Sostenibilità: è aperto il dibattito (video)
20 Maggio 2016

Gli operatori della filiera lattiero-casearia hanno aperto il dibattito in materia di sostenibilità.

Un video di 12 minuti propone i momenti salienti del primo incontro “Sostenibilità: l’efficienza imprescindibile”, tenutosi all’APA di Mantova lo scorso 27 Aprile.

Export Formaggi Italia: +9% in quantità, +8% in valore (Gen-Feb 2016)
19 Maggio 2016

Le esportazioni di Formaggi dell’Italia nel mese di FEBBRAIO 2016 confrontate con Febbraio 2015 sono aumentate in volume del +12.9%.

Le esportazioni dei principali formaggi nel mese di FEBBRAIO 2016 confrontate con Febbraio 2015 sono aumentate in volume relativamente a Formaggi freschi fra cui mozzarella e ricotta (+26.6%), Formaggi grattugiati o in polvere (+18.7%), Provolone (+12.2%), Grana Padano e Parmigiano Reggiano (+5.4%), Gorgonzola (+4.9%), mentre sono diminuite quelle di Asiago, Montasio, Ragusano, Caciocavallo (-5.5%), Pecorino e Fiore Sardo (-19.9%).

I principali Paesi Importatori
nei primi 2 mesi del 2016 (anno in corso) sono:

Per Grana Padano e Parmigiano Reggiano:

  • Germania, le cui importazioni – pari al 18% della quota di mercato – sono diminuite del 10.8%
  • Stati Uniti, le cui importazioni – pari al 18% della quota di mercato – sono aumentate del 5.2%
  • Francia, le cui importazioni – pari al 10% della quota di mercato – sono aumentate del 19.7%
  • Regno Unito, le cui importazioni – pari al 8% della quota di mercato – sono aumentate del 7.2%
  • Svizzera, le cui importazioni – pari al 6% della quota di mercato – sono aumentate del 8.1%

Per Formaggi freschi fra cui mozzarella e ricotta:

  • Francia, le cui importazioni – pari al 28% della quota di mercato – sono aumentate del 18%
  • Regno Unito, le cui importazioni – pari al 16% della quota di mercato – sono aumentate del 22.6%
  • Germania, le cui importazioni – pari al 8% della quota di mercato – sono aumentate del 96.8%
  • Belgio, le cui importazioni – pari al 8% della quota di mercato – sono aumentate del 7.4%
  • Svizzera, le cui importazioni – pari al 6% della quota di mercato – sono diminuite del 0.1%

Le esportazioni di Formaggi dell’Italia nel mese di FEBBRAIO 2016 confrontate con Febbraio 2015 sono aumentate in volume del +12.9%.

Le esportazioni dei principali formaggi nel mese di FEBBRAIO 2016 confrontate con Febbraio 2015 sono aumentate in volume relativamente a Formaggi freschi fra cui mozzarella e ricotta (+26.6%), Formaggi grattugiati o in polvere (+18.7%), Provolone (+12.2%), Grana Padano e Parmigiano Reggiano (+5.4%), Gorgonzola (+4.9%), mentre sono diminuite quelle di Asiago, Montasio, Ragusano, Caciocavallo (-5.5%), Pecorino e Fiore Sardo (-19.9%).

