Il Messico è la prima destinazione dell’export USA per latte e derivati, con un valore pari a 1,3 miliardi di dollari nel 2015 rispetto ai $182 milioni del 1994, anno in cui è entrato in vigore l’accordo di libero scambio (NAFTA) fra i due paesi. Anche le importazioni statunitensi sono aumentate passando nello stesso periodo da 3 milioni di dollari ai $114 milioni attuali.
Gli USA sono poi la prima destinazione per l’export messicano di bovini, pari a 211 mila capi nel periodo gennaio-giugno 2016, rispetto ad un import di 8200 capi. I due mercati sono dunque interconnessi: il Messico è strategico per l’export USA di latte, mentre questi lo sono per l’export messicano di bovini.
Per facilitare ulteriormente gli scambi commerciali e favorire produzioni e consumi in entrambi i paesi, USA e Messico hanno recentemente sottoscritto un memorandum d’intesa. Tale accordo però è anche mirato a proteggere quest’area commerciale. Un esempio è la forte contrapposizione verso la politica UE sulle Indicazioni Geografiche, tema caldo dei negoziati TTIP.
CLAL.it – Stati Uniti: export di latte e derivati in equivalente latte (ME)
La Soia, con oltre 300 milioni di tonnellate prodotte ogni anno, è una delle principali commodity per l’alimentazione animale e per quella umana. L’Europa è particolarmente dipendente dall’importazione di questo legume originario della Cina, la cui coltivazione si è diffusa fuori dall’Asia a partire dall’Ottocento.
Oggi i massimi produttori di Soia sono Stati Uniti, Brasile ed Argentina, da cui proviene generalmente quella importata in Europa per l’alimentazione animale. La sua coltivazione si è sviluppata notevolmente nel secolo scorso, spesso utilizzando aree precedentemente occupate dalla foresta vergine. Emblematico è il caso dell’Amazzonia che nel corso degli ultimi 40 anni ha visto ridursi di circa il 20% la propria superficie per ricavarne terre arabili, un’area superiore a quella utilizzata nei precedenti 450 anni a partire dalla colonizzazione europea.
Dunque il tema della sostenibilità per la coltivazione della Soia è particolarmente evidente e per questo nel 2006 in Svizzera è stata fondata la Round Table on Responsible Soy Association (RTRS) che ha individuato una norma per certificare le coltivazioni ottenute nel rispetto dei parametri ambientali. I primi raccolti certificati sono stati ottenuti in Argentina, Brasile e Paraguay nel 2011, riscuotendo un grande successo nell’esportazione verso l’Europa.
Oggi circa un terzo della Soia che importiamo ha questa certificazione di sostenibilità, la cui quantità totale è cresciuta rapidamente negli ultimi anni e si prevede che nel 2017 possa ammontare a 4 milioni di tonnellate. L’obiettivo è che un terzo di tutta la Soia importata in Europa sia certificata.
Se i consumatori sono sempre più sensibili ai temi delle sostenibilità ambientale, di certo non hanno la conoscenza delle garanzie fornite dai vari prodotti circa la sostenibilità ambientale dei loro componenti. Dunque diventa importante evidenziare in etichetta il logo di eco sostenibilità, già presente in numerosi altri prodotti, a partire dal caffè e dall’olio di palma. Difficilmente però tale logo può risultare presente nei prodotti animali, dove la Soia è un ingrediente nella razione, mentre invece questa certificazione è un elemento importante per chi produce alimenti a base di Soia, come le bevande che sempre più numerose sono presenti sugli scaffali di vendita.
La sostenibilità diventa un elemento sempre più ampio, che riguarda i produttori ed i consumatori, in quanto un prodotto, oltre ad essere buono, deve anche garantire il rispetto delle condizioni ambientali, dunque pulito e giusto.
Secondo un recente sondaggio dell’Irish Examiner, un terzo degli allevatori irlandesi è attualmente disposto a ridurre la produzione di latte per ottenere il sussidio europeo. In questi ultimi anni le aspettative sono mutate notevolmente; basti pensare che nel 2014 quasi la metà degli allevatori intendeva aumentare la produzione del 10-30%.
Ora invece la metà degli allevatori irlandesi afferma di voler proseguire a produrre la quantità di latte programmata, nonostante il previsto sussidio di 14 centesimi al litro per ridurne la produzione in ottobre, novembre e dicembre, mentre il 18% pensa di aderire a tale incentivo solo se gli acquirenti non aumentano il prezzo del latte raccolto. Leggermentemeno interessati al sussidio gli allevatori nella fascia di età 45-54 anni, e le aziende molto piccole.
