Capitale sociale e certificazione: il Veneto verso la Sostenibilità [VIDEO]
15 Marzo 2018

Il settore lattiero-caseario Veneto ha intrapreso un percorso di Sostenibilità, e vuole comunicarlo.

Da questo presupposto scaturisce l’incontro di mercoledì 7 Febbraio 2018 organizzato da CLAL / TESEO e CSQA. Allevatori, cooperative ed imprese industriali veneti si riuniscono presso Latterie Vicentine a Bressanvido (Vicenza) per parlare di Sostenibilità, con un interlocutore d’eccezione a chiudere la filiera: la grande distribuzione.

Aprono i lavori Alessandro Mocellin, Presidente di Latterie Vicentine S.C.A. che ha ospitato l’evento nella propria sede, ed Angelo Rossi, Fondatore di CLAL.it e TESEO.

Introduce i temi della mattinata Luigino Disegna, Presidente del CSQA, che pone l’accento sull’immediata necessità, da parte delle imprese del settore, di intraprendere un percorso realistico ed oggettivo, quindi misurabile e dimostrabile, per rendere evidente ciò che viene fatto in termini di Sostenibilità:

[Sostenibilità:] stiamo parlando di un’utopia? No, io dico: stiamo parlando adesso di un prerequisito.

Le presentazioni iniziano con  Maria Chiara Ferrarese, Vice Direttore – CSQA, la quale illustra standard e certificazioni a supporto di una Sostenibilità efficace ed oggettiva. Portando l’esempio dell’olio extra-vergine, Maria Chiara auspica un lavoro collettivo della filiera lattiero-casearia:

Lavorare insieme per arrivare come Paese Italia ad uno standard da proporre all’esterno.

Interessante ed originale la presentazione di Aldo Galbusera, Cheese Marketing Manager EMEA Food Care – Sealed Air, che verte sullo spreco alimentare e sul ruolo che il confezionamento ha nella prevenzione di tale spreco.

Seguono cinque imprese lattiero-casearie che raccontano in prima persona le buone pratiche di Sostenibilità attuate in Veneto:

Luca Maroso, Responsabile Qualità – Latterie Vicentine S.C.A.

Alessandro Lazzarin, Responsabile Produzione – Latteria Montello S.P.A.

Emiliano Feller, Specialista in Scienza dell’alimentazione – Centrale del Latte di Vicenza S.P.A.

Mario Dalla Riva, Marketing Manager – Latteria Soligo S.C.A.

Tatiana Dallo, Responsabile Produzione – Lattebusche S.C.A.

L’ultima presentazione, di più ampio respiro, è di Leonardo Becchetti, Economista e Professore all’Università di Roma Tor Vergata. Becchetti illustra come i mercati finanziari abbiano “votato per la Sostenibilità”, premiando fortemente le imprese attive su questi temi.
Tra gli SDGs, gli obiettivi dell’ONU per lo sviluppo sostenibile, viene evidenziata una grande novità: la collaborazione con la cittadinanza attiva e con le imprese.
La sfida della Sostenibilità come può essere affrontata dalle imprese? “Il produttore deve cercare di diversificare, di innovare ed estrarre la massima disponibilità dai consumatori capendone i gusti.”
Becchetti ha poi individuato un segnale positivo, ovvero una nuova generazione di imprenditori che oltre al profitto vogliono avere un impatto:

C’è questo desiderio, oltre a far soldi, di fare e lasciare qualcosa di utile per il proprio territorio.

Viene dato rilievo ai due nuovi e crescenti temi della sostenibilità sociale e della sostenibilità fiscale, illustrando il grande valore del capitale sociale (cioè la cooperazione: l’unione fa la forza) e come questo capitale si può creare.

La capacità di mettersi insieme e la cooperazione sono le variabili di sopravvivenza di questo settore.

Il Prof. Becchetti conclude con l’augurio che il settore possa continuare a creare capitale sociale.

Le presentazioni sono state intervallate dai contributi di diversi attori della filiera lattiero-casearia e da imprese che offrono tecnologia e servizi:

È inoltre intervenuto Giorgio Garofolo, il Filosofo che ha dato la prima scintilla al progetto Sostenibilità in TESEO ed ha curato i contenuti della sezione Acqua del progetto Acqua&Energia.

