Mais e Soia: negli USA la stagione non delude
18 Ottobre 2024

Di: Elisa Donegatti ed Ester Venturelli

Negli USA si sta svolgendo la raccolta di Mais e Soia e per entrambi i mercati i risultati produttivi del Paese sono determinanti a livello mondiale.

La stagione 2024/25 ha portato buoni risultati per le rese di Mais che, secondo le stime, sono state migliori dell’anno scorso raggiungendo le 11,54 tonnellate per ettaro (Ton/ha). Questo ha portato a produzioni elevate, inferiori solo dello 0,9% rispetto alla stagione scorsa, nonostante le minori aree destinate alla produzione di Mais. Tuttavia anche la domanda è stimata a livelli sostenuti, ne è prova la crescita dell’export di Mais USA di circa il 40% tra Gennaio e Agosto 2024, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo, combinato alle minori produzioni in UE e alle difficoltà dell’export Ucraino, contribuisce a frenare la diminuzione dei prezzi USA che si attestano intorno ai 160$/Ton, con prospettive di stabilità nei prossimi mesi.

Le stime della produzione di Soia Statunitense indicano una variazione positiva (+10,1%) determinata da rese (3,57 Ton/ha) e una superficie coltivata più ampia. La maggiore disponibilità sta portando rilassamenti sui mercati, dato che la domanda non si sta rafforzando: l’export di Soia USA è infatti diminuito del 8,66% tra Gennaio e Agosto 2024, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo dovrebbe permettere un accumulo degli stock. Infatti, i prezzi USA sono diminuiti fortemente negli ultimi mesi. La diminuzione è stata frenata dalla presenza di condizioni siccitose in Brasile che dovrebbero essersi risolte negli ultimi giorni, prospettando ulteriori diminuzioni nei prezzi della Soia per i prossimi mesi.

Il Commento: Questa congiuntura di difficile sostenibilità economica [Fortuna, Corte Scaligera]
16 Ottobre 2024

Marco Fortuna – Presidente di Cooperativa Zootecnica Scaligera

“Siamo di fronte ad un vero tsunami che colpisce tutta la filiera ed il mercato italiano del Bovino da ingrasso”. A dirlo è Marco Fortuna Presidente di Cooperativa Zootecnica Scaligera, con 40 soci allevatori nelle province di Verona, Vicenza, Mantova, Brescia, Cremona e Treviso con una produzione di più di 30.000 capi bovini all’anno.

“Da una parte registriamo, infatti, gli aumenti vertiginosi e continui dei prezzi del vitello da ristallo, dall’altro ad un aumento dei prezzi dei capi maturi, per minore disponibilità di carne bovina in virtù dei ridotti volumi importati in Italia a favore dei nuovi flussi di esportazione verso i paesi emergenti extra-Ue”, prosegue. 

La dipendenza dai mercati esteri, per quanto riguarda l’import di capi bovini da ristallo è significativa: su 1.356.759 bovini macellati di età 12–24 mesi in Italia nel 2023, 407.100 sono nati in Italia, e rappresentano solo il 30% del fabbisogno, mentre quelli provenienti dall’estero (quasi il 90% dalla Francia) sono 886.659, pari al restante 70 per cento.

“Questa congiuntura di difficile sostenibilità economica si assomma al trend, ormai anch’esso consolidato, di una contrazione dei consumi di carne rossa in Italia”, spiega Fortuna.

Tutti elementi di incertezza per il futuro, che portano ad un profondo ripensamento strutturale delle aziende zootecniche. “Ritengo – prosegue Fortuna – che in futuro la nostra filiera subirà un significativo mutamento, con la concentrazione degli allevamenti e dei macelli, oggi poco performanti se di piccole dimensioni. Come in altri comparti aziendali, anche il nostro avrà meno player, ma più grandi”.

Se sul lato della produzione c’è incertezza, le cose sul lato dei consumi non vanno certo meglio. “Gli aumenti dei prezzi al consumo determinano la percezione di un prodotto sempre più di nicchia, dove i volumi sono destinati ulteriormente a calare in coincidenza con l’aumento dei prezzi”, dichiara il Presidente di Cooperativa Zootecnica Scaligera.

