Filippine: possibili restrizioni alle importazioni di carne suina, quali conseguenze per l’UE?
6 Novembre 2026

di Marika De Vincenzi

TESEO.clal.it – Import di carni suine delle Filippine

Il mercato suinicolo delle Filippine attraversa una fase di difficoltà, caratterizzata da prezzi alla produzione in diminuzione, redditività negativa per molti allevatori e scorte frigorifere in aumento. Secondo il Ministero dell’Agricoltura, la crescita delle importazioni sta accentuando la concorrenza sulla produzione nazionale.

Per sostenere gli allevatori, il Governo filippino ha avviato una indagine di salvaguardia, notificata all’Organizzazione Mondiale del Commercio lo scorso 21 ottobre, e sta valutando dazi più elevati e possibili limitazioni alle importazioni. Le misure non sono ancora definitive.

Secondo le elaborazioni CLAL, nel 2025 le Filippine hanno importato 911.000 tonnellate di carni suine e salumi (+16,5% tendenziale), di cui 367.000 tonnellate dall’UE (40% del totale), sostanzialmente alla pari con il Brasile (361.000 tonnellate).

Le principali categorie importate sono carni fresche, refrigerate e congelate (463.000 tonnellate) e frattaglie suine (301.000 tonnellate). Tra i fornitori europei figurano Danimarca, Spagna, Olanda e Francia.

Le ripercussioni potrebbero interessare indirettamente anche l’Italia: nel 2025, Danimarca, Spagna, Olanda e Francia hanno, infatti, fornito complessivamente 581.000 tonnellate di carni suine, pari a circa il 47% delle importazioni italiane.

Eventuali restrizioni filippine potrebbero inevitabilmente indirizzare parte dell’offerta europea verso altri mercati, compreso quello italiano, intensificando la  pressione sui prezzi delle carni suine. Potrebbe essere un contraccolpo per il mercato italiano, seppure indirettamente.

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