Il 2021 è iniziato con un aumento dei prezzi di Mais e Soia nelle principali piazze mondiali Michele del Team di CLAL.it e TESEO ne illustra le cause nel seguente video.
Nel corso del mese di Gennaio, i prezzi medi di Mais e Soia sono aumentati sensibilmente nelle principali piazze mondiali. Nello specifico, gli Stati Uniti registrano un aumento dei prezzi del +16% per il Mais e del +14,4% per i Semi di Soia, rispetto a Dicembre 2020.
Queste tendenze rialziste accrescono, per gli allevatori, i costi dell’alimentazione zootecnica.
Quali le principali cause di questi
aumenti?
L’offerta di Mais e Soia appare insufficiente a soddisfare la domanda. Rispetto alle previsioni precedenti, a Gennaio USDA ha rivisto in diminuzione gli stock mondiali di Mais e Soia, rispettivamente del -1,8% e del -1,5%. A fine stagione 2020/21, gli stock di questi due prodotti agricoli sono stimati in calo del -6,3% per il Mais e -11,6% per la Soia.
Anche le produzioni mondiali di Mais e Soiasono state riviste in diminuzione rispetto alla previsione di Dicembre, di circa 10 milioni di tonnellate di Mais e 1 milione di tonnellate di Soia. Le principali cause di questa revisione sono la siccità presente in Sud America e i minori raccolti statunitensi.
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Produzioni ed esportazioni mondiali di Mais previste in crescita per la nuova stagione, trainate da Stati Uniti e Brasile. Aumentati i prezzi del Mais in USA, Argentina ed alcuni Paesi UE, inclusa l’Italia.
Michele del Team di CLAL.it e TESEO illustra l’andamento di mercato del Mais nel seguente video
USDA ha recentemente rivisto la Produzione mondiale di Mais per la stagione Settembre 2020 – Agosto 2021 in leggera diminuzione rispetto alla previsione di Ottobre. Se confrontata con l’annata precedente la produzione è comunque stimata in aumento del +2,5%, attestandosi a 1.144,6 Mio Tons.
A guidare l’aumento produttivo sono gli Stati Uniti (+6,5%) e il Brasile (+7,8%). La produzione in Unione Europea, Argentina e Ucraina è invece prevista in diminuzione, a causa di condizioni di siccità.
Positive le previsioni sull’Export
mondiale di Mais, per il quale si attende un aumento dell’8,0% per
la stagione 2020-21. Aumento guidato, ancora una volta, da Stati Uniti (+49,0%)
e Brasile (+14,7%).
L’Unione Europea nel periodo Gennaio – Settembre 2020ha esportato 3.142.400 Ton di Mais, +15,4% rispetto ai primi 9 mesi del 2019. Tuttavia, per la stagione 2020-2021 è prevista una riduzione significativa. Stimato in diminuzione anche l’export di Argentina e Russia.
Continua ad aumentare il prezzo del Mais
negli USA. Il prezzo medio di
Novembre in West Iowa è di 156,8$ per Ton, +5,1% rispetto al mese
precedente.
Anche in Argentina il prezzo del Mais è aumentato sensibilmente, a
partire da giugno, e il prezzo medio di Novembre del Mercado Rosario è 190$
per Ton.
Questo trend si riflette anche sui prezzi
in Olanda, Spagna, Portogallo ed Italia. I prezzi medi attualmente quotati
a Bologna sono: 195€/Ton per il Mais ad uso zootecnico, 199€/Ton
per il Mais ad uso zootecnico con caratteristiche.
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Il costo indicativo dell’alimentazione bovina in Italia evidenzia un leggero aumento nel mese di Luglio. In UE aumentano produzione ed export di Mais nella stagione in corso, mentre diminuisce l’import. In crescita invece l’import di Soia Europeo per il periodo Gennaio-Maggio.
Michele Badolato del Team di CLAL.it e TESEO illustra l’andamento di mercato di Mais e Soia nel seguente video.
Prezzi e alimento simulato
Le quotazioni di Luglio evidenziano che il costo indicativo dell’alimentazione bovina è in leggero rialzo: +0,38% rispetto a Giugno, invertendo il trend dei 2 mesi precedenti.
