L’agricoltura sostenibile
20 Dicembre 2016

Il complesso delle attività agricole, compresa la silvicoltura, la pesca e l’allevamento, è responsabile di circa il 20% delle emissioni totali di gas serra (greenhouse gas – GHG), che influenzano il cambiamento climatico proprio del nostro tempo. Gli effetti negativi del cambiamento climatico a livello mondiale si manifestano già in alcune produzioni cerealicole e porteranno ad una diminuzione dei contenuti di proteine, ma anche di minerali come ferro e zinco ed un incremento delle patologie. Secondo dati scientifici tali fenomeni, ora evidenti nelle aree del mondo più sfavorite, si manifesteranno ovunque nell’arco di una quindicina d’anni.

Pertanto l’attività agricola deve ridurre l’impatto ambientale, pur continuando ad evolvere per garantire la sicurezza alimentare e la FAO elenca delle pratiche sostenibili da adottare e diffondere. Fra queste risultano ad esempio:

  • le coltivazioni resistenti al calore ed in grado di utilizzare l’azoto in modo efficiente;
  • le minime lavorazioni del terreno;
  • l’agricoltura di precisione;
  • la gestione della fertilità del suolo;
  • il miglioramento genetico delle graminacee foraggere o leguminose;
  • l’irrigazione mirata;
  • il miglioramento della capacità del suolo e delle piante a sequestrare carbonio.

Saranno necessari maggiori investimenti per ottenere una agricoltura sostenibile, cioè per adottare sistemi di coltivazione ed allevamento intelligenti (smart), adeguati alle nuove realtà ambientali. Il cambiamento e l’adattamento diventano necessità, perché senza dei cambiamenti l’agricoltura continuerà ad impattare negativamente sull’ambiente e perderà in produttività.

I sistemi alimentari, a loro volta, possono contribuire a tale cambiamento riducendo lo spreco e promuovendo diete appropriate, comportamenti necessari per contribuire a ridurre l’impatto ambientale.

Occorre un impegno comune fra produttori e consumatori verso la sostenibilità.

Risultati di alcune ricerche sul mondo del latte

Fonte: reliefweb

Certificare la sostenibilità della soia: necessità o marketing?
29 Settembre 2016

La Soia, con oltre 300 milioni di tonnellate prodotte ogni anno, è una delle principali commodity per l’alimentazione animale e per quella umana. L’Europa è particolarmente dipendente dall’importazione di questo legume originario della Cina, la cui coltivazione si è diffusa fuori dall’Asia a partire dall’Ottocento.

Oggi i massimi produttori di Soia sono Stati Uniti, Brasile ed Argentina, da cui proviene generalmente quella importata in Europa per l’alimentazione animale. La sua coltivazione si è sviluppata notevolmente nel secolo scorso, spesso utilizzando aree precedentemente occupate dalla foresta vergine. Emblematico è il caso dell’Amazzonia che nel corso degli ultimi 40 anni ha visto ridursi di circa il 20% la propria superficie per ricavarne terre arabili, un’area superiore a quella utilizzata nei precedenti 450 anni a partire dalla colonizzazione europea.

Dunque il tema della sostenibilità per la coltivazione della Soia è particolarmente evidente e per questo nel 2006 in Svizzera è stata fondata la Round Table on Responsible Soy Association (RTRS) che ha individuato una norma per certificare le coltivazioni ottenute nel rispetto dei parametri ambientali. I primi raccolti certificati sono stati ottenuti in Argentina, Brasile e Paraguay nel 2011, riscuotendo un grande successo nell’esportazione verso l’Europa.

Oggi circa un terzo della Soia che importiamo ha questa certificazione di sostenibilità, la cui quantità totale è cresciuta rapidamente negli ultimi anni e si prevede che nel 2017 possa ammontare a 4 milioni di tonnellate. L’obiettivo è che un terzo di tutta la Soia importata in Europa sia certificata.

Se i consumatori sono sempre più sensibili ai temi delle sostenibilità ambientale, di certo non hanno la conoscenza delle garanzie fornite dai vari prodotti circa la sostenibilità ambientale dei loro componenti. Dunque diventa importante evidenziare in etichetta il logo di eco sostenibilità, già presente in numerosi altri prodotti, a partire dal caffè e dall’olio di palma. Difficilmente però tale logo può risultare presente nei prodotti animali, dove la Soia è un ingrediente nella razione, mentre invece questa certificazione è un elemento importante per chi produce alimenti a base di Soia, come le bevande che sempre più numerose sono presenti sugli scaffali di vendita.

La sostenibilità diventa un elemento sempre più ampio, che riguarda i produttori ed i consumatori, in quanto un prodotto, oltre ad essere buono, deve anche garantire il rispetto delle condizioni ambientali, dunque pulito e giusto.

TESEO segue mensilmente l’andamento dei mercati internazionali di Mais e Soia nei report dedicati
TESEO segue mensilmente l’andamento dei mercati internazionali di Mais e Soia nei report dedicati

Fonte: National GeographicRTRS

Il tema della Sostenibilità sarà trattato al CLAL Dairy Forum 2016 il 12 Ottobre, segui l’evento in diretta streaming sulla homepage di TESEO!

CLAL Dairy Forum 2016

Frumento: la riduzione dei prezzi è globale
12 Luglio 2016

Cresce l’attenzione verso i prezzi dei cereali, ed in particolare del frumento. Infatti, se il prezzo del mais è aumentato nel 2016, frumento ed orzo hanno visto una sostanziale riduzione delle quotazioni (piazza di Milano).

Il frumento tenero panificabile superiore è sceso in Giugno a 195€/ton, 17€/ton in meno rispetto Dicembre, ed ha aperto Luglio con una ulteriore riduzione: un range di prezzi da 185 a 195 €/ton, 23€/ton in meno rispetto Luglio 2015.

Il frumento duro fino ha subito una diminuzione di prezzo maggiore: la quotazione del 5 Luglio ha fissato un prezzo medio di 206€/ton per il Nord Italia e 211€/ton per il Centro Italia. Tra Gennaio e Luglio ha perso un quarto del proprio valore (su Gen-Lug 2015), e vale circa 130€/ton in meno rispetto ad un anno fa.

 

Prezzi del Frumento - Milano (clicca per vedere gli aggiornamenti)
Prezzi del Frumento – Milano
(clicca per vedere gli aggiornamenti)

 

Per Mario Guidi, presidente di Confagricoltura, “Il raccolto di quest’anno si presenta ottimo come quantità e di qualità generalmente buona, nonostante i timori per possibili danni dovuti al maltempo che ha colpito alcune zone tra maggio e giugno.”

Ma il mercato è globale, ed un andamento simile al frumento tenero italiano si evidenzia per i prezzi di Chicago. Sul versante statunitense le ampie scorte ed i raccolti record hanno tenuto bassi i prezzi del grano (Fonte: FAO).

 

Prezzi del Frumento in Italia e negli Stati Uniti (segui qui gli aggiornamenti)
Prezzi del Frumento in Italia e negli Stati Uniti
(clicca per seguire gli aggiornamenti)

 

“[…] ancora non si sta trebbiando in molti Paesi produttori di grano duro, come in Francia, e il nuovo raccolto canadese non arriverà prima di ottobre.” ricorda Guidi.

Un mercato, dunque, che desta preoccupazione in molti agricoltori, per un elemento importante della produzione di pasta made in italy, nota in tutto il Mondo.