L’export USA di Soia risente della competizione con il Sud America [Mais e Soia – n°12/2017]
15 Dicembre 2017

La produzione globale di Mais per la stagione 2017-18 è stimata in aumento a 1044.7 Mio t (+0.1% rispetto alle stime di Novembre), mentre la produzione globale di Soia è attesa in leggera diminuzione a 348.5 Mio t (-0.1%).

La produzione di Mais è in crescita in Cina (215.9 Mio t, +0.4%), UE-28 (60.1 Mio t, +0.8%), Laos e Guatemala, più che compensando la riduzione attesa in Russia. La produzione di Mais in UE-28 è stimata in aumento, riflettendo principalmente l’incremento per la Romania, il quale più che bilancia le diminuzioni stimate in diversi paesi membri.
La produzione di Soia è invece stabile nei principali paesi produttori.

L’export di Mais è stimato a ribasso in Russia, ma in aumento in UE-28 (2 Mio t, +33.3%), la quale però, secondo gli ultimi dati sul trade settimanale, sta ancora registrando bassi volumi di export nella stagione in corso.

L’export di Soia è in diminuzione per Canada e Stati Uniti (60.6 Mio t, -1.1%) data la forte competizione da Argentina (8.5 Mio t, +6.2%) e Brasile (65.5 Mio t, +0.8%).

Gli stock finali globali di Mais sono in aumento, riflettendo gli incrementi per Cina (79.6 Mio t. +1.1%), UE-28 (6.8 Mio t, +5.7%) e Brasile (9.4 Mio t, +3.3%), i quali più che compensano le riduzioni per Egitto (2 Mio t, -10%), Messico (4.5 Mio t, -3.6%) e Stati Uniti.
Gli stock finali di Mais in USA sono previsti a ribasso (61.9 Mio t, -2%), considerato l’aumento del quantitativo di Mais utilizzato per la produzione di etanolo, in seguito al maggior export di Sorgo verso la Cina, il quale ha ridotto l’utilizzo di Sorgo nella produzione di etanolo.

Gli stock finali di Soia, sono attesi in leggera diminuzione a 98.3 Mio t (+0.4%). L’aumento per gli Stati Uniti (12.1 Mio t, +4.8%), in seguito alle minori aspettative per l’export di Soia, è più che bilanciato dalle diminuzioni previste per Brasile (21.9 Mio t, -1.8%) e Argentina (37.2 Mio t, -1%).

Principali Esportatori di Soia – Trend annuale

Focus Italia:

Nel periodo Gennaio – Settembre 2017 l’Italia ha aumentato le proprie importazioni di Mais del +20.6%, ad un livello di 3774.7 t. Le importazioni Italiane di Soia si attestano a 1080.4 t, -2.1% medesimo periodo.

Italia | Import di Mais e Soia – principali fornitori

In Novembre il costo dell’alimento simulato (modello teorico di alimento composto per il 70% da Mais e per il 30% da Soia) è aumentato dello 0.25% rispetto a Ottobre. La prima metà di Dicembre mostra un ulteriore aumento (+2.43%). L’indicatore Milk:Feed Radio di Novembre si mantiene ad alti livelli: con il ricavo ottenuto dalla vendita di 1 kg di latte si possono ottenere 1.72 kg di Alimento Simulato.

Italia | Confronto tra il costo dell’alimento simulato e il prezzo del Latte alla Stalla in Lombardia

Fonte: USDA

Mais & Soia - Dicembre 2017: Report di aggiornamento sui prezzi, i dati di produzione ed il Trade globale.
MAIS-SOIA-DIC-IT
Mais & Soia - Dicembre 2017: Report di aggiornamento sui prezzi, i dati di produzione ed il Trade globale.
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La Montagna nel Cuore: sostenibilità in Trentino [video]
12 Dicembre 2017

Gli attori della filiera lattiero-casearia del Trentino si incontrano venerdì 10 Novembre 2017 presso la Fondazione Edmund Mach a San Michele all’Adige (TN). Per l’occasione accolgono numerosi Operatori da altre zone d’Italia: l’obiettivo è confrontarsi sui temi legati alla Sostenibilità della filiera lattiero-casearia.

L’incontro è stato organizzato dal Consorzio dei Caseifici Sociali Trentini (CONCAST) con la collaborazione di CLAL.it e TESEO. Dopo due presentazioni sulle Buone Pratiche, tre Produttori Latte della filiera Trentingrana testimonieranno gli sforzi fatti per il sociale, l’economia della stalla e la tutela del territorio. A seguire la presentazione del Prof. Frey sulla sostenibilità e lo sviluppo delle produzioni locali in una prospettiva internazionale, ed il dibattito.

 

Apre la giornata Saverio Trettel, Presidente del CONCAST, che saluta la platea con parole di fiducia verso il percorso di Sostenibilità intrapreso dal Consorzio. E per primo rivolge l’attenzione dei presenti verso il consumatore:

per noi produttori è doveroso far comprendere ai consumatori le ricadute positive in termini di sostenibilità economica, sociale ed ambientale derivanti dalle loro scelte d’acquisto.

 

Giuliana D’Imporzano illustra poi il progetto Life DOP, in veste di Project manager. Capofila del progetto è il Consorzio Virgilio (Mantova), che con Life DOP si è proposto di rispondere alla crescente esigenza di intraprendere un percorso di Sostenibilità.

 

Maria Chiara Ferrarese propone le soluzioni per la certificazione del benessere animale offerte dal CSQA, del quale è Vice direttore. Maria Chiara va oltre l’aspetto della pura certificazione, mettendo in luce la necessità di uno standard unico, condiviso e riconosciuto per il benessere animale.

