Mercato della carne bovina: rialzi dei listini e nuove dinamiche commerciali
16 Gennaio 2025

Il mercato della carne bovina alla CCIAA di Modena mette a segno un altro avanzamento dei listini, trascinato da una disponibilità di animali in leggera contrazione, sufficiente per innescare un rialzo dei prezzi.

A livello nazionale il tasso di autoapprovvigionamento è ormai sostanzialmente stabile al di sotto del 50%, con difficoltà crescenti di ristallo per gli allevatori. La Francia, d’altronde, ha adottato politiche differenti rispetto al passato, incrementando nuove rotte commerciali e puntando sull’export sia di carni bovine allevate al proprio interno (nei primi nove mesi del 2024 le esportazioni francesi sono cresciute del 7,2% tendenziale, con un +15,8% nel solo mese di Settembre) che sulle vendite di broutard verso il Nord Africa, dove allevatori e, soprattutto, commercianti transalpini spuntano prezzi più favorevoli rispetto alla rotta verso l’Italia, dove pure le quotazioni per acquistare bovini da ingrasso sono passate dai 1.483 euro a capo di Dicembre 2023 (per animali superiori ai 300 chilogrammi) ai 2.355 euro per capo a Settembre 2024. E i prezzi sono aumentati ancora.

Anche l’Italia ha comunque scommesso sull’export di carni bovine, registrando performance particolarmente significative: +22,2% le vendite fra Gennaio e Settembre 2024 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con Olanda, Spagna, Francia e Germania primi Paesi di destinazione.

A rendere più complicata la situazione in Europa c’è anche la presenza di epizoozie che portano a una riduzione di animali allevati e a difficoltà di movimentazione dei capi e delle carni, con la conseguenza di amplificare le tensioni dei listini. I prezzi di mercato, per i prossimi mesi, dovrebbero mantenersi elevati.

TESEO.clal.it – Prezzi delle carni bovine

Girasole: offerta debole sui mercati
14 Gennaio 2025

Di: Elisa Donegatti ed Ester Venturelli

La frantumazione di 100 Kg di Semi di Girasole, composti al 50% da grassi, produce circa 45 litri di Olio, utilizzato principalmente nell’alimentazione umana, per friggere e per la produzione di margarina (insieme ad altri oli vegetali).

La Farina di girasole, derivata dalla produzione dell’olio, viene utilizzata principalmente nella formulazione di mangimi. È particolarmente adatta per i ruminanti perché contiene una percentuale proteica che va da 24% a 42%, una bassa percentuale di grassi (1%) e, soprattutto, buone quantità di fibre (21%), superiori rispetto alle altre principali farine di semi oleosi. Per via dell’elevata componente di fibre, nel caso dell’alimentazione di suini e avicoli la Farina di Girasole può sostituire solo parzialmente la Farina di Soia.

Valutando la convenienza tra l’utilizzo di Farina di Soia o Farina di Girasole emerge che, storicamente, la Farina di Girasole risulta competitiva e viene considerata come valida opzione. Tuttavia, nelle ultime settimane, essendo diminuito significativamente il prezzo dei Semi di Soia e della Farina di Soia, la Farina di Girasole risulta avere un rapporto costo/proteine meno vantaggioso. I principali produttori di Farina di Girasole sono, in ordine, Russia, Ucraina e UE; Russia e Ucraina sono anche i primi esportatori mondiali. Secondo le stime USDA, tutti i principali produttori, nella stagione corrente, hanno avuto raccolti inferiori rispetto alla stagione passata e questo si riflette nella disponibilità di Farina e Olio di Girasole, anch’essa in diminuzione. Tuttavia la domanda mondiale (i principali importatori e consumatori sono Cina ed UE) non sembra diminuire quanto l’offerta. Questo dovrebbe portare ad un’erosione degli stock, con possibili aumenti di prezzo.

Teseo.clal.it – Confronto costo della proteina tra le farine di estrazione
I valori espressi dal grafico rappresentano il costo di 1000gr (1kg) di proteine fornite dalla materia prima considerata.

