ISTANTANEA: semine e raccolti chiave
17 Marzo 2026

Di: Elisa Donegatti

Istantanea disponibile nel menù Mercato Agricolo di Teseo

Nelle ultime settimane i prezzi delle principali materie prime per mangimi, tra cui Mais, Frumento e Farine Proteiche, hanno registrato un rialzo dopo mesi di relativa stabilità. Il mercato globale resta equilibrato, ma sensibile a fattori geopolitici e all’andamento dei raccolti in Brasile e Argentina, sarà cruciale per la disponibilità globale. 

La guerra tra Russia e Ucraina e le tensioni in Medio Oriente continuano a influenzare i mercati, ponendo attenzione sui flussi nel Mar Nero, strategici per l’export di Mais e Frumento, dove anche piccoli cambiamenti nei prezzi o nelle spedizioni del Frumento russo possono riflettersi rapidamente sui mercati internazionali. Allo stesso tempo, le tensioni nello Stretto di Hormuz incidono sui costi energetici e, indirettamente, sui mercati agricoli. In Brasile, l’aumento dei prezzi del carburante incide sui costi di raccolta e semina, aggiungendo un ulteriore elemento di attenzione.

Le principali commodity restano reattive ai segnali internazionali. Il Frumento beneficia del meteo secco nella regione meridionale degli USA e delle vendite verso il Messico, ma i rialzi sono limitati dalle abbondanti esportazioni russe e dalle scorte europee. Globalmente il Mais trova sostegno in un export stabile e nell’aumento dei prezzi di petrolio ed etanolo. La Soia e la Farina di Soia mostrano maggiore variabilità: il rallentamento dei negoziati tra Stati Uniti e Cina crea incertezza sulle esportazioni di soia USA e sugli acquisti cinesi, che potrebbero rallentare, influenzando direttamente i prezzi. In questo contesto, anche le intenzioni di semina negli Stati Uniti, che sembrano orientarsi maggiormente verso la Soia rispetto al Mais, contribuiscono a ridefinire gli equilibri del mercato.

In Europa, le temperature miti di fine inverno hanno favorito uno sviluppo precoce delle colture, elemento attentamente monitorato in vista della primavera. 

Nel complesso, il mercato continua a essere influenzato dalle tensioni geopolitiche, dall’andamento delle colture e dalle possibili criticità nei flussi commerciali internazionali, fattori che stanno contribuendo a sostenere i prezzi delle principali materie prime per mangimi.

Previsioni di offerta abbondante per Cereali e Semi Oleosi
15 Gennaio 2026

Di: Elisa Donegatti

Nel complesso, il WASDE di Gennaio conferma le previsioni di un mercato 2025/2026 di Cereali e Semi Oleosi caratterizzato da un’offerta abbondante, vantaggiosa per l’approvvigionamento di mangimi ma sfidante per i redditi agricoli, con prezzi sotto pressione.

Mais: per l’annata 2025/26, la resa dovrebbe guidare la produzione statunitense verso un record di 432 Mio Ton. Aumenta l’utilizzo per il settore mangimistico, mentre cala la destinazione alimentare, sementiera e industriale. Nonostante le esportazioni rimangano elevate, l’offerta record potrebbe portare a un aumento delle scorte finali negli USA. Anche la produzione di Mais in Cina è stimata in crescita (301 Mio Ton): ciò contribuirebbe ad accrescere le scorte mondiali fino ai 291 Mio Ton e a mantenere pressione sui prezzi.

Soia: l’offerta è prevista abbondante, mentre le esportazioni USA risultano frenate dal calo delle vendite verso la Cina e dalla concorrenza di un raccolto record in Brasile (178 Mio Ton). La resa media è attesa stabile e l’aumento delle superfici, insieme a scorte iniziali più elevate, sosterrebbe la crescita delle forniture complessive. La frantumazione aumenta, pur restando vincolata dalla capacità industriale, mentre la maggiore disponibilità di Farina di Soia (60,8 Mio Ton) sosterrà l’offerta per il settore zootecnico. L’uso per biocarburanti è leggermente più contenuto, riflettendo minori volumi destinati alla produzione di olio di soia. A livello globale, la produzione e le scorte mondiali di Soia dovrebbero continuare a crescere, confermando un contesto di abbondanza dell’offerta e di prezzi contenuti.

