di: Marika De Vincenzi
Un’indagine condotta da TESEO attraverso interviste ad alcuni allevatori di suini evidenzia come le ondate di calore stiano incidendo in modo significativo sulla suinicoltura, con effetti su alimentazione, fertilità e accrescimento ponderale degli animali. In estate, le alte temperature modificano i comportamenti fisiologici dei suini e la gestione degli allevamenti, con impatti, di conseguenza, anche sulla redditività.
Sul PIANO ALIMENTARE, i suini riducono sensibilmente l’ingestione di mangime, con cali che possono superare anche il 50–60% nei periodi più critici. Gli animali compensano bevendo di più e riducendo l’attività motoria, ma questo comporta un rallentamento della crescita, i cui effetti si traducono in una minore efficienza economica.
Anche la FERTILITÀ risente dello stress termico: si osservano minori tassi di attecchimento delle fecondazioni e maggiori criticità in fase di gestazione, in particolare tra i 90 e i 100 giorni, quando le scrofe risultano più affaticate. Questo può tradursi in un aumento di aborti e mortalità fetale.
Per quanto riguarda la MORTALITÀ, l’impatto del caldo dipende molto dalle condizioni di allevamento e dalla gestione. I suini di maggiore peso risultano più sensibili allo stress termico, mentre i suinetti mostrano una maggiore resistenza. In situazioni ben controllate, l’incidenza può comunque aumentare rispetto ai valori fisiologici del 3–4%, arrivando fino al 7–8% nei periodi più critici.
Il principale impatto economico, tuttavia, resta il mancato accrescimento degli animali, più che l’aumento della mortalità. In questo contesto, una corretta idratazione e una gestione attenta degli ambienti di allevamento risultano determinanti per contenere gli effetti delle alte temperature.


































































