Riso: nuovi equilibri di mercato e sfide globali
17 Giugno 2026

Di: Elisa Donegatti

Il mercato del Riso sta attraversando una fase di profonda trasformazione, nella quale dinamiche commerciali, cambiamenti climatici e scelte produttive stanno ridisegnando gli equilibri del settore a livello mondiale. 

In questo contesto si inserisce anche la situazione italiana, caratterizzata da una crescita delle importazioni, da un rallentamento delle esportazioni e da un progressivo assestamento delle quotazioni dopo le forti tensioni registrate negli ultimi anni.

Nel primo trimestre del 2026 l’Italia ha importato 82.485 tonnellate di Riso, con un incremento del 29,1% rispetto allo stesso periodo del 2025 sostenuto soprattutto dai volumi provenienti da India, Thailandia, Cambogia, Myanmar e Vietnam, oltre che da alcuni partner comunitari come Francia e Grecia. Sul fronte opposto, le esportazioni italiane registrano una contrazione in diversi mercati storici, in particolare Germania, Belgio, Paesi Bassi e Regno Unito, fermandosi a 173.139 tonnellate (-8,8% rispetto al primo trimestre 2025). Pur mantenendo un saldo commerciale ampiamente positivo, il settore evidenzia una riduzione della distanza tra i flussi in entrata e quelli in uscita

Sul mercato interno si osservano andamenti differenti tra le principali varietà. Le quotazioni mostrano una fase di assestamento dopo i forti rialzi degli ultimi anni, pur mantenendosi su livelli generalmente superiori alle medie storiche. A Bologna, Arborio e Originario si attestano oltre i 1.200 euro per tonnellata, mentre il Ribe Parboiled evidenzia una sostanziale stabilità attorno ai 930 euro per tonnellata. Più contenute le quotazioni delle varietà Baldo, Indica, Ribe e similari, comprese tra 780 e 900 euro per tonnellata.

L’evoluzione del mercato italiano si inserisce in uno scenario internazionale in continua evoluzione. Le più recenti stime per la campagna 2026/27 indicano una lieve riduzione della produzione mondiale di Riso e degli stock finali, mentre i consumi continuano a crescere e gli scambi internazionali sono previsti in aumento. Un quadro che evidenzia una domanda mondiale ancora sostenuta e un progressivo assottigliamento delle scorte, pur in presenza di disponibilità che rimangono storicamente elevate. 

Accanto alle dinamiche commerciali cresce però l’attenzione verso un’altra sfida destinata a influenzare il futuro della risicoltura: il cambiamento climatico. La disponibilità di acqua sta diventando un fattore sempre più strategico per una coltura che richiede ingenti volumi irrigui. In molte aree produttive si osservano già fenomeni di maggiore variabilità delle precipitazioni, aumento dei costi irrigui e crescenti preoccupazioni per gli effetti di eventi climatici estremi. Per questo motivo la ricerca internazionale e i principali operatori del settore stanno investendo sempre più in sistemi di produzione climate-smart, basati su una gestione più efficiente dell’acqua, nuove tecniche agronomiche e varietà maggiormente tolleranti agli stress climatici. Parallelamente, anche le scelte di semina risultano sempre più influenzate dagli equilibri di mercato e dalle prospettive di redditività, con effetti che possono riflettersi sulla disponibilità di prodotto nelle campagne successive.

In questo scenario l’Italia resta il punto di riferimento della risicoltura europea. La capacità di coniugare qualità, competitività e innovazione sarà determinante per affrontare un mercato sempre più globale e una sfida climatica destinata a incidere profondamente sulle future strategie produttive. 

TESEO.Clal.it – Italia: Import di Riso per Principali Fornitori

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Il team CLAL.it è composto da giovani che, con l'ausilio dell'Informatica, studiano i fenomeni del mercato lattiero-caseario e sviluppano strumenti per offrire agli Operatori del settore una visione complessiva e in tempo reale dell'andamento dei mercati nazionali e internazionali.