Se dovessimo seguire le richieste di ogni singola azienda, nel giro di 6 mesi avremmo 50 diversi standard di benessere animale. La conseguenza sarebbe l’incomunicabilità più assoluta.

La soluzione proposta dal CSQA è lo standard CReNBA, che è possibile consultare in questa TESEO News (cliccare qui).

Lo standard CReNBA è di fatto già diffuso: ad esempio la Latteria Sociale Valtellina, come ci informa il Direttore Marco Deghi, lo ha adottato nel nuovo regolamento di conferimento.

 

Dopo le due presentazioni prende la parola Franco Morandini, Allevatore della filiera Trentingrana, il quale racconta il rispetto per il territorio, per la popolazione circostante alle aziende agricole e per i turisti. Questo l’appello al termine della sua testimonianza:

Produrre qualità, perché pensiamo sia l’unica cosa che può pagare, essere onesti col cliente e cercare di convivere con la società che abbiamo attorno.

 

Apprezzatissimo dalla platea l’intervento di Monica Brunelli, la seconda Allevatrice, che mette in luce aspetti di Sostenibilità sociale e di benessere animale nella sua realtà in alta Val di Non. Ci informa che, per i masi che ne fanno richiesta, è stato attivato un progetto nel quale i turisti, soprattutto tedeschi, aiutano gli allevatori lavorando per l’azienda da latte. Questo favorisce un’alta considerazione del lavoro agricolo ed allevatoriale, ed i turisti una volta a casa scelgono i prodotti che hanno contribuito a produrre, potendo dire “c’ero anch’io”.
Il caseificio che valorizza il latte di Monica è portato come esempio di integrazione, in quanto raccoglie il latte di allevatori che vivono tutti nella zona circostante ma parlano molte lingue diverse. Anche il ruolo sociale dell’Associazione Allevatori è ritenuto molto importante.
Da una gestione che prevedeva un’alta produzione per capo, Monica ha preso le distanze intraprendendo un percorso di etica dell’allevamento che l’ha portata tra le altre cose all’assenza di mastiti in stalla negli ultimi 4 anni.

Come allevatrice è meno stressante vedere i miei animali sani. Non si perde tantissima produzione.

La sua conclusione è rivolta direttamente ai colleghi allevatori:

Il mio progetto più importante è quello di avere la coscienza a posto, sapendo che le vacche che producono il mio latte hanno veramente la montagna nel cuore.

Sia Franco che Monica richiamano l’attenzione sul problema derivante dal ritorno dei grandi predatori (lupi ed orsi) in un territorio dove sono presenti molte piccole aziende isolate, quindi particolarmente difficili da proteggere, frequentato per di più dai turisti.

 

Conclude le testimonianze degli allevatori Alessio Zomer, giovane Produttore latte che si è diplomato alla Fondazione Mach ed ha intrapreso la vita dell’allevatore “perché avevo la passione della zootecnia nel sangue”.

Non è solo produrre latte e formaggio, ma anche far girare l’economia di una regione.

 

Il Prof. Marco Frey, Direttore dell’Istituto di Management “Sant’Anna” di Pisa, nella sua presentazione delinea il contesto internazionale in materia di Sostenibilità, per poi rientrare in una dimensione territoriale.

Viviamo in un mondo insostenibile ed è necessario un nuovo modello economico

spiega, per poi indicare come questo nuovo modello dovrebbe essere:

  • green: un’economia capace di produrre un benessere, di migliore qualità e più equamente esteso, migliorando la qualità dell’ambiente e salvaguardando il capitale naturale. Le imprese italiane che investono in Green hanno migliori performance rispetto a tutte le altre, esportando di più e meglio;
  • capace di risparmiare le risorse: disaccoppiare la crescita dall’uso delle risorse consente di fare meglio con meno, cioè crescere in valore. L’Italia, come frutto della crisi, sta dando segnali positivi nell’efficientare l’uso della materia prima;
  • circolare: le risorse devono rimanere nel territorio, e la logica della circolarità è sempre stata naturale nell’agricoltura;
  • di corresponsabilità tra Imprese ed Istituzioni;
  • finalizzato alla creazione di valore condiviso: l’obiettivo delle imprese non è più il profitto in sé, ma il valore della comunità in cui si vive.

Frey propone per lo scenario lattiero-caseario l’aggettivo

               glocal (= global + local)

ovvero bisogna guardare alla dimensione internazionale come una grande opportunità, ma anche contribuire al mantenimento del territorio.
Dal punto di vista strategico, insieme al prodotto occorre “vendere” il territorio. Il prodotto contiene elementi di caratterizzazione e innovazione che poi si legano ad un consumo sensibile.
Malgrado la crisi, i consumatori si stanno infatti orientando sempre di più verso una scelta consapevole che, spiega il Prof. Frey, ha 3 componenti: il portafoglio, il senso di responsabilità ed il benessere personale.

Un’indagine del 2013 sui cittadini europei ha evidenziato un’inversione di tendenza. Per la prima volta i cittadini hanno infatti riconosciuto se stessi come il principale soggetto che può spingere di più l’economia ad andare verso la Sostenibilità. Al secondo posto le imprese, e solo al terzo le istituzioni.

 

Le presentazioni del Prof. Frey e dei tre allevatori innescano il dibattito.

Franco Pasquali, Presidente del forum di Symbola, si rivolge proprio agli allevatori trentini con ammirazione, sottolineandone l’orgoglio per la difesa del territorio. “Siete un riferimento per il Paese”, ed ancora: “voi siete già proiettati in un futuro”.

