Il Commento: Gli ultimi dati sui Consumi dei Prosciutti… [Luca Albertini, GranTerre]
8 Aprile 2024

Luca Albertini – Direttore Commerciale di Salumifici GranTerre

“Gli ultimi dati Nielsen sui Consumi dei Prosciutti, che si fermano all’ultima settimana di Febbraio, indicano un timido segnale di ripresa. È una speranza, anche se dobbiamo essere chiari: in Italia e all’estero quella dei Prosciutti Dop e, in particolare, parliamo del Parma che rappresenta un riferimento in grado di trascinare l’andamento degli altri prosciutti a denominazione di origine, è una famiglia di prodotti in difficoltà a causa dei rincari e dell’inflazione, che inevitabilmente ha rallentato i consumi”.

È Luca Albertini, Direttore Commerciale di Salumifici GranTerre, a spiegare le dinamiche in atto, che frenano gli acquisti. All’orizzonte non pare di intravedere spiragli positivi.
“Il problema nasce all’origine – prosegue Albertini -. Se parliamo di Prosciutto di Parma stiamo collocando un prodotto di cui abbiamo pagato la coscia fresca oltre i 6 euro al chilogrammo e ancora oggi stiamo rimpiazzando le uscite dalla stagionatura con cosce che hanno una quotazione analoga, molto elevata. A queste condizioni dovremmo vendere il prodotto in osso ad almeno 12 euro, mentre sul mercato ci sono quotazioni intorno ai 10 euro”.

Siamo di fronte a cifre che, prima o poi, secondo Albertini, “imporranno un aumento di prezzo alla vendita e, di conseguenza, un ritocco dei listini al consumo”.

I consumi non sono in frenata solamente in Italia. “All’estero alcuni discount hanno eliminato le vendite di pre-affettati, in quanto uscivano dal punto prezzo che si erano imposti come target per i salumi. Temo, dunque, che il dato sui consumi possa peggiorare”. A meno che non si restituisca maggiore potere di acquisto al Consumatore.

Il Commento: Le incognite per il settore sono due [Roberto Pini, Pini Italia]
2 Aprile 2024

Roberto Pini – Amministratore delegato di Pini Italia

“Oggi le incognite per il settore sono due: i consumi e la Peste suina africana (PSA)”. Parola di Roberto Pini, Amministratore delegato di Pini Italia, che traccia un bilancio non proprio entusiasmante di questo abbrivio di anno. “In questo primo trimestre i segnali non sono stati positivi per i Consumi e anche la Pasqua non ha portato a risultati particolarmente brillanti. – dice Pini – Il periodo pre-pasquale ha trascinato solo in parte lombi e costine, ma l’incognita sta tutta nell’evoluzione dei listini dopo le festività”.

In questa fase, in particolare, il mercato non sta remunerando tutti gli anelli con la medesima soddisfazione, anzi. “I tagli da lavorazione, come spalle e, in particolare, pancettoni, dovrebbero aumentare, perché il conto economico del macello non è in equilibrio”.

Un altro elemento di forte preoccupazione per Pini è la PSA. “Non riesco ad avanzare ipotesi, qualora lo scenario peggiorasse ulteriormente. – confessa – Siamo purtroppo solo all’inizio, con la PSA che ha colpito territori indubbiamente importanti, ma non di primo piano come potrebbero essere le province di Brescia, Mantova e Cremona. Se dovessero rinvenire in quel triangolo produttivo la Peste suina africana (PSA), non posso immaginare i riflessi sul mercato e sugli Operatori del settore”.

Un tavolo di filiera, magari coordinato dal Ministero dell’Agricoltura, secondo l’Amministratore delegato del Gruppo Pini “potrebbe in questa fase essere utile per mettere a confronto suggerimenti, idee e politiche di rilancio del settore suinicolo”.

Sul fronte del mercato, valuta Pini, “Ad oggi domanda e offerta dovrebbero essere abbastanza in equilibrio, per cui non mi aspetto significative variazioni. Tuttavia, se i suini dovessero aumentare ancora di prezzo con un incremento significativo, anche il prezzo delle cosce dovrà essere rivisto verso l’alto”.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

Il Commento: Si è creato un oligopolio di genetiche per le DOP [Rudy Milani, Suinicoltore]
25 Marzo 2024

Rudy Milani – Suinicoltore

“È vero che il prezzo del suino da macello oggi è sostenuto (2,108 €/kg all’ultima seduta Cun, ndr), ma l’attuale fase positiva per gli Allevatori compensa un lunghissimo periodo in cui abbiamo lavorato in frangenti di erosione economica anche molto pesante. Inoltre, il prezzo attuale dei maiali non rispecchia correttamente la legge della domanda e dell’offerta, e tutti gli Operatori ne hanno contezza, altrimenti le quotazioni dovrebbero essere di gran lunga più elevate”. 

