Brasile: Mais e Soia sostengono l’export di Carne Suina
10 Gennaio 2024

Di: Marika De Vincenzi ed Ester Venturelli

Nel 2023, il Brasile ha visto crescere l’export di Mais, Soia e Carni Suine grazie ad una posizione sempre più competitiva sui mercati internazionali.

Le esportazioni Brasiliane di Mais e Soia sono entrambe cresciute del 30% circa nel 2023, rispetto al 2022. Questo è dovuto ad una maggiore disponibilità favorita da un ampliamento delle aree coltivate negli ultimi anni e da un clima particolarmente favorevole nella stagione passata. A ciò si aggiunge anche la particolare competitività dei prezzi Brasiliani, che nel 2023 si è rafforzata rispetto ai prezzi Statunitensi.

La maggiore disponibilità di materie prime per l’alimentazione dei suini ha favorito anche la crescita del settore Suinicolo. Infatti, le maggiori quantità di Mais e Soia hanno spinto i prezzi al ribasso e quindi anche i costi dell’alimentazione zootecnica. Allo stesso tempo, nel Paese si è verificato un aumento del prezzo del suino vivo che ha ulteriormente migliorato la redditività del settore e, di conseguenza, le produzioni.

La spinta della produzione domestica di Carne Suina ha favorito anche l’export. Il Brasile è il quarto esportatore di Carni Suine a livello mondiale, dopo UE, USA e Canada. Nel 2023 ha registrato un aumento delle quantità esportate del 5% rispetto al 2022, che corrisponde a 63.000 tonnellate in più. Infatti, nonostante un rallentamento della domanda della Cina, che ha acquistato il 15,5% in meno, il flusso di prodotti verso gli altri principali acquirenti è aumentato, sottolineando la posizione competitiva del Brasile a livello internazionale.

Egitto: la necessità di una ripresa
9 Gennaio 2024

La recente pandemia, ma soprattutto la guerra in Ucraina ed ora anche il conflitto in Palestina, hanno colpito l’economia egiziana causando un’elevata inflazione e la svalutazione della moneta. L’Egitto è un paese di 107 milioni di abitanti, il 42% dei quali vive in aree urbane ed esercita una considerevole influenza nel Medio oriente ed in Africa. 

Quando il Paese ha iniziato a riprendersi dagli effetti del Covid-19, l’impennata nei prezzi del Grano, saliti in media del 56,2% rispetto al valore del 2021, ma anche della Soia e di altre materie prime per i mangimi, ha comportato il raddoppio della spesa per le importazioni. La deflagrazione della crisi in corso tra Israele e Hamas ha poi esacerbato la crisi del turismo, settore da cui l’Egitto dipende in larga misura per ottenere valuta estera.

Egitto35,6% inflazione annuale Ottobre 2023

La sua carenza ha portato ad un rallentamento delle importazioni, provocando aumenti significativi nei prezzi dei prodotti alimentari. Alla fine di Ottobre 2023, l’inflazione annuale era al 35,6%, principalmente dovuta ad un aumento del 71,7% nei prezzi dei generi alimentari facendo dell’Egitto il primo Paese al mondo per inflazione alimentare reale ed il quinto per inflazione alimentare nominale dopo Venezuela, Libano, Argentina, Turchia.

Le importazioni dei prodotti agricoli sono diminuite del 17,8% nel periodo Gennaio-Settembre 2023, rispetto allo stesso periodo del 2022.

I fattori tecnici per la ripresa sono costituiti dall’intervento del Fondo Monetario Internazionale e dalla ripresa del turismo.

Il fattore risolutivo è però la ricomposizione dei conflitti armati che, diversamente dalle pandemie, hanno esclusivamente un’origine umana.
Buon Anno!

Fonte: USDA

TESEO.clal.it – Egitto: Importazioni a volume di Cereali nei primi 9 mesi del 2023

Il Commento: La parola chiave per il 2024 è “fiducia” [Marco Bompieri, Suinicoltore]
7 Gennaio 2024

Come sarà il 2024?

