Un mercato tranquillo… finché non arrivano i dazi: cosa sta cambiando? [Il Commento di Giada Roi, Terremerse]
1 Dicembre 2025

Di: Marika De Vincenzi

“Per il mondo degli elaborati di carne gli ultimi due mesi sono stati interessanti per le vendite collegate alle iniziative promozionali, dal momento che in questa fase il consumatore ha meno disponibilità economica. Al di fuori della promozione, invece, l’andamento dei consumi degli ultimi due mesi è stato piuttosto calmo”.

Lo spiega Giada Roi, Responsabile Acquisti della business unit Carni di Terremerse e key account manager Gdo Italia, che per le prossime settimane prevede “un rialzo dei prezzi a ridosso delle festività natalizie, anche se su valori ben lontani rispetto a quello a cui eravamo abituati negli anni scorsi”.

Le prospettive di mercato, nel complesso, “dovrebbero essere tendenzialmente ribassiste, salvo appunto una parentesi collegata al Natale, per un fattore che ad oggi preoccupa: i dazi applicati dalla Cina alle carni suine UE, elemento che sta oggettivamente appesantendo il mercato interno”.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

Carne suina: cosa aspettarsi nei prossimi mesi?
24 Novembre 2025

Di: Marika De Vincenzi

Il mercato globale della carne suina sta vivendo una fase di forte cambiamento, con effetti già visibili in Europa e in Italia. 

La produzione europea è cresciuta nel 2025 (+3% fra gennaio e agosto in termini di suini macellati in peso), trainata da Spagna e Polonia, e fino all’estate gran parte dell’offerta ha trovato sbocco nelle esportazioni verso la Cina.

Lo scenario è però cambiato: dallo scorso 10 settembre Pechino ha imposto dazi provvisori fino al 62,4% sulle importazioni europee, rendendo l’export meno competitivo e aumentando l’offerta interna, con conseguente pressione sui prezzi

Anche in Italia i valori del suino da macello restano compressi e la situazione potrebbe rimanere complessa nei prossimi mesi. La tendenza è ribassista.

A livello internazionale, la Cina ha ordinato una riduzione di circa 1 milione di scrofe (circa il 2,5% del patrimonio attuale) entro l’inizio del 2026. Secondo Rabobank, questa misura potrebbe ridurre la produzione suina cinese del 3‑5% il prossimo anno, con possibili effetti rialzisti sulla domanda di importazioni nel medio periodo.
Il Brasile continua a crescere nella produzione e nelle esportazioni (+14,4% da gennaio ad ottobre 2025), consolidando la propria posizione sui mercati internazionali e beneficiando di un contesto globale in cui l’Europa sta affrontando incognite globali e pressioni sui prezzi.
Il Nord America resta prudente: mandrie ferme o in lieve calo, costi elevati e minor slancio nell’export.

Per l’Italia la situazione resta delicata: i prezzi potrebbero rimanere sotto pressione finché l’offerta europea non si riequilibrerà. La riduzione del patrimonio suino cinese potrebbe aprire opportunità nel 2026, a patto che l’Europa resti competitiva e mantenga relazioni stabili con i principali mercati esteri e che l’Italia riesca a ritagliarsi uno spazio sulla rotta verso Pechino, magari sfruttando tanto le opportunità legata alla carne fresca e alle frattaglie quanto le produzioni a più alto valore aggiunto come la salumeria DOP e IGP.

Le dinamiche globali confermano che la competitività dipende non solo dai costi, ma anche da standard elevati, biosicurezza, sostenibilità, capacità di differenziare i prodotti e di saperli valorizzare. Il Made in Italy è visto nel mondo come un brand di lusso anche nel food. 

TESEO.clal.it – Dashboard Suini

Benessere animale: una scelta etica che i mercati premieranno sempre più [Il Commento di Marco Bompieri]
17 Novembre 2025

Eliminare le gabbie di gestazione e per il parto? 
Per Marco Bompieri è molto più che una scelta di business, è una scelta etica, adottata nel 2024, che oggi ha portato uno dei principali produttori italiani del settore a eliminare l’85% delle gabbie di gestazione e il 53% di quelle per il parto. 

L’obiettivo finale è la completa eliminazione delle gabbie entro il 31 dicembre 2026.

