Le esportazioni di Formaggi dell’Italia nel mese di FEBBRAIO 2016 confrontate con Febbraio 2015 sono aumentate in volume del +12.9%.
Le esportazioni dei principali formaggi nel mese di FEBBRAIO 2016 confrontate con Febbraio 2015 sono aumentate in volume relativamente a Formaggi freschi fra cui mozzarella e ricotta (+26.6%), Formaggi grattugiati o in polvere (+18.7%), Provolone (+12.2%), Grana Padano e Parmigiano Reggiano (+5.4%), Gorgonzola (+4.9%), mentre sono diminuite quelle di Asiago, Montasio, Ragusano, Caciocavallo (-5.5%), Pecorino e Fiore Sardo (-19.9%).
I principali Paesi Importatori
nei primi 2 mesi del 2016 (anno in corso) sono:
Per Grana Padano e Parmigiano Reggiano:
Germania, le cui importazioni – pari al 18% della quota di mercato – sono diminuite del 10.8%
Stati Uniti, le cui importazioni – pari al 18% della quota di mercato – sono aumentate del 5.2%
Francia, le cui importazioni – pari al 10% della quota di mercato – sono aumentate del 19.7%
Regno Unito, le cui importazioni – pari al 8% della quota di mercato – sono aumentate del 7.2%
Svizzera, le cui importazioni – pari al 6% della quota di mercato – sono aumentate del 8.1%
Per Formaggi freschi fra cui mozzarella e ricotta:
Francia, le cui importazioni – pari al 28% della quota di mercato – sono aumentate del 18%
Regno Unito, le cui importazioni – pari al 16% della quota di mercato – sono aumentate del 22.6%
Germania, le cui importazioni – pari al 8% della quota di mercato – sono aumentate del 96.8%
Belgio, le cui importazioni – pari al 8% della quota di mercato – sono aumentate del 7.4%
Svizzera, le cui importazioni – pari al 6% della quota di mercato – sono diminuite del 0.1%
Le esportazioni di Formaggi dell’Italia nel mese di FEBBRAIO 2016 confrontate con Febbraio 2015 sono aumentate in volume del +12.9%.
Le esportazioni dei principali formaggi nel mese di FEBBRAIO 2016 confrontate con Febbraio 2015 sono aumentate in volume relativamente a Formaggi freschi fra cui mozzarella e ricotta (+26.6%), Formaggi grattugiati o in polvere (+18.7%), Provolone (+12.2%), Grana Padano e Parmigiano Reggiano (+5.4%), Gorgonzola (+4.9%), mentre sono diminuite quelle di Asiago, Montasio, Ragusano, Caciocavallo (-5.5%), Pecorino e Fiore Sardo (-19.9%).
* Altri prodotti: Lattosio uso farmaceutico, Latte condensato, WMP Polvere di Latte Intero, Latte per l’infanzia, Latte in imballaggi > 2 L, Caseinati, Caseine, Lattosio uso alimentare
Elaborazione CLAL su dati GTIS
Italia: EXPORT di GRANA PADANO E PARMIGIANO REGGIANO Principali Paesi IMPORTATORI del 2016 Periodo: Gennaio-Febbraio
Ton
Share 2016
2014
2015
2016
% su 2015
TOTALE
11.598
12.766
12.991
+2%
Germania
18%
2.633
2.680
2.390
-11%
Stati Uniti
18%
1.261
2.230
2.345
+5%
Francia
10%
1.015
1.046
1.253
+20%
Regno Unito
8%
940
911
977
+7%
Svizzera
6%
919
747
808
+8%
Italia: EXPORT di FORMAGGI FRESCHI FRA CUI MOZZARELLA E RICOTTA Principali Paesi IMPORTATORI del 2016 Periodo: Gennaio-Febbraio
Importanti argomenti sono stati trattati al primo incontro del percorso “Sostenibilità: l’efficienza imprescindibile”, che mercoledì 27 Aprile ha visto la partecipazione di giovani produttori di latte, manager di imprese di trasformazione e della grande distribuzione.
Con questo percorso ci prefiggiamo lo scopo di unire la filiera lattiero-casearia nello stesso progetto di Sostenibilità su obiettivi condivisi, su cui lavorare tutti insieme.
