Certificare la sostenibilità della soia: necessità o marketing?
29 Settembre 2016

La Soia, con oltre 300 milioni di tonnellate prodotte ogni anno, è una delle principali commodity per l’alimentazione animale e per quella umana. L’Europa è particolarmente dipendente dall’importazione di questo legume originario della Cina, la cui coltivazione si è diffusa fuori dall’Asia a partire dall’Ottocento.

Oggi i massimi produttori di Soia sono Stati Uniti, Brasile ed Argentina, da cui proviene generalmente quella importata in Europa per l’alimentazione animale. La sua coltivazione si è sviluppata notevolmente nel secolo scorso, spesso utilizzando aree precedentemente occupate dalla foresta vergine. Emblematico è il caso dell’Amazzonia che nel corso degli ultimi 40 anni ha visto ridursi di circa il 20% la propria superficie per ricavarne terre arabili, un’area superiore a quella utilizzata nei precedenti 450 anni a partire dalla colonizzazione europea.

Dunque il tema della sostenibilità per la coltivazione della Soia è particolarmente evidente e per questo nel 2006 in Svizzera è stata fondata la Round Table on Responsible Soy Association (RTRS) che ha individuato una norma per certificare le coltivazioni ottenute nel rispetto dei parametri ambientali. I primi raccolti certificati sono stati ottenuti in Argentina, Brasile e Paraguay nel 2011, riscuotendo un grande successo nell’esportazione verso l’Europa.

Oggi circa un terzo della Soia che importiamo ha questa certificazione di sostenibilità, la cui quantità totale è cresciuta rapidamente negli ultimi anni e si prevede che nel 2017 possa ammontare a 4 milioni di tonnellate. L’obiettivo è che un terzo di tutta la Soia importata in Europa sia certificata.

Se i consumatori sono sempre più sensibili ai temi delle sostenibilità ambientale, di certo non hanno la conoscenza delle garanzie fornite dai vari prodotti circa la sostenibilità ambientale dei loro componenti. Dunque diventa importante evidenziare in etichetta il logo di eco sostenibilità, già presente in numerosi altri prodotti, a partire dal caffè e dall’olio di palma. Difficilmente però tale logo può risultare presente nei prodotti animali, dove la Soia è un ingrediente nella razione, mentre invece questa certificazione è un elemento importante per chi produce alimenti a base di Soia, come le bevande che sempre più numerose sono presenti sugli scaffali di vendita.

La sostenibilità diventa un elemento sempre più ampio, che riguarda i produttori ed i consumatori, in quanto un prodotto, oltre ad essere buono, deve anche garantire il rispetto delle condizioni ambientali, dunque pulito e giusto.

TESEO segue mensilmente l’andamento dei mercati internazionali di Mais e Soia nei report dedicati
TESEO segue mensilmente l’andamento dei mercati internazionali di Mais e Soia nei report dedicati

Fonte: National GeographicRTRS

Il tema della Sostenibilità sarà trattato al CLAL Dairy Forum 2016 il 12 Ottobre, segui l’evento in diretta streaming sulla homepage di TESEO!

CLAL Dairy Forum 2016

Produrre meno latte: una questione di prezzo?
26 Settembre 2016

Secondo un recente sondaggio dell’Irish Examiner, un terzo degli allevatori irlandesi è attualmente disposto a ridurre la produzione di latte per ottenere il sussidio europeo. In questi ultimi anni le aspettative sono mutate notevolmente; basti pensare che nel 2014 quasi la metà degli allevatori intendeva aumentare la produzione del 10-30%.

Ora invece la metà degli allevatori irlandesi afferma di voler proseguire a produrre la quantità di latte programmata, nonostante il previsto sussidio di 14 centesimi al litro per ridurne la produzione in ottobre, novembre e dicembre, mentre il 18% pensa di aderire a tale incentivo solo se gli acquirenti non aumentano il prezzo del latte raccolto. Leggermente meno interessati al sussidio gli allevatori nella fascia di età 45-54 anni, e le aziende molto piccole.

