Contrastare lo spreco alimentare lungo la Filiera
1 Aprile 2025

Unione Europea131kg spreco di cibo per abitante nel 2021

Il cosiddetto spreco alimentare è un problema che riguarda tutta la filiera: produzione primaria, trasformazione, distribuzione, ristorazione, consumi domestici. Solo nell’Unione Europea (dati 2021) si calcola che siano andate sprecate circa 60 milioni di tonnellate di cibo, pari a 131 kg per abitante. Oltre la metà di tale spreco, 70 kg, è avvenuto a livello domestico, 28 kg durante le fasi di trasformazione, 12 kg nella ristorazione, 9 kg nella distribuzione ed 11 kg nella produzione agricola. Oltre al valore, stimato in 132 miliardi di euro, lo spreco alimentare contribuisce significativamente alle emissioni di CO2, calcolate in 254 milioni di tonnellate ed all’uso di 342 milioni di metri cubi d’acqua, gli sprechi energetici e delle altre risorse naturali. Bisogna poi considerare i costi per la raccolta e lo smaltimento del cibo scartato, che comporta, sempre in un anno, un costo di oltre 9 milioni di euro. Nel contempo, sempre nella UE, 37 milioni di persone non hanno cibo a sufficienza.

A livello mondiale il problema diventa enorme:  secondo il rapporto Waste Watcher 2024, ogni anno vengono sprecate oltre un miliardo di tonnellate di cibo, mentre circa 773 milioni di persone soffrono la fame.

Dimezzare lo spreco alimentare entro il 2030: l’obiettivo ONU

Per contrastare questa situazione abnorme ed insostenibile le Nazioni Unite, nel contesto degli obiettivi di sviluppo sostenibile, hanno stabilito di raggiungere entro il 2030 il dimezzamento dello spreco alimentare. Con tale impegno, il Parlamento Europeo ha proposto di innalzare al 20% l’obbligo di ridurre gli scarti nella trasformazione alimentare rispetto alla media del biennio 2020-22, prendendo a riferimento una metodologia comune per determinare lo spreco di cibo. Altre misure riguardano la revisione degli standard di mercato per frutta e verdura in modo da permettere agli agricoltori di vendere direttamente prodotti ortofrutticoli con caratteristiche non conformi alle norme di commercializzazione ma ritenuti idonei al consumo dalle comunità locali. Tali prodotti potranno anche essere destinati alla trasformazione industriale.

Inoltre, sempre se le condizioni sanitarie sono garantite,  sarà possibile vendere anche quei prodotti che sono stati colpiti da disastri naturali od ottenuti in circostanze eccezionali.  Verranno poi semplificate le norme relative agli alimenti oggetto di donazioni alimentari.

La lotta contro lo spreco alimentare richiede un impegno collettivo e l’adozione di pratiche sostenibili a tutti i livelli della filiera alimentare. Solo attraverso una collaborazione efficace tra aziende, enti non-profit e cittadini possiamo ridurre significativamente questo problema e contribuire ad un futuro più sostenibile.

Fonte: EUR-Lex

Commenti

Fonte:

Pubblicato da

Leo Bertozzi

Agronomo, esperto nella gestione delle produzioni agroalimentari di qualità e nella cultura lattiero-casearia.