Eliminare le gabbie di gestazione e per il parto?
Per Marco Bompieri è molto più che una scelta di business, è una scelta etica, adottata nel 2024, che oggi ha portato uno dei principali produttori italiani del settore a eliminare l’85% delle gabbie di gestazione e il 53% di quelle per il parto.
L’obiettivo finale è la completa eliminazione delle gabbie entro il 31 dicembre 2026.
“Stiamo facendo un lavoro impegnativo, che non riguarda solamente la riorganizzazione degli spazi per migliorare il benessere animale, ma che richiede anche uno specifico addestramento del personale e una formazione particolarmente accurata”, spiega Bompieri, che ha lanciato nei giorni scorsi il sito aggiornato (www.bompieri.it).
Nella missione sono affiancati anche da alcune Ong attente all’etica in allevamento e al benessere animale e per Marco Bompieri “si tratta da parte nostra di una scelta prima di tutto di carattere personale e, in secondo luogo, anche imprenditoriale”.
La direzione, in futuro, sarà inevitabilmente quella. “Ad oggi la scelta aziendale non ha ancora uno specifico riconoscimento economico, ma solamente un piccolo premio, che però non giustifica di per sé la portata dell’investimento – osserva Bompieri -. Certo, in alcuni mercati si tratta di un requisito essenziale per poter accedere, come ad esempio nel Regno Unito e sono convinto che in futuro sempre più mercati presteranno attenzione alla questione etica e di benessere animale”.
In proiezione, una rivoluzione dell’allevamento in tale direzione potrebbe anche rappresentare una corsia preferenziale in caso di eccesso di offerta.
Quanto alle proiezioni di mercato, per Marco Bompieri “nel 2026 dovremmo registrare una crescita del numero di maiali allevati in Italia, ma la pressione maggiore sui listini potrebbe arrivare dall’estero; già oggi le importazioni di suini vivi per la macellazione e di carni suine stanno indirizzando verso un rallentamento dei listini”.































