Sono intervenuti:
Elisabetta Viari (CLAL.it) – Introduzione al Progetto
A livello internazionale è in atto un importante dibattito sul futuro del clima e migliaia di organizzazioni e imprese hanno assunto impegni di sostenibilità.
Gli accordi ufficiali e le iniziative devono continuare all’interno della popolazione e noi del Team di CLAL vogliamo impegnarci attivamente creando un network di giovani produttori latte, alcuni manager di imprese trasformatrici e della grande distribuzione.
Il percorso informativo per gli operatori della filiera lattiero-casearia verso comportamenti sostenibili, nato su TESEO, vedrà una prima occasione di informazione e condivisione nella mattinata di mercoledì 27 Aprile nella sede APA (Associazione Provinciale Allevatori) di Mantova.
Dopo la nostra presentazione del progetto, Giorgio Garofolo tratterà l’utilizzo sostenibile dell’acqua nei processi produttivi. Seguiranno Tatiana Dallo (Controllo Qualità di Lattebusche), Matteo Bignardi (Ufficio Ambiente di Latteria Soresina) e Claudio Truzzi (Responsabile Qualità Metro Italia), che parleranno di buone pratiche di sostenibilità adottate all’interno delle loro aziende.
Al termine delle brevi relazioni, verrà aperto un dibattito a cui molti saranno chiamati a portare idee e opinioni sui tremi trattati.
L’allevamento della Nuova Zelanda era noto per le pecore da cui ottenere carne e lana. Poi si è imposto quello bovino, che ha fatto del paese oceanico il più grande esportatore mondiale di latte. Così la produzione di latte ovino, pur presente dagli anni ’70, è rimasta del tutto marginale.
Negli ultimi anni però, la pesantezza del mercato dairy ma anche notevoli problemi di sostenibilità ambientale, come ad esempio il livello di nitrati nel terreno, hanno riportato alla ribalta l’interesse per l’allevamento di pecore da latte, ma anche di capre.
Oggi in Nuova Zelanda vengono munte circa 35 mila pecore e 50 mila capre, ma i numeri e gli investimenti sono in crescita con lo scopo di ottenere polveri di latte specialmente adatte per le farine lattee infantili, da esportare verso i mercati asiatici. In altri termini, con la diversificazione da vacche a pecore o capre, si intende sfruttare una diversificazione produttiva per ottenere prodotti ad alto valore aggiunto richiesti dai mercati in diversi paesi.
Si tratta di allevamenti intensivi, con una alimentazione basata su insilati d’erba. Una stalla con tremila pecore da latte adotta una sala di mungitura a giostra di 80 posti, che permettere di mungere tutti gli animali in 3 ore, per due volte al giorno. Questo tipo di aziende sono in espansione, perché possono rispondere alla necessità di diversificare le produzioni per assicurare una stabilità all’attività agricola.
Ancora però non si parla di formaggi ovini e caprini, di cui l’Italia ed i Paesi europei restano i riferimenti assoluti.
CLAL.it – Italia: Principali Paesi Acquirenti di Pecorino e fiore sardo
Il settore agroalimentare, dalla produzione primaria alla trasformazione, è il maggiore utilizzatore di risorse idriche e dunque il più chiamato in causa per il risparmio nell’uso dell’acqua. Basti pensare che ad agricoltura ed allevamento viene imputato il 70% dei consumi idrici mondiali. L’acqua è un fattore essenziale della produzione, dal soddisfacimento dei bisogni di agricoltura ed allevamento e dei processi di trasformazione, soprattutto riguardo le necessità per i cicli di lavaggio e di raffreddamento.
Le attività produttive lungo la filiera agroalimentare possono essere responsabili del depauperamento di risorse idriche, così come dell’inquinamento di sorgenti e falde. E’ dunque responsabilità di ogni operatore agire per ridurre l’uso di acqua migliorando le performance aziendali e sviluppare attività di resilienza considerando l’acqua come una forma di capitale naturale.