Danio Federici, Vice presidente di Granarolo S.p.A., evoca il senso di responsabilità che accomuna gli allevatori trentini con i conferenti a Granarolo, mentre Stefano Cattaneo, General Manager di Bel Italia, sottolinea che per Bel la Sostenibilità non è uno strumento di marketing, ma una questione di sopravvivenza. Paolo Fabiani, Presidente di Trevalli-Cooperlat, apprezza il senso di condivisione dei valori degli Allevatori trentini e sottolinea l’importanza di un ritorno ai valori iniziali aggreganti della cooperazione, che si sono un po’ persi, specialmente nelle grandi strutture.

Provocatoria la domanda posta alla giovane Martina Brazzale, di Brazzale S.p.A.: la Sostenibilità è una favola da raccontare al consumatore, o veramente un modo responsabile di lavorare e vivere?
Martina risponde prontamente:

al consumatore non basta una favola

La Sostenibilità si può fare, occorre definire parametri oggettivi, in base ai quali fissare degli obiettivi e raggiungerli: questo è il metodo adottato dalla famiglia Brazzale.

 

Noi italiani dovremmo lavorare di più sulla comunicazione

afferma Claudio Truzzi, Responsabile ufficio qualità di METRO. “La percezione del Made in Italy all’estero è bassissima” ribadisce, “a partire dalle istituzioni (nazionali ma anche locali), se non diamo visibilità ai prodotti rischiamo che tutto il lavoro fatto a monte, bellissimo, venga vanificato.”
Truzzi auspica che la Sostenibilità divenga sempre più un aspetto integrante nei prodotti tipici. E mette in guardia da movimenti quali l’antibiotic free:

la normativa è un’altra, queste sono forzature commerciali che stanno confondendo il concetto della Sostenibilità e possono portare dei danni.

 

È Vincenzo Giuliani, Responsabile acquisti formaggi di CONAD a concludere il dibattito, sottolineando l’importanza della Sostenibilità come valore di marketing.

Dietro la Sostenibilità c’è passione, competenza, una grande responsabilità, e questi valori vanno comunicati nella loro complessità.

Questa comunicazione, afferma ancora Giuliani, non può essere una responsabilità della sola Distribuzione.
Gli interventi degli allevatori vengono definiti “illuminanti”, e Giuliani propone anche un’autocritica della Distribuzione dal punto di vista ambientale. Infatti si è lavorato molto per efficientare la logistica, ma

nella selezione dei prodotti potremmo sicuramente essere un po’ più attenti, soprattutto in tema di packaging, e sviluppare una coscienza un po’ più critica. 

 

Romano Masè, Direttore Generale del Dipartimento territorio, agricoltura, ambiente e foreste della Provincia Autonoma di Trento, tenta di riassumere la grande quantità di contributi che hanno animato la mattinata. Pone in risalto l’importanza di riconoscere la centralità del territorio ed il ruolo che le attività agricole giocano nel mantenimento del paesaggio.

 

Tira le conclusioni dell’incontro l’Assessore all’agricoltura, foreste, turismo e promozione, caccia e pesca della Provincia Autonoma di Trento Michele Dallapiccola. Accanto alle definizioni precise di Sostenibilità date durante la mattinata, Dallapiccola ne propone una fatta con termini di uso comune:

nel mio modo di pensare, sostenibile significa per sempre

“Quando chiedo a me stesso se posso fare una cosa in modo sostenibile significa: posso fare per sempre questa cosa?” Tuttavia la sostenibilità significa investire risorse, e secondo Dallapiccola non c’è altra strada se non farsi pagare la qualità, per compensare questi investimenti.

 

La mattinata si conclude con un buffet offerto da CONCAST. I partecipanti si confrontano sui tanti spunti emersi, gustando eccellenze trentine tutte accomunate dal Marchio Qualità Trentino. Protagonisti indiscussi gli Allevatori, che hanno espresso una cultura del paesaggio e della cooperazione unica.

Consulta le presentazioni della giornata >

glocal = global + local

La Sostenibilità nella filiera lattiero-casearia Trentina [presentazioni]
20 Novembre 2017

Un’aula magna affollata Venerdì 10 Novembre in occasione dell’incontro “La Sostenibilità nella filiera lattiero-casearia Trentina”, organizzato da Concast (Consorzio dei Caseifici Sociali Trentini), con il Patrocinio della Provincia Autonoma di Trento e la collaborazione di CLAL.it e TESEO, presso la Fondazione Edmund Mach a San Michele all’Adige (TN).

Alla presenza di amministratori dei caseifici aderenti al Concast, dei vertici della cooperazione trentina e di enti ed organizzazioni agricole, operatori esperti del settore lattiero-caseario nazionale, il Presidente Concast Saverio Trettel, il Direttore Concast Andrea Merz, il Direttore Generale FEM Sergio Menapace, insieme ad Angelo Rossi e Francesco Branchi di CLAL.it, hanno aperto i lavori del convegno finalizzato ad una valorizzazione sostenibile del territorio trentino.

Le Buone Pratiche di Sostenibilità nel settore dell’industria casearia di eccellenza e del benessere animale sono state presentate da Giuliana D’Imporzano, Project Manager Progetto Life DOP, da Maria Chiara Ferrarese, Vice Direttore CSQA, e da tre appassionati Produttori Latte della Filiera Trentingrana, Franco Morandini, Monica Brunelli e Alessio Zomer, che hanno raccontato come applicano le tre dimensioni della Sostenibilità (ambientale, sociale ed economica).

Il Prof. Marco Frey, Direttore dell’Istituto di Management “Sant’Anna” di Pisa, ha affrontato con entusiasmo il tema della Sostenibilità e sviluppo delle produzioni locali in una prospettiva internazionale.