Frumento: le previsioni sulle scorte finali statunitensi sono state riviste al rialzo (25,2 Mio Ton), sostenute da scorte iniziali elevate e da una domanda interna leggermente più debole, soprattutto per l’uso zootecnico. Produzione ed esportazioni dovrebbero rimanere stabili, mentre a livello globale l’aumento dell’offerta, trainato dagli incrementi produttivi in Russia e Argentina, potrebbe portare le scorte mondiali oltre i 278 Mio Ton, confermando un contesto di ampia disponibilità.

TESEO.Clal.it – Mais: Produzioni Mondiali annuali

Produrre per il domani
22 Agosto 2025

Rispetto al 1940 la quantità di calorie alimentari a disposizione per ogni persona è raddoppiata. Dunque, il miglioramento delle tecniche produttive – meccanizzazione, concimazione, trattamenti, genetica – ha permesso di ottenere una quantità di cibo più che sufficiente per sfamare la popolazione mondiale.
Il problema è che gli alimenti a disposizione della popolazione sono ripartiti malamente, comportando da un lato situazioni di sovrabbondanza e l’insorgere di patologie quali l’obesità, dall’altro il persistere di penurie e carestie.

In ogni caso la sicurezza alimentare è migliore rispetto al passato: escludendo le situazioni di conflitto, la percentuale di popolazione sottoalimentata si è ridotta ed oggi si stima sia pari ad un 10% del totale degli abitanti del pianeta rispetto al 30% nel dopoguerra; le aspettative di vita sono aumentate ed è diminuita la mortalità infantile. Riguardo le quantità alimentari, prendendo a riferimento i cereali si nota come rispetto agli anni ’60 la produzione sia aumentata a parità di superfice coltivata e stia crescendo ad un ritmo maggiore dell’aumento demografico.

Sostenibilità e biodiversità guidano il futuro dell’agroalimentare

Dopo il boom produttivo degli ultimi decenni del secolo scorso determinato anche dalle politiche pubbliche incentivanti, con risvolto di effetti negativi quali eccessi di cibo ed impatti ambientali, l’attenzione si è gradualmente spostata verso sostenibilità e biodiversità. Di conseguenza, aspetti quali la riduzione delle emissioni carboniose, la lotta agli sprechi, l’efficientamento energetico, rientrano a pieno titolo nei fattori produttivi.

Si può dunque affermare che il sistema si stia evolvendo verso la giusta direzione. Il problema però sono i tempi e la convinzione che non debba essere solo una transizione produttiva ma una conversione ecologica.

Prossimi 25 anni cruciali per nutrire dieci miliardi persone

Tutta la filiera dalla terra alla tavola – produttori agricoli, trasformatori, distributori, consumatori – dovrà dunque operare in una visione futura piuttosto che ancorarsi al presente od al recente passato. Il sistema mondiale dovrà produrre abbastanza per nutrire una popolazione che a metà secolo si attesterà sui 10 miliardi di abitanti rispetto agli 8 miliardi attuali, per poi diminuire. Quindi i prossimi 25 anni saranno i più cruciali nella storia dell’agroalimentare e non si potrà fallire.

Occorrerà affrontare e vincere nuove sfide che si chiamano cambiamento climatico, scarsità idrica, energia, riduzione di suolo agricolo, perdita di biodiversità, che dipendono solo in parte da comportamenti umani e che richiedono uno sforzo globale.

Poi ci sono le altre sfide dei conflitti, imputabili invece esclusivamente ai comportamenti umani: possono mettere in crisi tutto e tutti, ma possono essere risolte. Basterebbe volerlo.

