Energia e materie prime: trend, pressioni e rischi nei mercati globali
24 Febbraio 2026

Di Alberto Lancellotti

I costi degli input sono rientrati su livelli più moderati rispetto ai picchi del 2021-22, ma restano superiori al periodo pre-crisi e ancora caratterizzati da volatilità e incertezze, legate sia alle dinamiche di mercato sia al contesto geopolitico in evoluzione.

Nel settore dell’energia elettrica, nel 2025 il mercato europeo ha registrato un progressivo rafforzamento dei prezzi, con valori medi oltre i 100 €/MWh e forti differenze tra i Paesi comunitari. L’Italia continua a mostrare prezzi più elevati rispetto ai principali competitor, a causa di un settore ancora esposto ai costi del  gas e a vincoli strutturali del sistema.

Per il gas naturale, la situazione è diversa: il benchmark europeo Dutch TTF ha mostrato nel 2025 oscillazioni contenute, con un rialzo più marcato a gennaio 2026. Le temperature rigide in varie aree dell’UE hanno sostenuto la domanda stagionale mentre gli stoccaggi, in progressiva diminuzione, si sono attestati su livelli inferiori agli anni precedenti. Le scorte sono attese in ulteriore calo fino a marzo-aprile, seguendo il consueto andamento stagionale.

Anche gli Stati Uniti, oggi tra i principali fornitori globali di LNG, stanno registrando un aumento della domanda interna dovuto a condizioni climatiche particolarmente rigide, soprattutto nella fascia centro-orientale. Ciò ha contribuito a un temporaneo rialzo dei prezzi del gas sul mercato Henry Hub, con forti movimenti tra fine gennaio e inizio febbraio.

Per i carburanti, il petrolio mostra una recente maggiore vivacità dei prezzi dopo due anni più deboli, sostenuta dalle tensioni geopolitiche nel Golfo Persico e dai rischi sulle rotte energetiche. Tuttavia, i fondamentali indicano ancora un surplus produttivo: secondo le principali agenzie statistiche del settore, nel 2026 l’offerta globale dovrebbe superare la domanda grazie all’espansione dei Paesi non-OPEC e degli Stati Uniti. In assenza di shock o tagli significativi alla produzione, i prezzi potrebbero mantenersi relativamente contenuti.

Queste dinamiche influenzano anche il settore agricolo, in particolare il costo del gasolio agricolo, oggi su livelli inferiori rispetto al primo trimestre degli ultimi due anni, pur con alcuni rialzi nella prima metà di febbraio.

Infine, il comparto dei metalli sta vivendo movimenti rilevanti: alluminio, ferro, rame e altri metalli industriali hanno registrato aumenti sia sui mercati internazionali sia in Italia. I timori su un’offerta moderata e l’incertezza sulle politiche commerciali statunitensi, soprattutto riguardo ai dazi, continuano a sostenere i prezzi. Una recente attenuazione è arrivata dopo dichiarazioni dell’amministrazione Trump che lasciano intravedere un possibile approccio più flessibile sulle misure restrittive.

Segui l’andamento dei costi energetici e delle materie prime usate nelle produzioni agroalimentari >

Carne suina nelle Filippine: autosufficienza in discesa, cosa cambia per il settore?
23 Febbraio 2026

Di Marika De Vincenzi

Il mercato suinicolo nelle Filippine sta vivendo una fase di profonda trasformazione. Dopo anni difficili a causa della Peste Suina Africana (PSA), la produzione interna è ancora ridotta. A gennaio 2025 il patrimonio suino era di circa 8,7 milioni di capi, in calo dell’8,6% rispetto all’anno precedente.

Per il 2026 è previsto un leggero aumento della produzione, grazie a vaccini contro la PSA, maggiore biosicurezza e tecnologie migliori: si stimano circa 980.000 tonnellate di carne suina prodotta, ma non basta a soddisfare la domanda interna. L’AUTOSUFFICIENZA è infatti scesa dal 87,9% del 2020 al 56,5% previsto per il 2026.

La domanda di carne suina resta alta, grazie alla crescita della popolazione e all’aumento del reddito. 