“Stiamo facendo un lavoro impegnativo, che non riguarda solamente la riorganizzazione degli spazi per migliorare il benessere animale, ma che richiede anche uno specifico addestramento del personale e una formazione particolarmente accurata”, spiega Bompieri, che ha lanciato nei giorni scorsi il sito aggiornato (www.bompieri.it).

Nella missione sono affiancati anche da alcune Ong attente all’etica in allevamento e al benessere animale e per Marco Bompieri “si tratta da parte nostra di una scelta prima di tutto di carattere personale e, in secondo luogo, anche imprenditoriale”.

La direzione, in futuro, sarà inevitabilmente quella. “Ad oggi la scelta aziendale non ha ancora uno specifico riconoscimento economico, ma solamente un piccolo premio, che però non giustifica di per sé la portata dell’investimento – osserva Bompieri -. Certo, in alcuni mercati si tratta di un requisito essenziale per poter accedere, come ad esempio nel Regno Unito e sono convinto che in futuro sempre più mercati presteranno attenzione alla questione etica e di benessere animale”.
In proiezione, una rivoluzione dell’allevamento in tale direzione potrebbe anche rappresentare una corsia preferenziale in caso di eccesso di offerta. 

Quanto alle proiezioni di mercato, per Marco Bompieri “nel 2026 dovremmo registrare una crescita del numero di maiali allevati in Italia, ma la pressione maggiore sui listini potrebbe arrivare dall’estero; già oggi le importazioni di suini vivi per la macellazione e di carni suine stanno indirizzando verso un rallentamento dei listini”.

TESEO.clal.it – Dashboard Suini

Suinicoltura mondiale: prospettive 2026
10 Novembre 2025

Di: Marika De Vincenzi

Mentre la sfida per la filiera suinicola spagnola è quella di introdurre l’Intelligenza Artificiale per elaborare dati e migliorare ancora di più efficienza, produttività e sostenibilità, il 2026 secondo gli analisti di Rabobank si dipanerà all’insegna di prospettive caute.

Il taglio di un milione di scrofe in Cina e la crescita globale limitata del patrimonio di scrofe provoca inevitabilmente incertezza lungo la catena di approvvigionamento. 

A livello di scambi internazionali, secondo Rabobank il commercio globale di carne suina ha registrato un aumento del 3% su base annua fino a giugno, con previsioni di chiusura del 2025 ai livelli precedenti o leggermente superiori. Il Brasile si distingue come uno dei principali beneficiari, pronto ad espandere la propria quota di mercato dal 12% al 15% del volume totale di carne suina globale entro il 2025.

Proprio il Brasile sta diventando un player di primo piano nel settore, con quantitativi di carne suina che sono passati da 3,7 milioni di tonnellate nel 2016 a 4,6 milioni stimati nel 2025.

Pesano gli aspetti sanitari, con Peste Suina Africana, febbre aftosa e la sindrome riproduttiva e respiratoria suina che preoccupano anche per il 2026, anche se le prospettive dovrebbero rivelarsi più stabili rispetto all’anno in corso.

Più che un rafforzamento della mandria sul piano numerico, il settore a livello globale sembra invece più rivolto a dare priorità al miglioramento della produttività, alla salute della mandria e all’ottimizzazione del peso delle carcasse per controbilanciare la crescita limitata della mandria.

Sul fronte dei mercati internazionali, i prezzi della carne suina dovrebbero mantenersi elevati, seppure con qualche fluttuazione, dal momento che la richiesta mondiale sopravanza l’offerta in molte aree del globo. Aspetti che hanno visto in questi mesi flettere gli stock di carne suina, in particolare in UE e Nord America, rimbalzando i listini verso l’alto.

Il consumo di carne di maiale dovrebbe mantenersi sostenuto anche per la prima fase del 2026, complici limitate forniture globali di carne bovina e di pollo. La pressione inflazionistica, però, potrebbe pesare sui tagli premium e sulle esportazioni globali. 
A livello di scambi internazionali, la Cina e il Sud-Est Asiatico potranno influire sulle dinamiche di prezzo, rappresentando una delle aree di importazione più rappresentative su scala mondiale.

TESEO.clal.it – Dashboard Suini

La qualità premia: i Prosciutti DOP continuano a conquistare i consumatori
3 Novembre 2025

Di: Marika De Vincenzi

I prezzi dei Prosciutti DOP non spaventano i consumatori, a conferma del fatto che la qualità, quando è distintamente riconosciuta e percepita, premia. 

