Inizia il percorso “Sostenibilità: l’efficienza imprescindibile”
22 Aprile 2016

A livello internazionale è in atto un importante dibattito sul futuro del clima e migliaia di organizzazioni e imprese hanno assunto impegni di sostenibilità.

Gli accordi ufficiali e le iniziative devono continuare all’interno della popolazione e noi del Team di CLAL vogliamo impegnarci attivamente creando un network di giovani produttori latte, alcuni manager di imprese trasformatrici e della grande distribuzione.

Il percorso informativo per gli operatori della filiera lattiero-casearia verso comportamenti sostenibili, nato su TESEO, vedrà una prima occasione di informazione e condivisione nella mattinata di mercoledì 27 Aprile nella sede APA (Associazione Provinciale Allevatori)  di Mantova.

Dopo la nostra presentazione del progetto, Giorgio Garofolo tratterà l’utilizzo sostenibile dell’acqua nei processi produttivi. Seguiranno Tatiana Dallo (Controllo Qualità di Lattebusche), Matteo Bignardi (Ufficio Ambiente di Latteria Soresina) e Claudio Truzzi (Responsabile Qualità Metro Italia), che parleranno di buone pratiche di sostenibilità adottate all’interno delle loro aziende.

Al termine delle brevi relazioni, verrà aperto un dibattito a cui molti saranno chiamati a portare idee e opinioni sui tremi trattati.

Sostenibilità su TESEO.clal.it
Sostenibilità su TESEO.clal.it

 

Pecore e capre per diversificare la produzione di latte in Nuova Zelanda
8 Aprile 2016

L’allevamento della Nuova Zelanda era noto per le pecore da cui ottenere carne e lana. Poi si è imposto quello bovino, che ha fatto del paese oceanico il più grande esportatore mondiale di latte. Così la produzione di latte ovino, pur presente dagli anni ’70, è rimasta del tutto marginale.

Negli ultimi anni però, la pesantezza del mercato dairy ma anche notevoli problemi di sostenibilità ambientale, come ad esempio il livello di nitrati nel terreno, hanno riportato alla ribalta l’interesse per l’allevamento di pecore da latte, ma anche di capre.

Oggi in Nuova Zelanda vengono munte circa 35 mila pecore e 50 mila capre, ma i numeri e gli investimenti  sono in crescita con lo scopo di ottenere polveri di latte specialmente adatte per le farine lattee infantili, da esportare verso i mercati asiatici. In altri termini, con la diversificazione da vacche a pecore o capre, si intende sfruttare una diversificazione produttiva per ottenere prodotti ad alto valore aggiunto richiesti dai mercati in diversi paesi.

Si tratta di allevamenti intensivi,  con  una alimentazione basata su insilati d’erba. Una stalla con tremila pecore da latte adotta una sala di mungitura a giostra di 80 posti, che permettere di mungere tutti gli animali in 3 ore, per due volte al giorno. Questo tipo di aziende  sono in espansione, perché possono rispondere alla  necessità di diversificare le produzioni per assicurare una stabilità all’attività agricola.

Ancora però non si parla di formaggi ovini e caprini, di cui l’Italia ed i Paesi europei restano i riferimenti assoluti.

CLAL.it - Italia: Principali Paesi Acquirenti di Pecorino e fiore sardo
CLAL.it – Italia: Principali Paesi Acquirenti di Pecorino e fiore sardo


Fonte: Radio New Zealand

Risparmiare acqua per diminuire i costi e favorire la sostenibilità
1 Aprile 2016

La disponibilità di acqua sta diventando un elemento di preoccupazione in tutto il Mondo.

Come ha stabilito anche la recente conferenza COP 21 dell’ONU sulla sostenibilità, la scarsità di risorse idriche abbinata ad una qualità dell’acqua sempre più scadente in un contesto di crescita della popolazione mondiale e di cambiamenti climatici, rappresenta una sfida per il futuro del pianeta.