Mais e Soia: l’Argentina preoccupa, ma il mercato rimane stabile
10 Gennaio 2025

Di: Elisa Donegatti ed Ester Venturelli

MAIS: Il clima secco che ha colpito l’area di produzione del Mais in Argentina a partire da Dicembre sta compromettendo significativamente le previsioni di raccolto, con stime di produzione ormai riviste al ribasso. Al contrario, in Brasile la situazione appare favorevole, con una previsione di produzione abbondante, seconda solo al record della stagione 2022-2023, grazie a condizioni climatiche ottimali e a un incremento delle superfici coltivate. La domanda di Mais, complessivamente, sembra essere sostanzialmente equilibrata con l’offerta. Negli Stati Uniti si osserva un aumento della produzione di Etanolo e delle esportazioni. Inoltre, un panel di esperti sulle controversie commerciali ha sottolineato che il blocco imposto dal Messico sul Mais OGM proveniente dagli Stati Uniti viola l’accordo trilaterale USA-Messico-Canada, suggerendo che tale restrizione debba essere rimossa.

SOIA: Anche la produzione di Soia in Argentina sta risentendo degli effetti del clima caldo e secco, ma, rispetto al Mais, ci sono maggiori speranze di recupero, poiché la raccolta avviene più tardi e le condizioni potrebbero migliorare nelle prossime settimane. In Brasile, invece, le prospettive sono molto positive: le condizioni climatiche sono favorevoli e l’aumento delle superfici coltivate porta a previsioni di raccolti record. La significativa riduzione dei prezzi della Soia ha stimolato una forte domanda, in particolare per la Farina di Soia. Negli Stati Uniti la frantumazione procede a ritmi record e le esportazioni di Farina di Soia sono aumentate dell’11% a Novembre 2024 rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. In Argentina, secondo Paese per export di Farina di Soia, l’export di Soia è aumentato del 141,5%, tra Gennaio e Novembre 2024, mentre quello di Farina di Soia del 66% nello stesso periodo. L’apprezzamento del dollaro potrebbe favorire le esportazioni di Soia e derivati sudamericani, rendendo il prodotto brasiliano più competitivo sul mercato globale grazie a un tasso di cambio più favorevole.

Nel mondo c’è richiesta di Proteine nobili di origine Animale
9 Gennaio 2025

Partenza positiva per il mercato delle carni bovine di Modena (quotazioni in rialzo dopo l’Epifania per Scottona, Vitellone, e Vitello, stabili solo i listini legati alle vacche da macello), in linea con un’onda verde dei prezzi che ha accomunato un po’ tutta Europa alla fine del 2024. 

A mantenere vivace i listini sono due fattori: la disponibilità limitata di animali e una domanda interna e internazionale positiva, a conferma che nel mondo c’è richiesta di proteine nobili di origine animale.

In Unione Europea rimangono tuttavia alcuni fattori sui quali è opportuno riflettere: cala il numero di capi e aumenta il peso medio alla macellazione, con la proiezione di una riduzione graduale ma incessante del numero di animali anche in futuro, come pubblicato nel recente Outlook al 2035 della Commissione Agricoltura dell’Ue.

Al momento, i dati dei primi nove mesi del 2024 sono testimoni di una produzione di carne bovina in aumento in termini di peso (+3,4%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Vivace il commercio internazionale: +23,3% le esportazioni tendenziali dell’Ue di carni bovine fresche o refrigerate nei primi dieci mesi del 2024. Regno Unito, Turchia, Nord Africa, ma anche Africa Centrale sono i principali mercati di destinazione, con Turchia e Algeria in forte crescita fra i mercati di destinazione.

In crescita (+4,6%) anche le importazioni, ma rotte di approvvigionamento più brevi (dal Brasile acquisti giù del 6%, +2,9% quelli dal Regno Unito). Brasile e Australia, due fra i principali produttori mondiali di carne bovina, si orientano verso mercati più grandi, come Stati Uniti e Cina. 

Cina, Giappone e Stati Uniti si confermano mercati più dinamici e una domanda globale sostenuta, accompagnata da una disponibilità limitata dei capi, dovrebbe mantenere i prezzi su un quadrante positivo anche per i prossimi mesi.

TESEO.clal.it – Prezzi delle carni bovine

Mercato del Gas: monitoraggio attento per gestire la volatilità
3 Gennaio 2025

Di: Alberto Lancellotti

Cresce la tensione sul gas? Negli ultimi giorni, il prezzo del gas sul mercato TTF di Amsterdam ha superato i 50 euro per Megawattora, avvicinandosi alle quotazioni raggiunte nel 2023.

Tale incremento è attribuibile principalmente alla cessazione del transito del gas russo attraverso l’Ucraina, in vigore dal 1° gennaio 2025, che ha sollevato qualche preoccupazione sulla sicurezza degli approvvigionamenti in Europa, benché le scorte attuali dei Paesi Ue siano ritenute adeguate alle necessità attuali del fabbisogno energetico. Inoltre, la Commissione Europea ha identificato quattro rotte alternative per garantire la continuità delle forniture.

