Dairy e Carni Suine: import, produzioni e il fattore prezzo in Cina
28 Luglio 2023

Di: Mirco De Vincenzi, Marika De Vincenzi ed Ester Venturelli

La domanda Cinese di prodotti lattiero-caseari si sta riprendendo, sebbene rimanga al di sotto del 2021, anno record per l’import. Da Marzo, infatti, le quantità importate sono superiori al 2022 e a Giugno la variazione mese su mese è stata del +11,7%. 

Ad aumentare è principalmente la richiesta di polvere di latte scremato (SMP), formaggi, polvere di siero e, negli ultimi due mesi, anche WMP. Soprattutto negli ultimi mesi, i Paesi che hanno registrato il maggiore aumento della domanda sono la Nuova Zelanda e l’UE, che hanno venduto alla Cina maggiori quantità di Polveri e Formaggi. Il graduale rafforzamento della domanda è certamente favorito dal ridimensionamento dei prezzi, diminuiti rispetto al 2022 e ora tendenzialmente stabili. 

Anche la domanda di Carni Suine estere è in graduale recupero, anche se rimane molto lontana dalle quantità del 2020 e 2021. Rispetto al primo semestre del 2022, tra Gennaio e Giugno 2023, le quantità importate sono aumentate del 13%. L’UE è il principale fornitore e ha totalizzato un aumento complessivo del 3,5%, mentre per i soli Salumi ha registrato una crescita delle quantità del +27%. I principali Salumi Europei sono i Prosciutti con osso che sono, di fatto, Spagnoli: la Spagna è l’unico Paese che ha il permesso, ottenuto nel 2019, di esportare in Cina lo Jamon Iberico, prodotto particolarmente apprezzato dai Cinesi. 

Sia per il Dairy che per le Carni Suine, la produzione locale è in graduale aumento
Il Settore lattiero caseario Cinese ha registrato un aumento dell’8,5% nel primo trimestre del 2023 (vs 2022). La domanda, però, sembra stia crescendo più lentamente dell’offerta, portando ad una diminuzione dei prezzi locali e un’accelerazione negli abbattimenti. In modo simile, anche le produzioni di Carne Suina sono ancora in aumento, pur avendo rallentato il tasso di crescita: USDA stima un incremento produttivo dell’1,1%. Anche in questo caso la ripresa della domanda post-Covid risulta inferiore alle aspettative e questo sta portando il prezzo locale ad avvicinarsi ai prezzi all’import.

Carni Bovine: si apre un ponte tra Italia e Cina
21 Luglio 2023

Di: Marika De Vincenzi ed Ester Venturelli

Le esportazioni di Carni bovine dall’Italia sono diminuite del 15% circa nel primo quadrimestre del 2023, rispetto allo stesso periodo del 2022. La diminuzione riguarda tutte le principali voci tranne Sego e Lingue bovine congelate. È in aumento, però, l’export di Carni Bovine verso il Belgio (+27%) e quello di Carni fresche o refrigerate verso la Spagna (+30%), terzo Paese acquirente. 

Anche altri Paesi hanno aumentato la domanda di Carni Italiane. Tra questi, recentemente, si è aggiunta la Cina. L’apertura di questo mercato è stato il risultato di una collaborazione di ASSOCARNI con il Ministero della Salute e l’Ambasciata Italiana a Pechino. L’accordo ha concesso il permesso a dodici aziende italiane di esportare in Cina carne bovina. 

I principali fornitori del mercato Cinese di Carne bovina sono Australia e Brasile. Quest’ultimo ha ripreso le esportazioni a Marzo dopo un blocco durato un mese a seguito di due casi di BSE. Tra i Paesi UE, il primo esportatore di Carne Bovina verso la Cina è l’Irlanda, che ha invece riottenuto il permesso di esportare a Gennaio 2023, dopo il blocco causato dalla BSE nel 2020.

Nonostante una grossa fetta del mercato Cinese della Carne Bovina sia già coperta, l’accordo permetterà alle aziende Italiane di proporre prodotti di qualità e guadagnare mercato.

TESEO.Clal.it – Esportazioni Italiane di Carni Bovine

Inflazione, tra miglioramenti e perplessità
19 Luglio 2023

In Cina, a Giugno, sono diminuiti i prezzi dei beni non alimentari, inclusi quelli energetici e dei trasporti. Questo ha fatto sì che, contro le aspettative, l’inflazione annuale si attestasse allo 0%, nonostante sia rimasta in crescita l’inflazione associata ai beni alimentari. In generale, comunque, l’appiattimento dei prezzi indica che l’economia Cinese sta facendo i conti con una domanda particolarmente debole. Il governo Cinese probabilmente prenderà delle misure a fine luglio per favorire la ripresa economica del Paese e queste potrebbero essere associate a nuovi supporti finanziari e monetari. Le aspettative sono, in ogni caso, di un’inflazione superiore a 0 nella seconda metà dell’anno.

