Il primo bimestre 2026 evidenzia un mercato retail condizionato dal potere d’acquisto, con consumi deboli nei salumi e una forte riallocazione della spesa nelle carni fresche.
🔻 SALUMI: contrazione diffusa dei volumi
Il comparto apre l’anno con una flessione generalizzata, accentuatasi nel mese di febbraio, storicamente un periodo in cui i consumi alimentari rallentano.
- Prosciutto cotto: -4,8% nel bimestre (-9,3% a febbraio) con prezzi stabili.
- Mortadella: -6,7% (-8,9% a febbraio), nonostante lievi aumenti di prezzo (+1,4%).
- Salame: -1,6% (-3,8% a febbraio)
- Prosciutto crudo: unica eccezione positiva (+3,1%), ma con una crescente polarizzazione:
- segmento DOP: +5,2%
- segmento non DOP: +1,2% (in calo a febbraio: -0,3%)
🔺 CARNI FRESCHE: la convenienza guida le scelte
L’inflazione continua a orientare la sostituzione tra proteine animali:
- Carne suina (+8,5%): protagonista del bimestre, favorita da prezzi stabili o in lieve calo (-0,9% a febbraio)
- Carne avicunicola (+1,4%): andamento positivo e difensivo, nonostante prezzi in aumento (+4,7%)
- Carne bovina (-8,3%): forte contrazione dei volumi, penalizzata dall’aumento dei prezzi (+15,5%)
Il 2026 si apre con una chiara riallocazione della spesa: il consumatore si orienta verso il suino, più accessibile, riduce i volumi nei salumi e, nel caso del crudo, premia selettivamente la qualità certificata. La pressione inflattiva resta il principale driver delle decisioni d’acquisto.
































