Crescita della popolazione Mondiale

Il settore agroalimentare, dalla produzione primaria alla trasformazione, è il maggiore utilizzatore di risorse idriche e dunque il più chiamato in causa per il risparmio nell’uso dell’acqua. Basti pensare che ad agricoltura ed allevamento viene imputato il 70% dei consumi idrici mondiali. L’acqua è un fattore essenziale della produzione, dal soddisfacimento dei bisogni di agricoltura ed allevamento e dei processi di trasformazione, soprattutto riguardo le necessità per i cicli di lavaggio e di raffreddamento.

Le attività produttive lungo la filiera agroalimentare possono essere responsabili del depauperamento di risorse idriche, così come dell’inquinamento di sorgenti e falde. E’ dunque responsabilità di ogni operatore agire per ridurre l’uso di acqua migliorando le performance aziendali e sviluppare attività di resilienza considerando l’acqua come una forma di capitale naturale.

Uno studio inglese intitolato “Smart water: a prosperous future for the food and drink supply chain” indica gli interventi che le aziende dovrebbero effettuare per investire sulla sostenibilità. Innanzitutto bisogna misurare i consumi idrici nel processo produttivo aziendale, le caratteristiche delle fonti di approvvigionamento, con le relative criticità, per poi definire un piano di intervento con gli obiettivi per ridurre i consumi ed i punti critici da monitorare. Di conseguenza, bisogna identificare quali efficientamenti possono essere eseguiti attraverso modifiche al sistema produttivo od adottando nuove tecnologie. Fondamentale è il coinvolgimento e la collaborazione degli agricoltori produttori delle materie prime per il processo di trasformazione. Per questo diventa importante prevedere incentivi verso chi adotta pratiche virtuose, da inserire nei contratti di fornitura. Bisogna poi attivare pratiche di resilienza, ossia di contrasto rapido a situazioni imprevedibili di penuria d’acqua, coinvolgendo gli agricoltori nella redazione di piani d’intervento. Bisogna, infine, collaborare attivamente alle iniziative pubbliche e private di sostenibilità, sia a livello locale che nazionale.

La scarsità di acqua comporta costi crescenti. Le pratiche di efficientamento, oltre a rendere sostenibili i processi produttivi comportano anche minori costi.

La mappa "Acqua in Agricoltura" (progetto Acqua&Energia, TESEO)
La mappa “Acqua in Agricoltura” (progetto Acqua&Energia, TESEO)

Fonte: Business in the Community

Lattiero caseario Italia: positivo il saldo commerciale 2015 (Gen-Dic)
24 Marzo 2016

Nel 2015 (Gen-Dic) il saldo della bilancia commerciale presenta i seguenti dati:

  • il valore delle esportazioni è aumentato del 2.9% (73 Mio €)
  • il valore delle importazioni è diminuito del 13.8% (-492 Mio €)

A livello quantitativo l’Italia presenta nel 2015 il seguente quadro:

  • le consegne di latte in Italia sono aumentate del 1.05% (+115.500 Ton)
  • le importazioni italiane di formaggi, polveri di latte, burro, latte condensato e latte alimentare convertite in “milk equivalent” sono aumentate del 3.30% (+185.000 Ton)
  • le esportazioni italiane di formaggi, polveri di latte, burro, latte condensato e latte alimentare convertite in “milk equivalent” sono aumentate del 11.93% (+369.000 Ton)

Le esportazioni italiane dei principali formaggi nel mese di DICEMBRE 2015 confrontate con Dicembre 2014 sono aumentate in volume relativamente a:

  • Formaggi grattugiati o in polvere (+26.1%)
  • Formaggi freschi fra cui mozzarella e ricotta (+12.0%)
  • Grana Padano e Parmigiano Reggiano (+9.2%)
  • Provolone (+4.9%)
  • Gorgonzola (+3.9%)

mentre sono diminuite quelle di:

  • Asiago, Montasio, Ragusano, Caciocavallo (-6.1%)
  • Pecorino e Fiore Sardo (-7.7%)

Consulta il riepilogo Import/Export dell’Italia su CLAL.it.