Fonte: Food and Agriculture Organization of the United Nations

TESEO.clal.it – La produzione mondiale di Grano aumenta ogni anno

Granaio Italia: Il grano vale meno del sudore di chi lo coltiva [Il Commento di Bartolini, CIA]
20 Maggio 2025

Matteo Bartolini – Vicepresidente nazionale di CIA

“Il grano vale meno del sudore di chi lo coltiva: serve subito un Tavolo di Filiera”. È l’invito di Matteo Bartolini, vicepresidente nazionale di CIA-Agricoltori Italiani e Presidente regionale umbro.

“Il prezzo di mercato del Grano Duro sta scivolando ben al di sotto dei costi reali di produzione, mettendo a rischio la sostenibilità economica delle aziende cerealicole italiane – afferma Bartolini -. È una contraddizione inaccettabile: in un Paese dove la pasta è simbolo identitario e pilastro dell’agroalimentare, chi produce la materia prima viene sistematicamente penalizzato”. 

La situazione, prosegue Bartolini, “è grave e non può essere affrontata con la logica del mercato lasciato a se stesso. Per questo avevamo, già un anno fa, richiesto l’istituzione di un sistema di controllo delle produzioni ‘Granaio Italia’ e nei giorni scorsi abbiamo chiesto con urgenza la convocazione di un Tavolo di Filiera al Masaf.

Serve trasparenza, responsabilità condivisa e una nuova visione del valore agricolo, che non può continuare a essere schiacciato tra dinamiche speculative e logiche di importazione al ribasso”. 

Se non si interviene ora, conclude il vicepresidente di Cia, “il rischio è che a coltivare grano duro in Italia restino solo le memorie storiche. E senza grano, non c’è filiera”.

TESEO.clal.it – Bologna: prezzo del Frumento Duro

Custodire la Biodiversità
19 Marzo 2025

Ci sono dei temi che sovrastano la sete di potere e di dominio. Uno di questi è il mantenimento della sicurezza alimentare, che comporta un prerequisito: la salvaguardia della biodiversità.

La Biodiversità è essenziale per la Sicurezza alimentare del futuro

Esiste un problema sulla terra che tocca tutti e verso il quale nessuno può dirsi al riparo: la diversità delle specie vegetali, e di conseguenza delle sementi impiegate nelle coltivazioni, sta scomparendo ad un ritmo accelerato, il che sta minando la resilienza dei sistemi alimentari. La ragione di questa allarmante dinamica risiede nei cambiamenti ambientali, tecnologici e sociali sempre più rapidi, tra cui gli eventi climatici estremi, i cambiamenti nelle pratiche agricole, la comparsa e la diffusione di nuovi parassiti e malattie. A tutto questo vanno aggiunti i conflitti che stanno avvenendo in molti luoghi del mondo.

Secondo il rapporto della FAO “State of the World’s Biodiversity for Food and Agriculture”, delle 20.000 piante commestibili e delle 6.000 che storicamente sono state utilizzate come fonte di cibo, meno di 200 vengono oggi coltivate e solo nove rappresentano i due terzi della produzione alimentare mondiale.

Per custodire il patrimonio della biodiversità, all’inizio del ‘900 con Vavilov sono sorte le banche del germoplasma. Lo scienziato russo aveva ipotizzato che la coltivazione delle piante avesse avuto origine nelle aree geografiche di maggiore concentrazione delle diversità genetiche. Di conseguenza viaggiò in tutte le parti del mondo per collezionare piante e semi onde aumentare la produzione agricola attraverso le leve della diversità e del miglioramento genetico.  Il suo lavoro permise di studiare l’interferenza dell’ambiente con l’adattamento delle specie botaniche, cioè il rapporto fra genoma e fenotipo, nel meccanismo di trasmissione ereditaria dei caratteri.

Il Global Seed Vault nelle isole Svalbard protegge 1,3 milioni di semi da tutto il mondo

Per garantire la conservazione del patrimonio mondiale di germoplasma, fondamentale per la vita futura, nelle remote isole Svalbard norvegesi, prossime al Polo nord, è stato realizzato il Global seed vault, un deposito che raccoglie i duplicati di semi conservati nelle diverse banche del germoplasma. Vi sono depositati 1,3 milioni di semi provenienti da 123 banche dei semi di 85 Paesi. Gli obiettivi di questa banca mondiale sono diversi: tutelarsi da perdite accidentali di semi, assicurarsi che il proprio patrimonio agricolo sia preservato dalle minacce del cambiamento climatico e dei conflitti, garantire la persistenza delle 21 colture più importanti della terra, quali riso, mais, frumento, patate, mele, manioca, noce di cocco, avere la disponibilità di materiale indispensabile  per il miglioramento genetico.