Parallelamente, la domanda globale di gas naturale ha continuato a crescere, trainata principalmente dai Paesi asiatici come Cina e India. Uno scenario che ha innescato una maggiore pressione sui prezzi.

In questo contesto, gli Operatori del settore sono chiamati a monitorare attentamente l’evoluzione del mercato e a valutare strategie di approvvigionamento diversificate per mitigare i rischi associati alla volatilità dei prezzi e alle dinamiche geopolitiche in corso. Politiche maggiormente convinte verso le energie rinnovabili potrebbero rappresentare una delle soluzioni percorribili.

TESEO.clal.it – Prezzo del Gas Naturale

La tradizione suinicola italiana significa cultura, tradizione
30 Dicembre 2024

Di: Marika De Vincenzi

La riscossa del Prosciutto Crudo DOP va in scena nel trimestre fra Settembre e Novembre 2024: aumentano i consumi tendenziali dell’1,8% (a “peso imposto” il dato raggiunge il +2,9%), mentre diminuiscono i consumi di Prosciutto crudo NON DOP (-0,3%).

Scenario in crescita anche per la Carne suina fresca, che nel periodo Settembre-Novembre 2024 registra un incremento delle vendite nel Retail dello 0,3%, con un +4,7% nel segmento del “peso imposto”.

Difficile affermare se si tratta di una ripresa più strutturata oppure solo un lampo. Sicuramente le tendenze future legate ai prezzi, all’andamento dell’inflazione e al potere di acquisto delle famiglie saranno variabili da considerare. Così come l’immagine della carne rosa e dei salumi.

Demonizzare il mondo del suino anche nel futuro, come purtroppo è già avvenuto, sarebbe un grave errore, perché la tradizione suinicola italiana significa cultura, tradizione e la qualità organolettica dei prodotti è di gran lunga migliorata rispetto al passato (a partire dalla riduzione delle percentuali di sale). 

Volumi in crescita anche per la Carne Bovina e quella Avicunicola nel trimestre Settembre-Novembre 2024, con incrementi a volumi rispettivamente dell’1,2% e del 2,7% rispetto allo stesso periodo del 2023.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

Cereali: il mercato UE fa i conti con il contesto mondiale
19 Dicembre 2024

Di: Elisa Donegatti ed Ester Venturelli

TESEO.clal.it – UE: Export mensile di Cereali

La produzione di cereali nell’Unione Europea quest’anno è stata influenzata negativamente dalle condizioni meteorologiche: nel centro-ovest del continente si sono registrate piogge abbondanti, mentre nell’area orientale si è verificata una carenza di precipitazioni. L’eccesso di pioggia ha compromesso anche la qualità del raccolto, con significativi cali nella quantità e nella qualità di frumento tenero e orzo, in particolare in Francia. Questi diminuiti volumi stanno incidendo sull’export comunitario di cereali, che tra agosto e ottobre ha registrato una flessione rispetto agli anni precedenti, anche a causa del blocco delle importazioni di frumento francese da parte dell’Algeria, scaturito da recenti tensioni politiche.

Tuttavia, la spinta al rialzo dei prezzi derivante dalle ridotte produzioni è mitigata dall’offerta mondiale. Per quanto riguarda il Mais, si prevedono raccolti abbondanti in Brasile, il che dovrebbe mantenere stabili i prezzi.

Nel caso del Frumento Tenero, la riduzione della produzione nell’UE e il rallentamento dell’export russo dovrebbero essere bilanciati da un aumento della produzione in Argentina e Australia, mentre la semina dei cereali vernini nell’UE sta procedendo bene. Anche in questo caso, i prezzi sono destinati a rimanere stabili.

Per quanto riguarda l’Orzo, la produzione nell’UE è diminuita in Germania e Francia, rispettivamente primo e secondo produttore, ma complessivamente è aumentata grazie ai buoni raccolti in paesi come Spagna, Danimarca e Polonia. Nonostante ciò, i prezzi dell’orzo continuano a registrare aumenti e non sembra abbiano raggiunto ancora il picco.