Marco Bompieri, Mantova: “Salvo sorprese, direi che la parola chiave per il mercato nel 2024 è ‘fiducia’: continueremo ad avere pochi suini e il prezzo si dovrebbe mantenere su livelli positivi. I fattori che hanno portato alla diminuzione dei capi parte da lontano, con qualche problema sanitario a livello europeo e allo scoramento che nel 2022 ha colpito gli Allevatori, per le difficoltà legate alle siccità e al boom dei prezzi dei cereali, che hanno esercitato forti pressioni sui produttori”.

Una minore disponibilità di suini alleggerirà anche i numeri delle grandi DOP dei salumi, a partire dal Prosciutto di Parma. “Ciò significa che l’offerta non eccederà la domanda di cosce – ipotizza Bompieri – mantenendo il prezzo elevato e aprendo ulteriormente all’incognita consumi. Quali saranno le conseguenze sulle vendite al dettaglio?”.

L’export di prosciutti resta una strada privilegiata, in particolare nei mercati a maggiore capacità di spesa e più maturi per apprezzare la qualità del made in Italy. “Ci sono potenzialità interessanti, bisognerà spingere con pubblicità e campagne di comunicazione”, avverte Bompieri.

Fra i costi di produzione, pesano le quotazioni elevate della Soia, più che i cereali, che sembrano essere stazionari. L’auspicio è che “nel 2024 l’agricoltura trovi adeguato sostegno, perché una Nazione forte si regge anche su un’agricoltura solida”.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi €/kg
TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi €/kg

Opportunità per l’agroalimentare in Sud Corea
29 Dicembre 2023

Il Sottosegretario al Commercio e agli Affari Agricoli Esteri del Dipartimento dell’Agricoltura USA, Alexis Taylor, guiderà una missione commerciale agroalimentare a Seoul dal 25 al 28 marzo 2024. L’interesse per la Sud Corea, sesta destinazione all’export degli Stati Uniti, è dovuto al fatto che, con una popolazione di circa 52 milioni di abitanti e pochi terreni coltivabili, dipende dalle importazioni per soddisfare la domanda agroalimentare e gli USA sono il principale fornitore del moderno Paese asiatico. Infatti, nel 2022 la Corea ha importato circa 41,1 miliardi di dollari di beni agricoli e gli USA ne hanno forniti per 10,4 miliardi fra carne bovina e suina, lattiero-caseari, mais, cui seguono uova, preparazioni alimentari, caffè, distillati, mandorle, ciliegie, arance ed altri prodotti. Gli esportatori USA ritengono che esistano grandi opportunità di espandere le loro vendite nella regione a causa dell’aumento nella domanda di prodotti per la salute ed il fitness, di quelli pronti per il consumo ed in generale dei prodotti convenience.

Una cultura alimentare sviluppata e raffinata

Il reddito pro-capite sudcoreano è in crescita e ci sono rapidi cambiamenti demografici, tra cui l’invecchiamento della popolazione, il calo della forza lavoro, l’urbanizzazione. La cultura alimentare è molto sviluppata e raffinata. La regione di Gyeonggi-do, dove si trova la capitale Seoul, rappresenta il più grande mercato di consumo del Paese e si prevede che arriverà a coprire il 25,0% del totale entro il 2040.

Le diete a base vegetale non sono così diffuse e solo il 4% dei consumatori dichiara di essere vegano o vegetariano, ma il 22% desidera ridurre il consumo di carne per motivi di salute, ambientali o di benessere animale. Inoltre, il 71% dichiara di assumere regolarmente integratori e vitamine. I consumatori danno poi la preferenza ai prodotti con etichette nutrizionali chiare.

Il mercato degli alimenti confezionati (packaged food) nel 2022 è stato valutato in 30,3 miliardi di dollari, con un aumento del tasso di crescita annuale del 3,4%. Si registra una notevole crescita dell’e-commerce e di prodotti come i cibi pronti, i kit per i pasti a domicilio e le confezioni con porzioni più piccole.