ITALIA: prodotti lattiero caseari esportati nell’anno corrente (Gen-Feb)
  QUANTITÀ (Ton) VALORI (‘000 EUR)
2015 2016 ± su 2015 2015 2016 ± su 2015
Formaggi 48.931 53.550 +9,4% 316.145 340.839 +7,8%
di cui:    
– Grana Padano e
Parmigiano Reggiano
12.766 12.991 +1,8% 113.397 117.997 +4,1%
– Formaggi freschi fra cui
mozzarella e ricotta
13.114 15.652 +19,4% 52.992 63.578 +20,0%
– Formaggi grat. o in polv. 4.577 5.295 +15,7% 37.782 42.227 +11,8%
– Pecorino e Fiore Sardo 3.026 2.455 -18,9% 27.434 23.198 -15,4%
– Gorgonzola 2.818 3.058 +8,5% 17.142 18.219 +6,3%
– Provolone 872 877 +0,6% 5.466 5.235 -4,2%
– Asiago, Montasio, Ragusano,
Caciocavallo
279 352 +26,0% 1.840 2.447 +33,0%
Polvere di Siero 79.860 69.028 -13,6% 24.244 16.931 -30,2%
Latte e panna 8.848 8.434 -4,7% 8.398 7.724 -8,0%
Burro 1.473 1.347 -8,6% 5.984 5.402 -9,7%
Yogurt e latticello 890 1.811 +103,5% 2.517 3.818 +51,7%
Latte in imballaggi <= 2 L 1.540 5.201 +237,7% 1.130 3.392 +200,3%
SMP Polvere di Latte Scremato 1.093 851 -22,1% 4.089 2.901 -29,0%
Altri prodotti* 11.819 7.472 -36,8% 10.596 6.311 -40,4%
EXPORT TOTALE 154.454 147.693 -4,4% 373.103 387.317 +3,8%
* Altri prodotti: Lattosio uso farmaceutico, Latte condensato, WMP Polvere di Latte Intero, Latte per l’infanzia, Latte in imballaggi > 2 L, Caseinati, Caseine, Lattosio uso alimentare
Elaborazione CLAL su dati GTIS

Italia: EXPORT di GRANA PADANO E PARMIGIANO REGGIANO
Principali Paesi IMPORTATORI del 2016
Periodo: Gennaio-Febbraio
Ton Share
2016
2014 2015 2016 % su
2015
TOTALE   11.598 12.766 12.991 +2%
Germania 18% 2.633 2.680 2.390 -11%
Stati Uniti 18% 1.261 2.230 2.345 +5%
Francia 10% 1.015 1.046 1.253 +20%
Regno Unito 8% 940 911 977 +7%
Svizzera 6% 919 747 808 +8%

Italia: EXPORT di FORMAGGI FRESCHI FRA CUI MOZZARELLA E RICOTTA
Principali Paesi IMPORTATORI del 2016
Periodo: Gennaio-Febbraio
Ton Share
2016
2014 2015 2016 % su
2015
TOTALE   12.125 13.114 15.652 +19%
Francia 28% 3.201 3.650 4.307 +18%
Regno Unito 16% 1.342 2.039 2.500 +23%
Germania 8% 420 647 1.273 +97%
Belgio 8% 1.334 1.179 1.267 +7%
Svizzera 6% 1.141 864 863 -0%

Consulta il riepilogo Import/Export dell’Italia su CLAL.it.

Hai bisogno di ulteriori informazioni su Import/Export dei prodotti lattiero caseari? Accedi all’area Dairy World Trade su CLAL.it

CLAL.it - Italia: Export totale di formaggi e latticini
CLAL.it – Italia: Export totale di formaggi e latticini

Latteria Soresina, Lattebusche e METRO presentano le buone pratiche di Sostenibilità
3 Maggio 2016

Importanti argomenti sono stati trattati al primo incontro del percorso “Sostenibilità: l’efficienza imprescindibile”, che mercoledì 27 Aprile ha visto la partecipazione di giovani produttori di latte, manager di imprese di trasformazione e della grande distribuzione.

Con questo percorso ci prefiggiamo lo scopo di unire la filiera lattiero-casearia nello stesso progetto di Sostenibilità su obiettivi condivisi, su cui lavorare tutti insieme.

Sono intervenuti:

 

Consulta gli esempi di buone pratiche:

Matteo Bignardi (Ufficio Ambiente di Latteria Soresina) - 27/04/2016
01 - Buone pratiche di sostenibilità adottate in Latteria Soresina
Matteo Bignardi (Ufficio Ambiente di Latteria Soresina) - 27/04/2016
pdf 4 MB | 600 clicks
Tatiana Dallo (Controllo Qualità di Lattebusche) - 27/04/2016
02 - Cooperativa Lattebusche: buone pratiche di sostenibilità
Tatiana Dallo (Controllo Qualità di Lattebusche) - 27/04/2016
pdf 2 MB | 536 clicks
Claudio Truzzi (Responsabile Qualità Metro Italia) - 27/04/2016
03 - Buone pratiche di sostenibilità adottate nel gruppo distributivo METRO con particolare riferimento ai prodotti del settore lattiero-caseario
Claudio Truzzi (Responsabile Qualità Metro Italia) - 27/04/2016
pdf 2 MB | 547 clicks

Guarda i video highlights dell’incontro cliccando qui.