Un dato da considerare con attenzione è poi l’attitudine degli allevatori verso le cooperative a cui consegnano il latte: il 38% ritiene che queste dovrebbero associarsi fra loro per fronteggiare meglio il mercato, rispetto al 23% dello scorso anno; il 74% pensa di continuare a fornire il latte alla stessa cooperativa nei prossimi 5 anni rispetto all’82% nel 2015. Si abbassa anche il numero di coloro che si dichiarano soddisfatti sugli attuali contratti di fornitura del latte.

Gli allevatori con le aziende di maggiori dimensioni e quelli più anziani ritengono comunque insufficienti gli interventi UE e nazionali per fronteggiare la crisi del latte.

Si diffonde dunque l’incertezza, ma anche la necessità di collaborare lungo la filiera per una migliore gestione delle aziende, dei volumi produttivi e dunque per affrontare meglio il mercato.

 

Monitoraggio delle Consegne di latte in UE e delle esportazioni lattiero-casearie su CLAL.it
Monitoraggio delle Consegne di latte in UE e delle esportazioni lattiero-casearie su CLAL.it
CLAL.it - Produzioni Latte dei principali Paesi Esportatori
CLAL.it – Produzioni Latte dei principali Paesi Esportatori

Fonte: Irish Examiner

Contratti Futures e prospettive di mercato
1 Settembre 2016

Il future è un contratto in cui ci si impegna a pagare oggi un prezzo determinato per una certa quantità di prodotto da consegnare in una data futura fissata. In altri termini, è il prezzo che il mercato pagherebbe oggi per una quantità di prodotto consegnata in una data futura.

I futures non sono delle previsioni su quello che sarà il prezzo di un certo bene (ad es. burro o polvere di latte) e non debbono essere percepiti come indicatori del mercato. Il prezzo di un contratto future tuttavia dice quali sono le aspettative che il mercato odierno ha sui livelli di domanda ed offerta al momento della consegna (o della conclusione del contratto), rispetto a quelli odierni. Per questo le quotazioni dei prezzi di un contratto future reagiscono ai cambiamenti del mercato.

Un esempio sono i futures per il burro da consegnare a settembre: i contratti fissati a marzo, quando si prevedevano produzioni di latte elevate, erano su prezzi ben inferiori a quelli attuali, che invece si basano su aspettative di produzioni di latte in generale calo. Dunque, il calo produttivo ha modificato le aspettative ed i compratori sono disponibili a pagare oggi maggiormente per assicurarsi il prezzo che pagheranno per il burro consegnato prossimamente.

Leggere un grafico sull’andamento mensile dei prezzi per uno specifico future diventa allora interessante per capire quali sono le aspettative in merito all‘evoluzione di produzione e domanda, che restano sempre i due fattori determinanti le quotazioni.

TESEO segue mensilmente l’andamento dei Futures di Mais e Soia (fonte CME Chicago) nel report dedicato
TESEO segue mensilmente l’andamento dei Futures di Mais e Soia (fonte CME Chicago) nel report dedicato

Fonte: AHDB

Il CLAL Dairy Forum 2016 dell’11 e 12 Ottobre si avvicina! Vedi l’agenda con gli ultimi aggiornamenti.

CLAL Dairy Forum 2016

Cresce l’export Italiano di latte e panna: +131% in Maggio 2016
18 Agosto 2016

L’Italia ha esportato in Maggio 9.239 tonnellate di latte e panna, raddoppiando le quantità esportate in Maggio 2015 (+131%). Nel periodo Gen-Mag 2016 l’aumento è stato del +28,5%, trainato dal latte confezionato in crescita del +262% sull’anno precedente.
Il principale importatore di latte e panna è la Libia, mentre ha guadagnato il secondo posto la Corea del Sud, che da Gennaio ha iniziato ad acquistare quantità rilevanti di Panna.

Anche le esportazioni italiane di formaggi continuano ad aumentare, con una crescita del +18,5% in Maggio e del +9,5% nel periodo Gen-Mag 2016 sull’anno precedente.