Durante la visita in sud Corea, i rappresentanti delle imprese agroalimentari USA saranno impegnati a Seoul in due giorni di incontri business-to-business con potenziali importatori, trasformatori e distributori. Inoltre, i partecipanti riceveranno informazioni approfondite da esperti del settore per comprendere meglio le dinamiche del mercato e le tendenze dei consumatori, oltre a partecipare a visite in loco e ad altre opportunità di networking.

Dal 2012 fra Stati Uniti e Repubblica di Corea è in vigore l’accordo di libero scambio KORUS FTA .

La UE dal 2011 ha un accordo commerciale di libero scambio con la Repubblica di Corea del sud, ratificato formalmente nel 2015. Il Paese rappresenta un mercato interessante anche per i nostri prodotti agroalimentari di qualità.

Fonte: USDA

Autosufficienza Latte della Corea del Sud
CLAL.it – Milk Atlas: Autosufficienza Latte della Corea del Sud

Italia: manca Frumento di qualità
21 Dicembre 2023

Di: Elisa Donegatti ed Ester Venturelli

Le importazioni Italiane di Frumento (Tenero e Duro) sono aumentate di circa un terzo nei primi nove mesi dell’anno, rispetto allo stesso periodo del 2022. 

A crescere maggiormente è la domanda di Frumento Duro (+87%), la cui produzione nella stagione 2022-23 ha visto le rese diminuire del 7,7% nelle principali aree produttive (Puglia, Sicilia ed Emilia Romagna) rispetto alla media degli ultimi cinque anni. Effetti negativi si sono verificati anche in termini di qualità. I danni sono stati causati principalmente dalle piogge tardive che hanno provocato ritardi nel raccolto e allettamenti.  

Il principale Paese d’origine del Frumento Duro importato è rimasto il Canada, la cui fornitura è aumentata del 382% raggiungendo le 730.000 tonnellate, nonostante le produzioni non siano state particolarmente elevate a causa del caldo e della siccità. Importanti aumenti si sono registrati anche nel flusso di prodotto proveniente dalla Russia (+300.000 Ton), che ha prezzi competitivi, e dalla Turchia (+539.000 Ton), che ha ottenuto una produzione eccezionale.

Anche le importazioni di Frumento Tenero sono aumentate, ma in misura minore, con un incremento dell’11% (+375.000 Ton) tra Gennaio e Settembre 2023, rispetto ai primi 9 mesi del 2022. Tra i Paesi fornitori, l’aumento maggiore ha caratterizzato l’Ucraina da cui sono arrivate 274.000 Tonnellate in più. Anche il mercato del Frumento Tenero Italiano sta facendo i conti con una bassa qualità delle produzioni.

Al contrario, grazie alle maggiori produzioni, l’import di Mais presenta una tendenza in diminuzione accentuata tra Agosto e Settembre, gli ultimi due mesi disponibili. Sono, infatti, in calo le importazioni da altri Paesi dell’UE (-58.000 Ton) in parte compensate da maggiori quantità fornite dall’Ucraina (+23.000 Ton). Il minore import è probabilmente motivato anche da prezzi locali che si sono mantenuti inferiori ai prezzi medi unitari di importazione per la maggior parte dell’anno.

Aumenta il trade di Frumento verso la Cina, soprattutto dagli USA
20 Dicembre 2023

Di: Elisa Donegatti ed Ester Venturelli

TESEO.clal.it – Importazioni Cinesi di Cereali

La domanda Cinese di Frumento Tenero è ancora forte e quest’anno sta registrando il record di quantità importate: tra Gennaio e Ottobre la Cina ha importato il 23% in più in tonnellate di Frumento Tenero rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Il Paese, quindi, rimane il principale importatore di Frumento a livello mondiale per il secondo anno di fila. 

La maggiore domanda Cinese è causata dalle preoccupazioni relative alla qualità del prodotto locale. Infatti, la fase di raccolta nel Paese è stata caratterizzata da ingenti piogge, che hanno ridotto la qualità del Frumento nelle principali regioni produttive. Manca, quindi, Frumento soprattutto per l’alimentazione umana.