Inizia il percorso “Sostenibilità: l’efficienza imprescindibile”
22 Aprile 2016

A livello internazionale è in atto un importante dibattito sul futuro del clima e migliaia di organizzazioni e imprese hanno assunto impegni di sostenibilità.

Gli accordi ufficiali e le iniziative devono continuare all’interno della popolazione e noi del Team di CLAL vogliamo impegnarci attivamente creando un network di giovani produttori latte, alcuni manager di imprese trasformatrici e della grande distribuzione.

Il percorso informativo per gli operatori della filiera lattiero-casearia verso comportamenti sostenibili, nato su TESEO, vedrà una prima occasione di informazione e condivisione nella mattinata di mercoledì 27 Aprile nella sede APA (Associazione Provinciale Allevatori)  di Mantova.

Dopo la nostra presentazione del progetto, Giorgio Garofolo tratterà l’utilizzo sostenibile dell’acqua nei processi produttivi. Seguiranno Tatiana Dallo (Controllo Qualità di Lattebusche), Matteo Bignardi (Ufficio Ambiente di Latteria Soresina) e Claudio Truzzi (Responsabile Qualità Metro Italia), che parleranno di buone pratiche di sostenibilità adottate all’interno delle loro aziende.

Al termine delle brevi relazioni, verrà aperto un dibattito a cui molti saranno chiamati a portare idee e opinioni sui tremi trattati.

Sostenibilità su TESEO.clal.it
Sostenibilità su TESEO.clal.it

 

Pecore e capre per diversificare la produzione di latte in Nuova Zelanda
8 Aprile 2016

L’allevamento della Nuova Zelanda era noto per le pecore da cui ottenere carne e lana. Poi si è imposto quello bovino, che ha fatto del paese oceanico il più grande esportatore mondiale di latte. Così la produzione di latte ovino, pur presente dagli anni ’70, è rimasta del tutto marginale.

Negli ultimi anni però, la pesantezza del mercato dairy ma anche notevoli problemi di sostenibilità ambientale, come ad esempio il livello di nitrati nel terreno, hanno riportato alla ribalta l’interesse per l’allevamento di pecore da latte, ma anche di capre.

Oggi in Nuova Zelanda vengono munte circa 35 mila pecore e 50 mila capre, ma i numeri e gli investimenti  sono in crescita con lo scopo di ottenere polveri di latte specialmente adatte per le farine lattee infantili, da esportare verso i mercati asiatici. In altri termini, con la diversificazione da vacche a pecore o capre, si intende sfruttare una diversificazione produttiva per ottenere prodotti ad alto valore aggiunto richiesti dai mercati in diversi paesi.

Si tratta di allevamenti intensivi,  con  una alimentazione basata su insilati d’erba. Una stalla con tremila pecore da latte adotta una sala di mungitura a giostra di 80 posti, che permettere di mungere tutti gli animali in 3 ore, per due volte al giorno. Questo tipo di aziende  sono in espansione, perché possono rispondere alla  necessità di diversificare le produzioni per assicurare una stabilità all’attività agricola.

Ancora però non si parla di formaggi ovini e caprini, di cui l’Italia ed i Paesi europei restano i riferimenti assoluti.

CLAL.it - Italia: Principali Paesi Acquirenti di Pecorino e fiore sardo
CLAL.it – Italia: Principali Paesi Acquirenti di Pecorino e fiore sardo


Fonte: Radio New Zealand

Risparmiare acqua per diminuire i costi e favorire la sostenibilità
1 Aprile 2016

La disponibilità di acqua sta diventando un elemento di preoccupazione in tutto il Mondo.

Come ha stabilito anche la recente conferenza COP 21 dell’ONU sulla sostenibilità, la scarsità di risorse idriche abbinata ad una qualità dell’acqua sempre più scadente in un contesto di crescita della popolazione mondiale e di cambiamenti climatici, rappresenta una sfida per il futuro del pianeta.

Crescita della popolazione Mondiale

Il settore agroalimentare, dalla produzione primaria alla trasformazione, è il maggiore utilizzatore di risorse idriche e dunque il più chiamato in causa per il risparmio nell’uso dell’acqua. Basti pensare che ad agricoltura ed allevamento viene imputato il 70% dei consumi idrici mondiali. L’acqua è un fattore essenziale della produzione, dal soddisfacimento dei bisogni di agricoltura ed allevamento e dei processi di trasformazione, soprattutto riguardo le necessità per i cicli di lavaggio e di raffreddamento.