Secondo gli ultimi dati Clal su rilevazioni Circana, a settembre i consumi di Prosciutti DOP nel Retail sono cresciuti del 3,4%, rispetto a settembre 2024, per i prodotti a peso imposto. Significa che il gradimento del prodotto unito al servizio (e alla possibilità di consumarlo non immediatamente nelle ore successive all’acquisto) si mantiene elevato. In crescita anche le vendite a peso variabile (+2,8%).

A sostenere la crescita delle vendite contribuisce anche un aumento dei prezzi più contenuto per i Prosciutti DOP rispetto ai non DOP. E quando la forbice fra i costi di acquisto si restringe, il consumatore mostra generalmente comportamenti piuttosto lineari, orientandosi verso una maggiore qualità percepita e, dunque, verso le Indicazioni Geografiche.

Nei primi nove mesi del 2025 le sigillature del Prosciutto di Parma DOP mostrano una ripresa del 3,5% rispetto allo stesso periodo del 2024, dopo la sensibile contrazione dell’anno precedente (-9,1%).
Secondo il Payout TESEO–CLAL, che simula il costo di produzione del Prosciutto di Parma DOP con osso partendo dal prezzo della coscia fresca di 16 mesi prima, nei prossimi mesi il costo potrebbe oscillare tra 9,95 e 11,36 €/kg, per attestarsi intorno ai 10,60 €/kg a febbraio 2027.
Un segnale di graduale riequilibrio della filiera.

Rilanciare il suino italiano partendo dal consumatore [Il Commento di Lorenzo Levoni]
27 Ottobre 2025

Lorenzo Levoni
Modena – ITALIA

Lorenzo Levoni – Amministratore Delegato Alcar Uno

Analizziamo i problemi della filiera partendo dall’ultimo anello: il Consumatore
Per Lorenzo Levoni, amministratore delegato dell’azienda modenese Alcar Uno, “bisogna convincerlo a comprare carne suina e salumi, spiegando che siamo di fronte a proteine nobili che sono accessibili sul piano dei costi, di qualità”. 
E bisogna farlo parlando “ai giovani” e fare un’operazione di rilancio “come avvenne vent’anni fa con il pollo e gli avicoli”.

I dati di mercato pubblicati su Teseo dicono che dalla fine di settembre si sta verificando una discesa dei prezzi: la coscia è tornata sotto i 6 €/kg, mentre i suini da macello per il circuito tutelato hanno imboccato una flessione. 

“Anche i consumi sono in rallentamento, in parte senza una ragione – commenta Levoni -. Storicamente il periodo da settembre e metà novembre segnava un rallentamento delle produzioni. A livello europeo, la produzione suinicola è statica, ma si colloca su quantità decisamente inferiori rispetto a qualche anno fa. 
Eppure, i consumi diminuiscono”.

Levoni ha ben presente i trend dei mercati europei. “Dall’inizio dell’estate in Germania stiamo assistendo a un calo dei prezzi dei suini – riporta -. Consumi in frenata hanno provocato maggior offerta sul mercato, con i valori di coppe, spalle, lombata, carne fresca che sono scesi, innescando una pressione anche in Italia. 
Unico taglio a reggere è stata la pancetta”.

Le previsioni per le prossime settimane, secondo Levoni, sono tutt’altro che confortanti. “Non si intravede un aumento dei prezzi. Anzi, si pensa che le quotazioni europee dei suini possano calare ancora, da qui a fine anno, nell’ordine dei 5-10 centesimi, con una timida ripresa in novembre in preparazione al Natale. 
E anche in Italia assisteremo a un trend ribassista, probabilmente fino a tutto gennaio. Certo non con ribassi costanti di 4 centesimi al chilogrammo a seduta, ma la tendenza sarà verso il deprezzamento sensibile”.

Anche la coscia, secondo Levoni, registrerà ulteriori cali in CUN, “ma questo darà l’occasione all’anello che maggiormente ha sofferto in questi lunghi mesi di riprendersi, dal momento che i pezzi inviati a stagionare tanto nel Prosciutto di Parma che nel San Daniele si collocano al di sotto dei numeri previsti dalla programmazione produttiva. 
Spiragli positivi a partire dal 2026-27”.