Per coprire il fabbisogno, le Filippine importano ingenti quantità di carne suina. Tra gennaio e novembre 2025 le importazioni hanno raggiunto 851.666 tonnellate (+19,5% rispetto al 2024). Il Brasile è il principale fornitore, con circa il 40% delle importazioni totali, grazie a prezzi competitivi e a un accesso privilegiato al mercato filippino. Altri fornitori importanti sono l’UE e il Canada, ma con volumi inferiori. Emblematico il caso dell’Ue-27: nel 2022 era il primo fornitore con 420.000 tonnellate consegnate fra gennaio e novembre. Successivamente i volumi esportati dall’Ue si sono ridimensionati e nel 2025 (gennaio-novembre) si sono assestati a 343.000 tonnellate.

Per il 2026, le importazioni potrebbero arrivare a circa 750.000 tonnellate, mentre la produzione locale cresce solo leggermente. In sostanza, la domanda filippina continua a superare l’offerta interna, e il mercato resta aperto a forniture estere. In tale ottica, il Dipartimento dell’Agricoltura delle Filippine ha emanato nuove normative per le importazioni di carne suina, così da rafforzare ulteriormente le misure di protezione contro la PSA, senza chiudere le frontiere alle importazioni. 

Segnali positivi anche per l’UE.

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TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

Carni bovine: mercato in fase di riequilibrio
11 Febbraio 2026

Di: Marika De Vincenzi

La filiera delle carni bovine sta attraversando una fase di riequilibrio, determinata dal rallentamento dei consumi di carne bovina fresca a fronte di prezzi al consumo ancora elevati e dalla difficoltà della grande distribuzione a trasferire integralmente a valle l’aumento dei costi di produzione sostenuti in fase di acquisto. 

Questa situazione si traduce in una pressione al ribasso sui prezzi all’ingrosso, con effetti differenziati tra categorie.

Nel quadro delle attuali dinamiche di mercato, si inserisce una rotta commerciale finora scarsamente battuta per l’approvvigionamento dei bovini da ristallo. Negli ultimi mesi, infatti, aumentano gli acquisti dai Paesi dell’Europa Centro Orientale, come la Repubblica Ceca, dove i prezzi risultano più competitivi, e dall’Irlanda, dove gli animali offrono una qualità più costante e un minor rischio operativo; parallelamente, sono diminuiti gli arrivi dalla Francia, divenuti meno sostenibili dal punto di vista economico. I francesi, inoltre, dopo alcuni blocchi regionali all’export per la LSD, mantengono i prezzi elevati per recuperare sul fronte dei costi. Da qui l’attenzione degli allevatori italiani verso altre aree di approvvigionamento.

Pur richiedendo tempi di ingrasso più lunghi rispetto ai bovini francesi, alcuni allevatori scelgono i ristalli della Repubblica Ceca, accettando di effettuare un solo ciclo produttivo all’anno anziché due, dal momento che il minor costo di acquisto iniziale dell’animale consente comunque di recuperare margine. 

Il contesto attuale evidenzia quindi una crescente attenzione all’efficienza produttiva e una maggiore selettività sia nelle categorie macellate sia nelle origini dei ristalli. 

Vedremo nelle prossime settimane quale direzione prenderanno il mercato e i consumi.

TESEO.clal.it – Dashboard Carni Bovine

Mercato suinicolo in transizione: prezzi, export e Cina sotto la lente
9 Febbraio 2026

Di: Marika De Vincenzi

Il 2026 si profila come un anno di transizione per la suinicoltura globale. Secondo Rabobank, dopo un primo semestre caratterizzato da offerta abbondante e prezzi sotto pressione, nella seconda metà dell’anno è attesa una riduzione della produzione mondiale di carne suina, con potenziali segnali di ripresa delle quotazioni.

Il riequilibrio sarà favorito soprattutto dalla Cina, che punta a ridurre il numero di scrofe di circa 1 milione di capi per contrastare la sovrapproduzione. A livello globale, inoltre, le persistenti criticità sanitarie legate a peste suina africana e PRRS continuano a frenare la ricostruzione delle mandrie in Cina, Unione europea e Stati Uniti.

Sul fronte commerciale, il contesto resta volatile: il Messico introduce quote e indagini antidumping sul suino statunitense, mentre in Asia persistono i blocchi all’import dalla Spagna per la PSA. L’export europeo è penalizzato anche dai dazi antidumping cinesi, a vantaggio di Paesi come il Brasile, che rafforzano la loro presenza sui mercati internazionali. Potrebbero anche rafforzarsi i rapporti commerciali fra Pechino e Montevideo, dopo la visita ufficiale del presidente uruguaiano Yamandù Orsi, con agricoltura e agroalimentare parte integrante dell’accordo di collaborazione.
La domanda globale di carne suina è attesa complessivamente stabile nel 2026 e potrebbe beneficiare della minore disponibilità di carne bovina.