Le attività produttive lungo la filiera agroalimentare possono essere responsabili del depauperamento di risorse idriche, così come dell’inquinamento di sorgenti e falde. E’ dunque responsabilità di ogni operatore agire per ridurre l’uso di acqua migliorando le performance aziendali e sviluppare attività di resilienza considerando l’acqua come una forma di capitale naturale.

Uno studio inglese intitolato “Smart water: a prosperous future for the food and drink supply chain” indica gli interventi che le aziende dovrebbero effettuare per investire sulla sostenibilità. Innanzitutto bisogna misurare i consumi idrici nel processo produttivo aziendale, le caratteristiche delle fonti di approvvigionamento, con le relative criticità, per poi definire un piano di intervento con gli obiettivi per ridurre i consumi ed i punti critici da monitorare. Di conseguenza, bisogna identificare quali efficientamenti possono essere eseguiti attraverso modifiche al sistema produttivo od adottando nuove tecnologie. Fondamentale è il coinvolgimento e la collaborazione degli agricoltori produttori delle materie prime per il processo di trasformazione. Per questo diventa importante prevedere incentivi verso chi adotta pratiche virtuose, da inserire nei contratti di fornitura. Bisogna poi attivare pratiche di resilienza, ossia di contrasto rapido a situazioni imprevedibili di penuria d’acqua, coinvolgendo gli agricoltori nella redazione di piani d’intervento. Bisogna, infine, collaborare attivamente alle iniziative pubbliche e private di sostenibilità, sia a livello locale che nazionale.

La scarsità di acqua comporta costi crescenti. Le pratiche di efficientamento, oltre a rendere sostenibili i processi produttivi comportano anche minori costi.

La mappa "Acqua in Agricoltura" (progetto Acqua&Energia, TESEO)
La mappa “Acqua in Agricoltura” (progetto Acqua&Energia, TESEO)

Fonte: Business in the Community

Lattiero caseario Italia: positivo il saldo commerciale 2015 (Gen-Dic)
24 Marzo 2016

Nel 2015 (Gen-Dic) il saldo della bilancia commerciale presenta i seguenti dati:

  • il valore delle esportazioni è aumentato del 2.9% (73 Mio €)
  • il valore delle importazioni è diminuito del 13.8% (-492 Mio €)

A livello quantitativo l’Italia presenta nel 2015 il seguente quadro:

  • le consegne di latte in Italia sono aumentate del 1.05% (+115.500 Ton)
  • le importazioni italiane di formaggi, polveri di latte, burro, latte condensato e latte alimentare convertite in “milk equivalent” sono aumentate del 3.30% (+185.000 Ton)
  • le esportazioni italiane di formaggi, polveri di latte, burro, latte condensato e latte alimentare convertite in “milk equivalent” sono aumentate del 11.93% (+369.000 Ton)

Le esportazioni italiane dei principali formaggi nel mese di DICEMBRE 2015 confrontate con Dicembre 2014 sono aumentate in volume relativamente a:

  • Formaggi grattugiati o in polvere (+26.1%)
  • Formaggi freschi fra cui mozzarella e ricotta (+12.0%)
  • Grana Padano e Parmigiano Reggiano (+9.2%)
  • Provolone (+4.9%)
  • Gorgonzola (+3.9%)

mentre sono diminuite quelle di:

  • Asiago, Montasio, Ragusano, Caciocavallo (-6.1%)
  • Pecorino e Fiore Sardo (-7.7%)

Consulta il riepilogo Import/Export dell’Italia su CLAL.it.