É un’opera che vede la collaborazione del governo norvegese con istituzioni internazionali, centri di ricerca fondazioni private e che rappresenta la “polizza assicurativa” per l’approvvigionamento alimentare mondiale.

Ci sono beni di rilevanza planetaria che vanno ben oltre gli interessi di potere di dominio perché rappresentano il patrimonio comune dell’umanità da preservare e trasmettere alle generazioni future.

Fonte: Crop Trust

TESEO.clal.it – Mondo: Aree destinate alla coltivazione di Cereali

Sorgo: alternativa interessante per Agricoltori ed Allevamenti
19 Febbraio 2025

Di: Ester Venturelli

Date le condizioni climatiche che rendono sempre più difficoltosa la coltivazione del Mais, molti agricoltori in Italia preferiscono produrre Sorgo. Infatti, nonostante una resa inferiore rispetto al Mais, 5,75 Ton/ettaro rispetto a 10.04 Ton/ettaro stimate nel 2024, il Sorgo presenta diversi vantaggi che lo rendono una coltura conveniente, dati i bassi costi di produzione.

Rispetto al Mais, il Sorgo ha un ridotto fabbisogno idrico e una buona resistenza alla siccità che lo rende particolarmente adatto a zone con scarsità di piogge e terreni difficili da irrigare. Il fabbisogno idrico rispetto al Mais è inferiore del 50% nelle varietà da granella e del 30% nelle varietà da insilato. Inoltre, non richiede molta concimazione e non rischia di sviluppare micotossine. Dal punto di vista nutrizionale, ha un contenuto minore di amido ma maggiore di proteine rispetto al Mais, a cui è comunque molto simile, e con opportuni aggiustamenti può sostituire quest’ultimo nella dieta dei bovini, ma anche dei suini e degli avicoli. 

TESEO.Clal.it – Produzioni e rese di Sorgo in Italia

A livello mondiale, i principali Paesi produttori di Sorgo sono USA, Nigeria e Brasile. Gli Stati Uniti sono anche i maggiori esportatori, seguiti da Australia e Argentina, mentre la Cina è l’acquirente per eccellenza con un import di più di 6 milioni di tonnellate stimate per la stagione corrente. L’Unione Europea è autosufficiente, mentre l’Italia ha visto ridurre la propria autosufficienza al 78,5% e si rifornisce principalmente da Ungheria e Ucraina.

Il mercato del Sorgo è, in volume e in valore, inferiore rispetto a quello del Mais, ed essendo le due commodities sostituibili, il prezzo del Sorgo segue l’andamento del prezzo del Mais. Infatti, nonostante le stime indichino maggiori produzioni di Sorgo nel 2024 rispetto al 2023 in Italia, in UE e a livello mondiale, i prezzi del Sorgo in Italia sono in aumento da alcuni mesi.

TESEO.Clal.it – Confronto dei prezzi del Sorgo, quotazioni di Bologna

Cereali: il mercato UE fa i conti con il contesto mondiale
19 Dicembre 2024

Di: Elisa Donegatti ed Ester Venturelli

TESEO.clal.it – UE: Export mensile di Cereali

La produzione di cereali nell’Unione Europea quest’anno è stata influenzata negativamente dalle condizioni meteorologiche: nel centro-ovest del continente si sono registrate piogge abbondanti, mentre nell’area orientale si è verificata una carenza di precipitazioni. L’eccesso di pioggia ha compromesso anche la qualità del raccolto, con significativi cali nella quantità e nella qualità di frumento tenero e orzo, in particolare in Francia. Questi diminuiti volumi stanno incidendo sull’export comunitario di cereali, che tra agosto e ottobre ha registrato una flessione rispetto agli anni precedenti, anche a causa del blocco delle importazioni di frumento francese da parte dell’Algeria, scaturito da recenti tensioni politiche.