“Riuscire a creare efficienza tra i reparti diventa fondamentale – afferma -. Solo attraverso accordi siglati tra produzione e distribuzione possono ridare fiducia e equilibrio al sistema, evitando così inutili speculazioni, trasmettendo al consumatore finale la reale percezione di un prodotto di filiera assieme a campagne di informazione e alla riscoperta dei tagli e delle preparazioni più ottimali”.

TESEO.clal.it – Prezzi delle Carni Bovine

Il Brasile si afferma tra i leader mondiali nell’export di Carni Suine
14 Ottobre 2024

Di: Marika De Vincenzi e Ester Venturelli

Cambiano le rotte brasiliane dell’export di Carni Suine, che nei primi nove mesi del 2024 incrementa le vendite internazionali del 6,13% in quantità, grazie anche a un prezzo medio unitario dei prodotti in rallentamento.

Perde terreno la Cina che, pur rimanendo la prima destinazione di carni suine e salumi nel periodo Gennaio-Settembre 2024 con 181.000 tonnellate di prodotto ritirato (contro i 311.000 dello stesso periodo del 2023), nel trimestre Luglio-Settembre cede lo scettro degli acquisti dal Brasile alle Filippine, in forte crescita.

Solo nel mese di Settembre, il Brasile ha esportato 25.600 tonnellate di carne suina fresca e congelata verso le Filippine, registrando un aumento del 132,7% rispetto allo stesso mese del 2023. Questo incremento è in parte dovuto al fatto che le Filippine stanno intensificando le importazioni di carne suina per far fronte alle continue epidemie di Peste Suina Africana (PSA), in seguito alla quale la produzione locale di carne suina stenta a riprendersi.

Il Brasile conta su un tasso di Autoapprovvigionamento del 149,2% ed esporta in una novantina di Paesi. Osservando i numeri, anche Cile, Giappone e Singapore stanno emergendo come mercati chiave, con il Giappone che evidenzia una forte domanda di prodotti ad alto valore aggiunto. A breve, dopo l’autorizzazione sanitaria ad esportare carne suina e frattaglie, si aprirà anche il canale di vendita verso la Malesia, che conferma la centralità del maiale sulle tavole del Sud-Est Asiatico.

Il Brasile, grazie all’accelerazione compiuta negli ultimi anni e rafforzata ulteriormente nel 2024, con quasi 2,3 miliardi di dollari di export fra gennaio e settembre, si è affermato fra i principali esportatori mondiali.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

Il Commento: Indicatori positivi per il Prosciutto San Daniele [Cichetti, Direttore Consorzio]
7 Ottobre 2024

Mario Cichetti – Direttore Generale del Consorzio del Prosciutto di San Daniele

Gli indicatori che inquadrano gli smobilizzi nel segmento del Prosciutto San Daniele, una delle DOP simbolo della salumeria italiana, sono positivi. Lo dice Mario Cichetti, che è Direttore Generale del Consorzio del Prosciutto di San Daniele. “Manteniamo dall’inizio dell’anno un trend di uscita del 4% in volume, segno che il tendenziale di vendita si colloca su un terreno positivo, confermato anche dalla produzione di pre-affettato in vaschetta, che ha segnato un +2,5%, in un contesto che non sempre si colloca in ambiti incoraggianti”.

Quello che appare essere in atto è una sorta di rivisitazione generale del mercato, con incognite legate ai trasporti, all’energia, alla riduzione dei capi, a consumi non sempre regolari e continuativi per la carne suina e i salumi e per un rallentamento dell’export. Variabili che hanno contribuito ad avere quotazioni dei suini e dei tagli su livelli elevati. Con una tensione dei listini che il direttore Cichetti non esita a definire “non sempre spiegabile” e con l’ostacolo per la filiera che va dalla trasformazione in avanti di non essere in grado di riverberare al consumo l’inflazione che si è generata e che ha contribuito ad avere costi delle materie prime così elevati.

