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Agricoltura e cambiamenti climatici: il ruolo del commercio mondiale
1 Ottobre 2018

Con i cambiamenti climatici ormai evidenti, occorre non solo interrogarsi su quali saranno gli effetti per la produzione agricola, ma anche prevederne gli effetti per assicurare la sostenibilità alimentare del pianeta, con una popolazione mondiale in continuo aumento. Entro la metà di questo secolo si manifesteranno con evidenza i fenomeni che già ora si cominciano a percepire, come l’aumento delle temperature e l’intensità di fenomeni atmosferici estremi, con la conseguente influenza sulla diffusione di nuove patologie per piante ed animali.

La produzione di cereali e di altre colture potrebbe svilupparsi nei paesi nordici

Uno studio della FAO prevede quali saranno le produzioni mondiali di alimenti nei prossimi decenni, con le variazioni per i diversi comparti agricoli e le regioni del pianeta. Come conseguenza del riscaldamento globale, mentre le produzioni nei paesi tropicali, dall’Africa occidentale all’India, potranno diminuire fino al 2,9%, quelle di Russia, Canada, USA, prevedibilmente si accresceranno fino al 2,5%. Oppure, la produzione di cereali e di altre colture potrà svilupparsi nei paesi nordici, dove ora è solo marginale.

Pertanto, con questi cambiamenti, il commercio agricolo mondiale avrà un ruolo ancor più significativo di quello attuale per la sicurezza alimentare del pianeta. Già ora diversi paesi dipendono dai mercati internazionali per gli approvvigionamenti alimentari e non solo perché si trovano in regioni sfavorite della terra. Ad esempio il Bangladesh nel 2017 ha dovuto importare riso a causa dei raccolti domestici danneggiati dalle inondazioni ed il sud Africa ha dovuto importare mais, di cui era un tradizionale esportatore, a causa della siccità.

Fra il 2000 ed il 2016 il valore del commercio agricolo mondiale è cresciuto in modo esponenziale, passando da circa 490 miliardi di € a 1,6 trilioni di €, soprattutto a causa della domanda cinese e di quella delle economie emergenti, oltre che per la produzione di biocarburanti.

La Cina è divenuto il quarto esportatore agricolo mondiale superando Australia e Canada

Nello stesso periodo appare con evidenza come al ruolo predominante dei paesi ad economia avanzata quali Europa e nord America, nel commercio agricolo mondiale si fa strada la posizione di nuovi paesi. Il Brasile ha accresciuto la sua quota passando dal 3.2% al 5.7% fra il 2000 ed il 2016; la Cina è divenuto il quarto esportatore agricolo mondiale superando Australia e Canada, mentre l’India e l’Indonesia si sono collocati rispettivamente all’ottavo e decimo posto. Nello stesso periodo, il valore complessivo dell’export di UE, USA, Canada ed Australia sul commercio mondiale è diminuito del 10%.

Il cambiamento climatico avrà non solo un impatto diretto sulle produzioni agricole, ma condizionerà i commerci ed i mercati, inducendo i Paesi ad implementare la ricerca e adottare misure di politica economica per garantire la sicurezza alimentare e la sostenibilità delle produzioni.

Fonte:  FoodIngredientsFirst

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Pubblicato da

Leo Bertozzi

Leo Bertozzi

Agronomo, esperto nella gestione delle produzioni agroalimentari di qualità e nella cultura lattiero-casearia.