Cosa sta succedendo, invece, nei Paesi occidentali?

In Giugno, l’Unione Europea ha registrato un tasso di inflazione in diminuzione rispetto a Maggio grazie ai costi energetici in calo. La variazione annuale è quindi passata da +6,1% a +5,6% rispetto al 2022. I prezzi alimentari a livello Europeo hanno rallentato l’aumento. Anche dagli USA ci sono segnali di miglioramento, con l’inflazione annuale scesa dal +4% di Maggio al +3% a Giugno, tuttavia i Prezzi Alimentari nel Paese sono leggermente aumentati. 

La cosiddetta Core Inflation, che include tutto ciò che non è alimentare o energetico, ha registrato invece un aumento rispetto a Maggio sia in UE che negli USA, evidenziando la persistenza di pressioni diffuse sui prezzi. Per questo la BCE (Banca Centrale Europea) e il FED (Federal Reserve Board) sembrano intenzionate ad aumentare ancora i tassi d’interesse.

Analogamente, in Italia si è arrestata la crescita dell’inflazione e si è registrata una variazione del CPI (Consumer Price Index) dello 0% a Giugno. Questo ha portato la stima per la media complessiva annuale da +7,6% a +6,4%. Secondo ISTAT, il rallentamento è dovuto principalmente ai costi energetici e ai trasporti, mentre le voci dei costi alimentari si dividono, con un ridimensionamento dell’inflazione associata agli Alimentari Lavorati ma un ulteriore aumento degli Alimentari non Lavorati.

L’opinione di Angelo Rossi

Ci sono, quindi, segnali positivi per l’economia, tuttavia, i prezzi rimangono elevati. Per quanto tempo questo sarà sostenibile, prima che la domanda si raffreddi tanto da portare ad una deflazione? 

La Catena di Approvvigionamento, composta da Aziende Agricole, Imprese di Trasformazione e la Distribuzione, può trovare nell’analisi del mercato, nella collaborazione e nella trasparenza gli strumenti per far fronte all’inflazione.

Angelo Rossi, Fondatore di CLAL, Sermide– ITALIA

Mais e Soia: gli interrogativi sull’offerta dagli USA
14 Luglio 2023

Di: Elisa Donegatti ed Ester Venturelli

Tra Gennaio e Maggio 2023 l’export statunitense di Mais è calato del 33% (10 Mio Tons) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre quello di Soia, pur avendo registrato un complessivo aumento del 6%, è crollato ad Aprile e Maggio. Tra circa un mese, inizieranno ad entrare sul mercato le produzioni della nuova stagione, che saranno fondamentali per determinare l’andamento dei prezzi mondiali.

Mais

Le aspettative USDA, rispetto all’anno scorso, sono di un incremento della produzione di Mais Statunitense dell’11,6%. Le principali ragioni sono legate alla ridotta produzione dell’anno scorso a causa della siccità e all’importante espansione degli ettari destinati alla produzione di Mais nel Paese, che sarebbero aumentati del 6%. 

Il Clima non sembra, però, molto favorevole: giugno ha registrato precipitazioni inferiori alla media in diverse aree, tra cui la Corn Belt. Nonostante questo, le stime del WASDE (USDA) per la produzione di Mais non sono state ridotte nel report di luglio. La pioggia di inizio luglio ha suscitato, infatti, ottimismo, seppure permangano condizioni diffuse di siccità che lasciano un interrogativo sui potenziali raccolti.

Anche la domanda avrà un ruolo fondamentale per l’export e, di conseguenza, per il prezzo USA e mondiale. Negli ultimi mesi, gli USA hanno visto un calo delle vendite di Mais, dovuto in particolare ad uno spostamento della domanda Cinese verso il Mais Brasiliano. 

Soia

La situazione della Soia è diversa. Gli ettari destinati alla coltivazione sono stimati dall’USDA in riduzione del 5% rispetto alla stagione scorsa, contro le aspettative che indicavano, invece, un incremento. La minore offerta dovrebbe, poi, confrontarsi con una maggiore domanda domestica per la produzione di biocarburante, per la quale dovrebbe aumentare il consumo di semi di Soia, riducendo la disponibilità all’esportazione.