Le esportazioni dell’Italia nel mese di MAGGIO 2016 confrontate con Maggio 2015 sono aumentate in volume relativamente a

  • Latte e panna (+131.2%)
  • Formaggi (+18.5%)

sono diminuite quelle di

  • Polvere di Siero (-23.5%)

Le esportazioni dei principali formaggi nel mese di MAGGIO 2016 confrontate con Maggio 2015 sono aumentate in volume relativamente a Formaggi grattugiati o in polvere (+40.6%), Pecorino e Fiore Sardo (+38.5%), Gorgonzola (+22.1%), Formaggi freschi fra cui mozzarella e ricotta (+16.9%), Grana Padano e Parmigiano Reggiano (+12.7%), Provolone (+6.5%), mentre sono diminuite quelle di Asiago, Montasio, Ragusano, Caciocavallo (-2.1%).

ITALIA: prodotti lattiero caseari esportati nell’anno corrente (Gen-Mag)
QUANTITÀ (Ton) VALORI (‘000 EUR)
2015 2016 ± su 2015 2015 2016 ± su 2015
Formaggi 139.495 152.815 +9,5% 887.457 951.116 +7,2%
di cui:
– Grana Padano e
Parmigiano Reggiano
34.747 34.989 +0,7% 310.404 318.088 +2,5%
– Formaggi freschi fra cui
mozzarella e ricotta
41.999 48.694 +15,9% 171.861 198.514 +15,5%
– Formaggi grattug. o in polv. 12.248 14.645 +19,6% 101.034 115.704 +14,5%
– Pecorino e Fiore Sardo 7.327 6.701 -8,5% 67.950 61.720 -9,2%
– Gorgonzola 7.489 8.180 +9,2% 45.295 48.455 +7,0%
– Provolone 2.183 2.224 +1,9% 13.573 13.210 -2,7%
– Asiago, Montasio,
Ragusano, Caciocavallo
812 883 +8,8% 5.585 5.943 +6,4%
Polvere di Siero 208.457 174.015 -16,5% 64.269 43.085 -33,0%
Latte e panna 22.356 28.726 +28,5% 20.368 25.736 +26,4%
Burro 2.937 2.890 -1,6% 11.343 11.170 -1,5%
Yogurt e latticello 2.532 3.901 +54,0% 7.234 9.697 +34,0%
SMP Polvere di Latte Scremato 2.675 2.095 -21,7% 10.138 7.440 -26,6%
Lattosio uso farmaceutico 12.328 12.083 -2,0% 9.409 6.552 -30,4%
Altri prodotti* 5.578 4.996 -10,4% 10.812 7.544 -30,2%
EXPORT TOTALE 396.359 381.523 -3,7% 1.021.030 1.062.340 +4,0%
* Altri prodotti: WMP Polvere di Latte Intero, Latte condensato, Latte per l’infanzia, Caseinati, Caseine, Lattosio uso alimentare
Elaborazione CLAL su dati GTIS
VALORI (Mio EUR) 2013 2014 2015 Anno corrente (Gen-Mag)
2015 2016 ± su 2015
Export (E) 2.396 2.500 2.568 1.021 1.062 +4,0%
Import (I) 4.028 3.989 3.511 1.409 1.279 -9,2%
Bilancio (E – I) -1.633 -1.490 -942 -388 -217
Italia: EXPORT di GRANA PADANO E PARMIGIANO REGGIANO
Principali Paesi IMPORTATORI del 2016
Periodo: Gennaio-Maggio
Ton Share
2016
2014 2015 2016 % su
2015
TOTALE 32.228 34.747 34.989 +1%
Germania 21% 7.621 7.905 7.358 -7%
Stati Uniti 15% 3.753 5.239 5.258 +0%
Francia 10% 3.131 3.088 3.487 +13%
Regno Unito 8% 2.581 2.521 2.749 +9%
Svizzera 6% 2.476 2.321 2.100 -10%
Italia: EXPORT di FORMAGGI FRESCHI FRA CUI MOZZARELLA E RICOTTA
Principali Paesi IMPORTATORI del 2016
Periodo: Gennaio-Maggio
Ton Share
2016
2014 2015 2016 % su
2015
TOTALE 36.225 41.999 48.694 +16%
Francia 32% 11.348 14.541 15.483 +6%
Regno Unito 14% 3.639 5.765 6.943 +20%
Belgio 8% 3.854 3.348 3.673 +10%
Germania 7% 1.270 1.900 3.631 +91%
Svizzera 5% 3.383 2.626 2.677 +2%

Consulta il riepilogo Import/Export dell’Italia su CLAL.it.