Il dibattito ha coinvolto operatori della filiera lattiero-casearia esperti a livello nazionale: produttori latte, imprese di trasformazione e grande distribuzione. Le conclusioni sono state affidate a Romano Masè, Direttore Generale del Dipartimento Territorio, agricoltura, ambiente e foreste della Provincia Autonoma di Trento ed a Michele Dallapiccola, Assessore all’Agricoltura, foreste, turismo e promozione, caccia e pesca della Provincia Autonoma di Trento.

Consulta le presentazioni della giornata:

Giuliana D’Imporzano – Project Manager Progetto Life DOP
1 - Progetto Life DOP pratiche di sostenibilità nell industria casearia di eccellenza
Giuliana D’Imporzano – Project Manager Progetto Life DOP
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Maria Chiara Ferrarese – Vice Direttore CSQA
2 - Benessere animale certificato
Maria Chiara Ferrarese – Vice Direttore CSQA
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Marco Frey – Direttore dell'Istituto di Management “Sant’Anna” di Pisa
3 - Sostenibilità e sviluppo delle produzioni locali in una prospettiva internazionale
Marco Frey – Direttore dell'Istituto di Management “Sant’Anna” di Pisa
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L’Agenda dell’evento “La Sostenibilità nella filiera lattiero-casearia Trentina”

Cresce la domanda di Mais dal Messico [Mais e Soia – n°11/2017]
16 Novembre 2017

La produzione globale per la stagione 2017-18 è stimata in aumento sia per il Mais che per la Soia, rispettivamente a 1043.9 Mio t (+0.5% rispetto all’outlook di Ottobre) e 347.9 Mio t (+0.2%).

La produzione di Mais è in aumento negli USA (370.3 Mio t, +2.1% rispetto al mese scorso),  con rese dei terreni a livelli record (11.01 MT/HA), e UE-28, più che bilanciando la diminuzione stimata per Ucraina (25 Mio t, -7.4%), Russia e Vietnam. Le previsioni per le rese dei terreni di Mais in Russia e Ucraina sono in diminuzione in seguito agli ultimi aggiornamenti sui raccolti.

La produzione di Soia è prevista in leggera diminuzione negli USA (120.44 Mio t, -0.1%), a causa della lieve riduzione nella resa dei terreni. In Brasile la produzione è in aumento a 108 Mio t (+0.9%), date le maggiori aree coltivate registrate negli stati di Paraná e Rio Grande do Sul.

L’export di Mais è in diminuzione per l’Ucraina (20.5 Mio t, -4.6%), ma è stimato in aumento per gli USA (48.9 Mio t, +4.1%), riflettendo le aspettative per una maggiore competitività degli USA e per una crescente domanda dal Messico, in seguito a una decisa diminuzione dei prospetti sulla produzione di Sorgo. L’import di Mais è in crescita in Messico (16.5 Mio t, +6.5%) e Canada, ma in diminuzione in Corea del Sud. Se tali previsioni si realizzassero, il Messico diventerebbe il principale importatore mondiale di Mais per la stagione 2017-18.
L’export di Soia è previsto in aumento per Brasile (65 Mio t, +1.6%) e Paraguay (6 Mio t, +9.1%), mentre l’import di Soia è in crescita in Cina (97 Mio t, +2.1%).

Gli stock finali globali di Mais sono attesi in aumento a (203.9 Mio t, +1.4%), riflettendo principalmente gli incrementi in USA (63.2 Mio t, +6.3%), UE e Argentina, i quali più che compensano le riduzioni attese per Cina (78.7 Mio t, -0.7%), Vietnam, Canada e Ucraina.
Anche gli stock finali di Soia sono in crescita rispetto alle stime di Ottobre (97.9 Mio t, +1.9%), in seguito agli aumenti per Cina (20.6 Mio t, +5.1%), Argentina e Brasile.

Trend annuale dell’import di Mais | Principali importatori

Focus Italia:

Nel periodo Gennaio – Agosto 2017 l’Italia ha aumentato le proprie importazioni di Mais del +21.1%, ad un livello di 3507 t. Le importazioni Italiane di Soia si attestano a 1029.2 t, -0.2% medesimo periodo.

Italia | Import di Mais e Soia – principali fornitori

In Ottobre il costo dell’alimento simulato (modello teorico di alimento composto per il 70% da Mais e per il 30% da Soia) è aumentato rispetto a Settembre. La prima metà di Novembre mostra un ulteriore aumento (+0.25%). L’indicatore Milk:Feed Radio di Ottobre è ad alti livelli: con il ricavo ottenuto dalla vendita di 1 kg di latte si possono ottenere 1.73 kg di Alimento Simulato.

Italia | Confronto tra il costo dell’alimento simulato e il prezzo del Latte alla Stalla in Lombardia

Fonte: USDA

Mais & Soia - Novembre 2017: Report di aggiornamento sui prezzi, i dati di produzione ed il Trade globale.
MAIS-SOIA-NOV-17-IT
Mais & Soia - Novembre 2017: Report di aggiornamento sui prezzi, i dati di produzione ed il Trade globale.
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Gli stock di Mais si riducono in Cina, ma crescono negli USA [Mais e Soia – n°10/2017]
17 Ottobre 2017

La produzione globale di Mais per la stagione 2017-18 è attesa a 1038.8 Mio t (+0.6% rispetto alle stime di Settembre), mentre la produzione globale di Soia è stimata in leggera diminuzione a 347.9 Mio t (-0.2%)

La produzione di Mais è in aumento negli USA (362.7 Mio t, +0.7% rispetto al mese scorso), Nigeria, Turchia e Mozambico. Tale incremento è parzialmente bilanciato dalle riduzioni attese per Russia e Ucraina (27 Mio t, -1.8%), date le inferiori rese dei terreni, e per altri paesi come Etiopia e Tanzania.
In Russia e Ucraina è attesa una diminuzione anche per la produzione di Soia, non completamente bilanciata dagli aumenti previsti per Cina (14.2 Mio t, +1.4%) e Messico.