Gli spunti sono tanti ed innescano un dibattito composto di molti brevi commenti, all’insegna della pluralità dei punti di vista. Hanno condiviso le proprie idee:

  • Flavio Furlani, CIA
  • Lorenzo Brugnera, Presidente di Latteria Soligo S.C.A.
  • Augusto Guerriero, Presidente di Lattebusche
  • Piercristiano Brazzale, Brazzale Spa e Responsabile Ambiente di FIL-IDF 
  • Mauro Toniolo, Proprietario del Caseificio TONIOLO
  • Manuel Lugli, Allevatore conferente a Latteria Sociale Mantova
  • Francesco Pagiusco, Allevatore  conferente a Latterie Vicentine
  • Vincenzo Giuliani, CONAD
  • Claudio Truzzi, METRO
  • Fabio Ungarelli, COOP Italia
  • Fabrizio Stella, AVEPA
  • Alberto Negro, Veneto Agricoltura

La mattinata termina con le conclusioni di Alberto Andriolo, Direzione Agroalimentare Regione del Veneto, ed a seguire un ottimo buffet accompagna il proseguimento del dibattito.

Consulta le presentazioni dei relatori e delle imprese venete >

Scopri le interviste a fine evento (a cura di Matteo Bernardelli):

Biocarburanti e sostenibilità
6 Marzo 2018

UE-28, obbiettivo al 2030: il27% dei consumi energetici proverrà da fonti rinnovabili

L’obiettivo della UE per contrastare il cambiamento climatico, nel contesto della cosiddetta economia circolare, prevede che nel 2030 il 27% dei consumi energetici totali provenga da fonti rinnovabili. Allo stesso tempo, nel 2015 è stata modificata la direttiva UE che prevedeva come queste fonti nel settore dei trasporti dovessero rappresentare il 10% dei fabbisogni.

E’ stato invece indicato di ridurre l’uso dei biocarburanti convenzionali ad un massimo del 7% nel 2021 e del 3,8% nel 2030. Di conseguenza, questo cambio di direzione ha introdotto prospettive incerte riguardo alle coltivazioni ed in generale alle biomasse destinate a biocarburanti ed ha rimesso in questione i grandi investimenti effettuati in questo settore a partire dai primi anni duemila.

Le associazioni ambientaliste ritengono che i biocarburanti di prima generazione o convenzionali abbiano ricevuto un livello di contributi troppo elevato, il che non ha stimolato la ricerca di migliori alternative rispetto ai biocarburanti ottenuti dalle coltivazioni tradizionali. Ci sono anche riflessi internazionali su queste scelte, come ad esempio lo stimolo alle coltivazioni di olio di palma soprattutto nei paesi del sud-est asiatico, prodotto che rappresenta un terzo della quantità di biodiesel usato nella UE.

Queste tendenze, anche contrastanti, fanno capire come proprio per i biocarburanti il fattore della sostenibilità divenga fondamentale e debba essere considerato rispetto all’apporto od all’impatto che tali produzioni possono avere sulla economia del settore agricolo, così come sull’ambiente e sullo sviluppo rurale della UE.

Fonte: AgriLand

TESEO | Acqua&Energia – Trasformazione dei prodotti agricoli in bioenergia

Il benchmarking per l’analisi competitiva dell’azienda
2 Marzo 2018

Per migliorare l’efficacia della gestione aziendale, diventa necessario prestare grande attenzione alla metodica registrazione dei dati ed alla loro comparazione con gli indici di competitività, applicando la tecnica manageriale del benchmarking.

Si tratta del processo sistematico e continuo per la comparazione delle performance aziendali, allo scopo non solo di raggiungerne la media, ma di superarla. In Canada è stato dimostrato come i produttori che usano questa tecnica di comparazione delle performance hanno delle produzioni più alte e dunque un aumento delle redditività.

Canada: +11% nel peso dei vitelli allo svezzamento per chi utilizza il benchmarking

Ad esempio, i produttori che usano il benchmarking hanno avuto vitelli allo svezzamento con un peso dell’11% più elevato rispetto a quanti non lo usano. In termini monetari, per una mandria di 100 vacche, questo si traduce in un maggior guadagno di 13.200 dollari canadesi all’anno (circa 8432 €).  