Hai bisogno di ulteriori informazioni su Import/Export dei prodotti lattiero caseari? Accedi all’area Dairy World Trade su CLAL.it

CLAL.it - Export Italiano di Latte e Panna
CLAL.it – Export Italiano di Latte e Panna

L’innovazione nei formaggi DOP è possibile? [video]
10 Agosto 2016

Presidenti & Casari 2016: insieme per produrre DOP in modo efficiente

Innovazione e distintività, nuove tecnologie di scrematura, sinergie tra i Consorzi, sono alcuni degli argomenti trattati durante l’incontro “Presidenti & Casari: Insieme per produrre DOP in modo efficiente” tenutosi a Sermide (MN) Venerdì 10 Giugno 2016.

Alla presenza di Presidenti e Casari di alcune latterie produttrici di Grana Padano e Parmigiano Reggiano, si sono tenute le seguenti relazioni:

Il video introduttivo propone i momenti salienti dell’incontro.

Consulta le presentazioni:

Dr. Riccardo Deserti, Direttore Consorzio Parmigiano Reggiano
01 - Come accrescere la distintività dei formaggi duri D.O.P.
Dr. Riccardo Deserti, Direttore Consorzio Parmigiano Reggiano
pdf 403 KB | 933 clicks
Dr. Dario Casali, Specialista dairy DuPont Danisco
02 - La ricchezza in Grana Padano e Parmigiano Reggiano di minerali buoni per la salute
Dr. Dario Casali, Specialista dairy DuPont Danisco
pdf 1 MB | 1246 clicks
Prof. Germano Mucchetti, Università degli Studi di Parma
03 - L’innovazione nella tecnologia casearia per i formaggi D.O.P. duri italiani
Prof. Germano Mucchetti, Università degli Studi di Parma
pdf 217 KB | 1013 clicks
Dr. Stefano Berni, Direttore Consorzio Grana Padano
04 - Caseificio, compatibilità fra la trasformazione del latte in D.O.P. ed altre destinazioni
Dr. Stefano Berni, Direttore Consorzio Grana Padano
pdf 810 KB | 843 clicks

Con l’obiettivo di comunicare la distinitività dei formaggi DOP italiani, CLAL propone una istantanea degli allevamenti e dei caseifici associati ad alcuni Consorzi di Tutela, organizzati per altimetria e forma societaria. La pagina web è raggiungibile cliccando sulla seguente immagine.

Formaggi DOP italiani: Aziende Agricole associate, per altimetria
Formaggi DOP italiani: Aziende Agricole associate, per altimetria

Frumento: la riduzione dei prezzi è globale
12 Luglio 2016

Cresce l’attenzione verso i prezzi dei cereali, ed in particolare del frumento. Infatti, se il prezzo del mais è aumentato nel 2016, frumento ed orzo hanno visto una sostanziale riduzione delle quotazioni (piazza di Milano).

Il frumento tenero panificabile superiore è sceso in Giugno a 195€/ton, 17€/ton in meno rispetto Dicembre, ed ha aperto Luglio con una ulteriore riduzione: un range di prezzi da 185 a 195 €/ton, 23€/ton in meno rispetto Luglio 2015.

Il frumento duro fino ha subito una diminuzione di prezzo maggiore: la quotazione del 5 Luglio ha fissato un prezzo medio di 206€/ton per il Nord Italia e 211€/ton per il Centro Italia. Tra Gennaio e Luglio ha perso un quarto del proprio valore (su Gen-Lug 2015), e vale circa 130€/ton in meno rispetto ad un anno fa.

 

Prezzi del Frumento - Milano (clicca per vedere gli aggiornamenti)
Prezzi del Frumento – Milano
(clicca per vedere gli aggiornamenti)

 

Per Mario Guidi, presidente di Confagricoltura, “Il raccolto di quest’anno si presenta ottimo come quantità e di qualità generalmente buona, nonostante i timori per possibili danni dovuti al maltempo che ha colpito alcune zone tra maggio e giugno.”