TESEO.Clal.it – Frumento: Produzioni mondiali

Brasile, tra attese positive per la Soia e le sfide della Deforestazione
12 Dicembre 2024

Di: Elisa Donegatti ed Ester Venturelli

TESEO.Clal.it – Brasile: Produzioni di Soia

Il Brasile si prepara a registrare una produzione record di Soia nella nuova stagione (è in corso la semina), con una stima di 169 milioni di tonnellate, secondo l’USDA. Questo risultato è attribuibile all’ampliamento delle superfici coltivate, alle condizioni meteorologiche favorevoli che hanno fatto seguito alla siccità di agosto e settembre, e al miglioramento dei fattori produttivi come semi e fertilizzanti.

La Soia brasiliana continua a essere destinata prevalentemente alla Cina, verso la quale, tra Gennaio e Novembre 2024, ha esportato più di 71 milioni di tonnellate. L’Unione Europea rappresenta il secondo maggiore acquirente con 6 milioni di tonnellate nello stesso periodo, di cui 947.149 tonnellate destinate all’Italia. Complessivamente, l’export brasiliano di soia è rimasto stabile nel 2024 rispetto al 2023, nonostante un rallentamento delle esportazioni negli ultimi due mesi. Tale calo, unito alle prospettive di un’ampia offerta, ha contribuito a un’ulteriore pressione al ribasso sui prezzi.

La domanda cinese, infatti, rappresenta un punto critico per l’export brasiliano. Nel mese di Novembre, la Cina ha acquistato il 50% in meno di Soia rispetto allo stesso periodo del 2023, mostrando anche una crescente preferenza per prodotti certificati sostenibili e non provenienti da aree deforestate. È atteso che simili requisiti siano adottati  anche dall’Unione Europea con l’entrata in vigore dell’accordo UE-Mercosur e prossimamente anche del Regolamento Europeo sulla Deforestazione (EUDR).

A questo proposito, però, in Brasile emergono tensioni interne. Una parte significativa della produzione proviene da territori deforestati, sebbene una moratoria impedisca alle multinazionali di acquistare soia da terreni disboscati dopo il 2008. Recentemente è stata avanzata la proposta di indebolire questa moratoria per permettere a più produttori di accedere al mercato. Questa iniziativa, però, contrasterebbe con gli sforzi globali e nazionali per limitare la deforestazione.

La sfida per il Brasile sarà quindi bilanciare la crescita produttiva con le crescenti richieste di sostenibilità da parte dei mercati internazionali, in un contesto dove la pressione per preservare le foreste tropicali è sempre più rilevante.

TESEO.Clal.it – Brasile: Export di Soia

Il futuro dell’agroalimentare tra UE e MERCOSUR
10 Dicembre 2024

Di: Marika De Vincenzi

L’accordo commerciale in fase di definizione fra Unione Europea e Mercosur arriva dopo anni di negoziati e liberalizza le esportazioni dall’America Latina all’Europa in alcuni settori dell’agroalimentare, fra i quali carni bovine, pollame e carni suine.

Carni Bovine: il peso del Mercosur nell’UE

Nel 2023 l’Import UE-27 di Carni Bovine dai Paesi Mercosur ha rappresentato il 50,7% del totale complessivo importato dai 27 Stati Membri. Fra Gennaio e Settembre di quest’anno, le importazioni hanno perso il 4% in volume, avvicinandosi alle 114 mila tonnellate, con il Brasile primo fornitore, seguito da Argentina e Uruguay.

L’Italia, nel gruppo Ue, è il secondo Paese importatore di Carne Bovina (30mila tonnellate), alle spalle dei Paesi Bassi (oltre 36.800 tons) nei primi nove mesi del 2024. In prevalenza si tratta di Carni bovine fresche o refrigerate disossate e di carni bovine congelate disossate.

Soia e Mais: export brasiliano in evidenza

Quanto all’export di Soia dal Brasile, l’Unione Europea con 6,76 milioni di tonnellate ritirate fra Gennaio e Novembre 2024 (+25,3% tendenziale) riveste una quota residuale della rotta brasiliana (appena il 7% del market share), che per il 73% è diretto verso la Cina (oltre 71 milioni di tonnellate).

Ancora inferiore l’export brasiliano di Mais verso l’Ue-27, che con 1,59 milioni di tonnellate inviate nei primi 11 mesi del 2024 costituisce appena il 4% dell’export. Inferiori i volumi di mais esportati (35,5 milioni di tonnellate contro i 96,8 milioni di soia), con destinazioni più frammentate e guidate da Egitto, Vietnam, Iran, Corea del Sud, Giappone, Cina, Algeria, Taiwan e Unione Europea.

