Carni: buone prospettive per l’export USA in Cina
13 Dicembre 2023

Di: Marika De Vincenzi ed Ester Venturelli

Le relazioni economiche tra Cina e USA sono in miglioramento grazie ai recenti incontri tra i due capi di stato e il settore agroalimentare ne trae benefici, in particolare le Carni Suine e Bovine

Nel 2020, Cina e USA avevano stipulato lo U.S.-China Phase One Economic and Trade Agreement per dare l’approvazione ad impianti produttivi ad esportare verso la Cina. Tuttavia, nel 2023 la Cina non aveva pubblicato nessun aggiornamento della lista di impianti approvati. Questo fino a Novembre, quando la Cina ha approvato per l’importazione dagli USA 12 nuovi stabilimenti che lavorano la carne suina e 18 che lavorano la carne bovina. 

Nell’ultimo periodo, il mercato Cinese delle Carni non è in crescita e sta risentendo del rallentamento dell’economia del Paese. L’indebolimento della domanda e l’offerta locale in crescita ha fatto sì che i prezzi locali diminuissero. Anche l’import riflette questa situazione: le quantità importate di Carni Suine hanno registrato variazioni negative da Agosto ad Ottobre (ultimi 3 mesi disponibili) rispetto allo stesso periodo del 2022; le quantità importate di Carni Bovine, invece, risultano dimezzate sul cumulato (-54% Gen-Ott 2023 vs Gen-Ott 2022).

Tuttavia, l’ampliamento della lista delle aziende USA abilitate ad esportare nel Paese lascia buone prospettive per l’export Statunitense nel 2024.

Soia: nuovi equilibri, dal Sud America agli USA
17 Novembre 2023

Di: Elisa Donegatti ed Ester Venturelli

Il raccolto di Soia degli Stati Uniti, che costituisce il 28% dell’offerta mondiale, è ormai completo. La produzione, pur rimanendo ai minimi dal 2019, è stata superiore alle aspettative e il report WASDE degli USDA di Novembre ha aumentato le stime di produzione degli USA di 690.000 tonnellate. I prezzi della Soia sono però rimasti piuttosto stabili sostenuti in parte da una ripresa degli acquisti da parte della Cina e dalle preoccupazioni che stanno sorgendo per la produzione in Sud America.

Brasile e Argentina insieme producono più del 50% della Soia mondiale e, in termini di rese, sono rispettivamente al primo e al terzo posto a livello mondiale, avendo visto un importante miglioramento negli ultimi anni. 

Le condizioni climatiche in Brasile, però, non sembrano essere particolarmente favorevoli per la produzione di questa stagione (2023-24). Infatti, la carenza di piogge ha rallentato la semina di Soia e in alcuni casi potrebbe essere necessario ripiantare, soprattutto nel nord di Mato Grosso.

In Argentina l’arrivo tardivo delle piogge ha fatto sì che alcuni campi che dovevano essere destinati alla coltivazione di Mais o Girasole siano stati destinati alla produzione di Soia. Tuttavia, a causa del clima secco, la semina è indietro rispetto al ritmo medio delle ultime annate. Inoltre, l’Argentina sta producendo ridotte quantità di Farina di Soia, non riuscendo ad utilizzare gli impianti di frantumazione a piena capacità a causa dello scarso raccolto locale nella stagione 2022-23. 

Queste dinamiche stanno spingendo la domanda di Soia e Farina di Soia a spostarsi verso gli USA, generando elementi di supporto per i prezzi.

TESEO.Clal.it – Prezzi dei semi di Soia negli USA

Italia: rese in calo per il Frumento, migliorano Mais e Soia
26 Ottobre 2023

Di Elisa Donegatti ed Ester Venturelli

Per il Mais e la Soia italiani è stata registrata nel 2023 un’area di semina inferiore al 2022, rispettivamente del -10% e del -5,2%. Nonostante questo la produzione di entrambe le colture è aumentata di circa il 10% grazie a rese in miglioramento, favorite da un clima caratterizzato da piogge relativamente abbondanti nel periodo estivo. Per il Mais, la maggiore produzione è dovuta anche alla scelta di molti produttori di seminare Mais giallo, una varietà più resistente.

