
È all’insegna di un cauto ottimismo la previsione che Alberto Cavagnini, allevatore di Milzano (Brescia), fa dell’andamento del comparto suinicolo per i prossimi mesi.
“Siamo di fronte a prospettive positive – ammette – perché in questa fase ci sono pochi suini a disposizione, anche per una contingenza climatica che da circa tre settimane sta rallentando la crescita degli animali, e in questa fase non si riesce a colmare la domanda”.
Uno scenario che non coinvolge solamente l’Italia, ma tutta Europa, “con la conseguenza che non si prevedono bruschi cali di prezzo, ma anzi una sostanziale stabilità e una probabile spinta rialzista”.
Ad impensierire potrebbe essere l’andamento delle materie prime.
“Se da un lato il prezzo della soia è vantaggioso per l’indebolimento strategico del dollaro – osserva Cavagnini, imprenditore pluri-premiato negli ultimi anni per gli aspetti di innovazione e benessere animale introdotti in azienda -, dall’altro stiamo vivendo con un po’ di apprensione la fiammata di apprezzamento dei cereali a paglia, legato a raccolti al di sotto delle attese.
Per chi acquista quotidianamente sui mercati internazionali le tensioni sui listini possono essere impattanti e credo che per poter contare su un’inversione delle mercuriali bisognerà attendere i prossimi carichi lungo le rotte del Mar Nero, fra un paio di mesi”.
L’Allevatore in questa fase, riconosce Cavagnini, “si trova in una posizione di leggero vantaggio, tenuto conto che, nel contesto più ampio della catena di approvvigionamento, il mercato della carne non sembra essere così performante”.
































