Hai bisogno di ulteriori informazioni su Import/Export dei prodotti lattiero caseari? Accedi all’area Dairy World Trade su CLAL.it

Nel 2015 (Gen-Dic) il saldo della bilancia commerciale presenta i seguenti dati:

  • il valore delle esportazioni è aumentato del 2.9% (73 Mio €)
  • il valore delle importazioni è diminuito del 13.8% (-492 Mio €)

A livello quantitativo l’Italia presenta nel 2015 il seguente quadro:

  • le consegne di latte in Italia sono aumentate del 1.05% (+115.500 Ton)
  • le importazioni italiane di formaggi, polveri di latte, burro, latte condensato e latte alimentare convertite in “milk equivalent” sono aumentate del 3.30% (+185.000 Ton)
  • le esportazioni italiane di formaggi, polveri di latte, burro, latte condensato e latte alimentare convertite in “milk equivalent” sono aumentate del 11.93% (+369.000 Ton)

Le esportazioni italiane dei principali formaggi nel mese di DICEMBRE 2015 confrontate con Dicembre 2014 sono aumentate in volume relativamente a:

  • Formaggi grattugiati o in polvere (+26.1%)
  • Formaggi freschi fra cui mozzarella e ricotta (+12.0%)
  • Grana Padano e Parmigiano Reggiano (+9.2%)
  • Provolone (+4.9%)
  • Gorgonzola (+3.9%)

mentre sono diminuite quelle di:

  • Asiago, Montasio, Ragusano, Caciocavallo (-6.1%)
  • Pecorino e Fiore Sardo (-7.7%)

Consulta il riepilogo Import/Export dell’Italia su CLAL.it.

VALORI (Mio EUR) 2013 2014 2015 Anno corrente (Gen-Dic)
2014 2015 ± su 2014
Export (E) 2.362 2.464 2.537 2.464 2.537 +2,9%
Import (I) 3.615 3.562 3.070 3.562 3.070 -13,8%
Bilancio (E – I) -1.253 -1.098 -533 -1.098 -533  
  EXPORT (Ton)
2015 ± su 2014
Formaggi 363.158 +10,3%
Polvere di Siero 437.758 -5,6%
SMP Polv. latte Screm 11.666 +87,9%
Burro 9.435 +49,2%
Lattosio uso farm. 28.296 -1,5%
Latte in imbal. <= 2 L 24.430 +154,5%
Latte in imbal. > 2 L 19.270 -4,8%
Altri prodotti* 11.275 +14,7%
EXPORT TOTALE 905.287 +3,6%
  IMPORT (Ton)
2015 ± su 2014
Formaggi 511.082 +0,6%
Latte in imbal. > 2 L 1.554.276 -2,6%
Burro 71.150 +10,7%
Latte in imbal. <= 2 L 460.896 -6,0%
SMP Polv. latte Screm 78.672 +19,9%
Polvere di Siero 140.777 -1,9%
Latte infanzia 47.733 +1,4%
Altri prodotti* 63.056 -2,0%
IMPORT TOTALE 2.927.641 -1,7%
* Altri prodotti: Latte infanzia, WMP Polv. latte Int., Latte cond., Caseinati, Caseine, Lattosio uso alimentare
Elaborazione CLAL su dati GTIS
* Altri prodotti: WMP Polv. latte Int., Caseine, Latte cond., Lattosio uso farm., Caseinati, Lattosio uso alimentare
Elaborazione CLAL su dati GTIS

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CLAL.it – Italia: Export Totale in Milk Equivalent (ME) per area geografica di destinazione (cumulato mensile)
CLAL.it – Italia: Export Totale in Milk Equivalent (ME) per area geografica di destinazione (cumulato mensile)

Gli agricoltori vogliono migliorare le proprie conoscenze
18 Marzo 2016

Questa la conclusione di uno studio condotto in Australia da Rabobank, che dimostra come un terzo degli agricoltori attivi nei vari campi della produzione ritenga indispensabile migliorare le proprie conoscenze.

