Consumi di carne in Italia: accelerano i prezzi del bovino, più stabili gli altri listini
30 Ottobre 2026

di Marika De Vincenzi

TESEO.clal.it – Variazione mensile prezzi al consumo (base 0=Dicembre 2018)

I consumi retail di carni fresche in Italia mostrano andamenti differenti nei primi nove mesi del 2026. Secondo le elaborazioni CLAL su dati Circana (relativi ai canali: ipermercati, supermercati, superette e specialisti alimentari), gli acquisti di Carne Suina fresca aumentano del 6,2% in volume, mentre quelli di Carne Bovina si contraggono del 6,2%. Sostanzialmente stabili i consumi di Carne Avicunicola (+0,2%).

L’evoluzione dei prezzi al consumo ha indubbiamente inciso nel delineare questo scenario. Come evidenziato dal grafico, che mostra le variazioni dei listini retail rispetto a dicembre 2018, dalla fine del 2024 la carne bovina ha registrato una marcata accelerazione dei prezzi, ampliando il divario rispetto alle carni suine e avicunicole, che hanno confermato un andamento relativamente stabile negli ultimi anni.

Queste dinamiche evidenziano una crescente pressione sulla competitività della carne bovina rispetto alle altre carni, in un contesto in cui la diminuita capacità di acquisto delle famiglie finisce per incidere sempre di più negli orientamenti della spesa.

Anche il comparto dei salumi presenta andamenti differenziati: nei primi nove mesi del 2026 diminuiscono i volumi acquistati di Prosciutto Cotto (-4,8%) e Mortadella (-4,7%), mentre crescono quelli di Prosciutto Crudo (+2,5%), soprattutto nella componente non DOP (+4,1%), grazie anche a una diminuzione dei prezzi medi in tale segmento (-1,2%).

TESEO.clal.it – Dashboard Suini
TESEO.clal.it – Dashboard Bovini

Carne suina UE: cresce l’offerta, aumenta la pressione sui prezzi
16 Ottobre 2026

di Marika De Vincenzi

TESEO.clal.it – Prezzi suini da macello in UE

La produzione europea di carne suina continua a crescere: dopo l’aumento del 3,6% registrato nel 2025, anche nei primi sette mesi del 2026 si osserva un incremento dell’1,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. 

Le esportazioni extra-UE di carni suine registrano, al contrario, una flessione del 3,4% in quantità e del 17,6% in valore.

L’UE presenta un tasso di autosufficienza del 115%, con forti differenze tra Paesi: dalla Danimarca (576,5%) e dalla Spagna (163,9%) fino all’Italia (58,1%). 

La maggiore disponibilità di carne, unita alla debolezza degli sbocchi internazionali, rischia di accentuare la concorrenza sul mercato europeo.

Il confronto tra prezzi di Italia, Spagna e Belgio (vedi grafico) evidenzia differenze significative tra i mercati nazionali, legate anche ai diversi modelli produttivi.

In un contesto di crescente disponibilità di carne europea, la capacità della filiera italiana di valorizzare le proprie specificità produttive – anche all’estero e sui circuiti a maggiore valore aggiunto – sarà determinante per sostenere il differenziale di prezzo rispetto agli altri Paesi.

TESEO.clal.it – Dashboard Suini

Il mondo piccolo, ovvero malattie animali, proteine e mercati
27 Maggio 2019

La peste suina africana in Cina ha colpito duro. Rabobank stima che le perdite nel 2019 saranno circa un terzo della produzione suinicola, cioè 150-200 milioni di maiali: un numero equivalente alla produzione europea e più grande di tutta quella USA.

L’epidemia

In alcune aree della Cina, l’epidemia ha colpito oltre la metà degli allevamenti e, fatto molto grave, si è estesa al Vietnam dove si stimano perdite di circa il 10% della produzione ed alla Cambogia, con la temibile prospettiva di una ulteriore espansione ai Paesi vicini. Anche se l’epidemia venisse circoscritta subito, fatto improbabile, bisognerebbe contare dai 3 ai 5 anni per riportare al produzione ai livelli normali, con ripercussioni su tutto il mercato mondiale, come evidenzia il repentino, generale aumento nelle quotazioni suinicole.

Fonti proteiche alternative

Nel frattempo occorrerà comunque trovare in fretta sui mercati internazionali altre fonti proteiche come quelle apportate da carni avicole, bovine, ovine, pesce, ma anche dalla soia, per colmare il deficit alimentare della carne suina stimata in 10 milioni di tonnellate. Fra le carni, il ciclo produttivo più veloce è quello avicolo e non è un caso se i consumi di carne avicola nel 2019 in Cina sono già cresciuti del 9%, con un aumento del 32% nelle importazioni, soprattutto dal Brasile.

La soia

Un discorso a parte,e più complesso, merita il quadro per la soia, che entra in modo significativo nei mangimi animali. Le scorte mondiali sono elevate e ci sono ottime previsioni per la produzione di quest’anno. La Cina ha in atto i dazi sulle importazioni dagli USA a seguito della guerra commerciale, per cui ha aumentato gli approvvigionamenti di soia dal Brasile, ma con le decimazioni dovute alla peste suina africana, la domanda di soia per i mangimi è in calo e resterà tale per l’annata 2019-20. I produttori USA hanno comunque trovato subito un facile sbocco sul mercato UE.

Intanto, a metà aprile l’International Grains Council ha riportato quotazioni della soia in ribasso del 21% rispetto ad un anno fa, il che lascia prevedere un aumento nella produzione di proteine animali, epidemie permettendo.

Il mondo piccolo, non è più quello circoscritto all’ansa del grande fiume descritto da Guareschi. È sempre più il mondo intero, al di là di muri e barriere, e queste vicende lo dimostrano.

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Fonte: Poultry World