Prospettive per l’Orzo Europeo, tra la siccità e la Cina
22 Giugno 2023

Di: Elisa Donegatti ed Ester Venturelli

L’Unione Europea è il secondo esportatore mondiale di Orzo. Nel 2021 ha esportato la quantità record di 8,6 milioni di tonnellate, diminuita per più di un terzo nel 2022 come effetto della minor domanda Cinese. Il primo quadrimestre del 2023, invece, ha registrato un recupero grazie alla ripresa della domanda Cinese, stimolata dal ridimensionamento dei prezzi.

Per i prossimi mesi, la situazione potrebbe cambiare, e sarà determinante l’effettivo ammontare della produzione del 2023. Per il momento, le stime della Commissione Europea indicano una resa di 4,76 ton/ha, inferiore del 3% alla media degli ultimi cinque anni. Secondo COCERAL, associazione europea che si occupa di trade agricolo, le produzioni complessive dovrebbero essere inferiori di circa 3 milioni di tonnellate rispetto a quelle del 2022. Il dato negativo è determinato soprattutto dalle rese dell’Orzo primaverile, dato che alcuni tra i principali Paesi produttori, come Spagna e Germania, sono stati caratterizzati da carenza di piogge.

In particolare, la Germania nord-orientale e i Paesi Baltici stanno attraversando un periodo di siccità che ha danneggiato le colture primaverili e sta rendendo il suolo poco fertile per le colture estive. La siccità che ha colpito la Spagna, invece, sembra essere terminato a inizio Giugno: tardi per ottenere un buon raccolto primaverile, ma potrebbe avere un impatto positivo sulle produzioni estive. 

COCERAL presenta stime positive, invece, per la produzione Italiana, le cui aree principali si trovano in Veneto e Lombardia ed hanno beneficiato della ripresa delle piogge negli ultimi mesi.

Volumi record per l’export Russo di Cereali e Semi Oleosi
1 Giugno 2023

Di: Elisa Donegatti e Ester Venturelli

CLAL.Teseo.it – Esportazioni di Frumento

La Russia è storicamente tra i principali produttori ed esportatori di Grano Tenero, Mais, Orzo e Girasole (Semi e derivati). Dall’inizio della guerra in Ucraina le informazioni relative alle esportazioni del Paese si sono ridotte, ma la sua importanza sui mercati internazionali è ancora rilevante, soprattutto se si pensa ai mercati asiatici.

Secondo i dati USDA, la stagione 2022/23 ha visto produzioni Russe da record per Frumento, Orzo e Girasole, grazie a maggiori aree coltivate e condizioni climatiche ottimali. A questo si aggiungono gli stock elevati, accumulati per effetto delle restrizioni all’export rafforzate nel 2021. La combinazione di queste due dinamiche ha portato ad un’elevata disponibilità di Cereali e Semi Oleosi in Russia

Di conseguenza, nel 2022 le restrizioni autoimposte dalla Russia sono state alleggerite e le esportazioni sono aumentate, soprattutto verso Medio Oriente e Africa, i cui Paesi non hanno imposto sanzioni alla Russia. 

Le esportazioni di Cereali e Semi Oleosi dalla Russia avrebbero quindi raggiunto volumi record, facilitate anche dai prezzi competitivi e dalle difficoltà che caratterizzano l’Ucraina, principale concorrente. In particolare, le quantità di Frumento esportate dalla Russia per la stagione 2022/23 è stimato a 45 milioni di tonnellate, in crescita del 34,8% rispetto alla stagione precedente. Questo sarebbe decisamente superiore alle quantità esportate dall’UE, le cui stime indicano 35 Milioni di tonnellate.

Tra i partner commerciali della Russia la Turchia sta giocando un ruolo chiave, sia come intermediario nelle contrattazioni per la Black Sea Initiative sia come acquirente. Infatti, tra Gennaio e Aprile 2023 le importazioni di Cereali del Paese dalla Russia sono aumentate del 78,4% rispetto allo stesso periodo del 2022.

Particolare attenzione va data anche alla Cina, con cui i rapporti si stanno rafforzando su diversi settori, tra i quali quello agro-alimentare.

Per la stagione 2023/24  USDA stima produzioni Russe in leggero ridimensionamento per il Frumento e l’Orzo, mentre dovrebbero aumentare sia la produzione che l’export di Mais e di Farina e Olio di Girasole.