Costi dei mangimi relativamente favorevoli e nuove tecnologie contribuiscono a migliorare l’efficienza produttiva, ma la crescita resterà contenuta, anche per la crescita di eventuali altri costi (dall’energia ai mezzi tecnici). Nel complesso, il settore affronta un anno di aggiustamento, con sanità animale e politiche commerciali al centro delle strategie di filiera.

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TESEO.clal.it – Dashboard Suini

La carne suina torna a crescere nel retail
2 Febbraio 2026

Di: Marika De Vincenzi

La rivincita dei prosciutti crudi Dop e delle carni fresche suine passa attraverso una leggera flessione di prezzi nel retail, che ne rilancia i consumi.

Nel mese di dicembre, ultimo dato disponibile, il consumo di carne suina è cresciuto del 7,9%, a fronte di un calo della carne bovina (-8,7%) e di un aumento contenuto di quella avicunicola (+1,2%). Un segnale che conferma la qualità, la versatilità e la preferenza dei consumatori verso la carne “rosa”, più gustosa rispetto alle carni bianche, ma altrettanto salutare, secondo i nutrizionisti meno influenzabili dalla crociata anti-carne a prescindere.

Positivi anche i risultati relativi all’anno terminante dicembre 2025, che consegnano una panoramica particolarmente soddisfacente per i consumi di carni suine fresche (+8,1%) e, in misura minore, per i consumi di prosciutti crudi Dop (+2,8%) e di prosciutto cotto (+0,6%).

La missione per la filiera suinicola italiana e per i Consorzi di tutela dei prosciutti Dop per i prossimi mesi è quella di consolidare le vendite in Italia e rafforzare le esportazioni, facendo leva sulla qualità del Made in Italy, che resta un richiamo seducente e in grado di conquistare i consumatori a livello mondiale.

TESEO.clal.it – Dashboard Suini

Il Brasile rafforza il suo ruolo nel mercato globale delle Carni Suine
26 Gennaio 2026

Di: Marika De Vincenzi

Il Brasile consolida la sua posizione nel mercato globale della carne suina. Le macellazioni raggiungono nel 2024–2025 quasi 60 milioni di capi, con un patrimonio suinicolo di oltre 43,9 milioni di capi e una base produttiva solida.

Le nuove pagine pubblicate su TESEO consentono di analizzare le macellazioni di suini in Brasile sia in numero di capi sia in peso carcassa, offrendo una lettura più completa dell’evoluzione produttiva.

Il Paese si conferma tra i principali 4 produttori mondiali e il terzo esportatore globale dopo Ue-27 e Stati Uniti, destinando oltre il 30% della produzione all’export.

L’export di carni suine brasiliane raggiunge nel 2025 1,65 milioni di tonnellate (+12% vs 2024), con un riequilibrio dei mercati: le esportazioni di carne fresca e refrigerata, principale prodotto esportato, mostrano crescite significative verso le Filippine (+56%), il Giappone (+23%) e il Messico (+79%), mentre la Cina cala del 37% e l’America Latina registra un forte aumento, trainato dall’Argentina che raddoppia i volumi importati.

I dati 2025 confermano una strategia chiara di diversificazione dei mercati di sbocco, che riduce la dipendenza dai singoli importatori e aumenta la resilienza dell’export brasiliano, aspetto fondamentale in una fase di incertezza geopolitica, fra dazi, blocchi sanitari, consumi e politiche interne suscettibili di repentini cambi di direzione. La competitività del settore è sostenuta da costi di produzione contenuti, ampia disponibilità di mangimi e dal progressivo miglioramento degli standard sanitari e di tracciabilità.

La combinazione di macellazioni record, crescita produttiva ed export in espansione rafforza il Brasile come attore strutturale del mercato mondiale delle carni suine.

Per l’Europa e l’Italia, la crescita del comparto suinicolo brasiliano rappresenta un incremento della concorrenza sui mercati mondiali.