Un dato da considerare con attenzione è poi l’attitudine degli allevatori verso le cooperative a cui consegnano il latte: il 38% ritiene che queste dovrebbero associarsi fra loro per fronteggiare meglio il mercato, rispetto al 23% dello scorso anno; il 74% pensa di continuare a fornire il latte alla stessa cooperativa nei prossimi 5 anni rispetto all’82% nel 2015. Si abbassa anche il numero di coloro che si dichiarano soddisfatti sugli attuali contratti di fornitura del latte.
Gli allevatori con le aziende di maggiori dimensioni e quelli più anziani ritengono comunque insufficienti gli interventi UE e nazionali per fronteggiare la crisi del latte.
Si diffonde dunque l’incertezza, ma anche la necessità di collaborare lungo la filiera per una migliore gestione delle aziende, dei volumi produttivi e dunque per affrontare meglio il mercato.
Il future è un contratto in cui ci si impegna a pagare oggi un prezzo determinato per una certa quantità di prodotto da consegnare in una data futura fissata. In altri termini, è il prezzo che il mercato pagherebbe oggi per una quantità di prodotto consegnata in una data futura.
I futuresnon sono delle previsioni su quello che sarà il prezzo di un certo bene (ad es. burro o polvere di latte) e non debbono essere percepiti come indicatori del mercato. Il prezzo di un contratto future tuttavia dice quali sono le aspettative che il mercato odierno ha sui livelli di domanda ed offerta al momento della consegna (o della conclusione del contratto), rispetto a quelli odierni. Per questo le quotazioni dei prezzi di un contratto future reagiscono ai cambiamenti del mercato.
Un esempio sono i futures per il burro da consegnare a settembre: i contratti fissati a marzo, quando si prevedevano produzioni di latte elevate, erano su prezzi ben inferiori a quelli attuali, che invece si basano su aspettative di produzioni di latte in generale calo. Dunque, il calo produttivo ha modificato le aspettative ed i compratori sono disponibili a pagare oggi maggiormente per assicurarsi il prezzo che pagheranno per il burro consegnato prossimamente.
Leggere un grafico sull’andamento mensile dei prezzi per uno specifico future diventa allora interessante per capire quali sono le aspettative in merito all‘evoluzione di produzione e domanda, che restano sempre i due fattori determinanti le quotazioni.
L’Italia ha esportato in Maggio 9.239 tonnellate di latte e panna, raddoppiando le quantità esportate in Maggio 2015 (+131%). Nel periodo Gen-Mag 2016 l’aumento è stato del +28,5%, trainato dal latte confezionato in crescita del +262% sull’anno precedente.
Il principale importatore di latte e panna è la Libia, mentre ha guadagnato il secondo posto la Corea del Sud, che da Gennaio ha iniziato ad acquistare quantità rilevanti di Panna.
Anche le esportazioni italiane di formaggi continuano ad aumentare, con una crescita del +18,5% in Maggio e del +9,5% nel periodo Gen-Mag 2016 sull’anno precedente.
Le esportazioni dell’Italia nel mese di MAGGIO 2016 confrontate con Maggio 2015 sono aumentate in volume relativamente a
Latte e panna (+131.2%)
Formaggi (+18.5%)
sono diminuite quelle di
Polvere di Siero (-23.5%)
Le esportazioni dei principali formaggi nel mese di MAGGIO 2016 confrontate con Maggio 2015 sono aumentate in volume relativamente a Formaggi grattugiati o in polvere (+40.6%), Pecorino e Fiore Sardo (+38.5%), Gorgonzola (+22.1%), Formaggi freschi fra cui mozzarella e ricotta (+16.9%), Grana Padano e Parmigiano Reggiano (+12.7%), Provolone (+6.5%), mentre sono diminuite quelle di Asiago, Montasio, Ragusano, Caciocavallo (-2.1%).