Ovviamente, risulta sempre più necessario poter contare su consulenze e professionalità specializzate, ma proprio per questo diventa indispensabile che gli agricoltori agiscano in modo proattivo per pianificare il futuro della loro attività in un contesto di crescente complessità.

Migliorare le performance aziendali, comprendere le nuove tecnologie, i meccanismi di gestione finanziaria, la pianificazione produttiva, economica e gestionale in funzione dei mutamenti ambientali e dei mercati, la scelta degli strumenti di marketing e di comunicazione più appropriati, diventano conoscenze sempre più indispensabili per effettuare scelte responsabili.

L’agricoltore deve essere il protagonista del proprio futuro e dunque migliorare la propria formazione per poter adottare in modo responsabile le conoscenze della ricerca.

Notizie dal Mercato Agricolo
I prezzi del Mercato Agricolo, aggiornati ogni settimana sulla home page di TESEO

Fonte: The Weekly Times

Crescita dei Foraggi: gli allevatori in Nuova Zelanda la prevedono
14 Marzo 2016

L’alimentazione, si sa, è un aspetto fondamentale nelle produzioni zootecniche; per quella da latte, diventa fondamentale l’apporto dei foraggi.

In Nuova Zelanda è pratica corrente fra gli allevatori seguire il Pasture Growth Index, cioè l’indice che misura il grado di crescita dei foraggi, definito in base ad un modello che tiene conto dei fattori ambientali che influenzano la crescita vegetativa.

Tali fattori comprendono il clima e la piovosità, incluse le misurazioni di temperatura del suolo, radiazione solare ed evapotraspirazione potenziale che servono per calcolare la quantità di acqua nel suolo. Inoltre, la capacità del suolo di immagazzinare umidità e la fertilità sono usate per calcolare l’acqua disponibile per la crescita della vegetazione e dunque la produttività. L’indice permette di fare delle previsioni (forecast) sulla crescita vegetativa a livello dell’azienda agricola, così come di aree locali più vaste attraverso la suddivisione del territorio in maglie di 5 km quadrati.

Un sistema di stazioni meteorologiche presenti in tutto il paese, fornisce i dati giornalieri sulla piovosità e le previsioni climatiche per le due settimane successive. Con questi dati viene stilata la previsione di crescita dei foraggi. Esiste poi una previsione trimestrale ed una annuale, che mostrano la crescita media e la variabilità mese per mese.

Interessante è la possibilità di calcolare il forecast per la propria azienda, attraverso un modello basato su cinque diverse variabili per la capacità di ritenzione idrica del suolo. Il modello è progressivamente aggiornato con i dati di crescita reali dei foraggi che l’agricoltore può inserire nel sistema, in modo da fornire previsioni sempre più vicine alla specifica realtà dell’azienda agricole, come piovosità e fertilità del terreno.

DairyNZ Pasture Growth Forecaster
DairyNZ Pasture Growth Forecaster
I prezzi dei Foraggi su TESEO
I prezzi dei Foraggi su TESEO

Fonte: Farmax.co.nz

Tecnologia e finanza: l’Agricoltura “industriale”
3 Marzo 2016

La separazione fra le attività dell’industria e quelle dell’agricoltura diventa tanto meno netta quanto più aumentano i mezzi tecnici e finanziari a disposizione delle imprese. Di conseguenza, l’agricoltura si interseca sempre più con gli altri settori produttivi.

Non deve sorprendere allora se diventa frequente, soprattutto nella terminologia inglese, usare definizioni che ampliano il concetto di agricoltura intesa come l’attività di coltivazione ed allevamento. Termini quali intensive agriculture, agribusiness, industrial agriculture, ma anche urban agriculture sono ormai di uso comune per descrivere le molteplici attività che vanno dalle coltivazioni agli  allevamenti  animali, così come tutte le altre forme di produzione per alimentare e sostenere la popolazione; fra queste, ad esempio, hanno assunto un ruolo rilevante le coltivazioni per i biocarburanti.