Farina di Soia in Argentina: un mercato in crescita

L’Argentina esporta in Ue Farina di Soia, che rappresenta il 29% del mercato in uscita, per volumi vicini ai 4 milioni di tonnellate. Quantità all’export che sono schizzate nei primi dieci mesi del 2024 in alto del 240%.

TESEO.clal.it – Prezzi delle Carni Bovine

La sfida di raccontarsi al consumatore [tutte le presentazioni]
3 Dicembre 2024

Un pubblico particolarmente attento ha partecipato al nostro incontro “Pronto… consumatore?” del 29 novembre, organizzato da CLAL in collaborazione con CremonaFiere e condotto da Francesco Branchi del Team di CLAL.

Martina Tenani del Team di CLAL ha evidenziato il calo del numero di Aziende da Latte in Germania, Francia, Olanda e Italia, ma anche le differenze nelle dimensioni aziendali e nei fattori. 

Le Aziende da Latte trovano difficoltà a compiere un ricambio generazionale, ed a reperire personale qualificato, osserviamo tuttavia un aspetto positivo: la maggiore presenza di Allevatrici in ruoli più chiave, anche dirigenziali. Olimpia Cabrini (Società Agricola Sorelle Cabrini, Cremona) e Laura Dalledonne (Società Agricola Dalledonne Angelo e Laura) hanno condiviso con la platea la loro esperienza, fatta di studi anche distanti dal mondo agricolo, esperienze lavorative diversificate, e infine la scelta di impegnarsi nell’Azienda di famiglia. Poi le difficoltà, ma anche tanta passione e l’importanza della famiglia.

La famiglia è stata un elemento centrale anche nell’intervento di Vittorio Fiore, Italy Corporate Communication and Sustainability Director del Gruppo Lactalis Italia, che ha raccontato come sia diventato necessario per il Gruppo comunicare la propria identità al consumatore, ed ha invitato a riscoprire il valore dell’imprenditorialità e quanto la famiglia possa aggiungervi.

“Magnetica” la presentazione della Professoressa Francesca Checchinato, Dipartimento di Management – Università Ca’ Foscari di Venezia, dal titolo “La sfida di comunicare l’Allevamento al Consumatore”, creata ad hoc per questo incontro presso le Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona. Checchinato ha analizzato l’importanza di comunicare l’Allevamento sia per il Consumatore, sia per meglio reperire personale. Importanti spunti dai quali partire per riflettere su chi dovrebbe comunicare l’Allevamento, e come; partendo da una maggior conoscenza del consumatore, e dal concetto cardine che questa comunicazione va fatta “insieme”, tutta la filiera.

Un riscontro pratico è arrivato dall’esperienza dell’allevatore BIO Davide Pinton – Società Agricola Juvenilia di Schio (VI).

Poiché il Benessere Animale è tra gli argomenti che toccano maggiormente la sensibilità del Consumatore, Francesca Ceola, Responsabile di schema in CSQA, ha spiegato cos’è e come funziona il Sistema di Qualità Nazionale per il Benessere Animale (SQNBA): la nuova certificazione nazionale unica italiana che può apparire in etichetta, e alla quale tutte le certificazioni ed i claim di benessere animale dovranno convergere entro un anno.

Ha concluso la sezione dedicata alla comunicazione Renata Pascarelli, Direttrice Qualità e Sostenibilità presso Coop Italia, che ha presentato ai partecipanti la filiera integrata quale modello organizzativo per portare avanti efficacemente progetti di filiera che tengano conto del Consumatore.

Partendo dal rallentamento delle consegne di latte in Germania e Olanda, Mirco De Vincenzi e Alberto Lancellotti del Team di CLAL hanno presentato andamento e attese per il mercato lattiero-caseario internazionale e nazionale, con un attento focus conclusivo sull’andamento dei costi alla stalla.

La sala si è infine animata con un vivace dibattito che ha coinvolto operatori quali Antonio Auricchio – Presidente di Afidop, Tiziano Fusar Poli – Presidente di Latteria Soresina, Renato Zaghini – Presidente del Consorzio di Tutela Grana Padano DOP, Giovanni Guarneri – Presidente del comitato di settore lattiero-caseario presso Confcooperative, Giovanni Garbelli – Presidente di Confagricoltura Brescia, Antonio Boselli – Allevatore, Piercristiano Brazzale – Brazzale SpA, Emanuele Balliana – Allevatore sardo socio della Cooperativa Arborea.

Il consumatore vuole conoscere. Sta alla filiera, ora, raccontarsi.

Tutte le Presentazioni >