* Altri prodotti: WMP Polvere di Latte Intero, Latte condensato, Latte per l’infanzia, Caseinati, Caseine, Lattosio uso alimentare
Elaborazione CLAL su dati GTIS
VALORI (Mio EUR)
2013
2014
2015
Anno corrente (Gen-Mag)
2015
2016
± su 2015
Export (E)
2.396
2.500
2.568
1.021
1.062
+4,0%
Import (I)
4.028
3.989
3.511
1.409
1.279
-9,2%
Bilancio (E – I)
-1.633
-1.490
-942
-388
-217
Italia: EXPORT di GRANA PADANO E PARMIGIANO REGGIANO Principali Paesi IMPORTATORI del 2016
Periodo: Gennaio-Maggio
Ton
Share
2016
2014
2015
2016
% su
2015
TOTALE
32.228
34.747
34.989
+1%
Germania
21%
7.621
7.905
7.358
-7%
Stati Uniti
15%
3.753
5.239
5.258
+0%
Francia
10%
3.131
3.088
3.487
+13%
Regno Unito
8%
2.581
2.521
2.749
+9%
Svizzera
6%
2.476
2.321
2.100
-10%
Italia: EXPORT di FORMAGGI FRESCHI FRA CUI MOZZARELLA E RICOTTA Principali Paesi IMPORTATORI del 2016
Periodo: Gennaio-Maggio
Innovazione e distintività, nuove tecnologie di scrematura, sinergie tra i Consorzi, sono alcuni degli argomenti trattati durante l’incontro “Presidenti & Casari: Insieme per produrre DOP in modo efficiente” tenutosi a Sermide (MN) Venerdì 10 Giugno 2016.
Alla presenza di Presidenti e Casari di alcune latterie produttrici di Grana Padano e Parmigiano Reggiano, si sono tenute le seguenti relazioni:
Con l’obiettivo di comunicare la distinitività dei formaggi DOP italiani, CLAL propone una istantanea degli allevamenti e dei caseifici associati ad alcuni Consorzi di Tutela, organizzati per altimetria e forma societaria. La pagina web è raggiungibile cliccando sulla seguente immagine.
Formaggi DOP italiani: Aziende Agricole associate, per altimetria
Cresce l’attenzione verso i prezzi dei cereali, ed in particolare del frumento. Infatti, se il prezzo del mais è aumentato nel 2016, frumento ed orzo hanno visto una sostanziale riduzione delle quotazioni (piazza di Milano).
Il frumento teneropanificabile superiore è sceso in Giugno a 195€/ton, 17€/ton in meno rispetto Dicembre, ed ha aperto Luglio con una ulteriore riduzione: un range di prezzi da 185 a 195 €/ton, 23€/ton in meno rispetto Luglio 2015.
Il frumento durofino ha subito una diminuzione di prezzo maggiore: la quotazione del 5 Luglio ha fissato un prezzo medio di 206€/ton per il Nord Italia e 211€/ton per il Centro Italia. Tra Gennaio e Luglio ha perso un quarto del proprio valore (su Gen-Lug 2015), e vale circa 130€/ton in meno rispetto ad un anno fa.
Per Mario Guidi, presidente di Confagricoltura, “Il raccolto di quest’anno si presenta ottimo come quantità e di qualità generalmente buona, nonostante i timori per possibili danni dovuti al maltempo che ha colpito alcune zone tra maggio e giugno.”
Ma il mercato è globale, ed un andamento simile al frumento tenero italiano si evidenzia per i prezzi di Chicago. Sul versante statunitense le ampie scorte ed i raccolti record hanno tenuto bassi i prezzi del grano (Fonte: FAO).
“[…] ancora non si sta trebbiando in molti Paesi produttori di grano duro, come in Francia, e il nuovo raccolto canadese non arriverà prima di ottobre.” ricorda Guidi.
Un mercato, dunque, che desta preoccupazione in molti agricoltori, per un elemento importante della produzione di pasta made in italy, nota in tutto il Mondo.
Nell’estate 2012 gli allevatori del progetto S/STEMA STALLA evidenziarono un aumento del costo della soia, ed in generale della componente proteica della razione per la bovina da latte. CLAL elaborò un nuovo strumento, l’Alimento Simulato, che permette tuttora di monitorare il costo dell’alimentazione bovina.
L’Alimento Simulato è un modello teorico di alimento, composto per il 70% di mais e per il 30% di farina di estrazione di soia (tenore proteico 44% sul tal quale). La soia è driver del prezzo degli alimenti proteici, mentre il mais è driver del prezzo degli alimenti energetici. L’Alimento Simulato può essere quindi utilizzato per interpretare l’andamento dei costi alimentari riferibili agli alimenti concentrati, con dati costantemente aggiornati.