Da sempre l’agricoltura è stata determinata dalle diverse condizioni climatiche, pedologiche ed anche sociali, ma la recente introduzione delle tecnologie con i relativi investimenti finanziari, ha portato ad un modello produttivo basato su monocolture ed allevamenti su larga scala, sempre più staccati da questi fattori naturali. Un classico esempio ne è il modello produttivo delle cosiddette commodities.

Come ogni attività industriale, anche questa “nuova” agricoltura ha accresciuto notevolmente la produttività, ma ha comportato anche notevoli ricadute. È dunque apparso il termine sustainable agriculture per definire quale impatto ha l’industrial agriculture sull’ambiente, sulle comunità rurali, sulle  persone, gli animali e comunque il mondo in cui viviamo.  A questo va aggiunto l’effetto sui prezzi dei prodotti, cioè la volatilità dei mercati che, complice la liberalizzazione degli scambi nel contesto della globalizzazione, si presenta come problema nuovo, di non facile soluzione.

Dunque, anche per l’agriculture industry si prospettano nuove sfide.

Fonte: Farmers Weekly

Confronta le performance della tua Azienda Agricola
Confronta le performance della tua Azienda Agricola

Italia: export lattiero-caseario in aumento, formaggi freschi +20.7%
23 Febbraio 2016

Le esportazioni dell’Italia nel mese di NOVEMBRE 2015 confrontate con Novembre 2014 sono aumentate in volume relativamente a SMP (+212.7%), Formaggi (+18.5%), mentre sono diminuite quelle di Polvere di Siero (-7.2%).

Le esportazioni dei principali formaggi nel mese di NOVEMBRE 2015 confrontate con Novembre 2014 sono aumentate in volume relativamente a Formaggi freschi fra cui mozzarella e ricotta (+32.2%), Formaggi grattugiati o in polvere (+28.1%), Gorgonzola (+25.1%), Grana Padano e Parmigiano Reggiano (+16.1%), Asiago, Montasio, Ragusano, Caciocavallo (+12.6%), Provolone (+11.1%), mentre sono diminuite quelle di Pecorino e Fiore Sardo (-22.9%).

I principali Paesi Importatori nei primi 11 mesi del 2015 (anno in corso) sono:

Per Formaggi freschi fra cui mozzarella e ricotta:

  • Francia, le cui importazioni – pari al 35% della quota di mercato – sono aumentate del 28.1%
  • Regno Unito, le cui importazioni – pari al 13% della quota di mercato – sono aumentate del 63.2%
  • Belgio, le cui importazioni – pari al 8% della quota di mercato – sono diminuite del 7.6%
  • Svizzera, le cui importazioni – pari al 6% della quota di mercato – sono diminuite del 20.1%
  • Germania, le cui importazioni – pari al 5% della quota di mercato – sono aumentate del 79.3%

Per Grana Padano e Parmigiano Reggiano:

  • Germania, le cui importazioni – pari al 22% della quota di mercato – sono aumentate del 3.5%
  • Stati Uniti, le cui importazioni – pari al 16% della quota di mercato – sono aumentate del 28.3%
  • Francia, le cui importazioni – pari al 9% della quota di mercato – sono aumentate del 3.6%
  • Regno Unito, le cui importazioni – pari al 8% della quota di mercato – sono diminuite del 0.6%
  • Svizzera, le cui importazioni – pari al 6% della quota di mercato – sono diminuite del 5.9%

Per Pecorino e Fiore Sardo:

  • Stati Uniti, le cui importazioni – pari al 63% della quota di mercato – sono aumentate del 5%
  • Germania, le cui importazioni – pari al 8% della quota di mercato – sono diminuite del 0.2%
  • Francia, le cui importazioni – pari al 7% della quota di mercato – sono aumentate del 20.4%
  • Regno Unito, le cui importazioni – pari al 4% della quota di mercato – sono diminuite del 1.2%
  • Paesi Bassi, le cui importazioni – pari al 2% della quota di mercato – sono aumentate del 26.6%