L’export di Mais è in aumento in Messico e in Argentina (29 Mio t, +1.8%), terzo esportatore mondiale, che registra esportazioni in continuo aumento sin dalla stagione 2013-14. L’export di Soia è invece stimato in diminuzione, come evidenziato in precedenza per l’offerta, anche in Russia e Ucraina (21.5 Mio t, -2.27%). Per l’Ucraina è stimato a ribasso anche l’export di Soia.

Gli stock globali di Mais sono attesi in diminuzione (201 Mio t, -0.7%), riflettendo la diminuzione stimata per il Messico e la Cina (79.2 Mio t, -2.5%), la quale ha registrato un incremento nell’utilizzo industriale e alimentare di Mais. Tali diminuzioni sono solo parzialmente bilanciate da aumenti stimati in Argentina (6.1 Mio t. +32.8%), Turchia e USA (59.4 Mio t, +0.2%).
Anche gli stock finali globali di Soia sono previsti a ribasso (96 Mio t, -1.5%) con riduzioni per Brasile e USA (11.7 Mio t, -9.4%). Se le previsioni si realizzassero, il rapporto tra stock e utilizzo sarebbe il più alto sin dalla stagione 2006-07 per gli USA.

Stock finali, con focus su USA, Cina e resto del Mondo

Focus Italia:

Nel periodo Gennaio – Luglio 2017 l’Italia ha aumentato le proprie importazioni di Mais del 24.9%, ad un livello di 3230.6 t. Le importazioni Italiane di Soia si attestano a 936.4 t, +8.4% medesimo periodo.

Italia | Import di Mais e Soia – principali fornitori

In Agosto il costo dell’alimento simulato (modello teorico di alimento composto per il 70% da Mais e per il 30% da Soia) è diminuito di 4.19% rispetto a Luglio. La prima metà di settembre mostra un ulteriore calo (-1.64%). L’indicatore Milk:Feed Radio di Agosto è ad alti livelli: con il ricavo ottenuto dalla vendita di 1 kg di latte si possono ottenere 1.68 kg di Alimento Simulato.

Italia | Confronto tra il costo dell’alimento simulato e il prezzo del Latte alla Stalla in Lombardia

Mais & Soia - Ottobre 2017: Report di aggiornamento sui prezzi, i dati di produzione ed il Trade globale.
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Mais & Soia - Ottobre 2017: Report di aggiornamento sui prezzi, i dati di produzione ed il Trade globale.
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Fonte: USDA

Aumenta la domanda di Mais in Europa [Mais e Soia – n°9/2017]
15 Settembre 2017

La produzione mondiale di Mais nella stagione 2017-18 (iniziata il 1° Settembre) è prevista a 1032.63 Mio t, in leggera diminuzione (-0.1%) rispetto alle stime di Agosto. Gli aumenti attesi negli Stati Uniti, in Argentina e in Messico, sono bilanciati da minori produzioni in Unione Europea e in Ucraina.

Il raccolto statunitense è stimato a 360.30 Mio t (+0.2%). L’impiego di Mais nella produzione di etanolo è però atteso in diminuzione, sulla base dei dati di utilizzo nella stagione in corso e delle basse esportazioni. Gli stock finali sono stimati quindi in aumento rispetto alle previsioni del mese scorso (+2.7%). A livello mondiale si osserva un livello degli stock inferiore rispetto alle 3 stagioni precedenti, con una sostanziale riduzione in Cina (-19.8%), il Paese che detiene la quota più alta di stock di Mais.

Si prevede un aumento dell’export dell’Ucraina (+2.3%), quarto Paese esportatore di Mais, dopo USA, Brasile e Argentina, in vista dell’aumento della domanda europea di Mais.

L’Ucraina è il principale fornitore di Mais dell’Italia: 1060.7 t nel primo semestre del 2017.

La produzione mondiale di Soia nella stagione 2017-18 (che inizierà il 1° Ottobre) è prevista a 348.44 Mio t, +0.3% rispetto alle previsioni di Agosto, riflettendo soprattutto un maggiore raccolto negli Stati Uniti (120.59 Mio t). L’export statunitense è stimato in aumento di 1.1%, favorito dall’aumento delle produzioni e dai prezzi decrescenti.

In Cina, principale importatore di Soia, le importazioni sono previste in ulteriore aumento: +1.06% rispetto alle stime del mese scorso, +3.26% rispetto alla stagione 2016-17.

UE-28 | Import settimanale cumulato di Mais

Focus Italia:

Nel primo semestre del 2017 l’Italia ha aumentato le proprie importazioni di Mais del 28.5%, ad un livello di 2839.5 t. Le importazioni Italiane di Soia si attestano a 811.6 t, +16% rispetto al primo semestre del 2016.

Italia | Import di Mais e Soia – principali fornitori

In Agosto il costo dell’alimento simulato (modello teorico di alimento composto per il 70% da Mais e per il 30% da Soia) è diminuito di 4.19% rispetto a Luglio. La prima metà di settembre mostra un ulteriore calo (-1.64%). L’indicatore Milk:Feed Radio di Agosto è ad alti livelli: con il ricavo ottenuto dalla vendita di 1 kg di latte si possono ottenere 1.68 kg di Alimento Simulato.