Ma il mercato è globale, ed un andamento simile al frumento tenero italiano si evidenzia per i prezzi di Chicago. Sul versante statunitense le ampie scorte ed i raccolti record hanno tenuto bassi i prezzi del grano (Fonte: FAO).

 

Prezzi del Frumento in Italia e negli Stati Uniti (segui qui gli aggiornamenti)
Prezzi del Frumento in Italia e negli Stati Uniti
(clicca per seguire gli aggiornamenti)

 

“[…] ancora non si sta trebbiando in molti Paesi produttori di grano duro, come in Francia, e il nuovo raccolto canadese non arriverà prima di ottobre.” ricorda Guidi.

Un mercato, dunque, che desta preoccupazione in molti agricoltori, per un elemento importante della produzione di pasta made in italy, nota in tutto il Mondo.

Aumenta il costo alimentare delle bovine da latte
6 Luglio 2016

Nell’estate 2012 gli allevatori del progetto S/STEMA STALLA evidenziarono un aumento del costo della soia, ed in generale della componente proteica della razione per la bovina da latte. CLAL elaborò un nuovo strumento, l’Alimento Simulato, che permette tuttora di monitorare il costo dell’alimentazione bovina.

L’Alimento Simulato è un modello teorico di alimento, composto per il 70% di mais e per il 30% di farina di estrazione di soia (tenore proteico 44% sul tal quale). La soia è driver del prezzo degli alimenti proteici, mentre il mais è driver del prezzo degli alimenti energetici. L’Alimento Simulato può essere quindi utilizzato per interpretare l’andamento dei costi alimentari riferibili agli alimenti concentrati, con dati costantemente aggiornati.

In Aprile, Maggio e Giugno 2016 l’Alimento Simulato ha registrato un incremento importante: il prezzo della soia è aumentato di 110€/ton nei 3 mesi, mentre il prezzo del granoturco è aumentato di 33€/ton (CCIAA Milano).

Alimento Simulato: valori mensili
L’aumento ha coinvolto le principali fonti di proteina, sebbene la colza abbia seguito un trend meno repentino.
Costo della proteina ottenuta da alcuni alimenti zootecnici
Questa nuova situazione contribuisce a stringere la forbice tra i costi di produzione ed i ricavi dalla vendita del latte.
Alimento Simulato e prezzo del Latte alla stalla in LombardiaMilk:Feed Ratio
Ciò è evidenziato anche dal rapporto prezzo del latte / costo dell’Alimento Simulato (Milk:Feed Ratio): se a Febbraio un allevatore Lombardo con il ricavo da un chilogrammo di latte poteva acquistare 1,59kg di Alimento Simulato, ora ne può acquistare 1,29kg.

Cosa attendersi per il futuro? OCSE e FAO, nell’edizione 2016 del loro rapporto congiunto (consultabile qui, in inglese), affermano che con ogni probabilità i prezzi del mais non diminuiranno ulteriormente nel corso del 2016, e secondo le proiezioni al 2025 i prezzi degli altri cereali saranno supportati dalla domanda per l’alimentazione zootecnica in Cina. Stando alle proiezioni OCSE-FAO, la zootecnia in espansione a livello mondiale sarà di impulso anche per un aumento dei prezzi delle farine di semi oleosi.

CLAL è impegnata nell’elaborare proiezioni dei mercati dei principali alimenti zootecnici, ed è aperta al confronto su queste tematiche.

È possibile monitorare “a colpo d’occhio” l’Alimento Simulato tramite la home page di TESEO e la pagina dedicata.

L’Italia convince in Europa…anche con i Formaggi freschi
21 Giugno 2016

Le esportazioni dell’Italia nel mese di MARZO 2016 confrontate con Marzo 2015sono aumentate in volume relativamente a:

  • Latte e panna (+16.9%)
  • Formaggi (+7.9%)

sono diminuite quelle di:

  • Polvere di Siero (-12.8%)

Le esportazioni dei principali formaggi nel mese di MARZO 2016 confrontate con Marzo 2015 sono aumentate in volume relativamente a Formaggi grattugiati o in polvere (+20.0%), Formaggi freschi fra cui mozzarella e ricotta (+17.8%), Provolone (+6.0%), Gorgonzola (+4.5%), mentre sono diminuite quelle di Grana Padano e Parmigiano Reggiano (-0.2%), Asiago, Montasio, Ragusano, Caciocavallo (-1.6%), Pecorino e Fiore Sardo (-30.1%).

