Cina: cambiano i consumi e aumenta la pressione sul mercato suinicolo 
23 Ottobre 2026

di Marika De Vincenzi

Dopo anni di espansione produttiva, anche per recuperare dalla crisi innescata dalla Peste Suina Africana nel 2018-19, il mercato suinicolo cinese si confronta ora con una domanda interna meno dinamica e prezzi sotto pressione. 

Secondo le ultime stime USDA, nel 2026 i consumi di carne suina in Cina sono previsti in lieve calo (-0,1%, ma su grandi volumi il peso si sente), a 60,35 milioni di tonnellate. Al contrario, i consumi di carne di pollo sono stimati in crescita del 7,2%, fino a 16,84 milioni di tonnellate.

Anche sul fronte produttivo emergono dinamiche differenti: la Cina ha prodotto 59,4 milioni di tonnellate di carne suina nel 2025, con un ulteriore aumento dello 0,5% atteso nel 2026. La produzione di carne di pollo, pari a 16,5 milioni di tonnellate nel 2025, è prevista invece in crescita del 9,1% nel 2026.

In questo contesto emergono anche nuovi segnali sul fronte commerciale: tra gennaio e settembre 2026 la Cina ha esportato quasi 158.000 tonnellate di carne suina (esclusivamente nel “cortile di casa” dell’Asia), +24% rispetto allo stesso periodo del 2025 e addirittura in crescita del 91% rispetto allo stesso periodo del 2023.

I volumi restano contenuti rispetto ai grandi esportatori mondiali, ma la dinamica suggerisce una crescente ricerca di sbocchi esteri per assorbire una elevata capacità produttiva interna. Anche per il fatto che il prezzo della carne suina Made in China è più alto rispetto ai competitor presenti sul suolo cinese, come Brasile, Stati Uniti e Spagna.

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