Italia | Confronto tra il costo dell’alimento simulato e il prezzo del Latte alla Stalla in Lombardia

Mais & Soia - Settembre 2017: Report di aggiornamento sui prezzi, i dati di produzione ed il Trade globale.
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Mais & Soia - Settembre 2017: Report di aggiornamento sui prezzi, i dati di produzione ed il Trade globale.
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Fonte: USDA

Italia: meno import e più export dairy, specialmente verso l’Africa
18 Luglio 2017

L’export italiano di prodotti lattiero caseari tra Gennaio e Aprile aumenta in quantità (+10,2%) e in valore (+11,3%) su base tendenziale, mentre diminuiscono le importazioni (-12,7 per cento). Il saldo commerciale è ancora negativo: 838.087 tonnellate importate contro le 330.663 esportate, ma il bilancio è migliorato. In particolare, diminuiscono le importazioni di burro, latte e panna, ma anche dei formaggi, compresi quelli duri non Dop.

Le esportazioni dei principali formaggi nel mese di Aprile 2017 confrontate con Aprile 2016 sono aumentate in volume relativamente a

  • Formaggi grattugiati o in polvere (+13.7%),
  • Formaggi freschi fra cui mozzarella e ricotta (+10.9%),
  • Pecorino e Fiore Sardo (+5.3%),
  • Grana Padano e Parmigiano Reggiano (+4.0%),

mentre sono diminuite quelle di

  • Provolone (-0.7%),
  • Gorgonzola (-2.1%),
  • Asiago, Montasio, Ragusano, Caciocavallo (-41.0%).

L’export italiano si espande in tutte le aree del mondo: Francia, Germania, Regno Unito, Spagna, Europa extra Ue, Nord America e Oceania. Ed è boom (+90,76%) verso l’Africa, dove vengono commercializzate 23.000 tonnellate in equivalente latte, contro le 2.000 dell’Asia (stabili rispetto al gennaio-aprile 2016).

CLAL.it – Italia: Export per area geografica, in equivalente latte

È ancora boom l’esportazione al 30 Aprile di latte e panna (+51,6% in quantità e +58,8% a valore), con la panna alimentare che registra un’esplosione del 250% circa sia in volumi sia in valore. Positivo anche l’export di formaggi freschi e grattugiati, le polveri (SMP e WMP) e il latte per l’infanzia.

CLAL.it – Principali importatori di Panna sfusa dall’Italia

Grana Padano e Parmigiano-Reggiano, sostanzialmente stabili in quantità e in accelerazione a valore (+7,7%), avanzano dell’11% in volume in Olanda e in Canada, quest’ultimo un segnale positivo in vista dell’entrata in vigore del Ceta, dove i due formaggi Dop sono tutelati.

ITALIA: Trade prodotti lattieri caseari nell’anno corrente (Gen-Apr)
EXPORT (Ton)
2017 ± su 2016
Formaggi 124.200 +5,6%
di cui:
– Grana Padano e
Parmigiano Reggiano
27.165 -0,4%
– Form. freschi fra cui
mozzarella e ricotta
41.377 +13,2%
– Form. grattugiati 13.115 +16,1%
– Pecorino e Fiore Sardo 6.426 +23,2%
– Gorgonzola 6.381 +0,4%
– Provolone 1.855 +4,4%
– Asiago, Montasio,
Ragusano, Caciocavallo
594 -16,7%
Siero di latte 156.758 +10,5%
Latte e panna 29.549 +51,6%
di cui:
– Panna sfusa 9.091 +251,8%
– Latte confezionato 16.597 +44,5%
– Latte sfuso 2.901 +8,1%
– Panna confezionata 961 -64,8%
Altri prodotti* 20.156 -4,7%
EXPORT TOTALE 330.663 +10,2%
IMPORT (Ton)
2017 ± su 2016
Formaggi 159.650 -5,4%
di cui:
– Form. freschi fra cui
mozzarella e ricotta
63.135 +8,8%
– Form. destinati alla
trasformazione
18.384 +0,3%
– Form. grassi
(incl. Maasdamer)
12.582 -8,2%
– Emmental 7.102 -7,7%
– Formaggi duri non DOP 6.996 -8,2%
– Edamer 9.284 -8,8%
– Formaggi fusi 5.666 -45,5%
Latte e panna 487.852 -15,7%
di cui:
– Latte sfuso 328.722 -19,5%
– Latte confezionato 136.715 -7,6%
– Panna sfusa 18.350 +3,4%
– Panna confezionata 4.064 -5,0%
Burro 18.879 -22,5%
Altri prodotti* 171.707 -8,6%
IMPORT TOTALE 838.087 -12,7%
* Altri prodotti: Burro, SMP Polv. latte Screm, Lattosio uso farm., Altri latti ferm., Yogurt, WMP Polv. latte Int., Latte infanzia, Latte condensato, Caseine, Caseinati, Lattosio alim.Elaborazione CLAL su dati ISTAT * Altri prodotti: Yogurt, SMP Polv. latte Screm, Altri latti ferm., Siero di latte, WMP Polv. latte Int., Latte infanzia, Caseine, Latte condensato, Lattosio uso farm., Caseinati, Lattosio alim.Elaborazione CLAL su dati ISTAT
VALORI (Mio ) 2014 2015 2016 Anno corrente (Gen-Apr)
2016 2017 ± su 2016
Export (E) 2.500 2.566 2.715 825 917 +11,3%
Import (I) 3.989 3.533 3.291 1.013 1.085 +7,2%
Bilancio (E – I) -1.489 -967 -577 -188 -168

Consulta il riepilogo Import/Export dell’Italia su CLAL.it.