Uno studio inglese intitolato “Smart water: a prosperous future for the food and drink supply chain” indica gli interventi che le aziende dovrebbero effettuare per investire sulla sostenibilità. Innanzitutto bisogna misurare i consumi idrici nel processo produttivo aziendale, le caratteristiche delle fonti di approvvigionamento, con le relative criticità, per poi definire un piano di intervento con gli obiettivi per ridurre i consumi ed i punti critici da monitorare. Di conseguenza, bisogna identificare quali efficientamenti possono essere eseguiti attraverso modifiche al sistema produttivo od adottando nuove tecnologie. Fondamentale è il coinvolgimento e la collaborazione degli agricoltori produttori delle materie prime per il processo di trasformazione. Per questo diventa importante prevedere incentivi verso chi adotta pratiche virtuose, da inserire nei contratti di fornitura. Bisogna poi attivare pratiche di resilienza, ossia di contrasto rapido a situazioni imprevedibili di penuria d’acqua, coinvolgendo gli agricoltori nella redazione di piani d’intervento. Bisogna, infine, collaborare attivamente alle iniziative pubbliche e private di sostenibilità, sia a livello locale che nazionale.
La scarsità di acqua comporta costi crescenti. Le pratiche di efficientamento, oltre a rendere sostenibili i processi produttivi comportano anche minori costi.
La mappa “Acqua in Agricoltura” (progetto Acqua&Energia, TESEO)
Nel 2015 (Gen-Dic) il saldo della bilancia commerciale presenta i seguenti dati:
il valore delle esportazioni è aumentato del 2.9% (73 Mio €)
il valore delle importazioni è diminuito del 13.8% (-492 Mio €)
A livello quantitativo l’Italia presenta nel 2015 il seguente quadro:
le consegne di latte in Italia sono aumentate del 1.05% (+115.500 Ton)
le importazioni italiane di formaggi, polveri di latte, burro, latte condensato e latte alimentare convertite in “milk equivalent” sono aumentate del 3.30% (+185.000 Ton)
le esportazioni italiane di formaggi, polveri di latte, burro, latte condensato e latte alimentare convertite in “milk equivalent” sono aumentate del 11.93% (+369.000 Ton)
Le esportazioni italiane dei principali formaggi nel mese di DICEMBRE 2015 confrontate con Dicembre 2014 sono aumentate in volume relativamente a:
Formaggi grattugiati o in polvere (+26.1%)
Formaggi freschi fra cui mozzarella e ricotta (+12.0%)
Nel 2015 (Gen-Dic) il saldo della bilancia commerciale presenta i seguenti dati:
il valore delle esportazioni è aumentato del 2.9% (73 Mio €)
il valore delle importazioni è diminuito del 13.8% (-492 Mio €)
A livello quantitativo l’Italia presenta nel 2015 il seguente quadro:
le consegne di latte in Italia sono aumentate del 1.05% (+115.500 Ton)
le importazioni italiane di formaggi, polveri di latte, burro, latte condensato e latte alimentare convertite in “milk equivalent” sono aumentate del 3.30% (+185.000 Ton)
le esportazioni italiane di formaggi, polveri di latte, burro, latte condensato e latte alimentare convertite in “milk equivalent” sono aumentate del 11.93% (+369.000 Ton)
Le esportazioni italiane dei principali formaggi nel mese di DICEMBRE 2015 confrontate con Dicembre 2014 sono aumentate in volume relativamente a:
Formaggi grattugiati o in polvere (+26.1%)
Formaggi freschi fra cui mozzarella e ricotta (+12.0%)
Questa la conclusione di uno studio condotto in Australia da Rabobank, che dimostra come un terzo degli agricoltori attivi nei vari campi della produzione ritenga indispensabile migliorare le proprie conoscenze.
Ovviamente, risulta sempre più necessario poter contare su consulenze e professionalità specializzate, ma proprio per questo diventa indispensabile che gli agricoltori agiscano in modo proattivo per pianificare il futuro della loro attività in un contesto di crescente complessità.
Migliorare le performance aziendali, comprendere le nuove tecnologie, i meccanismi di gestione finanziaria, la pianificazione produttiva, economica e gestionale in funzione dei mutamenti ambientali e dei mercati, la scelta degli strumenti di marketing e di comunicazione più appropriati, diventano conoscenze sempre più indispensabili per effettuare scelte responsabili.