Resta il fatto che uno dei maggiori problemi per gli allevatori è reperire, comprendere ed utilizzare i dati che determinano le spese e le entrate della loro azienda. Occorre dedicare del tempo a queste analisi che, se non vengono fatte direttamente, dovrebbero essere comunque eseguite con le indicazioni fornite dall’allevatore, secondo le sue necessità.

Reperire e registrare in modo meticoloso i dati diventa essenziale per capire il reale stato di salute finanziario dell’attività imprenditoriale e dunque per effettuare le migliori scelte manageriali. Per questo occorre identificare le informazioni che servono e catalogarle in funzione dei propri obiettivi.

TESEO – S/STEMA STALLA: Confronta le performance della tua Stalla!

Fonte: BCRC

Allevamento ed emissioni: il dilemma olandese
22 Febbraio 2018

L’Olanda è nota per la produzione di latte e formaggio. Il fatto che un paese così piccolo sia il quinto maggior esportatore mondiale di lattiero-caseari dimostra quanto efficiente ed organizzata sia la sua produzione, il cui incremento è stato reso possibile anche grazie alle importazioni a basso costo di soia, cereali ed altri alimenti per il bestiame.

Però la superficie del paese non è sufficiente per smaltire le deiezioni solide e liquide emesse dalle sue vacche, tant’è che i tenori di fosfati nel terreno superano i limiti posti dai regolamenti UE. Inoltre, l’Olanda, dopo Malta, ha la minore biodiversità fra i paesi europei e l’80% delle aziende agricole produce più letame di quanto può legalmente smaltirne, il che porta ad un sovra-spandimento che inquina il terreno e l’ambiente. 

Olanda
riduzione del numero di vacche del 40%entro 10 anni, richiesta dal WWF

Non deve sorprendere allora che la società civile punti il dito contro l’allevamento animale, fino a chiedere di ridurre del 40% il numero di vacche nei prossimi 10 anni. In un paese dove le condizioni medie di vita sono a livelli elevati, il rispetto dell’ambiente diventa un sentimento molto più sentito che in altri paesi ad economie più deboli.

Per reagire a tale situazione FrieslandCampina, la cooperativa che raccoglie l’80% del latte olandese ed i cui prodotti sono presenti un po’ in tutto il mondo, paga un premio agli allevatori che adottano il pascolo e collabora col WWF per migliorare i livelli di biodiversità nell’azienda agricola.

Anche un settore all’avanguardia nel mondo per organizzazione, ricerca, tecnica, efficienza produttiva, export, non può restare insensibile alla sostenibilità ambientale!

Olanda – Export di Manze da riproduzione
Olanda – Quadro triennale del numero di vacche macellate

Fonte: The Guardian

VENETO: una scelta di Sostenibilità [presentazioni]
15 Febbraio 2018

Ha riscosso un grande successo l’incontro “VENETO: una scelta di Sostenibilità” di Mercoledì 7 Febbraio, ospitato da Latterie Vicentine a Bressanvido (Vicenza) e organizzato da CLAL e CSQA, alla presenza di un nutrito gruppo di rappresentanti del mondo cooperativo ed industriale del settore lattiero-caseario veneto e nazionale.

Ad introdurre i lavori sono stati Alessandro Mocellin, Presidente di Latte Vicentine SCA, Angelo Rossi, Fondatore di CLAL e TESEO, e Luigino Disegna, Presidente di CSQA, che hanno sottolineato la necessità di comunicare al consumatore la qualità globale dei prodotti, incoraggiando il settore ad un’economia sempre più congiunta e finalizzata al principio della Sostenibilità.

Maria Chiara Ferrarese, Vice Direttore di CSQA, ha presentato il ruolo chiave degli standard e delle certificazioni a supporto di una sostenibilità efficace ed oggettiva.

Aldo Galbusera, Cheese Marketing Manager EMEA Food Care di Sealed Air, azienda leader nel settore degli imballaggi di protezione, ha illustrato il rapporto tra Packaging e Sostenibilità.

