Prosciutto di Parma resiliente: UE e affettato sostengono l’export [Il Commento di Paolo Tramelli, Consorzio del Prosciutto di Parma]
20 Aprile 2026

Paolo Tramelli
Consorzio di tutela del Prosciutto di Parma

Paolo Tramelli – Direttore Marketing del Consorzio di tutela del Prosciutto di Parma

Nonostante le pesanti problematiche che hanno caratterizzato lo scenario internazionale nel 2025, tiene l’export del Prosciutto di Parma (-0,40% nel 2025 rispetto al 2024), confermando una solida capacità di adattamento ai nuovi scenari di consumo internazionali. Come sottolinea Paolo TRAMELLI, Direttore Marketing del Consorzio di tutela del Prosciutto di Parma, a sostenere il comparto sono, da un lato, la crescita strutturale del segmento affettato e, dall’altro, la significativa ripresa della domanda nell’Unione Europea (+5,87%).

AFFETTATO IN ESPANSIONE: leva strategica per i nuovi consumi

L’affettato cresce (+1,72%) in controtendenza rispetto al prodotto intero (-2,01%), confermando il cambiamento nei consumi verso soluzioni pratiche e pronte all’uso. Il Prosciutto di Parma dimostra così di saper intercettare le esigenze di un consumatore sempre più orientato alla convenience, disposto a riconoscere valore aggiunto a lavorazioni e packaging evoluti.

PAESI TERZI: pesano i dazi americani e criticità sanitarie

Gli USA restano il primo mercato export del Prosciutto di Parma, ma i dazi al 15% e il dollaro debole hanno contribuito a un calo del 6% delle spedizioni verso il Nord America.

Le tensioni geopolitiche hanno inoltre frenato le esportazioni verso altri mercati chiave (UK, Australia, Canada), mentre restano chiusi per problematiche sanitarie legate alla PSA Paesi strategici come Giappone, Cina e Corea del Sud.

UNIONE EUROPEA: mercato chiave e in rafforzamento

In questo quadro internazionale particolarmente complesso, il Prosciutto di Parma si è potuto rifugiare nelle certezze e nella stabilità del mercato UE, che fa segnare un incremento complessivo del +5,87%. Spiccano performance particolarmente dinamiche nei mercati emergenti come Romania (+63,86%) e Portogallo (+17,53%), le importanti conferme di Belgio (+15,70%) e Paesi Bassi (+7,6%) e i segnali positivi dei grandi mercati quali Francia (+4,84%) e Germania (+3,95%), a testimonianza di un apprezzamento stabile e diffuso per le produzioni DOP italiane.

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