In Aprile, Maggio e Giugno 2016 l’Alimento Simulato ha registrato un incremento importante: il prezzo della soia è aumentato di 110€/ton nei 3 mesi, mentre il prezzo del granoturco è aumentato di 33€/ton (CCIAA Milano).
L’aumento ha coinvolto le principali fonti di proteina, sebbene la colza abbia seguito un trend meno repentino.
Questa nuova situazione contribuisce a stringere la forbice tra i costi di produzione ed i ricavi dalla vendita del latte.
Ciò è evidenziato anche dal rapporto prezzo del latte / costo dell’Alimento Simulato (Milk:Feed Ratio): se a Febbraio un allevatore Lombardo con il ricavo da un chilogrammo di latte poteva acquistare 1,59kg di Alimento Simulato, ora ne può acquistare 1,29kg.
Cosa attendersi per il futuro? OCSE e FAO, nell’edizione 2016 del loro rapporto congiunto (consultabile qui, in inglese), affermano che con ogni probabilità i prezzi del mais non diminuiranno ulteriormente nel corso del 2016, e secondo le proiezioni al 2025 i prezzi degli altri cereali saranno supportati dalla domanda per l’alimentazione zootecnica in Cina. Stando alle proiezioni OCSE-FAO, la zootecnia in espansione a livello mondiale sarà di impulso anche per un aumento dei prezzi delle farine di semi oleosi.
CLAL è impegnata nell’elaborare proiezioni dei mercati dei principali alimenti zootecnici, ed è aperta al confronto su queste tematiche.
Le esportazioni dell’Italia nel mese di MARZO 2016 confrontate con Marzo 2015sono aumentate in volume relativamente a:
Latte e panna (+16.9%)
Formaggi (+7.9%)
sono diminuite quelle di:
Polvere di Siero (-12.8%)
Le esportazioni dei principali formaggi nel mese di MARZO 2016 confrontate con Marzo 2015 sono aumentate in volume relativamente a Formaggi grattugiati o in polvere (+20.0%), Formaggi freschi fra cui mozzarella e ricotta (+17.8%), Provolone (+6.0%), Gorgonzola (+4.5%), mentre sono diminuite quelle di Grana Padano e Parmigiano Reggiano (-0.2%), Asiago, Montasio, Ragusano, Caciocavallo (-1.6%), Pecorino e Fiore Sardo (-30.1%).
I principali Paesi Importatori nei primi 3 mesi del 2016 (anno in corso) sono:
Per Formaggi freschi fra cui mozzarella e ricotta:
Francia, le cui importazioni – pari al 29% della quota di mercato – sono aumentate del 16.1%
Regno Unito, le cui importazioni – pari al 15% della quota di mercato – sono aumentate del 22.2%
Germania, le cui importazioni – pari al 8% della quota di mercato – sono aumentate del 92.6%
Belgio, le cui importazioni – pari al 8% della quota di mercato – sono aumentate del 5.8%
Svizzera, le cui importazioni – pari al 6% della quota di mercato – sono aumentate del 3.8%
Per Grana Padano e Parmigiano Reggiano:
Germania, le cui importazioni – pari al 19% della quota di mercato – sono diminuite del 10.2%
Stati Uniti, le cui importazioni – pari al 17% della quota di mercato – sono aumentate del 5.6%
Francia, le cui importazioni – pari al 10% della quota di mercato – sono aumentate del 18.9%
Regno Unito, le cui importazioni – pari al 8% della quota di mercato – sono aumentate del 12.5%
Svizzera, le cui importazioni – pari al 6% della quota di mercato – sono diminuite del 11.6%
Per Gorgonzola:
Germania, le cui importazioni – pari al 30% della quota di mercato – sono aumentate del 30.3%
Francia, le cui importazioni – pari al 21% della quota di mercato – sono aumentate del 20.7%
Spagna, le cui importazioni – pari al 5% della quota di mercato – sono aumentate del 16.1%
Svizzera, le cui importazioni – pari al 5% della quota di mercato – sono aumentate del 5.3%
Regno Unito, le cui importazioni – pari al 5% della quota di mercato – sono aumentate del 7.6%
Le esportazioni dell’Italia nel mese di MARZO 2016 confrontate con Marzo 2015sono aumentate in volume relativamente a:
Latte e panna (+16.9%)
Formaggi (+7.9%)
sono diminuite quelle di:
Polvere di Siero (-12.8%)
Le esportazioni dei principali formaggi nel mese di MARZO 2016 confrontate con Marzo 2015 sono aumentate in volume relativamente a Formaggi grattugiati o in polvere (+20.0%), Formaggi freschi fra cui mozzarella e ricotta (+17.8%), Provolone (+6.0%), Gorgonzola (+4.5%), mentre sono diminuite quelle di Grana Padano e Parmigiano Reggiano (-0.2%), Asiago, Montasio, Ragusano, Caciocavallo (-1.6%), Pecorino e Fiore Sardo (-30.1%).