Sostenibilità significa cooperare [VIDEO]
4 Maggio 2017

Sono le ore 9.00 del 19 Aprile 2017 quando 100 operatori si ritrovano al Consorzio Latterie Virgilio di Mantova in una mattina di primavera limpida ma improvvisamente gelida.

L’occasione è l’incontro “Sostenibilità: la cooperazione deve prevalere sulla competizione“, e non a caso l’ospite è un Consorzio. Ma i consorzi, così come le cooperative, sono solamente due delle molteplici istanze della cooperazione: l’incontro ha un respiro più ampio, di cooperazione anche lungo la filiera; ecco che la platea è composta da Produttori di latte, imprese cooperative ed industriali di trasformazione, consorzi di tutela DOP e grande distribuzione. Una platea scelta ed attiva, con una importante componente di giovani.

 

La sostenibilità riguarda tutto il Pianeta, ma dev’essere sociale, ambientale ed economica

Esordisce così Angelo Rossi (Fondatore CLAL.it e TESEO), accogliendo i partecipanti con una breve introduzione, per poi lasciare spazio al discorso di benvenuto di Paolo Carra (Presidente Consorzio Virgilio).

La giornata parte con il commento di un video che riassume il precedente incontro “Sostenibilità: l’efficienza imprescindibile”.
Si susseguono poi 5 case history a ritmo incalzante, poiché uno degli obiettivi della giornata è la pluralità dei punti di vista sulla Sostenibilità.

 

Giuliana D’Imporzano (Project Manager Consorzio Virgilio) presenta le soluzioni ma anche i dubbi affrontati con il progetto Life Dop:

Il consumatore spesso non capisce perché dovrebbe scegliere [prodotti sostenibili]

Per far fronte a questa problematica, il Consorzio Virgilio si propone di sviluppare degli indicatori scientificamente ineccepibili e al contempo coinvolgenti per il consumatore, il quale deve percepire il contributo che sta dando al Mondo che vorrebbe.

 

Paolo Amadori (Business Manager) condivide l’esperienza di Fattorie Osella in termini di benessere animale:

Gli allevatori all’inizio erano molto scettici […], poi man mano che sono entrati nel dettaglio […] di tutte le migliorie che potevano attuare […] si sono motivati ed entusiasmati

anche perché molti allevamenti partivano da una buona base per soddisfare i 90 punti del disciplinare di benessere animale scelto da Osella.

 

Latteria PLAC, dal canto suo, ha investito sulla Sostenibilità della fase di lavorazione del latte: Giovanni Guarneri (Consigliere) ne illustra i dettagli in maniera molto chiara, soffermandosi su alcuni punti particolarmente interessanti. Ad esempio, la concentrazione del siero permette a PLAC di utilizzare il permeato di seconda gestione per il primo risciacquo degli impianti, ottenendo un recupero in termini idrici pari al 20% dell’utilizzo annuo.

 

Si chiama “Progetto Stalle a Stelle“: sull’esempio degli hotel […] è stata stilata una classifica degli allevamenti del Trentino

Andrea Merz (Direttore Trentingrana CON.CA.S.T.) presenta così l’iniziativa di Trentingrana: sulla base di numerosi indicatori di benessere animale, “ogni allevatore riesce ad avere all’interno della propria stalla una valutazione fornita da tecnici esperti che poi può riuscire a raccontare anche all’esterno”.

 

Chiude la rassegna di presentazioni Andrea Di Stefano (Responsabile Progetti Speciali Novamont Spa), che avverte:

La CO2 è destinata a diventare […] un costo paragonabile a una materia prima […] che secondo le stime viaggerà tra i 30 e i 100 dollari a tonnellata

Il contributo di Di Stefano ha un taglio trasversale al settore lattiero-caseario ed illustra in particolare le soluzioni offerte dai biochemicals: risorse rinnovabili di origine agricola (colture residuali abbinabili a colture tradizionali o scarti agricoli) per ottenere nuovi materiali.

Consulta tutte le presentazioni >

 

Le presentazioni hanno già sollevato molti spunti interessanti, che innescano il dibattito. Tra i partecipanti intervengono:

  • Simone Aiuti, Direttore Tecnico – Latte Sano
  • Manuel Pavan, dirigente DuPont Danisco
  • Rita Luppi, Communication Specialist Tetra Pak Italiana Spa
  • Stefano Pozzi, METRO
  • Paola Pergolesi, Category Manager – CONAD
  • Marco Nocetti, tecnico – Consorzio di Tutela Parmigiano Reggiano
  • Matteo Lasagna, Produttore di latte destinato a Parmigiano Reggiano e Presidente Confagricoltura Mantova
  • Martino Cerantola, Produttore di latte destinato ad Asiago e Presidente Coldiretti Veneto
  • Tommaso Visca (Produttore di latte commercializzato)
  • Fabio Perini, Produttore di mais
  • Andrea Trentin, Produttore di latte destinato a Grana Padano, Asiago e latte alimentare
  • Barbara Greggio, Produttore di latte destinato a Grana Padano

 

Quanto di quello che stiamo facendo nelle nostre imprese ha a che fare con l’etica […] e quanto […] col marketing?

Alla domanda, solo in parte provocatoria, di Nisio Paganin (Direttore Generale – Agriform) scaturisce un applauso spontaneo di chi evidentemente riconosce che i progetti di Sostenibilità sono spesso guidati da un tentativo di inserirsi in nuovi mercati potenziali, più che da una scelta etica.