Nel contesto generale, “la grandissima problematica della Peste suina africana, a partire dalla questione gestionale”. Se, infatti, “per fortuna la PSA riguarda numeri apparentemente contenuti di animali, conseguentemente abbattuti, le implicazioni più significative si hanno nelle aree di riferimento, nelle zone che a vario titolo vengono circoscritte, alle difficoltà di approvvigionamento che hanno le DOP dei salumi, essendo state toccate alcune delle zone produttive più importanti per la salumeria italiana”.

Un ostacolo da superare attraverso misure di biosicurezza assennate e tramite una gestione “più prudente e consapevole”. Anche perché, sottolinea Cichetti, “la filiera suinicola era reduce da due anni particolarmente duri a causa della PRRS, che ha fatto crollare i numeri delle scrofe, dei suinetti e dei suini in Europa e in Italia, e si stava lentamente riprendendo, anche nel numero dei suini tatuati per la DOP”.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

Il Commento: Tensioni per calo broutard dalla Francia [Cremonini, INALCA]
2 Ottobre 2024

Gli aumenti in Borsa merci a Modena dei prezzi dei ristalli per il Presidente di Assocarni, Serafino Cremonini, sono la spia di “tensioni nell’approvvigionamento per il calo dei broutard che arrivano dalla Francia e, in proiezione, ci aspettiamo che i listini rimangano su questi livelli, se non addirittura in crescita”.

Serafino Cremonini – Vicepresidente di INALCA

Cremonini, Vicepresidente e Consigliere di INALCA Spa, sottolinea anche un altro rischio che potrebbe affacciarsi per la filiera zootecnica da carne italiana: “Al posto di inviarci i broutard per l’ingrasso, i francesi potrebbero scegliere la strada dell’ingrasso a livello locale e inviare in Italia direttamente la carne, al posto degli animali. In questo modo avremmo in casa nostra un indebolimento ulteriore del tasso di autoapprovvigionamento”.

Come risolverlo? “Dovremmo puntare con maggiore convinzione sulla linea vacca-vitello, individuando aree idonee per la crescita degli animali – invita Cremonini -. Vi sono zone come Sicilia, Campania, Calabria e Sardegna che potrebbero prestarsi, avendo gli spazi per il pascolo, all’ingrasso dei bovini da carne, anche per non appesantire territori dove la presenza zootecnica è già forte”.

Altro punto sul quale concentrarsi, per il presidente di Assocarni, è la cura dei baliotti. “Un coinvolgimento degli Allevamenti da latte e una maggiore attenzione ai vitelli maschi potrebbe essere un aiuto fondamentale per incrementare il tasso di autosufficienza in Italia. Ci troviamo in alcuni casi a importare baliotti dall’estero, quando invece potremmo tranquillamente ingrassare i nostri capi”.

Fari accesi anche sui prezzi della carne bovina al Consumo. “I prezzi sono già elevati e non so, francamente, fino a che punto il Consumatore sia disposto a sostenere nuovi rincari – commenta Serafino Cremonini -. Quello che è certo è che la carenza di carne rossa si fa sentire su scala mondiale”.

TESEO.clal.it – Prezzi delle Carni Bovine

I prezzi della Carne Suina in CINA hanno ripreso ad aumentare
30 Settembre 2024

Di: Marika De Vincenzi ed Ester Venturelli

I prezzi della Carne Suina in Cina hanno ripreso ad aumentare dallo scorso Maggio suggerendo un cambio di equilibrio nel mercato locale e stimolando tutta la filiera produttiva. Infatti, simultaneamente sono aumentati anche i prezzi dei Suini e dei Suinetti e le importazioni hanno rallentato. Questo sta portando i produttori a ripopolare le loro mandrie, dopo averle ridotte tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024.  