Le Buone Pratiche di Sostenibilità nel settore lattiero-caseario veneto sono state presentate da Luca Maroso, Responsabile Qualità di Latterie Vicentine SCA, Alessandro Lazzarin, Responsabile Produzione di Latteria Montello SpA, Emiliano Feller, Specialista in Scienza dell’alimentazione di Centrale del Latte di Vicenza SpA, Mario Dalla Riva, Marketing Manager di Latteria Soligo SCA e Tatiana Dallo, Responsabile Produzione di Lattebusche SCA.

Leonardo Becchetti, Economista e Professore dell’Università di Roma Tor Vergata, ha trattato il ruolo del capitale sociale in agricoltura e le nuove sfide dell’economia globale.

Il dibattito ha coinvolto operatori della filiera lattiero-casearia esperti a livello nazionale: produttori latte, imprese di trasformazione e grande distribuzione. Le conclusioni sono state affidate ad Alberto Andriolo, Direzione Agroalimentare della Regione Veneto.

Prossimamente saranno pubblicati i video della giornata, nel frattempo consulta le presentazioni:

Maria Chiara Ferrarese – Vice Direttore CSQA
1 - Sostenibilità efficace ed oggettiva – Standard e certificazioni a supporto
Maria Chiara Ferrarese – Vice Direttore CSQA
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Aldo Galbusera – Cheese Marketing Manager EMEA Food Care, Sealed Air
2 - Packaging e Sostenibilità
Aldo Galbusera – Cheese Marketing Manager EMEA Food Care, Sealed Air
pdf 2 MB | 771 clicks
Luca Maroso – Responsabile Qualità, Latterie Vicentine S.C.A.
3 - Latterie Vicentine - Buone Pratiche di Sostenibilità
Luca Maroso – Responsabile Qualità, Latterie Vicentine S.C.A.
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Alessandro Lazzarin – Responsabile Produzione, Latteria Montello S.P.A.
4 - Latteria Montello - Buone Pratiche di Sostenibilità
Alessandro Lazzarin – Responsabile Produzione, Latteria Montello S.P.A.
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Emiliano Feller – Specialista in Scienza dell’alimentazione, Centrale del Latte di Vicenza S.P.A.
5 - Centrale del Latte di Vicenza - Buone Pratiche di Sostenibilità
Emiliano Feller – Specialista in Scienza dell’alimentazione, Centrale del Latte di Vicenza S.P.A.
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Mario Dalla Riva – Marketing Manager, Latteria Soligo S.C.A.
6 - Latteria Soligo - Buone Pratiche di Sostenibilità
Mario Dalla Riva – Marketing Manager, Latteria Soligo S.C.A.
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Tatiana Dallo – Responsabile Produzione, Lattebusche S.C.A.
7 - Lattebusche - Buone Pratiche di Sostenibilità
Tatiana Dallo – Responsabile Produzione, Lattebusche S.C.A.
pdf 2 MB | 914 clicks
Leonardo Becchetti – Economista e Professore, Università di Roma Tor Vergata
8 - Il ruolo del capitale sociale in agricoltura e le nuove sfide dell’economia globale
Leonardo Becchetti – Economista e Professore, Università di Roma Tor Vergata
pdf 3 MB | 797 clicks

Nel corso dell’evento sono intervenuti:

La rivoluzione per le macchine agricole nei prossimi anni
12 Febbraio 2018

I sistemi produttivi nei prossimi anni saranno caratterizzati da bruschi cambiamenti derivanti dalla necessità di produrre maggiori quantità di alimenti con minori consumi energetici e meno emissioni, facendo fronte ai cambiamenti climatici. Le macchine agricole dovranno dunque avere una maggiore capacità operativa con meno ore/uomo per ettaro, operare con precisione rispetto alle caratteristiche di suolo, coltivazioni, patogeni, utilizzare nuove tecnologie e materiali costruttivi.

La maggiore evoluzione sarà in elettronica, connettività, robotizzazione, poi nei sensori capaci di rilevare oggetti, piante, evapotraspirazione reale e potenziale, umidità e fertilità del suolo, variabili climatiche (umidità dell’aria, vento, pioggia), ma anche uniformità e profondità di semina, così come i livelli ormonali dei frutti per raccoglierli al giusto grado di maturazione.