Invertire la rotta per ridare valore aggiunto al settore non è però impossibile. 
“All’evento di Teseo a Casalecchio di Reno abbiamo visto un allevatore evoluto, attento alle produzioni, alla qualità, al benessere animale, alla sostenibilità. Sarà la strada da percorrere, unitamente a campagne di comunicazione mirate a rilanciare i consumi, educando i consumatori, in particolare i giovani”.

TESEO.clal.it – Dashboard Suini

Com’è cambiato il ciclo delle macellazioni suine in Europa dal 2019?
20 Ottobre 2025

Di: Marika De Vincenzi

Dal 2019 (punto di partenza indicato a 0), la SPAGNA è l’unico Paese fra i principali produttori dell’UE-27 ad aver incrementato le macellazioni di suini. Il grafico utilizza l’anno mobile in quanto permette di ridurre l’effetto stagionalità ed evidenziare più chiaramente l’evoluzione del mercato.

Questi, in sintesi, i trend delle macellazioni in Europa:

  • 2019: aumentano i prezzi europei grazie alla forte domanda di Pechino. La Cina è nella fase critica legata al depopolamento dovuto alla Peste Suina Africana ed ha  bisogno di forniture di carne suina per i consumi interni e per mantenere elevati gli stock.
  • Metà 2020 – metà 2021: aumento delle macellazioni in Spagna, Olanda e Danimarca per effetto della maggior domanda cinese. A mano a mano che la produzione cinese aumenta e le esportazioni dall’Europa rallentano, diminuiscono i prezzi. L’eccesso di offerta generato dagli allevatori che avevano aumentato la produzione durante la fase di prezzi elevati, unito alla contrazione dei consumi dovuta al COVID, trascina i listini verso il basso.
  • 2022 – fine 2023: calano le macellazioni, anche per effetto dell’aumento dei costi di materie prime ed energia dovuto alla guerra in Ucraina. La minore disponibilità di animali (connessa anche a questioni sanitari, dalla Prrs alla PSA) infiamma i listini.
  • Dal 2024: leggera ripresa della produzione e delle macellazioni in tutti i Paesi, Italia inclusa, ad eccezione dell’Olanda, molto probabilmente condizionata da vincoli ambientali e normative sul benessere animale: molte aziende hanno ridotto il numero di capi o hanno chiuso per rispettare i limiti sulle emissioni di azoto e ammoniaca. 

I prezzi però sono in calo per effetto della domanda cinese che resta debole, della ripresa produttiva nell’UE e della maggiore competitività dei prezzi di USA e Brasile, con conseguente perdita di quote di mercato per l’Europa.

TESEO.clal.it – Dashboard Suini

Filippine: importazioni di carne suina in forte crescita, il Brasile guadagna terreno sull’UE
13 Ottobre 2025

Di: Marika De Vincenzi

Le Filippine continuano ad aumentare le importazioni di carne suina a ritmi sostenuti: da gennaio a luglio 2025 il Paese ha acquistato 508.666 tonnellate, con un incremento del 26% rispetto allo stesso periodo del 2024. 

Il Brasile si conferma come fornitore emergente, coprendo il 36% delle forniture con 184.100 tonnellate, più che raddoppiate rispetto all’anno precedente (+106,5% tendenziale fra gennaio e luglio 2025), grazie a prezzi particolarmente competitivi. 

L’Unione Europea, pur mantenendo la leadership come principale esportatore verso Manila, registra una crescita più contenuta, pari al 12,3%, con 221.200 tonnellate rispetto alle 197.100 del 2024.

Dietro questa dinamica ci sono diversi fattori: il Brasile ha ottenuto nel 2024 il “System Accreditation”, che permette ai suoi stabilimenti di esportare carne più liberamente verso le Filippine, mentre il Governo filippino ha ridotto i dazi sulle importazioni di suino per contenere i prezzi, fissando al 15% le quote agevolate e al 25% le quantità superiori, con queste tariffe valide fino al 2028. A fare da sfondo a questa crescita vi è una domanda interna molto robusta, dato che il suino è una delle carni più consumate nel Paese, mentre la produzione locale fatica a tenere il passo per la presenza della Peste Suina Africana, che – seppure in remissione – limita il numero di animali disponibili.