CLAL.Teseo.it – Esportazioni di Farina di Girasole

Cereali: la Cina diversifica i propri fornitori
24 Maggio 2023

Di: Elisa Donegatti e Ester Venturelli

CLAL.Teseo.it – Importazioni di Cereali verso la Cina

Le importazioni verso la Cina di Cereali sono diminuite nel primo quadrimestre del 2023 rispetto allo stesso periodo del 2022. La diminuzione riguarda Mais, Sorgo e Riso. Soprattutto per il Mais, la Cina ha adottato una politica di diversificazione dell’origine del prodotto: ha ridotto le quantità acquistate dagli USA e dall’Ucraina che sono state in buona parte compensate da incrementi da Brasile, Russia, Myanmar e Bulgaria. La ricerca di fonti di Mais alternative è stata incentivata dalle convenienze di prezzo. 

Le importazioni Cinesi di Frumento Tenero e Duro, invece, registrano un aumento complessivo del 60% tra Gennaio e Aprile del 2023, rispetto allo stesso periodo del 2022. Il Grano Tenero è fornito principalmente dall’Australia (mentre la quota UE diminuisce) e il Grano Duro dal Canada.

Le importazioni di Semi Oleosi registrano un rallentamento ad Aprile 2023 rispetto Aprile 2022, ma il dato cumulato del primo quadrimestre indica invece un incremento delle quantità del 14%. L’aumento più significativo è associato alla Colza, acquistata quasi totalmente dal Canada, che vede quantità quadruplicate per via degli elevati margini associati alla produzione dell’olio.

CLAL.Teseo.it – Importazioni mensili di Colza verso la Cina

Produzioni record di Cereali e Semi Oleosi previste per la stagione 2023-24
16 Maggio 2023

Di: Elisa Donegatti

Bilancio di Mercato del Mais 2023-24

Cereali e semi oleosi rafforzeranno gli stock (ad eccezione del Frumento) e i prezzi diminuiranno, restando comunque su valori più elevati rispetto alla fase pre-Covid. Così le previsioni USDA-Wasde per l’annata 2023-24,  che sono riportate nella Homepage di Teseo.clal.it comprensive di import, export, consumi e stock, suddivisi per Paese. Vediamo qualche dettaglio, con l’avvertenza che si tratta appunto di previsioni e che l’incognita del meteo potrebbe modificare, anche sensibilmente, i dati.

Mais

Il Dipartimento di Agricoltura degli Stati Uniti prevede per l’annata 2023/24 un sensibile aumento delle produzioni di Mais su scala mondiale (+6% tendenziale), con gli Usa proiettati a toccare un incremento dei volumi dell’11,2% (a 387.75 milioni di tonnellate), trascinati in parte da un aumento delle superfici coltivate (+4%).

Gli Stati Uniti, pur incrementando l’export (+18,3%) e diminuendo l’import (-37,5%), dovrebbero rafforzare in maniera massiccia i magazzini interni (+56,8%), complici anche quantità di partenza contenute.

Una maggiore disponibilità di stock potrebbe trascinare l’attività zootecnica, anche grazie a minori costi di gestione.

Dall’altra parte del mondo, la Cina dovrebbe incrementare le produzioni (+1%), i consumi (+1,7%, il che significa un probabile rafforzamento della produzione animale) e le importazioni (+27,8%, con il Brasile partner commerciale preferito agli Usa), trend che permetterebbe di mantenere elevati gli stock finali, per oltre 204 milioni di tonnellate (-0,5% sui volumi precedenti), che equivalgono al 65,3% di tutti gli stock mondiali.

Semi di Soia

Anche per i Semi di Soia sono previste produzioni record a livello mondiale (+10,8%), con un notevole rafforzamento degli stock globali, nell’ordine addirittura del 21,2% rispetto all’annata 2022-23 e con il Brasile primo esportatore davanti agli Stati Uniti, in rallentamento. L’andamento meteo-climatico sarà una delle variabili chiave per una conferma dei trend produttivi e delle conseguenti oscillazioni dei prezzi.

Frumento

Nella proiezione di produzioni in forte aumento, fa eccezione il Frumento, sostanzialmente stabile (+0,2%). La Russia dovrebbe confermarsi primo esportatore mondiale con un trading ipotizzato di oltre 45 milioni di tonnellate (+2,2% tendenziale), seguita dall’Unione europea, le cui vendite dovrebbero segnare una crescita del 10,1% per arrivare a 38 milioni di tonnellate. Gli stock, anche per effetto di consumi stimati in crescita dello 0,4%, dovrebbero assottigliarsi (-0,7%), con la Cina proiettata a detenere il 52,8% delle scorte mondiali.