Rudy Milani, Suinicoltore e responsabile nazionale della Federazione di prodotto dei Suini di Confagricoltura, dosa le parole, ma parte proprio da domanda e offerta per sottolineare l’anomalia in CUN. “La capacità di macellazione italiana oggi è del 20% superiore al numero di suini disponibile e a questa situazione hanno concorso diversi fattori: investimenti dei macelli nel rafforzamento delle catene di macellazione, PRRS negli allevamenti che ha ridotto pesantemente i suini disponibili, un calo della mandria su scala europea. Ciò nonostante il prezzo del suino vivo viene calmierato dalla parte industriale giustificandolo con consumi e livello di prezzi di vendita della carne critici”, ribadisce Milani.

A complicare lo scenario concorre anche una forte contrazione dei Suini destinati alle produzioni DOP e IGP, “derivata, oltre che da fattori sanitari, anche dal nodo della genetica delle DOP, a causa di disciplinari approvati a colpi di maggioranza i cui aspetti critici erano stati evidenziati puntualmente da Confagricoltura, ma che non sono stati presi in considerazione”.

Di fatto, rimarca Rudy Milani, “si è creato un oligopolio di genetiche per le DOP, con il rischio che, se quei soli tre fornitori dovessero disgraziatamente presentare dei problemi, non avremmo alcun approvvigionamento di suini per le Dop. Inoltre, oggi stiamo macellando animali esclusi dal circuito DOP/IGP che fino a ieri erano ammessi, ma quelle cosce fra 13-14 mesi andranno a fare concorrenza ai prosciutti DOP. Una situazione paradossale, di cui gli Allevatori non hanno responsabilità”.

Non ultimo, fra gli elementi di allarme, “la situazione della PSA che sta mostrando giorno dopo giorno la sua drammaticità, unita alle follie animaliste e ambientaliste europee come il taglio della coda e la riduzione delle soglie per l’autorizzazione integrata ambientale, che piovono da Bruxelles sostenute da correnti politiche che non sanno cosa significhi essere Agricoltore. E questi ulteriori aspetti contribuiranno a ridurre ulteriormente il numero dei capi allevati”.
Tutti aspetti che, rimarca Rudy Milani, meritano l’attenzione di tutta la Filiera.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

Il Commento: Squilibrio nella filiera [Aldo Levoni]
18 Marzo 2024

Aldo Levoni – Amministratore Delegato Levoni SpA

Dopo tre rialzi consecutivi, la CUN settimanale del Giovedì dei suini grassi da macello per il circuito tutelato ha registrato un “non quotato”. Le ragioni assai probabili le spiega Aldo Levoni, Amministratore delegato di Levoni Spa, e sono di natura economica.

“La situazione di mercato descrive una situazione di squilibrio all’interno della filiera, che ogni tanto sfocia inevitabilmente in tensione e in tentativi di rallentare le consuete dinamiche di scambio – commenta Levoni -. Stiamo andando verso la Pasqua, i Consumi sono lievemente in ripresa, le macellazioni sono in leggero aumento: dinamiche che spingerebbero logicamente a un lieve rialzo delle quotazioni dei maiali. Allo stesso tempo, l’industria non riesce in questa fase a trasferire sulla Gdo ulteriori aumenti di prezzo e, di conseguenza, fa resistenza per non pagare di più la carne, esattamente così come i macelli cercano di frenare la corsa al rialzo del prezzo dei suini”.

Posizioni legittime che hanno portato al “non quotato”, nonostante la legge di mercato della domanda e offerta orientasse i listini verso un’altra direzione. Nelle prossime settimane, anche per l’avvicinarsi della Pasqua e per una situazione di rialzo da qualche settimana dei listini anche all’estero, “sicuramente si troverà un accordo”.

Levoni definisce “drammatiche” le prospettive per i Prosciutti DOP, in quanto “non si vedono segnali di ripresa delle quotazioni nel passaggio dall’industria alla GDO; inoltre si sta verificando un calo dei consumi, in parte anche aggravato dall’inflazione, di conseguenza la parte industriale che sta collocando il prodotto in perdita”.

Positiva, invece, la nomina dei tre sub-commissari per la Peste Suina. “Benché tardiva, auspichiamo che questa soluzione rappresenti un cambio di passo nell’affrontare quella che per tutta la filiera è l’emergenza numero uno – dichiara Levoni -. Corriamo il rischio di avere ripercussioni negative sull’export e più la Peste Suina Africana avanza tanto maggiori sono i pericoli che potrebbero azzoppare un settore strategico del Made in Italy”.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

Perché i prezzi dei suini da macello aumentano in UE?
15 Marzo 2024

Di: Marika De Vincenzi ed Ester Venturelli

L’autosufficienza UE per le Carni Suine, in base ai dati Eurostat, è stimata in aumento per il 2023 rispetto al 2022. Ciò è dovuto ad una diminuzione dei consumi e dell’export superiore al calo delle produzioni. Nonostante questo, il prezzo dei suini da macello, dopo essere diminuito nel secondo semestre del 2023, ha ripreso un trend in crescita nelle ultime settimane.