Situazione diversa per il Frumento Tenero e Frumento Duro: l’area di coltivazione è aumentata nel 2023 e la produzione ha registrato quantità in aumento, ma inferiori alle aspettative. Le rese, infatti, sono ulteriormente diminuite, toccando valori ai minimi storici. La ragione principale risiede nell’eccesso di piogge che ha caratterizzato maggio e giugno. Oltre ad una diminuzione delle rese, l’effetto delle ingenti piogge si riscontra anche in un declassamento della qualità sia del Frumento Duro che Tenero.

Questo potrebbe portare ad una maggiore quota di Frumento Tenero destinato all’alimentazione animale.

Suini: difficoltà nel mercato USA
20 Ottobre 2023

Di: Marika De Vincenzi ed Ester Venturelli

Il settore suinicolo statunitense sta attraversando un periodo complesso. Nel 2022, le stime USDA dei costi e dei ricavi hanno indicato un margine alla stalla negativo. La situazione non risulta migliorata di molto nel corso del 2023. Infatti, nonostante siano diminuiti i costi dell’alimentazione, si registra una riduzione dei parti e un’accelerazione delle macellazioni con suini più leggeri, con un totale in tonnellate leggermente inferiore a quello registrato ad Agosto 2022. Per i prossimi mesi, gli analisti USDA si aspettano che il numero di parti si mantenga in calo, ma un incremento del peso dei suini alla macellazione, favorito dal calo dei costi dell’alimentazione.

Anche il trade sembra aver iniziato un processo di rallentamento. Le esportazioni Statunitensi di Carni Suine sono aumentate del 6,79% tra Gennaio e Agosto 2023, rispetto allo stesso periodo dell’anno prima. Tuttavia, hanno registrato un leggero rallentamento nell’ultimo mese (-3,79%, Agosto 2023 rispetto ad Agosto 2022). Il rallentamento dell’export ha tra le cause i prezzi all’esportazione, che in Agosto hanno registrato ancora valori elevati, e l’aumento del tasso di cambio del Dollaro USA rispetto alle monete dei principali mercati importatori. 

La diminuzione è principalmente associata a “Altre Frattaglie”, voce che ha visto un calo del 20,5% (circa 8.500 tonnellate). Questa riduzione è dovuta principalmente alla Cina, principale acquirente, che ha acquistato quasi il 30% in meno (Agosto 2023 vs Agosto 2022). La domanda Cinese è diminuita nello stesso mese anche per le “Carni Fresche Refrigerate e Congelate”, in calo del 43%. In Cina, infatti, il mercato è saturo della produzione locale, tanto che il governo è intervenuto ritirandone una parte dal mercato in un tentativo di rialzare i prezzi. Inoltre, il rallentamento dell’economia Cinese sta portando il Paese a rivolgersi a fornitori più convenienti, come il Brasile.

Un elemento positivo sembra essere la domanda dal Messico, che si mantiene in crescita. Le esportazioni verso il Messico sono aumentate sia per “Carni Fresche” che “Altre Frattaglie”. Anche se queste quantità in parte compensano le riduzioni verso la Cina, nel complesso il totale mensile di Agosto 2023 è risultato inferiore alle quantità esportate ad Agosto 2022 e Agosto 2021.

La rilevanza delle coltivazioni transgeniche in Argentina
26 Settembre 2023

In Argentina circa 25 milioni di ettari sono coltivati a Mais, Soia e Cotone transgenici. È la terza superficie al mondo dopo USA e Brasile. La prima coltivazione OGM risale al 1996, quando venne seminata Soia resistente ai diserbanti. Oggi praticamente il 100% di Soia e Cotone ed il 99% di Mais sono transgenici con caratteri di tolleranza agli erbicidi e resistenza agli insetti (Bt).

