
Di Marika De Vincenzi
Dopo un primo bimestre già segnato da una forte riallocazione della spesa verso le proteine più accessibili ai consumatori, i dati aggiornati a marzo 2026 confermano e rafforzano il trend: la carne suina continua a guidare la crescita (grazie anche a prezzi medi in lieve calo), mentre quella bovina resta la categoria più penalizzata dall’inflazione. Quanto ai salumi, persistono le difficoltà per prosciutto cotto e mortadella, mentre prosciutto crudo e salame mostrano una maggiore tenuta.
CARNI FRESCHE: suino in accelerazione, bovino in calo
CARNE SUINA sempre più protagonista:
- +9,3% nel trimestre
- +10,5% a marzo
- prezzi medi in lieve calo (-0,6% da gennaio a marzo)
CARNE BOVINA ancora in difficoltà:
- -7,6% nel trimestre
- -6,5% a marzo
- prezzi medi +14,9%
CARNI AVICUNICOLE stabili:
- +1,5% nei volumi nel trimestre
- +1,7 a marzo
- prezzi +4,5%
Il consumatore continua a spostarsi verso proteine animali economicamente più convenienti, premiando il maiale come principale alternativa alla carne bovina.
SALUMI: debolezza diffusa, tengono crudo e salame
- PROSCIUTTO COTTO: -5,4% nel trimestre (-6,7% a marzo)
- MORTADELLA: -5,2% (-3,2% a marzo)
- SALAME: +0,5% nel trimestre (+3,8% a marzo)
- PROSCIUTTO CRUDO: +3,0% nel trimestre (DOP +4,4%, non DOP +1,8%) e +2,5% a marzo
Si rafforza la polarizzazione dei consumi: crescono le categorie più convenienti come carne suina e avicoli, mentre restano solide quelle premium come prosciutto crudo DOP (la cui qualità è sempre più riconoscibile) e salame. In difficoltà invece i prodotti di fascia intermedia, come carne bovina, prosciutto cotto e mortadella, più esposti al calo del potere d’acquisto.
In questo contesto, conta soprattutto la capacità di trasferire prezzo senza perdere volumi, un equilibrio oggi limitato a pochi segmenti, mentre in molti altri la pressione inflattiva continua a ridurre consumi e margini.
































