Per Gorgonzola:

  • Germania, le cui importazioni – pari al 22% della quota di mercato – sono aumentate del 9.8%
  • Francia, le cui importazioni – pari al 21% della quota di mercato – sono aumentate del 4.9%
  • Lussemburgo, le cui importazioni – pari al 8% della quota di mercato – sono aumentate del 164.9%
  • Regno Unito, le cui importazioni – pari al 5% della quota di mercato – sono aumentate del 16.5%
  • Paesi Bassi, le cui importazioni – pari al 5% della quota di mercato – sono aumentate del 0.4%

Le esportazioni dell’Italia nel mese di NOVEMBRE 2015 confrontate con Novembre 2014 sono aumentate in volume relativamente a SMP (+212.7%), Formaggi (+18.5%), mentre sono diminuite quelle di Polvere di Siero (-7.2%).

Le esportazioni dei principali formaggi nel mese di NOVEMBRE 2015 confrontate con Novembre 2014 sono aumentate in volume relativamente a Formaggi freschi fra cui mozzarella e ricotta (+32.2%), Formaggi grattugiati o in polvere (+28.1%), Gorgonzola (+25.1%), Grana Padano e Parmigiano Reggiano (+16.1%), Asiago, Montasio, Ragusano, Caciocavallo (+12.6%), Provolone (+11.1%), mentre sono diminuite quelle di Pecorino e Fiore Sardo (-22.9%).

ITALIA: prodotti lattiero caseari esportati nell’anno corrente (Gen-Nov)
  QUANTITÀ (Ton) VALORI (‘000 EUR)
2014 2015 ± su 2014 2014 2015 ± su 2014
Formaggi 301.191 331.638 +10,1% 1.977.124 2.064.051 +4,4%
di cui:    
– Grana Padano e
Parmigiano Reggiano
73.580 78.830 +7,1% 706.049 699.659 -0,9%
– Formaggi freschi fra cui
mozzarella e ricotta
85.329 102.973 +20,7% 357.659 427.222 +19,4%
– Formaggi grattug. o in polv. 24.195 29.092 +20,2% 206.994 237.738 +14,9%
– Pecorino e Fiore Sardo 15.076 15.822 +5,0% 125.727 147.989 +17,7%
– Gorgonzola 14.846 16.862 +13,6% 91.133 100.909 +10,7%
– Provolone 4.736 5.050 +6,6% 30.519 31.181 +2,2%
– Asiago, Montasio,
Ragusano, Caciocavallo
1.727 1.857 +7,5% 12.325 12.978 +5,3%
Polvere di Siero 424.559 402.203 -5,3% 170.780 115.113 -32,6%
SMP Polvere di Latte Scremato 5.753 10.663 +85,4% 21.782 34.820 +59,9%
Burro 5.920 8.760 +48,0% 27.203 34.710 +27,6%
Lattosio uso farmaceutico 26.312 25.501 -3,1% 25.038 18.058 -27,9%
Latte in imballaggi > 2 L 18.842 18.799 -0,2% 14.552 15.579 +7,1%
Latte in imballaggi <= 2 L 8.865 20.913 +135,9% 6.760 14.232 +110,5%
Altri prodotti* 9.202 10.797 +17,3% 19.078 21.592 +13,2%
EXPORT TOTALE 800.644 829.275 +3,6% 2.262.317 2.318.155 +2,5%
* Altri prodotti: Latte per l’infanzia, WMP Polvere di Latte Intero, Latte condensato, Caseinati, Caseine, Lattosio uso alimentare
Elaborazione CLAL su dati GTIS
VALORI (Mio EUR) 2012 2013 2014 Anno corrente (Gen-Nov)
2014 2015 ± su 2014
Export (E) 2.220 2.362 2.464 2.262 2.318 +2,5%
Import (I) 3.223 3.615 3.562 3.312 2.818 -14,9%
Bilancio (E – I) -1.004 -1.253 -1.098 -1.050 -500 -52,3%