L’agricoltore deve essere il protagonista del proprio futuro e dunque migliorare la propria formazione per poter adottare in modo responsabile le conoscenze della ricerca.
I prezzi del Mercato Agricolo, aggiornati ogni settimana sulla home page di TESEO
L’alimentazione, si sa, è un aspetto fondamentale nelle produzioni zootecniche; per quella da latte, diventa fondamentale l’apporto dei foraggi.
In Nuova Zelanda è pratica corrente fra gli allevatori seguire ilPasture Growth Index, cioè l’indice che misura il grado di crescita dei foraggi, definito in base ad un modello che tiene conto dei fattori ambientali che influenzano la crescita vegetativa.
Tali fattori comprendono il clima e la piovosità, incluse le misurazioni di temperatura del suolo, radiazione solare ed evapotraspirazione potenziale che servono per calcolare la quantità di acqua nel suolo. Inoltre, la capacità del suolo di immagazzinare umidità e la fertilità sono usate per calcolare l’acqua disponibile per la crescita della vegetazione e dunque la produttività. L’indice permette di fare delle previsioni (forecast) sulla crescita vegetativa a livello dell’azienda agricola, così come di aree locali più vaste attraverso la suddivisione del territorio in maglie di 5 km quadrati.
Un sistema di stazioni meteorologiche presenti in tutto il paese, fornisce i dati giornalieri sulla piovosità e le previsioni climatiche per le due settimane successive. Con questi dati viene stilata la previsione di crescita dei foraggi. Esiste poi una previsione trimestrale ed una annuale, che mostrano la crescita media e la variabilità mese per mese.
Interessante è la possibilità di calcolare il forecast per la propria azienda, attraverso un modello basato su cinque diverse variabili per la capacità di ritenzione idrica del suolo. Il modello è progressivamente aggiornato con i dati di crescita reali dei foraggi che l’agricoltore può inserire nel sistema, in modo da fornire previsioni sempre più vicine alla specifica realtà dell’azienda agricole, come piovosità e fertilità del terreno.
DairyNZ Pasture Growth ForecasterI prezzi dei Foraggi su TESEO
La separazione fra le attività dell’industria e quelle dell’agricoltura diventa tanto meno netta quanto più aumentano i mezzi tecnici e finanziari a disposizione delle imprese. Di conseguenza, l’agricoltura si interseca sempre più con gli altri settori produttivi.
Non deve sorprendere allora se diventa frequente, soprattutto nella terminologia inglese, usare definizioni che ampliano il concetto di agricoltura intesa come l’attività di coltivazione ed allevamento. Termini quali intensive agriculture, agribusiness, industrial agriculture, ma anche urban agriculture sono ormai di uso comune per descrivere le molteplici attività che vanno dalle coltivazioni agli allevamenti animali, così come tutte le altre forme di produzione per alimentare e sostenere la popolazione; fra queste, ad esempio, hanno assunto un ruolo rilevante le coltivazioni per i biocarburanti.
Da sempre l’agricoltura è stata determinata dalle diverse condizioni climatiche, pedologiche ed anche sociali, ma la recente introduzione delle tecnologie con i relativi investimenti finanziari, ha portato ad un modello produttivo basato su monocolture ed allevamenti su larga scala, sempre più staccati da questi fattori naturali. Un classico esempio ne è il modello produttivo delle cosiddette commodities.
Come ogni attività industriale, anche questa “nuova” agricoltura ha accresciuto notevolmente la produttività, ma ha comportato anche notevoli ricadute. È dunque apparso il termine sustainable agriculture per definire quale impatto ha l’industrial agriculture sull’ambiente, sulle comunità rurali, sulle persone, gli animali e comunque il mondo in cui viviamo. A questo va aggiunto l’effetto sui prezzi dei prodotti, cioè la volatilità dei mercati che, complice la liberalizzazione degli scambi nel contesto della globalizzazione, si presenta come problema nuovo, di non facile soluzione.
Dunque, anche per l’agriculture industry si prospettano nuove sfide.