Le stime indicano che nel 2026 gli acquisti esteri di carne suina potrebbero raggiungere le 750.000 tonnellate, con un aumento del 7% rispetto al 2025, mentre la produzione locale dovrebbe riprendersi solo in modo moderato, attestandosi intorno a 980.000 tonnellate grazie a campagne vaccinali, miglioramenti genetici e rafforzamento della biosicurezza. 

Per l’Unione Europea la sfida resta complessa: con costi di produzione e logistica più elevati e standard sanitari stringenti, il rischio non è tanto legato al segmento premium, ma è quello di perdere terreno sugli approvvigionamenti generici. Rimangono le opportunità nel valorizzare la qualità, la differenziazione e la stabilità dei rapporti commerciali con gli operatori locali.

TESEO.clal.it – Dashboard Suini

I consumatori italiani premiano carne fresca e salumi di alta qualità
6 Ottobre 2025

Di: Marika De Vincenzi

Ad agosto 2025 i consumi retail mostrano alcune dinamiche interessanti tra carni fresche e salumi.

La carne fresca continua a guidare il mercato: i volumi totali aumentano, con la carne suina in crescita del 10,3% e la carne bovina in aumento più contenuto. Spicca la carne avicunicola, che registra un +4,8% nei volumi totali: il suo prezzo relativamente più accessibile e la versatilità in cucina la rendono una scelta sempre più diffusa tra i consumatori italiani. 

Agosto, con vacanze e grigliate all’aperto, favorisce prodotti freschi, pratici e facilmente cucinabili, spingendo la domanda di carne fresca rispetto ai salumi.

I salumi evidenziano un andamento misto: il salame cresce (+1,2% a volume, con prezzi medi in aumento dell’1,8%), mentre prosciutto cotto, prosciutto crudo e mortadella registrano un leggero calo nei volumi, pur con prezzi medi in crescita. Questo trend è tipico del periodo estivo, quando i consumatori prediligono piatti freschi, veloci e ideali per grigliate e pasti all’aperto.

Guardando il trend da inizio anno, sia il prosciutto cotto (+1,1% a volume) sia il prosciutto crudo DOP (+2,8%) continuano a registrare una crescita costante. 

Se estendiamo l’osservazione ai consumi retail a volume da dicembre 2019 (assunto come Punto 0) ad agosto 2025, i consumi premiano il prosciutto crudo DOP (+12%), mentre il prosciutto crudo non DOP perde quasi diametralmente terreno (-10,2%).

TESEO.clal.it – Dashboard suini

Rilancio della filiera suinicola: la chiave è il dialogo costruttivo
29 Settembre 2025

Alcuni numeri per inquadrare il settore: l’80% dei suini è destinato al circuito DOP, il 48% degli allevamenti si trova in Lombardia, il 48% delle carni suine è Made in Italy. Il pilastro del settore resta la coscia per prosciutti DOP (pari al 13% delle carni italiane e al 6% del totale delle carni suine presenti in Italia).

In tre anni il numero di suini macellati in Italia è diminuito di 1,1 milioni, con un calo dei suini destinati alle DOP pari a 1,3 milioni.

In 10 anni, fra il 2014 e il 2024, l’Italia ha visto diminuire il numero di maiali allevati (-785.000) e il numero di allevamenti (-7.000).

Sono calati anche i macelli sul territorio nazionale (-10% sul 2022) e le imprese di trasformazione di suina (-3%).

A fronte di una contrazione nel periodo 2020-2024 dei consumi di carne rossa e rosa in volume (-6,4%) e di una sempre maggiore attenzione del consumatore verso benessere animale, qualità, salubrità del prodotto e attenzione alla spesa, diventa fondamentale innovare le strutture in allevamento, costruire lungo la catena di approvvigionamento progetti di prodotto sia per il settore delle carni che per i salumi e puntare su uno storytelling efficace. È altresì necessario rafforzare l’export della grande salumeria italiana.

In questa logica, i dati, che Teseo è in grado di fornire, diventano fondamentali per informare in tempo reale e dare supporto a tutti i player della filiera suinicola. 

Un rilancio del comparto suinicolo nel suo complesso e una maggiore armonizzazione della catena del valore è possibile, purché vi sia alla base un dialogo costruttivo fra i diversi attori.

Sono queste alcune delle indicazioni emerse nel corso dell’incontro organizzato da Clal nella sede di Coop Italia con i protagonisti del settore suinicolo per la presentazione della Carta di Teseo.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi