Le imprese alimentari contro il cambiamento climatico
21 Gennaio 2022

A seguito della Conferenza ONU sul clima di Parigi, nel 2018 il Gruppo Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici (Intergovernmental Panel on Climate Change – IPCC) ha allertato sul fatto che per evitare effetti catastrofici dei cambiamenti climatici, l’aumento della temperatura mondiale non deve superare 1,5°C rispetto a quella dell’epoca pre-industriale. La sensibilità su questa tematica sta aumentando, anche perché il cambiamento climatico è una realtà sempre più percepita.

Di conseguenza le maggiori imprese alimentari mondiali, le cosiddette Big Food, da Nestlé a Mondelez, Danone, Unilever, General Mills, JBS ed altre, si sono recentemente poste degli obiettivi per ridurre le loro emissioni di gas climalteranti. Tutte queste aziende hanno adottato delle strategie operative e gestionali, assegnando investimenti sostanziosi per dimezzare le emissioni di gas effetto serra al 2030 e raggiungere la neutralità al 2050 (net-zero emissions).

Questo coinvolge anche i fornitori delle materie prime, che vengono incentivati per adottare pratiche di agricoltura rigenerativa, ridurre i consumi idrici, usare energia elettrica da sole fonti rinnovabili, eliminare la deforestazione. Gli agricoltori vengono assistiti nelle pratiche agro-ecologiche, comprese le azioni per la sequestrazione del carbonio e l’adozione di tecnologie per la mitigazione delle emissioni.

La comunicazione veicolerà questi investimenti di sostenibilità in tutti i prodotti aziendali per rispondere alle nuove sensibilità dei consumatori. Resilienza, efficienza, economia circolare, riciclo, tutela ambientale, rispetto ed inclusione sociale, sono le parole chiave e le motivazioni alla base delle nuove strategie aziendali.

Il problema è, però, come misurare le emissioni dirette ed indirette dei cicli produttivi per avere dati oggettivi e comparabili. In questo ambito stanno lavorando tanti centri di ricerca in tutto il mondo per fornire ai legislatori i riferimenti scientifici da cui deriveranno le normative che saranno alla base anche del mercato dei crediti di carbonio.

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Pubblicato da

Leo Bertozzi

Leo Bertozzi

Agronomo, esperto nella gestione delle produzioni agroalimentari di qualità e nella cultura lattiero-casearia.