* Altri prodotti: WMP Polvere di Latte Intero, Latte condensato, Latte per l’infanzia, Caseinati, Caseine, Lattosio uso alimentare
Elaborazione CLAL su dati GTIS
VALORI (Mio EUR)
2013
2014
2015
Anno corrente (Gen-Mar)
2015
2016
± su 2015
Export (E)
2.396
2.500
2.568
587
608
+3,6%
Import (I)
4.028
3.989
3.511
855
768
-10,2%
Bilancio (E – I)
-1.633
-1.490
-942
-268
-160
Italia: EXPORT di FORMAGGI FRESCHI FRA CUI MOZZARELLA E RICOTTA Principali Paesi IMPORTATORI del 2016 Periodo: Gennaio-Marzo
Ton
Share 2016
2014
2015
2016
% su 2015
TOTALE
19.005
21.572
25.620
+19%
Francia
29%
5.425
6.323
7.342
+16%
Regno Unito
15%
2.006
3.209
3.920
+22%
Germania
8%
638
1.048
2.019
+93%
Belgio
8%
2.068
1.879
1.988
+6%
Svizzera
6%
1.753
1.449
1.505
+4%
Italia: EXPORT di GRANA PADANO E PARMIGIANO REGGIANO Principali Paesi IMPORTATORI del 2016 Periodo: Gennaio-Marzo
Ton
Share 2016
2014
2015
2016
% su 2015
TOTALE
18.072
20.222
20.430
+1%
Germania
19%
4.250
4.389
3.943
-10%
Stati Uniti
17%
1.927
3.372
3.559
+6%
Francia
10%
1.714
1.665
1.981
+19%
Regno Unito
8%
1.456
1.433
1.612
+12%
Svizzera
6%
1.410
1.374
1.215
-12%
Italia: EXPORT di GORGONZOLA Principali Paesi IMPORTATORI del 2016 Periodo: Gennaio-Marzo
TESEO.clal.it, con il Patrocinio del Comune di Sermide (MN), e la collaborazione del Consorzio Grana Padano DOP e del Consorzio Parmigiano Reggiano DOP, organizza l’incontro “Insieme per produrre DOP in modo efficiente“, con Presidenti e Casari di alcune latterie produttrici di Grana Padano e Parmigiano Reggiano, che si terrà Venerdì 10 Giugno 2016 alle 9.30 a Sermide (Centro di Educazione Ambientale sulla riva del Po “Teleferica”, via Argine Po).
PROGRAMMA
Prof. Zena Roncada, Conoscere (a) Sermide
Dr. Riccardo Deserti, Direttore Consorzio Parmigiano Reggiano – Come accrescere la distintività dei formaggi duri D.O.P.
Dr. Dario Casali, Specialista dairy DuPont Danisco – La ricchezza in Grana Padano e Parmigiano Reggiano di minerali buoni per la salute
Prof. Germano Mucchetti, Università degli Studi di Parma – L’innovazione nella tecnologia casearia per i formaggi D.O.P. duri italiani
Dr. Stefano Berni, Direttore Consorzio Grana Padano – Caseificio, compatibilità fra la trasformazione del latte in D.O.P. ed altre destinazioni
Gianni Fava, Assessore Regionale all’Agricoltura Regione Lombardia – Conclusioni
Guarda i video highlights dell’incontro cliccando qui.
A seguire, alcune foto del precedente incontro “Formaggi: Qualità e Mercato”, tenutosi il 7 Giugno 2013:
Il Centro di Educazione Ambientale “Teleferica”
Il Po a Sermide
La platea
Prof. Gian Battista Castagnetti presenta “Qualità del Latte e difetti dei formaggi”
Dott. Dario Casali presenta “Caglio ed impostazione tecnologica del formaggio grana”
Angelo Rossi presenta “L’andamento del mercato dei formaggi”