TESEO.clal.it – Dashboard Suini

Fiera Marca: segnali di fiducia per la filiera suinicola
19 Gennaio 2026

Di: Marika De Vincenzi

Dalla fiera Marca di Bologna, evento annuale di riferimento per la Distribuzione moderna organizzata, emergono segnali di fiducia verso il comparto del suino (ma anche del bovino da carne).

Le dinamiche di una temporanea contrazione dei prezzi del maiale e il rallentamento dei listini della coscia per la stagionatura dei grandi prosciutti Dop alimenta l’ottimismo. Dopo anni in cui i costi di produzione, in particolare per gli stagionatori, hanno messo sotto pressione i margini degli operatori, le prospettive sembrano essere più rosee. C’è spazio, quindi, per alleggerire le giacenze nei magazzini e rafforzare magari i numeri destinati alla stagionatura, rafforzando così una filiera che ha in proiezione anche spazi di rilancio dell’export a livello mondiale.

C’è attesa lungo la filiera che possa ripartire dopo i blocchi legati alla Peste suina africana il mercato giapponese, tradizionalmente molto attento all’alta qualità e, di conseguenza, un’area di particolare interesse per le produzioni di salumeria Dop del Made in Italy.

L’ottimismo è l’ingrediente fondamentale per l’impresa.

TESEO.clal.it – Dashboard Suini

Previsioni di offerta abbondante per Cereali e Semi Oleosi
15 Gennaio 2026

Di: Elisa Donegatti

Nel complesso, il WASDE di Gennaio conferma le previsioni di un mercato 2025/2026 di Cereali e Semi Oleosi caratterizzato da un’offerta abbondante, vantaggiosa per l’approvvigionamento di mangimi ma sfidante per i redditi agricoli, con prezzi sotto pressione.

Mais: per l’annata 2025/26, la resa dovrebbe guidare la produzione statunitense verso un record di 432 Mio Ton. Aumenta l’utilizzo per il settore mangimistico, mentre cala la destinazione alimentare, sementiera e industriale. Nonostante le esportazioni rimangano elevate, l’offerta record potrebbe portare a un aumento delle scorte finali negli USA. Anche la produzione di Mais in Cina è stimata in crescita (301 Mio Ton): ciò contribuirebbe ad accrescere le scorte mondiali fino ai 291 Mio Ton e a mantenere pressione sui prezzi.

Soia: l’offerta è prevista abbondante, mentre le esportazioni USA risultano frenate dal calo delle vendite verso la Cina e dalla concorrenza di un raccolto record in Brasile (178 Mio Ton). La resa media è attesa stabile e l’aumento delle superfici, insieme a scorte iniziali più elevate, sosterrebbe la crescita delle forniture complessive. La frantumazione aumenta, pur restando vincolata dalla capacità industriale, mentre la maggiore disponibilità di Farina di Soia (60,8 Mio Ton) sosterrà l’offerta per il settore zootecnico. L’uso per biocarburanti è leggermente più contenuto, riflettendo minori volumi destinati alla produzione di olio di soia. A livello globale, la produzione e le scorte mondiali di Soia dovrebbero continuare a crescere, confermando un contesto di abbondanza dell’offerta e di prezzi contenuti.

Frumento: le previsioni sulle scorte finali statunitensi sono state riviste al rialzo (25,2 Mio Ton), sostenute da scorte iniziali elevate e da una domanda interna leggermente più debole, soprattutto per l’uso zootecnico. Produzione ed esportazioni dovrebbero rimanere stabili, mentre a livello globale l’aumento dell’offerta, trainato dagli incrementi produttivi in Russia e Argentina, potrebbe portare le scorte mondiali oltre i 278 Mio Ton, confermando un contesto di ampia disponibilità.

TESEO.Clal.it – Mais: Produzioni Mondiali annuali

Mercato suinicolo europeo sotto pressione: come si posiziona l’Italia?
12 Gennaio 2026

Di: Marika De Vincenzi

Secondo i dati della Commissione Europea aggiornati a dicembre 2025, i prezzi medi delle carcasse di suino nell’UE continuano a diminuire, riflettendo un’offerta più ampia rispetto alla domanda al consumo. Anche i prezzi dei suinetti risultano inferiori rispetto all’anno precedente e alla media storica, a conferma di un’incertezza che colpisce l’intero segmento allevatoriale.