Le ultime settimane hanno registrato un aumento degli acquisti Cinesi di Frumento dagli USA. La quota importata dal Paese nel 2023 ha già superato la TRQ (Tariff Rate Quota), il limite quantitativo entro cui il prodotto può essere acquistato ad una tariffa ridotta. Questa dinamica è favorita dalla maggiore competitività dei prezzi statunitensi ottenuta grazie alla buona produzione di quest’anno, mentre il principale competitor, l’Australia, ha avuto una produzione scarsa. 

TESEO.clal.it – Cina: importazioni di Grano Tenero

L’Export italiano di Salsicce e salami segna un avanzamento del 9,4%
18 Dicembre 2023

Di: Marika De Vincenzi

Mentre il mercato dei suini grassi da macello segna nella seduta del 14 Dicembre un altro calo, i dati dell’export italiano di “Salsicce, salami e prodotti simili” segna a Settembre un avanzamento del 9,43% rispetto allo stesso periodo del 2022, con Germania e Francia a rappresentare le due destinazioni principali, in crescita rispettivamente del +16,85% e +28,89%, e con l’UE a rappresentare il 71% del market share. Risultati positivi anche per l’export di “Altre carni suine salate, secche o affumicate, incluso il prosciutto crudo disossato” verso gli Stati Uniti (+2,26%), che ha una quota complessiva di mercato del 22% e, insieme alla Francia (+1,90% le vendite tendenziali), costituisce il principale Paese di destinazione. Tale codice doganale, tuttavia, registra a Settembre un rallentamento delle esportazioni complessive, probabilmente a causa di un incremento medio dei prezzi unitari (+5,78%), che potrebbero aver spinto i principali paesi importatori a preferire altri fornitori.

I dati cumulati dell’export di carni suine (inclusi i salumi) nei primi nove mesi del 2023 restano sostanzialmente stabili in quantità (-1,32%), mentre in valore le performance sono positive e, grazie a un’accelerazione del +6,67% rispetto ai primi nove mesi dell’anno precedente, portano a superare quota 1,75 miliardi di euro.

Il rapporto fra export totale e macellazioni è aumentato negli ultimi mesi e ha raggiunto il 34,8%, vicino al 35,7% toccato nel luglio 2022.

In una fase in cui a livello mondiale vi sono movimenti e ristrutturazioni delle filiere suinicole, l’Italia dovrà continuare ad assicurare elevata qualità e tipicità delle produzioni, lavorando allo stesso tempo per migliorare la sostenibilità, l’export e i margini di guadagno per tutti gli anelli della catena di approvvigionamento.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi €/kg

Carni: buone prospettive per l’export USA in Cina
13 Dicembre 2023

Di: Marika De Vincenzi ed Ester Venturelli

Le relazioni economiche tra Cina e USA sono in miglioramento grazie ai recenti incontri tra i due capi di stato e il settore agroalimentare ne trae benefici, in particolare le Carni Suine e Bovine

Nel 2020, Cina e USA avevano stipulato lo U.S.-China Phase One Economic and Trade Agreement per dare l’approvazione ad impianti produttivi ad esportare verso la Cina. Tuttavia, nel 2023 la Cina non aveva pubblicato nessun aggiornamento della lista di impianti approvati. Questo fino a Novembre, quando la Cina ha approvato per l’importazione dagli USA 12 nuovi stabilimenti che lavorano la carne suina e 18 che lavorano la carne bovina. 

Nell’ultimo periodo, il mercato Cinese delle Carni non è in crescita e sta risentendo del rallentamento dell’economia del Paese. L’indebolimento della domanda e l’offerta locale in crescita ha fatto sì che i prezzi locali diminuissero. Anche l’import riflette questa situazione: le quantità importate di Carni Suine hanno registrato variazioni negative da Agosto ad Ottobre (ultimi 3 mesi disponibili) rispetto allo stesso periodo del 2022; le quantità importate di Carni Bovine, invece, risultano dimezzate sul cumulato (-54% Gen-Ott 2023 vs Gen-Ott 2022).

Tuttavia, l’ampliamento della lista delle aziende USA abilitate ad esportare nel Paese lascia buone prospettive per l’export Statunitense nel 2024.

