Una coalizione per tutelare le risorse naturali
22 Marzo 2018

Il tema della sostenibilità, che ormai rappresenta il vero criterio qualitativo per ogni produzione, ha fatto emergere il valore fondamentale delle risorse naturali come capitale, cioè di un bene da mettere a frutto. Ecco allora parlare di Natural capital, cioè di tutto quel patrimonio di risorse rinnovabili e non rinnovabili come piante, aria, acqua, terreni, minerali, che forniscono condizioni benefiche alla gente ed a tutti gli esseri viventi.

Le condizioni vitali apportate dal “capitale naturale” comprendono una buona qualità dell’aria, del cibo e dell’acqua, ma anche l’energia, le abitazioni, la salute ed in genere tutte quelle materie prime e quelle condizioni sociali necessarie per ottenere i prodotti.

Risulta però ormai evidente che stiamo depauperando tali risorse ad una velocità ben superiore alla loro rigenerazione e dunque bisogna invertire la tendenza. Il primo passo consiste nel valutare l’impatto delle attività produttive, attraverso la misura dei gas effetto serra (GHG), l’uso (impronta) dell’acqua, i residui, per definire un progetto di sostenibilità.

Le grandi imprese alimentari, agendo a livello globale per il reperimento delle materie prime, la loro trasformazione e commercializzazione, hanno deciso di impegnarsi attivamente in questo contesto. Unilever ad esempio, ha identificato il Sustainable Living Plan (USLP) per misurare l’impatto di tutto il ciclo del prodotto, dalla materia prima alla sua trasformazione, fino al modo in cui giunge ad un consumatore che, nelle sue scelte d’acquisto, è sempre più attento alle tematiche della sostenibilità.

A livello agricolo, vengono prese in considerazione delle azioni specifiche per favorire la biodiversità, che comprendono aspetti legati innanzitutto alla fertilità del suolo ed alla gestione dei parassiti. Il tema dell’acqua come risorse idriche, loro utilizzo, depurazione e riciclo, per le imprese di trasformazione diventa sempre più il fattore fondamentale per l’identificazione del luogo dove costruire i nuovi stabilimenti e questo rappresenta sempre più un fattore di competitività.

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Ecco allora la ricerca per individuare nuove tecnologie per i lavaggi ed i risciacqui degli impianti. Resta poi il problema del reperimento delle materie prime nel crescente contesto di competizione con le coltivazioni destinate a biocarburanti, legname, prodotti tessili. Si tratta dunque di coltivare, produrre, trasformare, trasportare, distribuire e confezionare i prodotti, tenendo conto dell’impatto sul ciclo vitale, il che comporta anche il reperimento di risorse finanziarie appropriate.

Per questo si parla di “capitale naturale” di cui hanno bisogno i sistemi produttivi che dipendono da una organizzazione sempre più complessa ed articolata. Per questo é stata fondata una “coalizione per il capitale naturale” (natural capital coalition), che riunisce i settori della scienza, formazione, business, finanza e legislazione, per una visione comune del tema sostenibilità.

Le azioni produttive hanno un impatto ambientale e sociale, per cui vanno considerate nelle interrelazioni col mondo che le circonda, sia come azioni, sia come mercati. Globalizzazione e sostenibilità sono le due facce della stessa medaglia

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Fonte: Unilever, Natural Capital Coalition

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Leo Bertozzi

Leo Bertozzi

Agronomo, esperto nella gestione delle produzioni agroalimentari di qualità e nella cultura lattiero-casearia.

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