Italia: EXPORT di FORMAGGI FRESCHI FRA CUI MOZZARELLA E RICOTTA

Principali Paesi IMPORTATORI del 2015
Periodo: Gennaio-Novembre
Ton Share
2015
2013 2014 2015 % su
2014
TOTALE   80.592 85.329 102.973 +21%
Francia 35% 26.229 28.237 36.178 +28%
Regno Unito 13% 8.214 8.397 13.707 +63%
Belgio 8% 7.573 8.480 7.838 -8%
Svizzera 6% 6.905 7.554 6.035 -20%
Germania 5% 2.718 3.083 5.529 +79%

Italia: EXPORT di GRANA PADANO E PARMIGIANO REGGIANO

Principali Paesi IMPORTATORI del 2015
Periodo: Gennaio-Novembre
Ton Share
2015
2013 2014 2015 % su
2014
TOTALE   71.898 73.580 78.830 +7%
Germania 22% 16.117 16.599 17.178 +3%
Stati Uniti 16% 10.341 9.645 12.379 +28%
Francia 9% 6.905 6.992 7.241 +4%
Regno Unito 8% 5.549 6.030 5.991 -1%
Svizzera 6% 5.089 5.304 4.990 -6%

Italia: EXPORT di PECORINO E FIORE SARDO

Principali Paesi IMPORTATORI del 2015
Periodo: Gennaio-Novembre
Ton Share
2015
2013 2014 2015 % su
2014
TOTALE   15.611 15.076 15.822 +5%
Stati Uniti 63% 9.279 9.431 9.904 +5%
Germania 8% 1.517 1.284 1.282 -0%
Francia 7% 963 902 1.086 +20%
Regno Unito 4% 597 643 635 -1%
Paesi Bassi 2% 319 305 386 +27%

Italia: EXPORT di GORGONZOLA

Principali Paesi IMPORTATORI del 2015
Periodo: Gennaio-Novembre
Ton Share
2015
2013 2014 2015 % su
2014
TOTALE   14.606 14.846 16.862 +14%
Germania 22% 3.408 3.452 3.789 +10%
Francia 21% 3.375 3.330 3.494 +5%
Lussemburgo 8% 541 487 1.291 +165%
Regno Unito 5% 742 794 925 +16%
Paesi Bassi 5% 825 910 914 +0%

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CLAL.it – Italia: Export Totale in Milk Equivalent (ME) per area geografica di destinazione (cumulato mensile)
CLAL.it – Italia: Export Totale in Milk Equivalent (ME) per area geografica di destinazione (cumulato mensile)

CLAL.it – Principali paesi acquirenti di Formaggi freschi fra cui mozzarella e ricotta
CLAL.it – Principali paesi acquirenti di Formaggi freschi fra cui mozzarella e ricotta

Prezzo del latte: gli allevatori Neozelandesi rimproverano i colleghi Europei
22 Febbraio 2016

Agli eventi Global Dairy Trade (GDT) di febbraio, piattaforma quindicinale di vendite all’asta retta dal leader mondiale nell’esportazione dairy, la coop neozelandese Fonterra, i prezzi delle commodity lattiero-casearie sono calati del 7,4% (2 Febbraio) e successivamente del 2.8% (16 Febbraio). Anche nelle due aste precedenti, le quotazioni sono state al ribasso. Il calo è stato ancora maggiore per la polvere di latte intero (Whole Milk Powder – WMP), di cui la nuova Zelanda è l’incontrastato leader all’export: – 10,4% (2 Febbraio) e -3.7% (16 Febbraio).

Questo ha messo in agitazione gli allevatori, che affermano come la colpa di questa situazione sia da imputare ai loro colleghi europei. Affermano infatti che, mentre in Nuova Zelanda nel 2015 la produzione è stata tagliata, nell’Unione Europea, senza più i vincoli delle quote latte, è stata notevolmente aumentata. Agli allevatori europei è imputato il fatto di poter essere competitivi sul prezzo del latte per i sussidi che ricevono, poiché senza tali aiuti sarebbero costretti a chiudere.