Saranno poi sempre più presenti droni, satelliti ad alta risoluzione spaziale e temporale, nanosatelliti, per identificare la presenza di patogeni ed infestanti e dunque intervenire in tempo reale con trattamenti mirati.

Tali sensori permetteranno di raccogliere una mole di dati che verrà elaborata dal software installato sulla macchina operatrice o nella web cloud in modo da costituire vere e proprie banche dati di informazioni agronomche utili per elaborare delle diagnosi che modifichino in tempo reale il comportamento operativo delle macchine.

I motori a combustione interna a gasolio, biocarburanti, idrogeno, avranno minori potenze perché, come avviene nella tecnologia della F1, potranno alimentare motori elettrici e pompe idrauliche che trasmetteranno il movimento riducendo il numero di ingranaggi, pulegge, catene, cinghie, grazie ai sistemi di cavi intelligenti quali can bus (controller area network), autoguidati ed autoregolabili.

Ci saranno meno macchine per ettaro ma con maggior capacità operativa e minor dispendio energetico per accrescere la quantità di biomassa. Quella destinata alla trasformazione in proteine animali (carne, uova, latte) entrerà a far parte di processi integrati con i successivi processi di produzione alimentare che metteranno in circolo le bioenergie e le energie rinnovabili nel contesto delle buone pratiche agonomiche, zootecniche e di trasformazione industriale

TESEO – Consulta le ultime quotazioni del Mercato Agricolo e dei Concimi

Fonte:  Red Agricultura de Precisión

Ambiente: fare di più e subito
6 Febbraio 2018

Agire subito a tutela dell’ambiente perché non sia troppo tardi: questa è la sollecitazione fatta al comparto lattiero-caseario neozelandese sul piano strategico con gli obiettivi per la sostenibilità degli anni a venire.

Il sistema produttivo deve riottenere la popolarità in merito a scelte che hanno portato il Paese a posizioni leader nell’export, con pesanti riflessi però su acque e terreni. La questione è la rapida adozione di pratiche agronomiche che evitino il depauperamento del terreno e l’accumulo di residui.

La società civile è sempre più sensibile alla questione dell’inquinamento delle acque ed alla perdita di spazi balneabili a causa dell’inquinamento. La crescita nella produzione di latte è stata determinata soprattutto dall’aumento consistente negli ultimi venti anni nel numero di vacche allevate, col passaggio a forme intensive di allevamento.

Si calcola che i circa sei milioni di vacche allevate abbiano lo stesso impatto, in quanto a residui, di una popolazione par a novanta milioni di persone. Di conseguenza le imprese del settore lattiero che hanno un così grande successo sui mercati internazionali, debbono ora come non mai saper dialogare anche con la società civile per definire insieme gli obiettivi operativi e strategici da perseguire.

L’argomento della sostenibilità diventa un tema di attualità politica.

Fonti:
Nazioni Unite, Scoop Independent News

Veneto: una scelta di Sostenibilità

Gestire la fertilità del suolo
30 Gennaio 2018

A differenza dei substrati inerti, il suolo è un corpo vivo ed eterogeneo, che necessita di cure adeguate per mantenere il potenziale di fertilità. Innanzitutto bisogna evitarne il compattamento, che determina la riduzione della sua porosità attraverso cui avviene il movimento di acqua, nutrienti e delle radici.

Poi occorre massimizzare il contenuto di materia organica in quanto il carbonio, in combinazione con la vita biologica, è essenziale per il ciclo dei nutrienti e per la aggregazione del suolo, contrastando l’erosione. Il terreno è una miniera di microrganismi simbiotici come batteri e funghi, che lo mantengono vivo.

Pertanto sia l’apporto di ammendanti che di fertilizzanti può migliorare la salute del suolo, ma comunque deve essere proporzionato alla perdita di nutrienti che avviene con i prodotti delle coltivazioni, ma anche con i fenomeni di lisciviazione dell’acqua. L’antico principio agronomico delle rotazioni è oggi più valido che mai e contribuisce anche a contrastare la presenza dei patogeni per le colture.