I principali Paesi Importatori nei primi 3 mesi del 2016 (anno in corso) sono:

Per Formaggi freschi fra cui mozzarella e ricotta:

  • Francia, le cui importazioni – pari al 29% della quota di mercato – sono aumentate del 16.1%
  • Regno Unito, le cui importazioni – pari al 15% della quota di mercato – sono aumentate del 22.2%
  • Germania, le cui importazioni – pari al 8% della quota di mercato – sono aumentate del 92.6%
  • Belgio, le cui importazioni – pari al 8% della quota di mercato – sono aumentate del 5.8%
  • Svizzera, le cui importazioni – pari al 6% della quota di mercato – sono aumentate del 3.8%

Per Grana Padano e Parmigiano Reggiano:

  • Germania, le cui importazioni – pari al 19% della quota di mercato – sono diminuite del 10.2%
  • Stati Uniti, le cui importazioni – pari al 17% della quota di mercato – sono aumentate del 5.6%
  • Francia, le cui importazioni – pari al 10% della quota di mercato – sono aumentate del 18.9%
  • Regno Unito, le cui importazioni – pari al 8% della quota di mercato – sono aumentate del 12.5%
  • Svizzera, le cui importazioni – pari al 6% della quota di mercato – sono diminuite del 11.6%

Per Gorgonzola:

  • Germania, le cui importazioni – pari al 30% della quota di mercato – sono aumentate del 30.3%
  • Francia, le cui importazioni – pari al 21% della quota di mercato – sono aumentate del 20.7%
  • Spagna, le cui importazioni – pari al 5% della quota di mercato – sono aumentate del 16.1%
  • Svizzera, le cui importazioni – pari al 5% della quota di mercato – sono aumentate del 5.3%
  • Regno Unito, le cui importazioni – pari al 5% della quota di mercato – sono aumentate del 7.6%

Le esportazioni dell’Italia nel mese di MARZO 2016 confrontate con Marzo 2015sono aumentate in volume relativamente a:

  • Latte e panna (+16.9%)
  • Formaggi (+7.9%)

sono diminuite quelle di:

  • Polvere di Siero (-12.8%)

Le esportazioni dei principali formaggi nel mese di MARZO 2016 confrontate con Marzo 2015 sono aumentate in volume relativamente a Formaggi grattugiati o in polvere (+20.0%), Formaggi freschi fra cui mozzarella e ricotta (+17.8%), Provolone (+6.0%), Gorgonzola (+4.5%), mentre sono diminuite quelle di Grana Padano e Parmigiano Reggiano (-0.2%), Asiago, Montasio, Ragusano, Caciocavallo (-1.6%), Pecorino e Fiore Sardo (-30.1%).

ITALIA: prodotti lattiero caseari esportati nell’anno corrente (Gen-Mar)
  QUANTITÀ (Ton) VALORI (‘000 EUR)
2015 2016 ± su 2015 2015 2016 ± su 2015
Formaggi 79.002 85.998 +8,9% 506.363 542.439 +7,1%
di cui:    
– Grana Padano e
Parmigiano Reggiano
20.222 20.430 +1,0% 180.579 186.493 +3,3%
– Formaggi freschi fra cui
mozzarella e ricotta
21.572 25.620 +18,8% 87.619 103.589 +18,2%
– Formaggi grattug. o in polv. 7.247 8.499 +17,3% 59.586 67.657 +13,5%
– Pecorino e Fiore Sardo 4.768 3.674 -23,0% 43.369 34.532 -20,4%
– Gorgonzola 4.466 4.779 +7,0% 27.124 28.454 +4,9%
– Provolone 1.289 1.319 +2,4% 8.016 7.935 -1,0%
– Asiago, Montasio,
Ragusano, Caciocavallo
432 502 +16,3% 2.926 3.429 +17,2%
Polvere di Siero 123.436 107.015 -13,3% 39.244 26.206 -33,2%
Latte e panna 13.402 13.757 +2,6% 12.628 12.809 +1,4%
di cui:    
– Latte in imballaggi < =2L 2.645 7.286 +175,5% 1.948 4.933 +153.2%
Burro 2.186 1.987 -9,1% 8.394 7.739 -7,8%
Yogurt e latticello 1.421 2.498 +75,8% 4.053 5.648 +39,3%
SMP Polvere di Latte Scremato 1.562 1.289 -17,4% 5.943 4.549 -23,5%
Lattosio uso farmaceutico 7.542 7.184 -4,7% 5.944 3.919 -34,1%
Altri prodotti* 2.901 3.098 +6,8% 4.303 4.693 +9,1%
EXPORT TOTALE 231.451 222.825 -3,7% 586.872 608.002 +3,6%
* Altri prodotti: WMP Polvere di Latte Intero, Latte condensato, Latte per l’infanzia, Caseinati, Caseine, Lattosio uso alimentare
Elaborazione CLAL su dati GTIS
VALORI (Mio EUR) 2013 2014 2015 Anno corrente (Gen-Mar)
2015 2016 ± su 2015
Export (E) 2.396 2.500 2.568 587 608 +3,6%
Import (I) 4.028 3.989 3.511 855 768 -10,2%
Bilancio (E – I) -1.633 -1.490 -942 -268 -160  