È probabile che sia questa la ragione dietro all’aumento delle importazioni di Soia, che hanno caratterizzato il trimestre tra Giugno e Agosto. Solo in Agosto l’import di Soia ha registrato un aumento del +29,72% rispetto allo stesso mese del 2023. L’import di Mais rimane, invece, piuttosto debole (-64% ad Agosto), complici le produzioni record stimate a livello locale.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

Calo delle importazioni Cinesi di Carne Suina dall’UE
23 Settembre 2024

Di: Marika De Vincenzi ed Ester Venturelli

Scendono ancora (-7,9% tendenziale) le importazioni cinesi di Carne Suina dall’UE nel periodo Gennaio-Luglio 2024, per effetto di una maggiore produzione interna del Paese asiatico, che ha frenato la richiesta dall’estero (che segna un -25,9% di import complessivo di carni suine e salumi nei primi sette mesi del 2024 sullo stesso periodo dell’anno precedente). 

A rallentare gli acquisti della Cina ci sono tensioni di natura commerciale con l’UE per i dazi applicati da Bruxelles al settore delle auto elettriche, oltre a un rallentamento dell’economia del gigante asiatico, che inevitabilmente si ripercuote sui consumi interni.

In questo contesto, risultano ancora più rilevanti le importazioni cinesi di carne suina dalla Russia, iniziate ad Aprile 2024.

Essendo il primo esportatore di carne suina verso la Cina, la Spagna ha registrato un calo di 25.000 tonnellate nelle vendite fra Gennaio e Luglio (-7,4%) e sta, di conseguenza, rivedendo le proprie strategie con un rallentamento delle macellazioni di suini (-0,8% i capi macellati in Spagna nel primo semestre del 2024) e dirottando maggiori quantità di carne suina verso altri mercati, come Francia, Italia e Giappone.
In particolare, le esportazioni verso l’Italia fra Gennaio e Luglio 2024 ha toccato quota 161mila tonnellate, in crescita del 4,3% rispetto allo stesso periodo del 2023. Il segmento relativo alle Carni fresche, refrigerate e congelate, che vedono l’Italia come primo acquirente, ha registrato un aumento di 8.787 tonnellate (+6,35%), spinte dalla competitività dei prezzi.  

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

Il Commento: crescita del mercato della Carne Bovina e tensione sui ristalli [Andreghetti, CLAI]
17 Settembre 2024

Giancarlo Andreghetti – Direttore Commerciale del Macello di CLAI

Mercato della Carne Bovina in crescita e ristalli in tensione. Listini al rialzo sia per chi macella che per gli allevatori che devono acquistare i vitelli da ingrasso e la ragione, per Giancarlo ANDREGHETTI, Direttore Commerciale del Macello della Cooperativa CLAI, deve essere ricondotta ad una scarsità di prodotto.

“I rincari sui ristalli – afferma – sono dovuti anche alle restrizioni attuate in Francia per problemi sanitari che limitano i flussi in uscita. La conseguenza è che in Italia entrano pochi animali e quegli allevatori che hanno il bestiame pronto alla macellazione cercano di ottenere il massimo, sapendo che dovranno fare fatica per ristallare”.

La conseguenza è che nelle prossime settimane prevedo scarsità di animali da macellare.

Il quadro, spiega Andreghetti, si completa con una fiacca dei consumi di carne bovina. “Vuoi per il periodo, vuoi anche il prezzo elevato, la risposta del Consumatore a questa ondata di aumenti, che si sono inevitabilmente registrati anche al banco vendita, è stata un rallentamento della spesa. Le Famiglie mangiano meno carne bovina e con i prezzi alle stelle sia per la carne italiana che per quella estera, non credo che nelle prossime settimane assisteremo a una ripresa dei consumi”, dice il Direttore Commerciale di CLAI.

Uno scenario complicato per tutta la Catena di Approvvigionamento (CA): per gli Allevatori alle prese con ristalli col contagocce e a prezzi elevati, i Macelli con costi di gestione elevati e la prospettiva di dover rallentare le macellazioni per una minore diponibilità di prodotto, le Macellerie, la GDO e la Distribuzione per la frenata dei consumi. “Forse – valuta Andreghetti -, in questa fase chi se la passa peggio è il macello, che da una parte ha prezzi alti delle carcasse, dall’altro subisce le pressioni della GDO per proteggere il carrello della spesa”.