Comunque, il complesso dei processi biologici del suolo è lento e gli effetti, positivi o negativi, si manifestano nel tempo. La loro accelerazione dipende in grande misura dalle pratiche agronomiche e colturali di gestione del terreno. Un suolo equilibrato in termini di proprietà chimiche (nutrienti), fisiche (tessitura) e biologiche (sostanza organica) fornisce le migliori condizioni per avere coltivazioni più sane, redditizie e dunque sostenibili.Italia | Confronto fra i prezzi dei Concimi Chimici

Italia | Confronto fra i prezzi dei Concimi Chimici

Fonte: AGWeb

La scelta cinese delle megastalle per produrre latte
25 Gennaio 2018

oltre15 Milionidi vacche in Cina

La Cina, che nel 2002 produceva circa 13 milioni di tonnellate, è ora il terzo paese lattiero al mondo dopo India e USA, con una produzione che ha superato le 36 milioni di tonnellate. Lo scandalo nel 2008 del latte con melamina, sostanza azotata aggiunta al latte per aumentarne il tasso proteico, contaminazione attribuita per lo più ai piccoli allevatori, portò alla scelta delle grandi stalle, triplicando il numero di vacche che ormai superano i 15 milioni, ma concentrate in grandi stalle.

Il latte non è un alimento tradizionale cinese. Il suo consumo era praticamente insignificante, ma negli anni ’90 con la imponente urbanizzazione, divenne sempre più presente nell’alimentazione, accelerando lo squilibrio con le campagne. Infatti i consumi di latte nelle città sono tre volte superiori a quelli nelle campagne.

12,1 Kgconsumo pro-capite di latte in Cina

La media di 12,1 kg pro capite è un valore ben inferiore rispetto alla media mondiale di 111,3 kg, ma dimostra l’enorme impulso produttivo che il paese ha avuto a seguito dell’obiettivo indicato dal presidente Wen Jiabao di fornire ad ogni bimbo una quantità sufficiente di latte tutti i giorni. Così la Cina è diventata una delle potenze lattiere mondiali, adottando il modello basato sul sistema tecnologico USA dei grandi numeri, una scelta radicalmente opposta a quella dell’India dove il “piccolo è bello” e la struttura lattiera si basa sui micro allevamenti dei villaggi.

Lo scandalo melamina del 2008, con oltre 300 mila bimbi colpiti da patologie renali ed anche da decessi, fu dirompente, con enormi cadute nel valore azionario di aziende lattiero-casearie cinesi ma, soprattutto, con la generale sfiducia dei consumatori verso il latte nazionale e la corsa alle importazioni soprattutto di latte in polvere per l’infanzia ma anche UHT. Il Paese scelse allora di realizzare grandi stalle per avere controlli e garanzie igienico-sanitarie grazie alle metodologie produttive più avanzate.

il 25 %delle stalle in Cinaha più di 1000 vacche

Di conseguenza, il 53% delle stalle ha più di 200 vacche rispetto a solo il 20% nel 2008; il 25% delle stalle ha oltre mille vacche e le maggiori arrivano a 40 mila capi. Vennero poi introdotte normative sempre più stringenti sulla produzione e composizione del latte, anche per riacquisire la fiducia dei consumatori e contrastare il latte d’importazione, che rappresenta il 13% del totale. Le importazioni di latte e crema nel 2016 sono aumentate del 38%, con al primo posto tra i fornitori la Germania, seguita da Nuova Zelanda e Francia.

Con questi stravolgimenti, ma soprattutto a seguito della scelta di un modello produttivo dove “grande è bello”, i piccoli allevatori hanno spazi sempre più risicati e diventano del tutto marginali.

Cina – Import di Bovini: principali fornitori

Fonte: NZFarmer, EDairyNews

Cresce l’export lattiero caseario italiano (compresi i grattugiati)
17 Gennaio 2018

Italia +45,1% export panna sfusa
Gen-Ott 2017
in volume


È positivo l’export dei prodotti lattiero caseari italiani nel periodo gennaio-ottobre 2017, in confronto ai primi 10 mesi dell’anno precedente. L’export totale registra, infatti, un incremento del 14% in quantità e del 12,3% in valore.

Latte e panna registrano un vero e proprio boom: +42,3% in quantità e +35,6% in valore, con un’accelerazione significativa del latte confezionato (+45,9% in quantità e +39,2% in valore) e della panna sfusa (+45,1% in quantità e +59,9% in valore).

