?
28 Maggio 2026

Di: Elisa Donegatti

La Cina potrebbe trasformare il sistema alimentare globale così come ha già fatto con pannelli solari, batterie e auto elettriche. È la tesi centrale del report “China’s Food Future”, pubblicato da Systemiq, secondo cui Pechino starebbe avviando una strategia per ridurre la dipendenza dalle importazioni agricole e rafforzare la sicurezza alimentare nazionale. 

Oggi la Cina è il più grande importatore agricolo del mondo: acquista enormi quantità di Soia, Carne Bovina e Latticini da Brasile, Stati Uniti, Argentina e Nuova Zelanda. Una dipendenza diventata sempre più problematica tra crisi sanitarie, come la peste suina africana, tensioni geopolitiche e cambiamento climatico

Il problema è strutturale: la Cina ospita circa il 15% della popolazione mondiale ma dispone solo dell’8% delle terre coltivabili, con una disponibilità di acqua dolce inferiore alla media globale. Negli ultimi quarant’anni l’aumento del reddito ha fatto crescere il consumo di carne e proteine animali, aumentando il fabbisogno di mangimi e materie prime importate. 

Secondo il report, Pechino considera ormai la sicurezza alimentare una questione strategica quanto energia e finanza. Per questo starebbe applicando all’agroalimentare lo stesso modello usato in altri settori chiave: pianificazione centrale, investimenti pubblici, sostegno tecnologico e sviluppo industriale coordinato. 

Uno degli obiettivi principali è ridurre la dipendenza dalla Soia importata per i mangimi, migliorando l’efficienza degli allevamenti e aumentando la produttività agricola anche attraverso OGM e allevamenti ad alta automazione. Muyuan Foods, il più grande produttore mondiale di Carne Suina, ha già quasi dimezzato l’uso di Soia nei mangimi. 

Ma il vero punto strategico riguarda le proteine alternative. Pechino sta investendo in Carne Vegetale, Fermentazione Microbica e Carne coltivata, con l’obiettivo di diventare leader mondiale della nuova “bioindustria alimentare”.

Secondo gli autori, entro il 2030 le importazioni cinesi di Soia potrebbero diminuire del 25%, grazie alla riduzione degli sprechi, al miglioramento della produttività agricola e alla riformulazione dei mangimi. Nel 2040 la Cina potrebbe diventare esportatrice netta di pollame, latticini e prodotti ittici allevati. Entro il 2050 tra il 35% e il 55% delle proteine consumate nel Paese potrebbe provenire da alternative prodotte in laboratorio o tramite fermentazione. 

Quali sarebbero le conseguenze globali? Secondo lo studio Brasile, Argentina e Stati Uniti rischierebbero un forte calo della domanda cinese di Soia e Carne, con effetti sui prezzi agricoli nel Mondo, valore dei terreni e occupazione rurale. 

Il report conclude con un avvertimento: il cibo potrebbe diventare uno dei prossimi grandi terreni della competizione industriale e geopolitica globale.

TESEO.Clal.it – CINA: Tasso di Autosufficienza Semi di Soia
TESEO.Clal.it – CINA: Tasso di Autosufficienza della Farina di Soia
TESEO.Clal.it – CINA: Tasso di Autosufficienza della Carne Bovina
TESEO.Clal.it – CINA: Tasso di Autosufficienze del Latte

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CLAL Team

Il team CLAL.it è composto da giovani che, con l'ausilio dell'Informatica, studiano i fenomeni del mercato lattiero-caseario e sviluppano strumenti per offrire agli Operatori del settore una visione complessiva e in tempo reale dell'andamento dei mercati nazionali e internazionali.