Fertilità e proteine nella razione alimentare
23 Marzo 2020

Eccessi di proteine possono compromettere la capacità riproduttiva degli animali

Eccessi di proteine nella razione, oltre ad uno sperpero economico e ad un impatto negativo sull’ambiente per le perdite azotate, possono anche compromettere la capacità riproduttiva degli animali. Diventa dunque importante conoscere alcuni concetti fondamentali per definire la fonte e la quantità di di questa fondamentale componente alimentare.

Le proteine sono una sequenza di aminoacidi uniti da legami peptidici. Sono macromolecole presenti nelle cellule come componenti strutturali; svolgono funzione enzimatica, ormonale e di memorizzazione delle informazioni genetiche.

Nella razione si fa riferimento alla proteina grezza, che risulta dalla quantità di azoto moltiplicato per il coefficiente 6,25, dato che la proteina contiene il 16% di azoto (oltre a carbonio, idrogeno, ed ossigeno). La proteina grezza rappresenta varie forme di azoto, sia proteico, sia non proteico (derivato da aminoacidi liberi, acidi nucleici, amine, ammoniaca), che danno risposte diverse nell’organismo animale.

Di tutte le frazioni azotate delle proteine alimentari, l’intestino tenue assorbe gli aminoacidi, che possono derivare dalle fonti proteiche della dieta non degradate dal rumine (by-pass) od endogene, come quelle microbiche ottenute dalle fermentazioni ruminali. Gli aminoacidi utilizzati per le funzioni vitali, la gestazione e al riproduzione, sono noti come proteina metabolizzabile, che dipende dal loro profilo, dalla disponibilità energetica e dagli stimoli ormonali.

Dunque, occorre fare attenzione alla quantità ed alla qualità delle fonti proteiche nell’alimentazione, che debbono essere comunque correlate agli altri parametri fisiologici dell’animale per razionalizzare le produzioni.

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Fonte: Milkpoint

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Pubblicato da

Leo Bertozzi

Leo Bertozzi

Agronomo, esperto nella gestione delle produzioni agroalimentari di qualità e nella cultura lattiero-casearia.