Giorgio Garofolo, professore di Filosofia, condivide la sua esperienza di insegnante, nella quale riscontra “una sensibilità molto forte e decisamente crescente tra i ragazzi”. Ma bisogna incontrare questa sensibilità:

Credo che il vostro mondo [agroalimentare] debba dare messaggi razionali, comprensibili, perché altrimenti i ragazzi rischiano di andare verso mode – penso ai vegani ecc. – che non danno conto di tutto il lavoro che può essere fatto per […] porsi in una prospettiva di effettiva sostenibilità

La ricerca di linee guida comuni non trova risposta in ambito normativo:

Tutti oggi parliamo di benessere animale, ma non esiste una normativa europea […] né italiana

è l’esempio riportato da Alberto Dall’Asta, Dirigente ITALATTE – Galbani.

 

 

Al termine del dibattito, le conclusioni di Gianni Fava (Assessore all’Agricoltura – Regione Lombardia):

Il primo tema reale sulla Sostenibilità ce lo dobbiamo porre come elemento culturale

Fava asserisce che una produzione è sostenibile se riesce ad essere economica, e per essere economica deve trovare uno sbocco sul mercato. L’Assessore considera dunque fondamentale intraprendere azioni concrete per “incidere sul consumatore in modo significativo e creare una cultura che oggi è presente in modo alquanto blando”.
Per raggiungere questo ed altri obiettivi Fava auspica la realizzazione di una organizzazione verticale della filiera:

Quando avremo una buona organizzazione sostanziale di tutte le filiere, credetemi, ci sarà anche la possibilità di dare una migliore Sostenibilità alle nostre aziende

 

La giornata si conclude con un gustoso risotto, un buon vino e la prospettiva di un lungo percorso verso la Sostenibilità. Da percorrere insieme.

Nisio Paganin, Direttore Generale – Agriform

Prosegue il dialogo di filiera verso la Sostenibilità [presentazioni]
26 Aprile 2017

Continua il percorso verso la Sostenibilità della filiera lattiero-casearia.

Il Consorzio Latterie Virgilio ha ospitato produttori latte, imprese di trasformazione, consorzi di tutela e grande distribuzione in occasione dell’incontro “Sostenibilità: la cooperazione deve prevalere sulla competizione”.

L’incontro, organizzato da TESEO mercoledì 19 Aprile, è iniziato con le case history di Consorzio Latterie Virgilio, Fattorie Osella, Latteria PLAC e Trentingrana CON.CA.S.T. che hanno presentato le buone pratiche di sostenibilità da loro applicate. Novamont ha poi illustrato le soluzioni offerte dai biochemicals.

Il dialogo di filiera è continuato attraverso il dibattito, nel quale gli operatori hanno messo in luce i diversi aspetti della Sostenibilità con esempi ed idee per un approccio da protagonisti ai temi trattati. I concetti di sostenibilità, organizzazione e filiera sono poi stati oggetto delle conclusioni dell’Assessore Regionale all’Agricoltura Gianni Fava.

Consulta le presentazioni della giornata:

Giuliana D’Imporzano – Project Manager Consorzio Virgilio
1 - Life Dop: sostenibilità nell’industria casearia di eccellenza
Giuliana D’Imporzano – Project Manager Consorzio Virgilio
pdf 2 MB | 1341 clicks
Paolo Amadori – Business Manager Fattorie Osella
2 - Il progetto Benessere Animale
Paolo Amadori – Business Manager Fattorie Osella
pdf 6 MB | 939 clicks
Giovanni Guarneri – Consigliere Latteria PLAC
3 - Gestione ambientale ed energetica nella Latteria PLAC
Giovanni Guarneri – Consigliere Latteria PLAC
pdf 116 KB | 724 clicks
Andrea Merz – Direttore Trentingrana Consorzio dei Caseifici Sociali Trentini s.c.a.
4 - Tradizione e sostenibilità nella filiera Trentingrana
Andrea Merz – Direttore Trentingrana Consorzio dei Caseifici Sociali Trentini s.c.a.
pdf 3 MB | 1172 clicks
Andrea Di Stefano – Responsabile Progetti Speciali Novamont Spa
5 - Il ruolo dei biochemicals nell’innovazione delle filiere agroalimentari
Andrea Di Stefano – Responsabile Progetti Speciali Novamont Spa
pdf 1 MB | 958 clicks

 

La missione del latte Biologico
9 Dicembre 2016

Il biologico ha catturato l’attenzione di molti produttori latte italiani, alla ricerca, soprattutto nell’ultimo anno, di alternative per compensare una situazione di mercato sfavorevole.

Intervistati da TESEO, gli allevatori Marco Baresi e Piergiovanni Ferrarese sottolineano che il biologico è una valida opportunità. Tuttavia, il messaggio di Baresi è chiaro:

[il biologico] non è una missione facile, bisogna dirlo. Non si tratta solo di accendere o spegnere un interruttore, perché convertirsi al biologico, prima ancora che una scelta di business, è di natura culturale. Se l’imprenditore non ci crede, inutile che lo faccia.

Come avviene dunque la riconversione di una azienda da latte al metodo biologico? Quali sono i passaggi ed i tempi che permettono questa transizione? Sergio Benedetti di Bioqualità li ha spiegati in modo pratico il 25 Novembre 2016 presso Ghisalba (BG), all’incontro Il Latte organizzato dal DABB.

La presentazione del Dott. Benedetti è scaricabile al seguente link:

Sergio Benedetti - Bioqualità, Ghisalba (BG) 25 Novembre 2016
Riconversione di una stalla da latte al metodo biologico
Sergio Benedetti - Bioqualità, Ghisalba (BG) 25 Novembre 2016
pdf 3 MB | 3229 clicks

Il modulo FocusOn Bio di CLAL.it, dedicato ai prodotti ottenuti da latte biologico.
Sergio Benedetti (al centro) a Ghisalba (BG)
Incontro “Il Latte” organizzato dal DABB