190 milioni di ettari coltivati a transgenici nel mondo

Anche a livello mondiale la superficie coltivata a transgenici è aumentata in modo dinamico ed attualmente è di circa 190 milioni di ettari. Oltre alle grandi colture, Mais, Soia e Cotone in testa, le coltivazioni transgeniche, seppur su superfici più limitate, riguardano anche piante quali Papaia, Zucche, Patate, Mele, Canna da Zucchero, Garofani, Rose, per caratteri di resistenza ai virus, alla siccità, all’imbrunimento od altri.


Alcuni esempi: Brasile e Nigeria coltivano Fagioli transgenici resistenti a virus ed insetti (Bt); in Argentina si stanno diffondendo Grano e Soia tolleranti alla siccità e Medica con un ridotto contenuto di lignina; nelle Filippine, dopo una ricerca durata oltre 20 anni, nel 2021 è stata autorizzata la semina ed ovviamente il consumo di Riso dorato transgenico (Golden rice).

Una coltura transgenica si sviluppa in media in 16 anni

Lo sviluppo di una coltura transgenica dal laboratorio al pieno campo richiede, in media, 16 anni. La ricerca è molto dinamica e riguarda un’ampia gamma di specie commestibili, tra cui cereali, frutta e verdura, per ottenere miglioramenti sotto l’aspetto agronomico, delle caratteristiche qualitative, ma anche per ottenere dalle molecole di specifico interesse industriale. In Argentina una di queste riguarda la produzione di chimosina ottenuta dalla coltivazione del Cartamo.

Nel Paese latino americano, dopo 25 anni di esperienza si ritiene che le coltivazioni transgeniche apportino un beneficio economico, dovuto alle maggiori rese ed ai minori costi colturali, ma anche un beneficio ambientale. Questo riguarda il minor uso di diserbanti e, soprattutto, la diffusione della semina diretta che, limitando le lavorazioni al terreno, abbatte l’uso di combustibili e dunque delle emissioni in atmosfera.


Dalla scoperta delle leggi di Mendel sul miglioramento genetico, la ricerca e la tecnologia offrono sempre nuove conoscenze e possibilità. Si tratta di valutarle con attenzione per rispondere alle esigenze di un mondo che cresce.

TESEO.clal.it - Argantina: Produzioni di Semi di Soia

Fonte: ArgenBio

Carni: l’offerta UE a fronte di prezzi elevati
22 Settembre 2023

Di: Marika de Vincenzi ed Ester Venturelli

Le produzioni di Carni Suine e Bovine in Unione Europea sono diminuite negli ultimi mesi, disincentivate dai maggiori costi produttivi che ne hanno eroso la redditività. 

Il settore suinicolo ha registrato un calo dei capi macellati del -8,8% nel primo semestre del 2023, rispetto allo stesso periodo del 2022. Il calo trova diverse ragioni: il rallentamento della domanda Cinese, i maggiori costi alimentari e il minor numero di suinetti per scrofa a causa della PRRS. La minore produzione ha fatto sì che la domanda non fosse più soddisfatta e ha permesso ai prezzi di aumentare raggiungendo valori record tra Aprile e Luglio 2023 (2,64€/Kg in Germania, 2,55€/Kg in Spagna e 2,50€/Kg in Francia, per le carcasse S) . Questo, secondo gli analisti, dovrebbe contribuire a rallentare il calo delle produzioni, ma non sarebbe sufficiente per ottenere un nuovo aumento dell’offerta.

Gli elevati costi degli input hanno eroso anche le produzioni di Carni Bovine, rafforzando un trend iniziato già nel periodo pre-Covid. Il primo semestre del 2023 ha registrato un calo dei capi macellati del -3,6% (-406.330 capi macellati) rispetto allo stesso periodo del 2022. Il calo maggiore si è verificato in Italia (-22,6%). La crisi, anche strutturale, del settore ha portato a Maggio 2023 i prezzi delle carcasse di scottona a picchi record, con valori che si stanno mantenendo elevati in quasi tutti i principali produttori, esclusi i Paesi Bassi. La produzione, tuttavia, non sta recuperando terreno, segnalando una bassa redditività del settore, nonostante i prezzi elevati.