Il Prezzo del Mais Nazionale, che è driver per la componente energetica della razione, segue un trend in graduale aumento e la media delle quotazioni di Milano in Luglio è 183 €/Ton. Il prezzo della Farina di Soia, driver per la componente proteica della razione, mostra una tendenza negativa, e la media delle quotazioni di Milano in Luglio è 332 €/Ton.
Import – Export UE
La produzione di Mais in UE Settembre 2019 – Agosto 2020 si dovrebbe chiudere con un aumento del 3,6% secondo le stime USDA. Il trend in crescita dovrebbe confermarsi anche nella prossima stagione (+2,5%).
Mais:
Export UE+62% Gennaio – Maggio 2020
Nell’Unione Europea l’aumento produttivo di Mais nella stagione in corso, unito ad un minor utilizzo in campo zootecnico, si è riflesso in una riduzione dell’import (Gennaio-Maggio -32,5%) e un aumento delle esportazioni.
Le esportazioni UE infatti nel periodo Gennaio-Maggio sono aumentate del +62,2% per un totale di2,68 Mio Ton. Le principali destinazioni sono state: Egitto, Turchia ed Iran.
Situazione differente per la Soia, dove a fronte di un calo dell’export europeo per il periodo Gennaio – Maggio, l’import torna ad essere positivo, registrando nel mese di Maggio una variazione del +35%.
L’Italia,importatrice netta di Mais e Soia, nei primi quattro mesi del 2020 ha registrato una diminuzione delle importazioni di questi due prodotti agricoli, rispettivamente -5,4% per il Mais, e -0,7% per la Soia.
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La produzione di Mais a livello mondiale per la stagione 2019-20 è stimata in leggero
aumento rispetto alle precedenti previsioni (1113,02 Mio Tons), ma
in diminuzione rispetto alla stagione precedente (-0,9%).
L’aumento rispetto alle precedenti stime è dovuto ai maggiori raccolti nell’UE e in Bielorussia, che compensano ampiamente la riduzione in
Indonesia e Laos.
La produzione di
Mais USA rimane invariata
rispetto alle stime del mese precedente (-4,5% vs. 2018/2019). Alcuni operatori
sostengono che il Coronavirus non
dovrebbe interrompere le operazioni di semina. L’USDA ha stimato un aumento del 4% della superficie coltivata a mais
negli Stati Uniti per il periodo 2020-21 (settembre-agosto), raggiungendo la
più ampia estensione dopo il 2012-13. Il prezzo del Mais in USA è di $ 3,60 per bushel, in diminuzione di $ 0,20 rispetto alla scorsa
stagione.
Le stime delle produzioni
di Mais inCina, Brasile e Argentina rimangono invariate.
A seguito delle abbondanti precipitazioni di Marzo, il CONAB stima buoni raccolti nell’area di Mato Grosso in Brasile, che rappresenta il 46% circa del secondo raccolto brasiliano. Nelle aree a Sud del Brasile le condizioni climatiche sono più sfavorevoli.
TESEO – Mappa delle rese di Mais
EXPORT MONDIALE di MAIS: in leggero aumento rispetto alle
precedenti previsioni
L’export mondiale di Mais è in leggero aumento rispetto alla previsione di Marzo, ma in
diminuzione rispetto alla stagione precedente.
Il forecast di Aprile stima un incremento nelle esportazioni per UE e Argentina, mentre prevede un leggero calo nelle esportazioni della Russia.
Le previsioni dell’export di Mais da USA e Brasile rimangono invariate rispetto allo scorso forecast, confermando la tendenza negativa (USA -16,5% e Brasile -9,4% vs. precedente stagione).
TESEO – Principali Esportatori di Mais
ETANOLO: Crollo della domanda
Negli Stati Uniti, in seguito al crollo della domanda di benzina si è creato un effetto domino sulla domanda di etanolo, che ha portato ad una minor produzione ed alla chiusura di diversi impianti. Secondo Geoff Cooper, presidente e CEO della RFA (Renewable Fuels Association), l’industria di etanolo potrebbe perdere $10 Miliardi a causa del COVID-19. Alcuni operatori prevedono per il 2020 una diminuzione di produzione di etanolo di 3 miliardi di galloni: un calo di circa 20% rispetto al 2019.