Tuttavia, la spinta al rialzo dei prezzi derivante dalle ridotte produzioni è mitigata dall’offerta mondiale. Per quanto riguarda il Mais, si prevedono raccolti abbondanti in Brasile, il che dovrebbe mantenere stabili i prezzi.

Nel caso del Frumento Tenero, la riduzione della produzione nell’UE e il rallentamento dell’export russo dovrebbero essere bilanciati da un aumento della produzione in Argentina e Australia, mentre la semina dei cereali vernini nell’UE sta procedendo bene. Anche in questo caso, i prezzi sono destinati a rimanere stabili.

Per quanto riguarda l’Orzo, la produzione nell’UE è diminuita in Germania e Francia, rispettivamente primo e secondo produttore, ma complessivamente è aumentata grazie ai buoni raccolti in paesi come Spagna, Danimarca e Polonia. Nonostante ciò, i prezzi dell’orzo continuano a registrare aumenti e non sembra abbiano raggiunto ancora il picco.

TESEO.Clal.it – Frumento: Produzioni mondiali

Cina: cresce la domanda di Cereali
28 Maggio 2024

Di: Elisa Donegatti ed Ester Venturelli

Da Settembre 2023, la Cina è tornata ad accelerare gli acquisti nei mercati dei Cereali (+26,3% tra Gennaio e Aprile 2024). Pur essendo una crescita che coinvolge diversi prodotti, sono tre quelli che spiccano in particolar modo: l’Orzo, il Sorgo e il Frumento Duro. 

Le importazioni di Orzo (non per semina) ammontano a più di 6 milioni di tonnellate. Di questi, il 48% è fornito dall’Australia, la quale ha ricominciato ad esportare Orzo in Cina dopo che quest’ultima ha rimosso le tariffe lo scorso Agosto dopo tre anni di blocco. Gli altri principali fornitori sono Argentina, Canada, Ucraina e Francia. 

Il Sorgo viene acquistato quasi totalmente dagli USA (93%). Le quantità sono in crescita nonostante le produzioni locali siano elevate rispetto alla media storica, sottolineando una ripresa della domanda Cinese. Infatti, il primo quadrimestre 2023 aveva visto un rallentamento degli acquisti di Sorgo che ora stanno tornando ai livelli degli anni precedenti. 

Il Frumento Duro registra un aumento delle quote importate del +78,47% rispetto al primo quadrimestre del 2023, raggiungendo quasi 2,5 milioni di tonnellate. Questo mercato è fornito per la maggior parte da Canada (55%) e Australia (35%). L’aumento della domanda di Grano Duro sarebbe associato a COFCO, azienda alimentare dello stato, che ha iniziato a trasformare la materia prima, anziché acquistare farina e pasta già lavorate.

Per quanto riguarda il settore delle Carni, si mantiene il trend già evidenziato negli ultimi mesi: un rallentamento della domanda di Carne Suine estera e una crescita per le Carni Bovine. Nel primo quadrimestre del 2024, le Carni Suine hanno registrato un calo dei volumi importati del -29,7% riducendo soprattutto la quota delle Carni fresche, refrigerate e congelate. Nello stesso periodo, i volumi importati di Carni Bovine sono aumentati del +22% trainati da una maggiore domanda di Carni congelate, provenienti da tutti i principali Paesi fornitori.

La forza propulsiva dell’Export Brasiliano
15 Maggio 2024

Di: Marika De Vincenzi, Elisa Donegatti ed Ester Venturelli

Nelle ultime due annate agricole, il Brasile ha prodotto quantità elevate di Cereali e Semi Oleosi, soprattutto Mais e Soia. L’abbondanza dei prodotti ha fatto sì che i prezzi Brasiliani rimanessero competitivi rispetto agli USA, principale Paese concorrente, e questo ha incentivato le esportazioni. 