Il rallentamento dell’offerta e il conseguente aumento dei prezzi delle Carni Suine e Bovine ha raffreddato la domanda domestica in entrambi i settori. I consumatori Europei, infatti, stanno spostando la preferenza sul pollame che presenta prezzi inferiori. In Italia, i consumi di Carne Fresca Bovina sono stabili (+0,5%) mentre quelli di Carne Suina Fresca registrano una diminuzione del -1,9% (Fonte: Circana). A questo si aggiunge un ridimensionamento anche della domanda internazionale: tra Gennaio e Luglio 2023, rispetto allo stesso periodo del 2022, l’export UE delle Carni Suine è calato del -18% mentre quello delle Carni Bovine del -4%.

Mais e Soia risaltano sul grigio scenario dei consumi in Cina
15 Settembre 2023

Di: Ester Venturelli

L’economia Cinese sta registrando una ripresa molto più lenta rispetto alle aspettative. Per questo il governo locale ha ridotto le ultime stime relative alla crescita del PIL da 5.5% a 5% per il 2023 ed alcuni analisti si aspettano che entro fine anno la stima diminuisca ancora. 

La Cina, infatti, sta attraversando una situazione caratterizzata da consumi che faticano a recuperare. I risparmi accumulati durante le restrizioni zero-covid, quindi, stanno venendo usati solo in piccola parte. Inoltre, il Paese sta attraversando un’importante crisi del mercato immobiliare, che genera il 30% del PIL domestico. A questo si aggiunge un turismo straniero significativamente ridotto rispetto al periodo pre-Covid che non contribuisce a portare nuove risorse nel Paese.

Il mercato agricolo presenta dinamiche diverse. Il governo Cinese ha, infatti, aumentato le stime dei consumi di Mais e Soia per la stagione 2023/24 di circa 2 milioni di tonnellate per ciascun prodotto per effetto della zootecnia (suini, polli, etc.). Per il Mais, questo aumento della domanda dovrebbe essere compensato da una maggiore produzione domestica, grazie ad un clima favorevole. Invece, per rispondere alla domanda di Soia saranno necessarie maggiori importazioni, che tra Gennaio e Luglio 2023 hanno già registrato un aumento del 15% rispetto allo stesso periodo del 2022. La domanda di prodotti agricoli, quindi, sembra non stia risentendo particolarmente della situazione economica del Paese.

Clima e politica sfidano l’offerta di Riso nel Mondo
10 Agosto 2023

Di Ester Venturelli ed Elisa Donegatti

L’India non è nuova a restrizioni sulle esportazioni di prodotti alimentari: nel 2022 il governo ha vietato le esportazioni di Grano e nel 2023 quelle di Canna da Zucchero. 

A Luglio 2023, il governo indiano ha bloccato le esportazioni di Riso non basmati dal Paese. Le esportazioni totali di Riso dall’India equivalgono a circa il 40% delle esportazioni mondiali, e la nuova misura dovrebbe quasi dimezzare le quantità esportate dal Paese.

Il blocco è una risposta al rincaro dei prezzi del Riso, dovuto ad un aumento della domanda registrato negli ultimi anni e, più recentemente, all’interruzione della Black Sea Grain Initiative e ai danni provocati dalle piogge monsoniche di entità eccezionale nelle regioni settentrionali del Paese. Alcuni analisti, però, interpretano la manovra come preventiva e mirata ad evitare che il costo della vita aumenti eccessivamente in vista delle elezioni del prossimo anno.

Anche in Tailandia e Vietnam, secondo e terzo esportatore mondiale, i prezzi del Riso stanno aumentando. L’Indice FAO per il prezzo mondiale del Riso è, infatti, aumentato del 20% a Luglio 2023 rispetto Luglio 2022.

Le tensioni legate all’offerta di Riso potrebbero aumentare ulteriormente: per via della carenza di pioggia in Thailandia, il governo sta incentivando gli agricoltori a ridurre l’area destinata alla coltivazione di Riso per la prossima stagione, in favore di colture pluriennali. Inoltre, gli stock mondiali sono stimati da USDA in diminuzione (v. grafico).