Per identificare le cause dietro alla ripresa del prezzo, bisogna guardare ai principali mercati: Germania, Spagna e Italia. Tutti questi Paesi sono caratterizzati, in realtà, da una situazione diversa rispetto al complessivo UE. Infatti, tutti e tre registrano, per il 2023, diminuzioni dell’autosufficienza dovute a consumi domestici che presentano cali inferiori rispetto a quanto sta avvenendo per la produzione. Questa dinamica, quindi, erode ulteriormente la disponibilità, già in calo, di questi Paesi creando spinte rialziste sui prezzi.

Guardando al commercio internazionale, in precedenza l’export di carne UE è stato in diminuzione, probabilmente rallentato da prezzi all’export, non competitivi rispetto agli altri esportatori, che hanno favorito lo spostamento della domanda Cinese verso prodotti provenienti dai Paesi Nord Americani. Tuttavia, a Dicembre 2023, tali prezzi sono crollati, riallineandosi ai valori registrati da Canada e USA

Questo, insieme alla domanda mondiale stimata in crescita, potrebbe stimolare la domanda di Carni Suine dall’UE e, quindi, la produzione domestica e sostenere i prezzi dei Suini da macello.

Il Commento: Dobbiamo collaborare e pensare in grande [Giulio Gherri, Parmafood Group]
11 Marzo 2024

Giulio Gherri
Lesignano de’ Bagni (PR)

“L’agroalimentare italiano è simbolo di life-style e di qualità e le occasioni per raggiungere tutto il Mondo, i Giovani e le fasce di Consumatori che possono regalarsi l’alta qualità del Made in Italy non mancano, a due condizioni: che si faccia Squadra a livello di filiera, operatori industriali e istituzioni e che si faccia Innovazione”.

Parola di Giulio GHERRI, CEO di Parmafood Group, azienda che raggruppa lo storico business del mondo dei salumi con TERRE DUCALI (dal 1964), l’azienda Parma IS per la produzione di sandwhich, trasformazione di frutta e vegetali e preparazione di piatti pronti con cottura a bassa temperatura e confezionamento in skin-pack.

Azienda “con un’età media dei circa 300 collaboratori che non supera i 30 anni, perché servono Giovani per parlare al loro mondo”, afferma Gherri, valigia sempre in mano per partecipare a numerose fiere e rassegne internazionali (sono 13 quelle programmate nel 2024, da Dubai a Parigi, da Parma all’Arabia Saudita).

Altro elemento strategico per i fratelli Gherri è legato all’Innovazione. Fra i primi a stilare un bilancio di sostenibilità, con l’azienda del gruppo HPP hanno introdotto il sistema di “High Pressure Processing”, “tecnologia conosciuta come pastorizzazione a freddo, che abbatte i patogeni, principalmente Salmonella, Listeria ed Escherichia coli e permette di aumentare la shelf-life dei prodotti, senza minimamente alterare le caratteristiche organolettiche, nutrizionali e di colore e sapore”.

Migliorando la shelf-life, è possibile raggiungere mercati più lontani con l’appeal del Made in Italy: salumi, naturalmente, ma non solo. “Dobbiamo collaborare, fare squadra, pensare in grande perché le opportunità per il Made in Italy agroalimentare ci sono”.

Consumi retail di Prosciutto Crudo
4 Marzo 2024

Di: Marika De Vincenzi

Confrontando i CONSUMI retail di carne e salumi nel periodo Novembre 2023 – Gennaio 2024 rispetto a Novembre 2022 – Gennaio 2023 emerge un calo in quantità del Prosciutto Crudo (-4,6%) e un aumento in valore (+2,1%).

I dati segnano andamenti diversi per le due tipologie di prodotto.
Il Prosciutto Crudo DOP segna una contrazione del 4,7% in quantità e un aumento in valore dell’1,7%.
Il Prosciutto Crudo NON Dop, invece, registra una flessione dei consumi in quantità leggermente più lieve (-4,5%), contro un aumento in valore più marcato (+2,7%).

Questo significa che l’aumento dei prezzi al consumo ha coinvolto maggiormente la categoria del Prosciutto Crudo NON Dop rispetto al segmento Dop.

Aggiornamento sull’export italiano di Carni Suine [VIDEO]
28 Febbraio 2024

L’Italia non è autosufficiente nel settore delle Carni Suine, ma è un esportatore netto di Salumi. L’export di Salumi è in aumento come anche i prezzi.