Stati Uniti – Produzione di Etanolo
I Futures del Mais riflettono l’andamento negativo del mercato. I futures CME di Luglio 2020, che il 25 Febbraio si
attestavano attorno a $3,79, hanno chiuso la giornata del 20 Aprile a $3,22.
Produzione di Mais in diminuzione dell’1% a livello mondiale
La produzione di Mais a livello mondiale per la stagione 2019-20
è stimata a 1111,59 Mio Tons, mantenendo invariata le stime di Gennaio.
Complessivamente la produzione è prevista in diminuzione di circa l’1% rispetto
alla stagione precedente.
CLAL.it – Produzione, Consumi e Stock di Mais
Negli Stati Uniti le minori produzioni di Mais previste (-4,5%)
limitano il surplus destinabile alle esportazioni, attese infatti in
significativa diminuzione. Considerando che la produzione di Mais USA
costituisce il 31.3% del totale mondiale, tale trend potrebbe avere un impatto
sui prezzi mondiali.
In Cina, secondo i dati USDA, le produzioni di mais per
la campagna 2019-20 aumenteranno del 1,3% rispetto all’annata precedente,
raggiungendo 26,.77 Mio Tons, quantitativo comunque non sufficiente a
soddisfare i consumi interni.
In Brasile la raccolta di Mais è già stata completata per il
50% circa delle aree coltivate. Gli agricoltori locali attendono l’arrivo di
piogge adeguate che dovrebbero impedire perdite nel raccolto.
In Argentina le buone condizioni climatiche stanno favorendo la
produzione di Mais, stimata a 50 Mio Tons per la stagione attuale, in leggera
diminuzione rispetto all’ottima campagna 2018-19.
In Ucraina, quarto Player mondiale sul mercato del Mais, è prevista una produzione record pari a quella della stagione appena conclusa. L’Ucraina, pur rappresentando solo il 3% della produzione, detiene il 19% del trade mondiale.
Le scorte di mais a livello mondiale secondo i dati USDA,
sono stimate in diminuzione per il
terzo anno consecutivo.
CLAL.it – Rapporto Produzione ed Export Mais
Diminuiscono le esportazioni dei principali player
L’export mondiale di Mais è previsto in diminuzione
rispetto alla stagione
precedente. I principali Paesi esportatori, prevedono un calo nelle
esportazioni, rispettivamente -16,5% per gli Stati Uniti, -14,3% per il Brasile
e -6,9% per l’Argentina.
Il ritardo nel secondoraccolto in Brasile potrebbe
avere ripercussioni anche sull’export
degli Stati Uniti. Le quantità
esportate dagli USA potrebbero superare le stime attuali nel caso in cui
l’offerta dal Brasile non sia sufficiente a soddisfare la domanda dei partner
commerciali, o nel caso in cui l’accordo commerciale USA-Cina comportasse un aumento degli acquisti cinesi.
Gli scambi commerciali con la Cina rimangono
però incerti a causa dei problemi legati al Coronavirus.
CLAL.it – Export di Mais
Incertezza sui mercati, Futures in diminuzione
In Cina, gli sviluppi del Coronavirus stanno generando incertezza non solo nei mercati finanziari, ma anche
in quello delle materie prime. Incertezza che si riflette anche nel mercato dei
Futures, i quali si sono mantenuti stabili tra $3,95 e $4,05 da metà Dicembre
fino allo scoppio del Coronavirus di fine Gennaio. Da quel momento, i futures sui
precedenti raccolti hanno iniziato a ridursi, attestandosi attorno a $3,79
nella giornata di martedì 25 Febbraio per i contratti di luglio 2020.
Futures Mais Luglio 2020 – CME Group
“I
Futures evidenziano contratti chiusi a prezzi inferiori rispetto alle settimane
precedenti. In considerazione della minor produzione prevista a livello
mondiale per la campagna 2019-20 potrebbe verificarsi un effetto “rally” sulle
quotazioni del Mais nei prossimi mesi.”
Venerdì 24 gennaio 2020 ha avuto luogo l’incontro “Carni Suine e Alimenti Zootecnici – prospettive di mercato”, il primo incontro di TESEO dedicato al settore suinicolo, oltre che lattiero-caseario.
L’incontro, organizzato da TESEO con la collaborazione di Agriform, ha dato vita ad una mattinata di dialogo, dove si sono confrontate posizioni diverse, ma tese all’incontro.
Le presentazioni dei relatori sono state seguite da un dibattito che ha coinvolto tutta la filiera: Agricoltori e Suinicoltori, le Imprese di Trasformazione e la Grande Distribuzione.
Hanno tirato le somme della mattinata Vito Martielli e Matz Beuchel di Rabobank, che dopo il dibattito hanno delineato alcuni tratti di una strategia globale per il settore delle carni.
Molti spunti per un fruttuoso dialogo, dunque, che è continuato durante il gustoso buffet offerto da Agriform, che per il 3° anno consecutivo ha ospitato l’evento di Gennaio di CLAL – TESEO.
Con questa news vengono condivise le presentazioni dei relatori, scaricabili in formato PDF, e le fotografie dell’evento.
Marika – TESEOMarcello Veronesi – Presidente di Assalzoo
La produzione
mondiale di Mais per la stagione 2019-20, iniziata il 1° Settembre, è
stimata a 1108,62 Mio Tons, in leggero aumento rispetto alle stime di
Novembre (+0,6%).
La produzione è
comunque prevista in diminuzione dell’1,4% rispetto alla stagione
scorsa.
I due principali
produttori mondiali di Mais hanno tendenze opposte: si prevedono minori
raccolti negli Stati Uniti (-5,3%), parzialmente compensati dalla
Cina, dove migliori rese dei terreni e l’aumento delle aree coltivate
rafforzano le stime della produzione (+1,3%).
La produzione in Brasile è prevista stabile per la
stagione 2019-2020, mentre la produzione dell’Unione Europea è attesa in
leggero aumento (+0,5%).
Negli Stati Uniti
si prevede un’importante crescita nella produzione di etanolo per i mesi
di Novembre e Dicembre.
Export Mondiale
L’export
mondiale di Mais per la stagione 2019-20 è atteso a 166,51 Mio Tons, -7,6%
rispetto alla stagione 2018-19, in leggero calo rispetto alle previsioni
del mese scorso.
È prevista una riduzione delle esportazioni per tutti i principali Player
mondiali (Stati Uniti, Brasile, Argentina e Ucraina), con una variazione
complessiva del -8,3%.
Import Mondiale
L’Unione Europea, principale importatore di Mais, dovrebbe ridurre gli acquisti (-16,7%). Prosegue invece il trend crescente delle importazioni di Messico (+4,8%) e Vietnam (+12,7%), che ora si posiziona al quarto posto tra gli importatori mondiali. Si attende un aumento dell’import mondiale di Mais (+2,9%) per la stagione 2019-20.
Import
dell’Italia
L’Italia nel periodo Gennaio-Settembre 2019 ha registrato un aumento complessivo del 11,4% nelle importazioni di Mais. In crescita le importazioni italiane da Ungheria, Slovenia, Romania e Croazia, che complessivamente registrano un +43,8%; l’Ucraina invece ha ridotto le esportazioni verso l’Italia.
La produzione mondiale di Mais per la stagione 2019-20, iniziata il 1° Settembre, è stimata al livello di 1104,01 Mio Tons, in diminuzione rispetto alle previsioni recenti.
La produzione è prevista in diminuzione dell’1,7% rispetto alla stagione scorsa, riflettendo minori raccolti negli Stati Uniti (-4,4%), per una diminuzione delle aree coltivate, ed in Cina (-1,3%), i principali Produttori mondiali. Per il Brasile si stima un raccolto stabile, mentre per l’UE-28 un lieve aumento (+0,9%).
Per gli Stati Uniti si prevede anche un minor utilizzo nella produzione di etanolo.
Export mondiale
L’export mondiale di Mais per la stagione 2019-20 è atteso a 169,9 Mio Tons (-6,3% rispetto alla stagione 2018-19). Si stima una diminuzione dell’export per i 4 principali Player (Stati Uniti, Brasile, Argentina e Ucraina) , che rappresentano una quota dell’87%.