Ad onor del vero, la Nuova Zelanda è coinvolta in questa situazione di ingolfamento sul mercato mondiale del latte: nel 2014 aveva aumentato in modo considerevole la produzione, nell’euforia di acquisti cinesi senza fine e nell’attesa di prezzi ancor superiori ai picchi elevati già raggiunti.

Comunque, l’andamento dell’asta GDT rappresenta un indice di riferimento per i prezzi del latte a livello mondiale, dunque anche europeo. Il 2016 inizia come anno di quotazioni in calo e produzioni sostenute, con una domanda mondiale contrastata dalle turbolenze finanziarie.

Se la Nuova Zelanda soffre una concorrenza europea senza più quote, l’Italia rischia di soffrire molto di più data la sua debolezza competitiva.

In ogni caso, biasimare l’altro per le proprie difficoltà non è la soluzione. Occorre definire una strategia per competere. Le “guerre del latte” servono solo a mietere vittime.

 

CLAL.it – Produzioni di Latte in UE e Nuova Zelanda
Clal.it - GlobalDairyTrade: Quantità offerte e prezzi medi ponderati mensili
CLAL.it – Andamento dell’Asta GDT

 

Fonte: stuff

Sostenibilità, ovvero produrre in modo durevole
18 Febbraio 2016

Dopo gli sforzi posti sul tema della qualità, ora il tema centrale dell’attività produttiva è la sostenibilità. In entrambi i casi si tratta di concetti olistici, cioè dei sistemi che vanno presi nel loro insieme e non come la semplice somma delle parti che le compongono.

Negli ultimi anni la tecnologia applicata alla produzione lattiera ha permesso di fare notevoli progressi in questo campo, basti pensare alla produzione di energia, biogas o fotovoltaico, al ricircolo dell’acqua od ai GPS sui trattori per razionalizzare i percorsi. Ciononostante il lavoro da fare per rendere sostenibili le produzioni zootecniche è ancora molto e deve essere compiuto in tempi rapidi.

Negli USA dal 2008 opera il centro per l’innovazione della produzione lattiero-casearia (Innovation Center for US Dairy), che ha riassunto in otto punti l’impegno verso la sostenibilità:

  • gli animali – allevare e gestire animali in modo responsabile, assicurando il benessere e ricercando una elevata qualità nel latte prodotto;
  • l’ innovazione – investire in ricerca, tecnica e formazione per rendere sostenibili i sistemi agricoli;
  • le comunità rurali – assicurare la continuità a quanti operano in agricoltura e renderli pienamente inseriti nei luoghi in cui vivono;
  • il business – operare con una prospettiva trasparente di continuità lungo tutta la filiera produttiva, dal campo alla tavola;
  • i consumatori – garantire prodotti di alta qualità e sicuri per mantenere la fiducia dei consumatori a livello globale;
  • il pianeta – tutelare gli ecosistemi e la biodiversità. Preoccuparsi per l’impatto su aria, acqua, terra, attraverso l’oculata gestione delle risorse naturali;
  • il personale – valorizzare i collaboratori assicurando condizioni di lavoro eque e rispettose;
  • la produzione lattiero-casearia – sviluppare ed adottare attività responsabili sotto l’aspetto economico, sociale, ambientale, per assicurare salute e benessere;

Da questi principi di riferimento, derivano delle linee guida per rendere misurabili le azioni atte a rendere sostenibili le produzioni. Questo per quantificare le risorse da investire verso la sostenibilità e poterle valorizzare per un mercato che è sempre più sensibile a questo tema.

Produrre in modo responsabile e duraturo è un dovere, oltre che un impegno.

Acqua&Energia: Processo fondamentale di trasformazione dei prodotti agricoli in bioenergia
Acqua&Energia: Processo fondamentale di trasformazione dei prodotti agricoli in bioenergia
Acqua&Energia: Produzione mondiale di Energia
Acqua&Energia: Produzione mondiale di Energia

Fonte: The Guardian