Seppure con magazzini globali più leggeri, il prezzo del Frumento dovrebbe essere influenzato dalle tendenze ribassiste degli altri cereali e dei semi oleosi, tratteggiando così una parabola discendente, in parte utile all’approvvigionamento dei paesi più esposti all’insicurezza alimentare.

Fertilizzanti: vicini ad un equilibrio?
11 Maggio 2023

Di: Elisa Donegatti ed Ester Venturelli

CLAL.Teseo.it – Andamento dei prezzi dei Fertilizzanti

I prezzi dei Fertilizzanti si sono ridimensionati molto dai picchi raggiunti tra Aprile e Ottobre del 2022. In base alla CCIAA di Torino, l’Urea è il prodotto che ha visto la variazione maggiore arrivando a 440€/Ton da un picco che aveva un valore tre volte superiore (1107€/Ton), ma anche gli altri prodotti hanno registrato riduzioni significative tra il 30% e il 50%. Questo ha permesso alla domanda Europea di riprendersi, anche se rimane più debole rispetto agli anni precedenti al 2021, quando i prezzi erano più bassi. 

Il calo dei prezzi è strettamente legato, oltre alla domanda debole, anche ad una diminuzione dei costi energetici ed, in particolare del Gas Naturale le cui quotazioni ora sono le più basse da Gennaio 2021. Per questo motivo, le aziende produttrici Europee hanno potuto incrementare nuovamente le produzioni, anche se non hanno ancora raggiunto un’operatività del 100% degli impianti. 

Bisogna comunque considerare che sia i prezzi del Gas Naturale sia quelli dei Fertilizzanti sono ancora a livelli decisamente superiori rispetto allo storico. Inoltre, le ultime quotazioni del Gas Naturale stanno registrando una diminuzione molto più graduale rispetto ai mesi scorsi. Ciò fa supporre il raggiungimento di un certo equilibrio tra domanda e offerta. Questa dinamica si riflette sui Fertilizzanti, le cui ultime quotazioni hanno mostrato maggiore stabilità.

CLAL.Teseo.it – Andamento del prezzo del Gas Naturale

Carni Suine: l’UE perde quota nell’export, ma altri guadagnano terreno
10 Maggio 2023

Di: Marika De Vincenzi e Ester Venturelli

CLAL.Teseo.it – Prezzi medi all’Export delle Carni Suine in UE, USA, Canada e Brasile

L’Unione Europea, primo esportatore mondiale di carni suine, sta registrando un trend in diminuzione da più di un anno. Nel primo bimestre del 2023, le quantità totali sono state inferiori di circa il 15% rispetto allo stesso periodo del 2022. Il rallentamento si è verificato per tutti i principali prodotti esportati e il primo (carni Fresche, Refrigerate o Congelate) è calato del 20% (per circa 100.000 Ton). Questa frenata dell’export Europeo è data dalle minori produzioni, dovute ai costi elevati e alla diffusione di PSA, e, quindi, dai prezzi elevati. I prezzi Europei, infatti, da qualche mese hanno adottato un trend opposto rispetto a quello negli altri Paesi esportatori, diventando sempre meno competitivi.

L’export di Carne Suina Statunitense risulta, invece, in crescita del 2,23% (+16.000 tonnellate) nel primo trimestre del 2023, avendo sostituito sulle tratte asiatiche parte dell’export del Canada che registra un calo di 33.000 tonnellate circa. Infatti, oltre alle quantità verso il Messico, risultano in crescita le quantità esportate dagli USA verso Giappone e Corea del Sud che stanno acquistando meno quantità di Carne Canadese. Aumentano anche le vendite USA verso la Cina (+30.000 tonnellate), la cui domanda sembra in ripresa.

Infine, risulta sempre più importante la presenza Brasiliana nel mercato mondiale delle Carni Suine. Il Paese, tra Gennaio e Aprile 2023, ha aumentato le vendite del 10,4%, incrementando i flussi verso quasi tutte le principali destinazioni, inclusa la Cina, primo acquirente. In aumento anche l’export verso le Filippine, trovando spazio a seguito dell’epidemia di PSA, nonostante la domanda di carne nel Paese si stia spostando verso il Pollame. In termini di tipologia di prodotto, l’aumento principale è associato alle Carni Fresche, Refrigerate o Congelate (+14,8% tra Gennaio e Aprile 2023), mentre le quantità esportate di Salsicce, Salami e simili sono diminuite di 14.000 tonnellate (-24%).

CLAL.Teseo.it – Esportazioni di Carne Suina dal Brasile