Fertilità del suolo: il contributo dell’Agricoltura Rigenerativa
15 Novembre 2021

Una volta era la fertilità del suolo, poi fu il suolo come substrato, ora è la riscoperta della sostanza organica nel suolo. Questa potrebbe essere in estrema sintesi l’evoluzione della gestione del terreno: dalle pratiche agronomiche per mantenerne la fertilità, come rotazioni, concimazioni organiche, maggese od altro, al trinomio lavorazioni profonde, diserbo, concimazione minerale. 

Rivedere le pratiche tradizionali alla luce delle conoscenze moderne

Risulta ora evidente, dopo decenni di intensificazione nelle pratiche agricole, compresi i carburanti, la necessità di riconsiderare gli elementi delle pratiche agronomiche tradizionali, riviste alla luce delle conoscenze moderne. Questo ha portato, alla cosiddetta agricoltura rigenerativa (o conservativa) che comprende anche pratiche spinte quali la semina su sodo (no tillage), in modo da ricostituire la sostanza organica del terreno per aumentarne la fertilità e ridurre l’erosione, contribuendo anche alla cattura nel suolo dell’anidride carbonica presente nell’atmosfera. 

Secondo la FAO, il problema del deterioramento dei suoli è globale e pertanto occorre un impegno condiviso di tutta la filiera, aziende agricole ed imprese di trasformazione, per mantenere il potenziale della produzione alimentare mondiale ed arrestare la continua intensificazione delle pratiche colturali. 

Le grandi imprese mondiali sollecitano l’adozione dell’agricoltura rigenerativa

La situazione preoccupa anche le grandi imprese agroalimentari mondiali, che stanno sollecitando l’adozione dei principi di agricoltura rigenerativa: tecniche conservative, pacciamatura, rotazione, colture con apparato radicale profondo. Occorre inoltre agire sulle risorse idriche per ridurre al minimo le dispersioni, manutenere le reti dei canali, migliorare le tecniche irrigue. Resta poi il problema della biodiversità, fortemente ridotta con l’intensificazione delle pratiche agricole conseguenti alla monocoltura, ma anche a causa della deforestazione. Significativo che sempre più le grandi aziende alimentari mondiali richiedano la certificazione degli standard di sostenibilità per le materie prime, con Unilever che si è posta l’obiettivo di avere entro il 2023 la totalità delle forniture certificate deforestation-free.

Sarà possibile fare la quadratura del cerchio fra la necessità di aumentare la produzione agricola per soddisfare le esigenze di una popolazione mondiale in crescita e preservare le risorse naturali, in primo luogo la fertilità del suolo? L’evoluzione delle tecniche agronomiche tradizionali alla luce delle conoscenze e le tecnologie attuali può essere la risposta. Con una filiera produttiva coerente e coesa.

TESEO.clal.it – L’autosufficienza dei prodotti agricoli in Italia

Fonti: Unilever, Food Navigator

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Pubblicato da

Leo Bertozzi

Leo Bertozzi

Agronomo, esperto nella gestione delle produzioni agroalimentari di qualità e nella cultura lattiero-casearia.