Italia: EXPORT di FORMAGGI FRESCHI FRA CUI MOZZARELLA E RICOTTA
Principali Paesi IMPORTATORI del 2016
Periodo: Gennaio-Marzo
Ton Share
2016
2014 2015 2016 % su
2015
TOTALE   19.005 21.572 25.620 +19%
Francia 29% 5.425 6.323 7.342 +16%
Regno Unito 15% 2.006 3.209 3.920 +22%
Germania 8% 638 1.048 2.019 +93%
Belgio 8% 2.068 1.879 1.988 +6%
Svizzera 6% 1.753 1.449 1.505 +4%

Italia: EXPORT di GRANA PADANO E PARMIGIANO REGGIANO
Principali Paesi IMPORTATORI del 2016
Periodo: Gennaio-Marzo
Ton Share
2016
2014 2015 2016 % su
2015
TOTALE   18.072 20.222 20.430 +1%
Germania 19% 4.250 4.389 3.943 -10%
Stati Uniti 17% 1.927 3.372 3.559 +6%
Francia 10% 1.714 1.665 1.981 +19%
Regno Unito 8% 1.456 1.433 1.612 +12%
Svizzera 6% 1.410 1.374 1.215 -12%

Italia: EXPORT di GORGONZOLA
Principali Paesi IMPORTATORI del 2016
Periodo: Gennaio-Marzo
Ton Share
2016
2014 2015 2016 % su
2015
TOTALE   4.033 4.466 4.779 +7%
Germania 30% 960 1.103 1.437 +30%
Francia 21% 880 840 1.014 +21%
Spagna 5% 209 224 260 +16%
Svizzera 5% 188 244 257 +5%
Regno Unito 5% 200 230 248 +8%

Consulta il riepilogo Import/Export dell’Italia su CLAL.it.

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CLAL.it - Italia: Export dei principali formaggi (cumulato mensile)
CLAL.it – Italia: Export dei principali formaggi (cumulato mensile)
CLAL.it - Italia: Export mensile di Formaggi Freschi (HS. 040610)
CLAL.it – Italia: Export mensile di Formaggi Freschi (HS. 040610)

Presidenti & Casari: insieme per produrre DOP in modo efficiente
1 Giugno 2016

TESEO.clal.it, con il Patrocinio del Comune di Sermide (MN), e la collaborazione del Consorzio Grana Padano DOP e del Consorzio Parmigiano Reggiano DOP, organizza l’incontro “Insieme per produrre DOP in modo efficiente“, con Presidenti e Casari di alcune latterie produttrici di Grana Padano e Parmigiano Reggiano, che si terrà Venerdì 10 Giugno 2016 alle 9.30 a Sermide (Centro di Educazione Ambientale sulla riva del Po “Teleferica”, via Argine Po).