Il Commento: coniugare sostenibilità e convenienza [Alessandro Masetti, Coop Italia]
11 Dicembre 2023

Il consumatore è molto attento a ciò che acquista, soprattutto in una fase come quella attuale in cui ha minore potere di acquisto e, quindi, presta molta attenzione a una combinazione di prezzo e di etichetta, dove la sostenibilità gioca un ruolo non marginale. Nel medio periodo non credo si riuscirà a recuperare il potere reale di spesa delle famiglie italiane, per cui bisognerà lavorare per avere prodotti più sostenibili anche sul piano economico e più competitivi da subito, coniugando aspetti etici e valoriali e convenienza”.

Alessandro Masetti – responsabile Grocery di Coop Italia

La visione sul futuro dei consumi la tratteggia Alessandro Masetti, responsabile Grocery di Coop Italia, cogliendo l’occasione per stimolare le Imprese a puntare sulla formazione, l’innovazione, la cooperazione o, comunque, la collaborazione per condividere pratiche comuni, i mezzi, così come la manodopera specializzata, in una fase in cui non è sempre facile reperirla.

Quanto ai consumi, Masetti vede una correlazione in questa fase tra “filiera lattiero-casearia e filiera carni suini e salumi, con volumi che flettono in entrambi i comparti a causa, prevalentemente, dei costi dei prodotti aumentati di circa dieci punti percentuali. Si va dal +15% per il latte al +8% dello yogurt, fino al +5% di media nella filiera dei suini”.

Le conseguenze, inevitabilmente, pesano sulle vendite. “Gli incrementi hanno pesato sull’andamento dei volumi che è significativamente in perdita – precisa Masetti -. Il prodotto che si comporta meglio è lo yogurt, mentre il latte perde oltre il 6% a volume e i salumi a libero servizio perdono il 5% in quantità”.
Frenate che rischiano di deprimere gli investimenti della filiera anche nel medio e lungo periodo, con il rischio che l’aumento dei costi fissi e una minore redditività minacci le prospettive delle Aziende più piccole, tanto nella filiera lattiero-casearia che in quella suinicola.
Da qui la necessità di ripensare in maniera costruttiva al futuro delle filiere, attraverso un dialogo condiviso fra tutte le parti protagoniste.

Soia: nuovi equilibri, dal Sud America agli USA
17 Novembre 2023

Di: Elisa Donegatti ed Ester Venturelli

Il raccolto di Soia degli Stati Uniti, che costituisce il 28% dell’offerta mondiale, è ormai completo. La produzione, pur rimanendo ai minimi dal 2019, è stata superiore alle aspettative e il report WASDE degli USDA di Novembre ha aumentato le stime di produzione degli USA di 690.000 tonnellate. I prezzi della Soia sono però rimasti piuttosto stabili sostenuti in parte da una ripresa degli acquisti da parte della Cina e dalle preoccupazioni che stanno sorgendo per la produzione in Sud America.

Brasile e Argentina insieme producono più del 50% della Soia mondiale e, in termini di rese, sono rispettivamente al primo e al terzo posto a livello mondiale, avendo visto un importante miglioramento negli ultimi anni. 

Le condizioni climatiche in Brasile, però, non sembrano essere particolarmente favorevoli per la produzione di questa stagione (2023-24). Infatti, la carenza di piogge ha rallentato la semina di Soia e in alcuni casi potrebbe essere necessario ripiantare, soprattutto nel nord di Mato Grosso.

In Argentina l’arrivo tardivo delle piogge ha fatto sì che alcuni campi che dovevano essere destinati alla coltivazione di Mais o Girasole siano stati destinati alla produzione di Soia. Tuttavia, a causa del clima secco, la semina è indietro rispetto al ritmo medio delle ultime annate. Inoltre, l’Argentina sta producendo ridotte quantità di Farina di Soia, non riuscendo ad utilizzare gli impianti di frantumazione a piena capacità a causa dello scarso raccolto locale nella stagione 2022-23. 

Queste dinamiche stanno spingendo la domanda di Soia e Farina di Soia a spostarsi verso gli USA, generando elementi di supporto per i prezzi.

TESEO.Clal.it – Prezzi dei semi di Soia negli USA