Import mondiale
L’Unione Europea, principale importatore di Mais, nella nuova stagione 2019-20 dovrebbe ridurre gli acquisti (-15,3%). Prosegue invece il trend crescente delle importazioni del Messico (+4,8%).
Import dell’Italia
I dati dei primi 7 mesi del 2019 relativi all’import dell’Italia di Mais registrano un aumento complessivo del +9,5% ed evidenziano acquisti in forte crescita da Ungheria (+13,9%) e Slovenia (+273,4%), che più che compensano una diminuzione dei volumi importati dall’Ucraina (-13,6%).
La produzione mondiale di Mais per la stagione 2019-20, che inizierà il 1° Settembre 2019, è stimata al livello di 1108,24 Mio Tons, scostandosi dal livello record anticipato a Maggio. La produzione è prevista in diminuzione dell’1,3% rispetto alla stagione precedente, riflettendo minori raccolti negli Stati Uniti ed in Cina, i principali Produttori mondiali.
Si prevede una produzione record per l’Ucraina, pari a 36,5 Mio Tons, che riflette un aumento delle aree coltivate e delle rese rese.
Anche la produzione europea di Mais è stimata in crescita (64,8 Mio Tons): in Romania, Ungheria e Bulgaria si sta producendo più Mais del previsto.
Export mondiale
Nella stagione 2018-19, l’export mondiale di Mais è in forte aumento: +18,5%, secondo le stime al 31 Agosto 2019, in considerazione di crescite significative per Brasile, Argentina ed Ucraina. Per la nuova stagione si prevede una diminuzione complessiva del -3,6%. Solo l’Ucraina dovrebbe aumentare ancora l’export.
Gli aggiornamenti mensili relativi al primo semestre del 2019 segnalano per gli Stati Uniti un export pari a 26,4 Mio Tons, -28,5% rispetto a Gen-Giu 2018. Nella stagione 2019-20 gli Stati Uniti dovrebbero risentire della competitività di Argentina, Brasile e Ucraina, e ridurre ulteriormente l’export (-2,4%).
Import mondiale
L’Unione Europea, principale importatore di Mais, nella nuova stagione 2019-20 dovrebbe ridurre gli acquisti (-10,6%). Prosegue invece il trend crescente delle importazioni del Messico (+8,8%).
Import dell’Italia
I dati dei primi 5 mesi del 2019 relativi all’import dell’Italia di Mais registrano un aumento complessivo del +4,4% ed evidenziano acquisti in forte crescita da Croazia (+194,3%) e Slovenia (+236,1%), che più che compensano una diminuzione dei volumi importati da Ucraina e Romania.
La produzione mondiale di Mais per la stagione 2019-20, che inizierà il 1° Settembre 2019, è stimata al livello record di 1133,78 Mio Tons, in crescita dell’1,3% rispetto alla stagione attuale 2018-19. Con una diminuzione degli stock iniziali ed un aumento dell’utilizzo, gli stock finali sono stimati a 314,71 Mio Tons (-3,4%).
Le previsioni di produzione di Mais nei principali Paesi stimano maggiori raccolti negli Stati Uniti, in Brasile e nell’UE-28, rispettivamente primo, terzo e quarto Paese Produttore. La produzione di Mais in Cina invece è prevista in frenata (1,3%).
Export mondiale
Nella stagione 2018-19, l’export mondiale di Mais è in forte aumento: +14,5%, secondo le stime al 31 Agosto 2019, in considerazione di crescite significative per Brasile, Argentina ed Ucraina. Per la nuova stagione si prevede una stabilità (+0,8%). Le esportazioni statunitensi sono attese in diminuzione per effetto della concorrenza di Brasile ed Argentina.
Import mondiale
Le maggiori esportazioni sono orientate principalmente in Messico, Corea del Sud, Vietnam ed Iran. L’Unione Europea, principale importatore di Mais, nella nuova stagione 2019-20 dovrebbe ridurre gli acquisti (-14,9%).
Import dell’Italia
I dati del primo bimestre del 2019 relativi all’import dell’Italia di Mais registrano un aumento complessivo del +4,6% ed evidenziano acquisti in forte crescita da Croazia, Slovenia e Ungheria, che più che compensano una diminuzione dei volumi importati da Ucraina e Romania.