PROGRAMMA

  • Prof. Zena Roncada, Conoscere (a) Sermide
  • Dr. Riccardo Deserti, Direttore Consorzio Parmigiano Reggiano – Come accrescere la distintività dei formaggi duri D.O.P.
  • Dr. Dario Casali, Specialista dairy DuPont Danisco – La ricchezza in Grana Padano e Parmigiano Reggiano di minerali buoni per la salute
  • Prof. Germano Mucchetti, Università degli Studi di Parma – L’innovazione nella tecnologia casearia per i formaggi D.O.P. duri italiani
  • Dr. Stefano Berni, Direttore Consorzio Grana Padano – Caseificio, compatibilità fra la trasformazione del latte in D.O.P. ed altre destinazioni
  • Gianni Fava, Assessore Regionale all’Agricoltura Regione Lombardia – Conclusioni

Guarda i video highlights dell’incontro cliccando qui.

A seguire, alcune foto del precedente incontro “Formaggi: Qualità e Mercato”, tenutosi il 7 Giugno 2013:

Produrre latte (e derivati) in Australia
30 Maggio 2016

Si prevede che nel 2016 la produzione di latte in Australia raggiunga le 9,8 milioni di tonnellate, con una dinamica in leggera crescita. Dall’indagine di Dairy Australia, risulta come tre quarti dei produttori di latte continuino ad avere una visione ottimistica del settore nonostante le basse quotazioni, in ragione del potenziale di export verso i paesi asiatici. Due terzi degli intervistati ritengono che gli accordi di libero scambio (Free Trade Agreements – FTAs) sottoscritti con Corea, Giappone e Cina avranno un impatto positivo nel lungo termine. Circa il 40% della produzione viene esportata soprattutto verso questi mercati, per lo più formaggi e polveri. L’export lattiero australiano rappresenta il 7% sul totale del commercio mondiale. Sei aziende, Murray Goulburn, Fonterra, Lion, Warrnambool, Parmalat, Bega, trasformano il 90% del latte e quattro di queste rappresentano investimenti esteri: Fonterra, Parmalat (Lactalis), Lion (Kirin, Giappone), Warrnambool (Saputo, Canada).

L’allevamento è basato sul pascolo ed è molto influenzato dalla piovosità. Lo stato di Victoria produce due terzi del latte australiano, che viene ottenuto in allevamenti a carattere familiare, mentre circa il 10% di aziende ha oltre 600 capi in mungitura. Il picco produttivo si raggiunge in ottobre.

Il consumo pro capite di latte liquido nel 2015 sarà di 110 litri, in crescita rispetto ai 104 litri del 2010 e tende a spostarsi dal latte intero a quello magro, aromatizzato o modificato; ad esempio, nel 2015 il consumo di latte senza la beta caseina A1 è in crescita del 8%.

Il formaggio è una produzione di punta e si stima raggiunga le 340 mila tonnellate nel 2016. Il mercato interno è maturo, a 13,5Kg per abitante, col cheddar che rappresenta il 55% dei consumi, seguito da mozzarella, formaggi freschi, paste dure da grattugia ed erborinati. La metà della produzione è esportata (155 mila tonnellate nel 2015), col Giappone come maggior mercato. Le importazioni di formaggio (75 mila ton), polveri di latte e burro (20 mila ton cadauno), provengono in particolare dalla Nuova Zelanda, mentre dalla UE vengono importati formaggi di specialità; dagli USA, cheddar e mozzarella.

La produzione di burro si prevede stabile a 122 mila tonnellate, con una domanda in crescita e scorte in aumento per la necessità di ricollocare il prodotto risultante dal blocco russo. Riguardo alle polveri di latte, si prevede una minor produzione di polvere di latte intero (WMP) rispetto alle 95 mila tonnellate preventivate per il 2015; in crescita invece la polvere di latte scremato (SMP) , attesa nel 2016 a 240 mila tonnellate. Il 75% viene esportato verso Cina, Indonesia, Singapore, Malesia.

Gli accordi di libero scambio, compreso il recente TPP, sembrano costituire un ambito favorevole per facilitare l’export e dunque sostenere la produzione.

CLAL.it - AUSTRALIA: Export mensile dei prodotti lattiero-caseari negli ultimi 2 anni
CLAL.it – AUSTRALIA: Export mensile dei prodotti lattiero-caseari negli ultimi 2 anni

Fonte: FAS-USDA