Di: Marika De Vincenzi
Il Brasile consolida la sua posizione nel mercato globale della carne suina. Le macellazioni raggiungono nel 2024–2025 quasi 60 milioni di capi, con un patrimonio suinicolo di oltre 43,9 milioni di capi e una base produttiva solida.
Le nuove pagine pubblicate su TESEO consentono di analizzare le macellazioni di suini in Brasile sia in numero di capi sia in peso carcassa, offrendo una lettura più completa dell’evoluzione produttiva.
Il Paese si conferma tra i principali 4 produttori mondiali e il terzo esportatore globale dopo Ue-27 e Stati Uniti, destinando oltre il 30% della produzione all’export.
L’export di carni suine brasiliane raggiunge nel 2025 1,65 milioni di tonnellate (+12% vs 2024), con un riequilibrio dei mercati: le esportazioni di carne fresca e refrigerata, principale prodotto esportato, mostrano crescite significative verso le Filippine (+56%), il Giappone (+23%) e il Messico (+79%), mentre la Cina cala del 37% e l’America Latina registra un forte aumento, trainato dall’Argentina che raddoppia i volumi importati.
I dati 2025 confermano una strategia chiara di diversificazione dei mercati di sbocco, che riduce la dipendenza dai singoli importatori e aumenta la resilienza dell’export brasiliano, aspetto fondamentale in una fase di incertezza geopolitica, fra dazi, blocchi sanitari, consumi e politiche interne suscettibili di repentini cambi di direzione. La competitività del settore è sostenuta da costi di produzione contenuti, ampia disponibilità di mangimi e dal progressivo miglioramento degli standard sanitari e di tracciabilità.
La combinazione di macellazioni record, crescita produttiva ed export in espansione rafforza il Brasile come attore strutturale del mercato mondiale delle carni suine.
Per l’Europa e l’Italia, la crescita del comparto suinicolo brasiliano rappresenta un incremento della concorrenza sui mercati mondiali.































