Hai bisogno di ulteriori informazioni su Import/Export dei prodotti lattiero caseari? Accedi all’area Dairy World Trade su CLAL.it

Nel 2015 (Gen-Dic) il saldo della bilancia commerciale presenta i seguenti dati:

  • il valore delle esportazioni è aumentato del 2.9% (73 Mio €)
  • il valore delle importazioni è diminuito del 13.8% (-492 Mio €)

A livello quantitativo l’Italia presenta nel 2015 il seguente quadro:

  • le consegne di latte in Italia sono aumentate del 1.05% (+115.500 Ton)
  • le importazioni italiane di formaggi, polveri di latte, burro, latte condensato e latte alimentare convertite in “milk equivalent” sono aumentate del 3.30% (+185.000 Ton)
  • le esportazioni italiane di formaggi, polveri di latte, burro, latte condensato e latte alimentare convertite in “milk equivalent” sono aumentate del 11.93% (+369.000 Ton)

Le esportazioni italiane dei principali formaggi nel mese di DICEMBRE 2015 confrontate con Dicembre 2014 sono aumentate in volume relativamente a:

  • Formaggi grattugiati o in polvere (+26.1%)
  • Formaggi freschi fra cui mozzarella e ricotta (+12.0%)
  • Grana Padano e Parmigiano Reggiano (+9.2%)
  • Provolone (+4.9%)
  • Gorgonzola (+3.9%)

mentre sono diminuite quelle di:

  • Asiago, Montasio, Ragusano, Caciocavallo (-6.1%)
  • Pecorino e Fiore Sardo (-7.7%)

Consulta il riepilogo Import/Export dell’Italia su CLAL.it.

VALORI (Mio EUR) 2013 2014 2015 Anno corrente (Gen-Dic)
2014 2015 ± su 2014
Export (E) 2.362 2.464 2.537 2.464 2.537 +2,9%
Import (I) 3.615 3.562 3.070 3.562 3.070 -13,8%
Bilancio (E – I) -1.253 -1.098 -533 -1.098 -533  
  EXPORT (Ton)
2015 ± su 2014
Formaggi 363.158 +10,3%
Polvere di Siero 437.758 -5,6%
SMP Polv. latte Screm 11.666 +87,9%
Burro 9.435 +49,2%
Lattosio uso farm. 28.296 -1,5%
Latte in imbal. <= 2 L 24.430 +154,5%
Latte in imbal. > 2 L 19.270 -4,8%
Altri prodotti* 11.275 +14,7%
EXPORT TOTALE 905.287 +3,6%
  IMPORT (Ton)
2015 ± su 2014
Formaggi 511.082 +0,6%
Latte in imbal. > 2 L 1.554.276 -2,6%
Burro 71.150 +10,7%
Latte in imbal. <= 2 L 460.896 -6,0%
SMP Polv. latte Screm 78.672 +19,9%
Polvere di Siero 140.777 -1,9%
Latte infanzia 47.733 +1,4%
Altri prodotti* 63.056 -2,0%
IMPORT TOTALE 2.927.641 -1,7%
* Altri prodotti: Latte infanzia, WMP Polv. latte Int., Latte cond., Caseinati, Caseine, Lattosio uso alimentare
Elaborazione CLAL su dati GTIS
* Altri prodotti: WMP Polv. latte Int., Caseine, Latte cond., Lattosio uso farm., Caseinati, Lattosio uso alimentare
Elaborazione CLAL su dati GTIS

Hai bisogno di ulteriori informazioni su Import/Export dei prodotti lattiero caseari? Accedi all’area Dairy World Trade su CLAL.it

CLAL.it – Italia: Export Totale in Milk Equivalent (ME) per area geografica di destinazione (cumulato mensile)
CLAL.it – Italia: Export Totale in Milk Equivalent (ME) per area geografica di destinazione (cumulato mensile)

Gli agricoltori vogliono migliorare le proprie conoscenze
18 Marzo 2016

Questa la conclusione di uno studio condotto in Australia da Rabobank, che dimostra come un terzo degli agricoltori attivi nei vari campi della produzione ritenga indispensabile migliorare le proprie conoscenze.

Ovviamente, risulta sempre più necessario poter contare su consulenze e professionalità specializzate, ma proprio per questo diventa indispensabile che gli agricoltori agiscano in modo proattivo per pianificare il futuro della loro attività in un contesto di crescente complessità.

Migliorare le performance aziendali, comprendere le nuove tecnologie, i meccanismi di gestione finanziaria, la pianificazione produttiva, economica e gestionale in funzione dei mutamenti ambientali e dei mercati, la scelta degli strumenti di marketing e di comunicazione più appropriati, diventano conoscenze sempre più indispensabili per effettuare scelte responsabili.

L’agricoltore deve essere il protagonista del proprio futuro e dunque migliorare la propria formazione per poter adottare in modo responsabile le conoscenze della ricerca.