Da gennaio a ottobre 2025, in particolare, la produzione di carne suina nell’UE è cresciuta del +3,6% in peso carcassa e +2,2% in numero di capi, con aumenti significativi in Bulgaria e Romania, e cali in Grecia e Lussemburgo. I principali produttori restano, in ordine numerico, Spagna, Germania, Francia e Polonia.

Nei primi dieci mesi del 2025 le esportazioni UE sono salite del +2,9% a volume, mentre il valore complessivo è sceso dell’1,2%, per effetto di un ridimensionamento dei prezzi medi. La Spagna rappresenta circa un terzo del volume totale. La presenza nel Paese iberico della Peste Suina Africana – rilevata lo scorso novembre – continua ad influenzare la fiducia del settore e gli aspetti più strettamente connessi alla logistica commerciale. Le PROIEZIONI indicano un possibile lieve calo annuo della produzione UE dello 0,5% nei prossimi anni.

In ITALIA, tra giugno e novembre 2025, i consumi domestici di carne suina fresca sono cresciuti del +9,3% a volume e +11,6% a valore, con aumenti del prosciutto crudo DOP (+4,1% a volume, +6,1% a valore) e cali su altri prodotti come prosciutto cotto, prosciutto crudo non DOP, mortadella e salame. L’export italiano è aumentato del +0,9% da gennaio a settembre, un trend supportato anche dalla rimozione delle restrizioni legate alla PSA in alcune aree del Nord Italia. 

TESEO.clal.it – Dashboard Suini

Soia brasiliana e filiere italiane: cosa sapere
9 Gennaio 2026

Di: Elisa Donegatti

Il possibile abbandono del Soy Moratorium da parte delle principali multinazionali del commercio di Soia brasiliana sta attirando l’attenzione del settore agricolo mondiale, e potrebbe avere effetti concreti anche in Italia. Il Soy Moratorium, attivo dal 2006, vietava l’acquisto di Soia proveniente da terreni amazzonici deforestati dopo il 2008, rappresentando per quasi vent’anni una “linea rossa” contro la deforestazione e garantendo tracciabilità e sicurezza ambientale soprattutto per i mercati europei. Oggi le grandi aziende del settore – tra cui ADM, Bunge, Cargill e Louis Dreyfus – stanno valutando o hanno annunciato l’uscita dall’accordo, principalmente a seguito di una nuova legge fiscale nello Stato brasiliano di Mato Grosso, che dal 2026 elimina benefici e agevolazioni per le aziende che restano nel Moratorium.

Il Brasile resta il principale produttore mondiale di Soia, con un raccolto stimato di oltre 170 milioni di tonnellate nell’annata 2025/26 ed esportazioni previste a livelli record di circa 110 milioni di tonnellate, di cui circa l’80% è destinato alla Cina. A livello globale, la Cina rappresenta oltre il 60% del commercio mondiale di Soia, confermandosi il principale acquirente. Anche lEuropa dipende fortemente dal Brasile, oltre il 50% della Soia importata proviene dal paese sudamericano.

La decadenza del Moratorium rischia di frammentare il mercato globale, generando due filiere separate: una standard, destinata ai mercati meno regolati come la Cina, e una deforestation-free, destinata all’Europa, con tracciabilità e certificazioni ambientali obbligatorie.

Per l’Italia, paese con allevamenti di latte, carne bovina e suina fortemente dipendenti dalla Soia importata – pari a circa 1,7 Mio Ton nei primi nove mesi del 2025, per il 63% provenienti dal Brasile – diventa fondamentale gestire fornitori e contratti con attenzione, privilegiando Soia certificata e tracciabile, per proteggere filiere DOP, IGP e produzioni di qualità, garantendo continuità produttiva e tutela della reputazione dei prodotti.

A livello geopolitico, il Brasile continuerà a privilegiare la Cina per le grandi forniture di Soia senza vincoli ambientali specifici, mentre l’Europa, attraverso il regolamento EUDR, richiederà sempre più prodotti tracciati e sostenibili, favorendo una separazione crescente delle filiere.

Gli Stati Uniti potrebbero rafforzare la loro posizione come fornitori alternativi per l’Europa grazie a una produzione abbondante e tracciabile; va però ricordato che gran parte della Soia statunitense è OGM, ammessa dall’UE per l’alimentazione animale ma non compatibile con filiere biologiche o con produzioni certificate “OGM free”.

TESEO.Clal.it – Brasile: Export mensile di Soia