Italia +6,6% export totale formaggi
Gen-Ott 2017
in volume


Trend positivo anche per i formaggi, che nei primi 10 mesi del 2017 mettono a segno un +6,6% in volume e un +9,4% in valore.
Grana Padano e Parmigiano Reggiano si confermano leader a livello mondiale, con esportazioni dirette in Germania, Stati Uniti e Francia, che costituiscono i primi tre mercati di riferimento, con un market share aggregato del 44 per cento.
Complessivamente, però, Grana Padano e Parmigiano Reggiano hanno esportato il 2,3% in meno rispetto al periodo gennaio-ottobre 2016, incrementando comunque le performance in valore del +6,9 cento.
La Germania resta un mercato estremamente dinamico, anche se con luci e ombre. Grana Padano e Parmigiano Reggiano hanno perso l’11% in quantità nei primi 10 mesi del 2017 (confronto su base tendenziale). Allo stesso tempo, sono cresciute del 16% le esportazioni italiane di Pecorino e Fiore Sardo verso la Germania e del 7% le esportazioni di formaggi freschi, fra cui mozzarella e ricotta.
Inoltre, hanno registrato un incremento del 13% le esportazioni verso la Germania di formaggi grattugiati, quest’ultima tipologia molto spesso in aperta concorrenza con le esportazioni delle due grandi DOP a pasta dura Made in Italy.
Vanno a tutto gas le vendite di Pecorino e Fiore Sardo che – seppure in flessione dell’1,2% in termini di valore – fra gennaio e ottobre 2017 hanno segnato un +29,3% in quantità, consolidando come primo mercato di destinazione gli Stati Uniti (69% della quota di mercato).

ITALIA: prodotti lattiero caseari esportati nell’anno corrente (Gen-Ott)
  QUANTITÀ (Ton) VALORI (‘000 )
2016 2017 ± su 2016 2016 2017 ± su 2016
Formaggi 323.648 345.127 +6,6% 2.005.971 2.193.973 +9,4%
di cui:    
– Grana Padano e
Parmigiano Reggiano
74.110 72.415 -2,3% 672.822 719.462 +6,9%
– Formaggi freschi fra cui
mozzarella e ricotta
107.915 120.348 +11,5% 446.919 512.120 +14,6%
– Formaggi grattugiati o in polv. 30.088 34.787 +15,6% 237.513 285.608 +20,2%
– Pecorino e Fiore Sardo 14.328 18.528 +29,3% 121.450 119.968 -1,2%
– Gorgonzola 16.581 16.450 -0,8% 97.684 99.094 +1,4%
– Provolone 4.815 5.097 +5,8% 28.363 30.207 +6,5%
– Asiago, Montasio,
Ragusano, Caciocavallo
1.758 1.787 +1,7% 11.811 12.088 +2,4%
Siero di latte 315.454 373.089 +18,3% 90.218 148.344 +64,4%
Latte e panna 61.780 87.895 +42,3% 57.490 77.940 +35,6%
di cui:    
– Latte confezionato 42.338 61.764 +45,9% 27.247 37.934 +39,2%
– Panna sfusa 10.953 15.891 +45,1% 18.089 28.932 +59,9%
– Panna confezionata 4.571 3.302 -27,8% 8.359 7.100 -15,1%
– Latte sfuso 3.918 6.939 +77,1% 3.795 3.974 +4,7%
Burro 7.437 6.728 -9,5% 30.444 35.017 +15,0%
SMP Polv. latte Screm 4.567 5.011 +9,7% 16.559 18.044 +9,0%
Altri prodotti* 39.861 40.568 +1,8% 49.431 53.394 +8,0%
EXPORT TOTALE 752.747 858.419 +14,0% 2.250.112 2.526.711 +12,3%
* Altri prodotti: Lattosio uso farm., Altri latti ferm., Yogurt, WMP Polv. latte Int., Latte condensato, Latte infanzia, Caseine, Caseinati, Lattosio alim.
Elaborazione CLAL su dati ISTAT

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CLAL.it – Italia: export dei principali Formaggi (cumulato mensile)