Notizie dal Mercato Agricolo
I prezzi del Mercato Agricolo, aggiornati ogni settimana sulla home page di TESEO

Fonte: The Weekly Times

Crescita dei Foraggi: gli allevatori in Nuova Zelanda la prevedono
14 Marzo 2016

L’alimentazione, si sa, è un aspetto fondamentale nelle produzioni zootecniche; per quella da latte, diventa fondamentale l’apporto dei foraggi.

In Nuova Zelanda è pratica corrente fra gli allevatori seguire il Pasture Growth Index, cioè l’indice che misura il grado di crescita dei foraggi, definito in base ad un modello che tiene conto dei fattori ambientali che influenzano la crescita vegetativa.

Tali fattori comprendono il clima e la piovosità, incluse le misurazioni di temperatura del suolo, radiazione solare ed evapotraspirazione potenziale che servono per calcolare la quantità di acqua nel suolo. Inoltre, la capacità del suolo di immagazzinare umidità e la fertilità sono usate per calcolare l’acqua disponibile per la crescita della vegetazione e dunque la produttività. L’indice permette di fare delle previsioni (forecast) sulla crescita vegetativa a livello dell’azienda agricola, così come di aree locali più vaste attraverso la suddivisione del territorio in maglie di 5 km quadrati.

Un sistema di stazioni meteorologiche presenti in tutto il paese, fornisce i dati giornalieri sulla piovosità e le previsioni climatiche per le due settimane successive. Con questi dati viene stilata la previsione di crescita dei foraggi. Esiste poi una previsione trimestrale ed una annuale, che mostrano la crescita media e la variabilità mese per mese.

Interessante è la possibilità di calcolare il forecast per la propria azienda, attraverso un modello basato su cinque diverse variabili per la capacità di ritenzione idrica del suolo. Il modello è progressivamente aggiornato con i dati di crescita reali dei foraggi che l’agricoltore può inserire nel sistema, in modo da fornire previsioni sempre più vicine alla specifica realtà dell’azienda agricole, come piovosità e fertilità del terreno.

DairyNZ Pasture Growth Forecaster
DairyNZ Pasture Growth Forecaster
I prezzi dei Foraggi su TESEO
I prezzi dei Foraggi su TESEO

Fonte: Farmax.co.nz

Tecnologia e finanza: l’Agricoltura “industriale”
3 Marzo 2016

La separazione fra le attività dell’industria e quelle dell’agricoltura diventa tanto meno netta quanto più aumentano i mezzi tecnici e finanziari a disposizione delle imprese. Di conseguenza, l’agricoltura si interseca sempre più con gli altri settori produttivi.

Non deve sorprendere allora se diventa frequente, soprattutto nella terminologia inglese, usare definizioni che ampliano il concetto di agricoltura intesa come l’attività di coltivazione ed allevamento. Termini quali intensive agriculture, agribusiness, industrial agriculture, ma anche urban agriculture sono ormai di uso comune per descrivere le molteplici attività che vanno dalle coltivazioni agli  allevamenti  animali, così come tutte le altre forme di produzione per alimentare e sostenere la popolazione; fra queste, ad esempio, hanno assunto un ruolo rilevante le coltivazioni per i biocarburanti.

Da sempre l’agricoltura è stata determinata dalle diverse condizioni climatiche, pedologiche ed anche sociali, ma la recente introduzione delle tecnologie con i relativi investimenti finanziari, ha portato ad un modello produttivo basato su monocolture ed allevamenti su larga scala, sempre più staccati da questi fattori naturali. Un classico esempio ne è il modello produttivo delle cosiddette commodities.

Come ogni attività industriale, anche questa “nuova” agricoltura ha accresciuto notevolmente la produttività, ma ha comportato anche notevoli ricadute. È dunque apparso il termine sustainable agriculture per definire quale impatto ha l’industrial agriculture sull’ambiente, sulle comunità rurali, sulle  persone, gli animali e comunque il mondo in cui viviamo.  A questo va aggiunto l’effetto sui prezzi dei prodotti, cioè la volatilità dei mercati che, complice la liberalizzazione degli scambi nel contesto della globalizzazione, si presenta come problema nuovo, di non facile soluzione.

Dunque, anche per l’agriculture industry si prospettano nuove sfide.

Fonte: Farmers Weekly

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