Latte: una situazione diversa per l’Italia
4 Agosto 2023

Di Mirco De Vincenzi e Ester Venturelli

A livello mondiale l’offerta di latte è in aumento da diversi mesi (+1% a Maggio 2023 vs Maggio 2022), mentre la domanda rimane debole, limitata dai prezzi ancora alti rispetto alla media e dall’inflazione generalizzata.

Queste dinamiche si stanno verificando anche in UE, dove la maggior disponibilità di latte, unita al rallentamento della domanda, ha portato ad un indebolimento dei prezzi dei prodotti lattiero caseari e, di conseguenza, del latte alla stalla, ben distante dai 60€ di fine 2022.

Il mercato Italiano sta attraversando una situazione diversa, con una produzione di latte in diminuzione da Aprile 2022 e prezzi, dalla stalla al consumatore, ancora sostenuti. Infatti, il prezzo del latte alla stalla sta rallentando ma con una velocità minore rispetto a quanto accade a livello internazionale e, allo stesso tempo, i formaggi DOP registrano prezzi all’ingrosso che si mantengono su livelli medio alti. Nonostante i prezzi elevati, l’export di Formaggi si mantiene positivo, con un aumento, in valore, del +19,3% nel primo quadrimestre del 2023. Nel mercato domestico, la ridotta disponibilità e la minore convenienza di latte Italiano stanno portando ad un incremento delle importazioni di latte sfuso (+106.478 Ton a Gennaio-Aprile 2023 vs Gennaio-Aprile 2022), soprattutto dalla Germania che è il primo fornitore.

Dairy e Carni Suine: import, produzioni e il fattore prezzo in Cina
28 Luglio 2023

Di: Mirco De Vincenzi, Marika De Vincenzi ed Ester Venturelli

La domanda Cinese di prodotti lattiero-caseari si sta riprendendo, sebbene rimanga al di sotto del 2021, anno record per l’import. Da Marzo, infatti, le quantità importate sono superiori al 2022 e a Giugno la variazione mese su mese è stata del +11,7%. 

Ad aumentare è principalmente la richiesta di polvere di latte scremato (SMP), formaggi, polvere di siero e, negli ultimi due mesi, anche WMP. Soprattutto negli ultimi mesi, i Paesi che hanno registrato il maggiore aumento della domanda sono la Nuova Zelanda e l’UE, che hanno venduto alla Cina maggiori quantità di Polveri e Formaggi. Il graduale rafforzamento della domanda è certamente favorito dal ridimensionamento dei prezzi, diminuiti rispetto al 2022 e ora tendenzialmente stabili. 

Anche la domanda di Carni Suine estere è in graduale recupero, anche se rimane molto lontana dalle quantità del 2020 e 2021. Rispetto al primo semestre del 2022, tra Gennaio e Giugno 2023, le quantità importate sono aumentate del 13%. L’UE è il principale fornitore e ha totalizzato un aumento complessivo del 3,5%, mentre per i soli Salumi ha registrato una crescita delle quantità del +27%. I principali Salumi Europei sono i Prosciutti con osso che sono, di fatto, Spagnoli: la Spagna è l’unico Paese che ha il permesso, ottenuto nel 2019, di esportare in Cina lo Jamon Iberico, prodotto particolarmente apprezzato dai Cinesi. 

Sia per il Dairy che per le Carni Suine, la produzione locale è in graduale aumento
Il Settore lattiero caseario Cinese ha registrato un aumento dell’8,5% nel primo trimestre del 2023 (vs 2022). La domanda, però, sembra stia crescendo più lentamente dell’offerta, portando ad una diminuzione dei prezzi locali e un’accelerazione negli abbattimenti. In modo simile, anche le produzioni di Carne Suina sono ancora in aumento, pur avendo rallentato il tasso di crescita: USDA stima un incremento produttivo dell’1,1%. Anche in questo caso la ripresa della domanda post-Covid risulta inferiore alle aspettative e questo sta portando il prezzo locale ad avvicinarsi ai prezzi all’import.