TESEO.clal.it – Prezzi delle Carni Bovine

Il Commento: Non serve l’Industria senza Allevatori, e viceversa [Giada Roi, Terremerse]
16 Settembre 2024

“Il boom di contagi negli allevamenti del Nord Italia e la conseguente riduzione del patrimonio suinicolo hanno sicuramente incentivato l’impennata, inattesa solo due mesi fa, del costo del vivo e dei tagli. Aumenti a ritmo serrato da diverse settimane, a colpi di 4 centesimi a seduta”.

Quella che descrive Giada Roi, Responsabile Acquisti e Commerciale carni per la GDO Italia di TERRE EMERSE, la Cooperativa Ravennate, è una “situazione alquanto preoccupante per l’intero comparto industriale”.

“Chi, come noi, è al centro della catena di approvvigionamento e si trova ad affrontare uno scenario di mercato fortemente rialzista, è esposto a fuochi incrociati: l’avanzare della PSA, con la relativa riduzione dei capi e l’aumento dei listini, il calo dei consumi e la conseguente richiesta da parte di GDO e DO di riduzione di prezzo o di optare per attività promozionali aggressive. Così lo scenario, già complicato, è ancor più imprevedibile”.

Per Giada Roi, “il calo dei volumi di vendita dovuto, in parte ad un fattore culturale, ma principalmente alla spinta inflattiva che ha ridotto il potere d’acquisto delle famiglie, procede in modo costante da inizio anno”. “Temo non si vedranno cambiamenti nel brevissimo periodo – dice -. Il forte aumento dei prezzi ha modificato le abitudini alimentari, tra cui l’acquisto di carne suina, fino a un anno fa considerata ‘salvaspesa’. Basti pensare a lombo e salsicce, prodotti dal costo ridotto, ma dall’uso culinario più svariato; referenze più che duplicate in termini di prezzo al consumo; motivo per cui la richiesta da parte di GDO, DO, Discount, di ridurre il prezzo di acquisto o di aderire ad attività promozionali molto aggressive si sta facendo più frequente”.

In un contesto di previsioni del mercato suinicolo “sempre meno rosee”, Giada Roi è convinta che “vi sia la necessità, di creare un progetto anti-PSA per salvaguardare la filiera e di convocare un tavolo in cui tutti gli anelli della Filiera partecipino per la sopravvivenza di ogni singolo componente, in quanto non serve l’industria se non c’è l’allevatore, ma anche viceversa”.

E forse “alcuni capisaldi come la quotazione settimanale devono essere rivisti a favore di listini più dilatati, per poter creare progetti di lungo periodo e far crescere tutti gli attori: allevatore, industria, GDO”.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

Mais: danni in Italia, ma il mercato è mondiale
11 Settembre 2024

Di: Elisa Donegatti ed Ester Venturelli

Piogge intense hanno colpito la Lombardia ed il Piemonte durante il periodo di semina del Mais, causando ritardi nella semina e richiedendo l’impiego di varietà con periodi di crescita più brevi. In particolare, le Aziende Agricole da Latte situate nelle zone colpite stanno fronteggiando questa “minaccia” per l’auto-approvvigionamento di alimenti zootecnici e potrebbero essere indotte ad acquistare mais sul mercato.

Cosa attendersi dunque per le produzioni italiane ed i prezzi del Mais?

È plausibile che i danni derivati dalle piogge intense comportino una riduzione sulle produzioni, che ISTAT aveva stimato a 5,45 Milioni di tonnellate a fronte di aree coltivate stabili e una resa valutata in leggero aumento. Ciò può influire sui prezzi locali, ma è fondamentale che facciamo parte di un mercato mondiale.

Nel Mondo la produzione di questa stagione è prevista sostanzialmente stabile (-0,3%). Le quantità sono diminuite in USA ed UE-27, dove il caldo eccessivo ha ridotto le rese in Ungheria, Romania, Bulgaria e Grecia. Questo calo dovrebbe però essere compensato da una maggiore produzione in Brasile, Argentina e Cina. 

La domanda mondiale dovrebbe invece rafforzarsi, stimolata dalla riduzione del prezzo, pur senza erodere gli stock, prospettando prezzi globali tendenzialmente stabili per i prossimi mesi.