L’export di Cereali, principalmente Mais e Frumento Tenero, è cresciuto del +25% nel 2023. Nel primo quadrimestre del 2024 ha registrato un ridimensionamento del -21,4%, ma si tratta comunque di quantità elevate rispetto allo storico. Tra gli acquirenti, aumentano gli acquisti da parte di Vietnam, Cina, Filippine, Iran ed Egitto. 

L’export di Semi Oleosi, quasi totalmente composto da Soia (prezzo medio unitario nel primo quadrimestre: 438$/Ton) e Farina di Soia (454$/Ton), è aumentato del +25,5%, mentre nel primo quadrimestre la crescita si attesta a +11,7%. Ad acquistare maggiori quantità sono soprattutto la Cina per quanto riguarda la Soia e l’UE per quanto riguarda la Farina di Soia.

La maggiore disponibilità di prodotti agricoli ha ridotto i costi per l’alimentazione zootecnica e, di conseguenza, ha incentivato la produzione di carne Suina e Bovina nel Paese. Le stime USDA indicano, per il 2024, una crescita del +4,2% delle produzioni di Carni Suine e del +2,4% delle produzioni di Carni Bovine, mantenendo per entrambe il trend in aumento che ha caratterizzato gli ultimi anni. Per questo, i prezzi per entrambe le categorie hanno registrato una diminuzione, rendendo il Paese maggiormente competitivo e supportando le esportazioni.

Le esportazioni di Carni Suine sono aumentate complessivamente del 4,3% nel primo quadrimestre del 2024, rispetto allo stesso periodo del 2023. Nonostante la quota destinata alla Cina sia crollata (-36,8%), il calo dei prezzi ha permesso di ampliare e differenziare maggiormente il portfolio degli acquirenti. Ad esempio, le Carni fresche, refrigerate e congelate (79,1% del totale), sono state vendute ad un prezzo medio unitario di 2,26$/Kg e hanno registrato una variazione di +1,73%, nonostante la perdita di quasi un 40% verso la Cina, grazie a maggiori quantità spedite nelle Filippine, in Cile e in Giappone.

L’export di Carni Bovine registra una crescita del 45,7% tra Gennaio e Aprile 2024, rispetto a Gennaio-Aprile 2023. In questo caso, l’aumento è determinato principalmente da maggiori acquisti da parte della Cina di Carni Bovine congelate, vendute dal Brasile ad un prezzo unitario medio di 4,43$/Kg. Le vendite di Carni bovine congelate risultano in forte aumento anche verso gli Emirati Arabi Uniti (+45.362 tonnellate).

Continua il ridimensionamento dei prezzi delle principali materie prime
29 Aprile 2024

Di: Ester Venturelli e Mirco De Vincenzi

Continua il ridimensionamento sulle piazze italiane dei prezzi delle principali materie prime, che, eccetto il Gasolio, sono tutti in rosso rispetto ad un anno fa, pur rimanendo a valori superiori a quelli registrati prima del 2020.

I Cereali, dopo un recupero a fine 2023, hanno ripreso una tendenza in leggero calo dovuta alla buona disponibilità sui mercati mondiali e favorita anche dal prodotto ucraino che entra massicciamente in UE. Ci sono preoccupazioni per la produzione di Mais in Argentina, mentre le condizioni climatiche in Europa, per il momento, sono favorevoli.

Il prezzo della Farina di Soia ha tardato a diminuire rispetto agli altri input, ma da Gennaio si è ridimensionato in modo significativo. Il prezzo della Soia (Camera di Commercio di Bologna) ha recuperato nelle ultime rilevazioni, ma le prospettive di una buona produzione in Argentina e un ritmo di semina più veloce rispetto alla media negli USA creano forze al ribasso in questo mercato.

Per quanto riguarda gli input energetici, il prezzo dell’Energia Elettrica in Europa da Gennaio ha ripreso il trend in diminuzione, nonostante i carburanti siano invece spinti verso l’alto dalle tensioni geopolitiche. Il Gasolio Agricolo e il Petrolio, infatti, registrano valori molto superiori allo storico.

Infine, i Fertilizzanti stanno seguendo un trend in diminuzione, che risulta più accentuato per l’Urea e il Cloruro Potassico, e più lento per il Perfosfato granulare.