In questo video, Marika De Vincenzi Analyst del settore Suinicolo del Team di CLAL, presenta gli ultimi aggiornamenti delle esportazioni italiane di Carni Suine.

Il costo medio mensile simulato della Razione Alimentare…
26 Febbraio 2024

Di: Marika De Vincenzi

Il 24 Febbraio 2022 la Russia invadeva l’Ucraina. I prezzi delle materie prime, già da alcuni mesi alle prese con una fase rialzista (in parte a causa dei significativi acquisti da parte della Cina e in parte per gli effetti dei cambiamenti climatici), si impennarono immediatamente (Russia e Ucraina sono fra i principali esportatori di cereali e il conflitto rappresentava un ostacolo alle esportazioni).

In poche settimane il costo totale dell’ALIMENTO SIMULATO (cioè una razione alimentare teorica destinata ai suini e definita inserendo mais, frumento, orzo, farina di soia, crusca, altri ingredienti e i costi industriale per la produzione del mangime), si impennava fino a raggiungere la media di 1,63 €/kg di carne (dato elaborato medio, relativo al mese di Marzo 2022). 

Due anni dopo l’inizio della guerra in Ucraina, il costo medio mensile simulato della RAZIONE ALIMENTARE (ripetiamo: costo simulato), è sceso a 1,11 €/kg di carne.

Dopo l’avvio del conflitto russo-ucraino, ad alzarsi notevolmente furono anche i prezzi energetici, alla luce del fatto che la Russia era il principale esportatore di gas verso l’Europa.

Sul sito TESEO.clal.it è possibile ricostruire il prezzo dell’Energia Elettrica in Ue. La media mensile di Marzo 2022 toccò i 247,39 €/MWh a livello comunitario. Oggi le quotazioni di Febbraio 2024 segnano un costo di 65,85 €/MWh.

Andamento analogo anche per il prezzo del Gas Naturale, passato da 56,43 €/MWh di Marzo 2022 agli attuali 29,9 €/MWh. Il picco venne raggiunto nell’Agosto 2022 con la cifra record di 185,63 €/MWh. 

Ridimensionamento anche per il prezzo del Petrolio, passato dai 117,25 $/barile di Marzo 2022 a 82,99 $/barile nel mese di Febbraio 2024.

TESEO.clal.it – Suini: Prezzi dei tagli freschi

Il Commento: i Suini Tatuati per la DOP sono in calo [Stefano Borchini, Slega]
19 Febbraio 2024

Stefano Borchini, Prosciuttificio SLEGA

Le rilevazioni indicano che, rispetto ai picchi di metà Ottobre, con il prezzo dei suini grassi destinati alle Dop siamo leggermente più in basso, così come con le quotazioni delle cosce, da un paio di settimane di due centesimi al di sotto dei 6 euro al chilogrammo. Una fase di riassestamento ribassista che non è comunque sufficiente a contenere i costi per gli anelli più avanzati nella catena di approvvigionamento. 

La domanda che si pongono gli Stagionatori è se vi saranno nelle prossime settimane ulteriori contrazioni dei listini. Per garantire un ritorno economico agli Stagionatori, poi, il calo delle materie prime dovrebbe essere accompagnato anche da aumenti dei prezzi nella fase di cessione al trade.

Chi non appare particolarmente convinto del trend negativo delle quotazioni dei suini è Stefano Borchini, titolare insieme al fratello Massimo del Prosciuttificio SLEGA di Langhirano. “Temo che i prezzi delle materie prime non caleranno, in quanto, se vediamo i numeri dei suini di allevamento certificati per la Dop sono inferiori rispetto all’anno scorso – commenta Borchini -. Siamo di fronte a una scarsa disponibilità di animali in Italia, alla quale si accompagna una produzione suinicola europea che, secondo le stime, non dovrebbe aumentare più di tanto. Per noi stagionatori, dunque, non si prospettano grandi vantaggi sul piano dei costi”.

Il futuro si gioca sull’esito di alcune variabili, a partire da quelle sanitarie. “Le incognite riguardano la Peste suina africana (PSA), che deve essere eradicata – sostiene Stefano Borchini – e la PRRS, che speriamo non superi le percentuali di decessi dell’anno scorso”.

Altro elemento chiave per il futuro del mercato e la redditività degli operatori dipenderà dall’andamento dei Consumi. “Non abbiamo ad oggi certezze e le risposte le avremo in base alle scelte dei Consumatori, a cosa rinunceranno e dove si orienteranno in una fase in cui il diminuito potere di acquisto impone in alcuni casi delle rinunce – sintetizza Borchini -.

È difficile interpretare il futuro, l’unica indicazione incontrovertibile che abbiamo è il numero dei suini tatuati per la Dop, che è in calo”.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi