Categoria: Italia
BOX Maggio 2021: Dairy Import, Stock Mondiali, Export di Grano Duro
BOX Aprile 2021: Payout SMP e Burro, Import UK, Prezzo Mais29 Aprile 2021
Valorizzare le commodity coltivate nel rispetto della sostenibilità [Intervista a Valeria Villani]29 Marzo 2021

Valeria Villani
Gualtieri (RE), Emilia-Romagna – ITALIA
Istituire protocolli incentrati sulla sostenibilità ambientale per la produzione cerealicola, e accompagnare gli agricoltori alla crescita professionale attraverso la formazione. Nessun timore, poi, nei confronti di tecnologie produttive rispettose dell’ambiente (purché non OGM e che non minaccino la biodiversità), incentivazione delle filiere idonee alla valorizzazione dei prodotti e sostegno legislativo da parte dell’Italia e dell’Europa per tutelare sistemi etici sul piano del lavoro, della sicurezza alimentare e dell’ambiente. Sono questi i cardini sui quali poggiare il futuro della cerealicoltura, secondo Valeria Villani, imprenditrice agricola che a Gualtieri (Reggio Emilia) coltiva 450 ettari di terreno, con una marcata propensione a ridurre l’impatto ambientale e i costi di produzione grazie a tecniche consolidate ormai da 20 anni. L’abbiamo intervistata per approfondire i temi.
Valeria Villani, da cosa è dipesa, a suo parere, l’impennata dei prezzi di cereali e semi oleosi?
“La crescita è dovuta prevalentemente a due fattori: l’approvvigionamento della Cina sui mercati internazionali e le limitazioni in Argentina e Russia dell’export di cereali e semi oleosi. Credo che queste strategie commerciali siano nate dal timore degli effetti devastanti che il Covid sta portando all’economia internazionale, effetti che saranno ancora più pesanti quando l’emergenza terminerà e finiranno gli aiuti statali. Inoltre, penso che alcuni Paesi abbiano intrapreso questa politica per garantire almeno alle fasce più povere, che saranno quelle più colpite, il sostentamento alimentare”.
Come è possibile arginare la volatilità?
Riconoscere il valore delle commodity sostenibili
“La volatilità può essere contrastata solo riconoscendo il valore aggiunto delle commodity coltivate con protocolli che rispettano la sostenibilità ambientale, i diritti dei lavoratori e non permettendo ai prodotti che escono da questi principi di essere commercializzati sugli stessi mercati. Questo porterebbe i soggetti a valle della filiera a stringere accordi produttivi con i soggetti a monte, e ad avere una redditività distribuita lungo la filiera: la conseguenza sarebbe il contenimento della volatilità dei prezzi. Inoltre, bisognerebbe tornare ai principi ispiratori della Pac, laddove l’autosufficienza sulle commodity risulti necessaria, fatto messo in evidenza durante la crisi dovuta alla pandemia”.
Nella sua azienda pratica minima lavorazione, semina su sodo o altre soluzioni di agricoltura di precisione?
“Nella nostra azienda pratichiamo semina su sodo da almeno 20 anni, concimazione a rateo variabile e l’utilizzo della guida satellitare per l’uso dei prodotti fitosanitari. Utilizziamo da tre anni il sistema in Cloud di Climate Fieldview, abbiamo cinque sistemi satellitari di cui due Rtk”.
Ha fatto investimenti di recente? E quali interventi ha in programma per il futuro?
“Nell’ultimo anno abbiamo acquistato un sistema satellitare, una trincia con sistema satellitare e Nir. Nel futuro vorremmo dotarci della macchina per seminare il mais a rateo variabile”.
Uno degli aspetti da non sottovalutare è legato ai cambiamenti climatici. Come fronteggiarli?
“Credo che l’unico modo per fronteggiarli, oltre all’impegno nella sostenibilità ambientale per rallentarli, sia la ricerca agronomica per individuare piante in grado di sopportare la grande variabilità climatica”.
Come si potrebbe rilanciare un piano proteico e cerealicolo in Italia?
Valorizzare le commodity italiane in un piano di rilancio
“Bisognerebbe innanzitutto valorizzare le commodity italiane, in quanto non OGM, coltivate con protocolli sostenibili dal punto di vista ambientale e nel rispetto dei lavoratori. Sarebbe necessario quindi creare filiere dove questi aspetti siano valorizzati. Per fare questo servirebbe però il sostegno legislativo nel vietare la circolazione di prodotti in Italia e in Europa che non rispettino tali principi”.
Teseo by Clal cosa potrebbe sviluppare per aiutare gli agricoltori nel percorso di formazione?
“Gli agricoltori hanno bisogno di informazioni capillari e dal vasto orizzonte, come proiezioni su ciò che accade sui mercati internazionali, per decidere su quali settori investire. Servirebbe anche una formazione orientata a capire quali tecnologie implementare nella propria azienda e come ricavarne il massimo profitto”.
Come immagina l’agricoltura fra 20 anni?
“La risposta non è facile, dal punto di vista della previsione e del contenuto. Purtroppo se le politiche agricole rimarranno le stesse, con un aumento di oneri e di protocolli produttivi per gli agricoltori, senza estendere tali regole alla commercializzazione, temo che i prodotti che stanno alla base dell’alimentazione umana siano destinati a sparire dall’Italia”.
Consumi di Carni e Salumi in Italia: tendenze e prospettive8 Marzo 2021
Di Marco Limonta, Business Insight Director di IRI

La Distribuzione Moderna, caratterizzata da stabilità negli ultimi anni, legata alla tendenziale maturità complessiva del settore, ha salutato il 2020 come un anno di eccezionale crescita. Il traino è dato dalla performance dei prodotti di Largo Consumo, che sono cresciuti ad un ritmo particolarmente elevato (+7,5%). A dire la verità, non tutti i reparti sono cresciuti: l’aumento dei fatturati dei punti vendita della Distribuzione Moderna si riduce se consideriamo gli andamenti dei prodotti di General Merchandise (elettrodomestici, elettronica di consumo, tessile, prodotti per la casa, etc), che calano di quasi il 9% e dei prodotti a Peso Variabile, a -0,5%.
Analizzando meglio i “banchi sfusi”, assistiti o non, vediamo come questa riduzione complessiva sia frutto di dinamiche del tutto eterogenee delle categorie che compongono il reparto. A fronte di mercati in forte difficoltà, come Gastronomia (-13,7% nel 2020, con riferimento al totale degli Ipermercati+Supemercati) e Panetteria (-12,1%), assieme ai Salumi (-2,3%), ce ne sono altri che si sono sviluppati, come, ad esempio, i Formaggi (+3,4%) e le Carni (+4,3%).
Le performance negative di alcuni “banchi” sono state compensate in parte da forti crescite dei prodotti a Libero Servizio: le restrizioni alla vendita messe in atto nel corso del primo Lockdown (ad esempio, la chiusura dei banchi assistiti a Marzo/Aprile), e una generale diffidenza del consumatore, che preferisce accedere a prodotti confezionati e non “manipolati”, ha permesso ad alcune categorie del Fresco confezionato di svilupparsi ampiamente: esempio è quello degli Affettati confezionati, che rappresenta la categoria con la maggiore crescita di fatturato dell’intero reparto.
Aumentano le vendite delle Carni Bianche, Rosse e Rosa
Considerando il mercato delle Carni, l’aumento delle vendite dei banchi sfusi si è sommato alla crescita dei prodotti confezionati calibrati. Nell’anno appena passato, i volumi di Carne Bianche in Iper+Super+Libero Servizio Piccolo+Discount* (più di 310.000 tons) sono aumentati del 5%, sia nella parte Naturale (+4,4%) sia nella parte Elaborata (+6,8%), con velocità superiore per quanto riguarda i prodotti calibrati (rispettivamente +13,3% e +7,6%).
Anche la crescita delle Carni Rosse e Rosa (più di 413.000 tons) è stata importante, similmente nella parte Naturale (+6,3%) e nella parte Elaborata (+6,6%), con – anche qui – uno sviluppo superiore per i prodotti calibrati (rispettivamente +32,8% e +18,6%).
Le stime per il 2021
Il 2021 probabilmente sarà segnato dalle controcifre rispetto alle crescite del 2020: IRI stima una riduzione del fatturato del Largo Consumo confezionato pari al -3,1%, con un primo semestre che sconta ancora positivamente la crescita delle prime settimane dell’anno, ed un secondo semestre maggiormente negativo. Tuttavia questa difficoltà nelle vendite si mitigherà, tanto più si protrarranno situazioni di Lockdown, che imporanno un maggiore ricorso agli acquisti per consumi in casa.

*Sono considerati i prodotti a peso variabile per Iper+Super, i prodotti a peso imposto per tutti i canali.
Soia: Prezzi e Aggiornamenti di Mercato | Novembre 2020 [VIDEO]3 Dicembre 2020
Produzioni di Soia previste in crescita
per la nuova stagione, guidate da Brasile e Stati Uniti, mentre la Cina si conferma
come principale destinazione per l’export di Soia.
Aumentano i prezzi di Novembre della Soia nelle principali piazze mondiali.
Michele del Team di CLAL.it e TESEO illustra l’andamento di mercato della Soia nel seguente video.
La produzione mondiale di Soia per la stagione Settembre 2020 – Agosto 2021 è stimata in leggera diminuzione rispetto alla previsione precedente, ma comunque in aumento del +7,7% rispetto alla stagione 2019-20 (Forecast USDA).
Produzione prevista in crescita per i due principali player mondiali, Brasile (+5,6%) e Stati Uniti (+17,4%). Positive anche le previsioni per Argentina e Unione Europea.

L’Export mondiale di Soia per la stagione 2020-21 è stimato in leggero aumento, +1,9% rispetto alla stagione precedente, guidato dal trend positivo delle esportazioni statunitensi (+31,2%).
È previsto invece in diminuzione l’export di Soia di Brasile e Argentina. I dati di Ottobre mostrano infatti una riduzione delle esportazioni, rispettivamente -50,9% e -91% rispetto a Ottobre 2019.
La principale destinazione per l’export di Soia rimane la Cina, che rappresenta circa i ⅔ dell’Import mondiale. Per l’annata 2020-21 si prevede che la Cina accresca il suo import dell’1,5%, raggiungendo le 100 Milioni di Tonnellate. Nel solo mese di Ottobre la Cina ha importato circa 8,7 Mio Tons di Soia, +2,5 Mio Tons rispetto ad Ottobre 2019.

L’Unione Europea per il periodo Gennaio – Settembre 2020 ha importato più di 12 Mio Tons di Soia, registrando un aumento del +7,7% rispetto allo stesso periodo del 2019. Per la stagione 2020-21 si prevede, invece, una diminuzione dell’import di Soia europeo del -1,3%.
Continua ad aumentare il prezzo della Soia in diverse piazze mondiali. Il prezzo medio di Novembre in Argentina è di 341$ per Ton, +7% rispetto al mese precedente e +36,4% rispetto a Novembre 2019. Anche per gli Stati Uniti il trend è positivo, con l’USDA che prevede un prezzo medio stagionale in crescita di oltre il 20% per la stagione 2020/21.
In Italia, il prezzo dei Semi di Soia Nazionale è aumentato sensibilmente. Il prezzo medio di Novembre, quotato a Bologna, è di 416€ per Ton, +7,3% rispetto al mese precedente e +22% rispetto a Novembre 2019.
Per maggiori dettagli sui mercati del latte, agricolo e suinicolo seguiteci sui nostri siti web CLAL.it e TESEO.clal.it.

Raddoppia l’import cinese di carni suine europee [VIDEO]21 Ottobre 2020
L’import della Cina di Carni Suine nel periodo Gennaio – Agosto 2020 è quasi raddoppiato rispetto allo stesso periodo del 2019. Nel 2020, la Cina è diventata un’importante destinazione anche per le Carni suine italiane.
Marika del Team di TESEO illustra l’andamento delle importazioni cinesi nel seguente video.
Nel periodo Gennaio – Agosto 2020 la Cina ha importato circa 3,8 milioni di tonnellate di carni suine: +97,01% rispetto allo stesso periodo del 2019.
Trend confermato nel mese di Agosto, con un aumento del +73,5%.
Dopo il picco storico raggiunto nel periodo Gennaio-Febbraio, i prezzi all’import si sono riallineati alla media del 2019.
Tra le tipologie di carni suine, la Cina importa principalmente Carni congelate e Frattaglie congelate.
L’UE è il principale fornitore di carni suine della Cina: 2.227.000 ton nei primi 8 mesi del 2020.
Import Cina da UE
Carni fresche, refrigerate o congelate+122% Gen – Ago 2020
L’import di Carni fresche, refrigerate o congelate provenienti dall’UE è aumentato del +122%, raggiungendo 1.584.022 tons.
Nel periodo Gennaio – Agosto 2020, l’import della Cina di Carni suine congelate dalla Spagna, principale Paese fornitore, è cresciuto del +145% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Oltre alla Spagna, i principali fornitori sono gli Stati Uniti e la Germania.
Tuttavia, i recenti casi di African Swine Fever potrebbero mettere in dubbio le importazioni dalla Cina di carni tedesche, lasciando spazio ad altri fornitori.
La Cina è diventato nel 2020 un’importante destinazione anche per le carni suine italiane. Nel periodo Gennaio-Giugno, infatti, sono state esportate 8.199 tonnellate di Carni fresche, refrigera
Mais, Soia e Riso: aggiornamenti Import/Export | Settembre 202017 Settembre 2020
Mais
Nonostante L’Export di Mais dell’UE-28 nel cumulato Gennaio – Luglio 2020 rimanga superiore allo stesso periodo del 2019, da Maggio si registra un trend negativo. Continua a diminuire l’Import di Mais: -51,93% in Luglio 2020 rispetto a Luglio 2019.
L’Italia ha importato nella prima metà del 2020 3,03 milioni di tonnellate: una riduzione del -2,76% rispetto ai primi 6 mesi del 2019.
Soia
Si rafforza l’Import europeo di Soia nel mese di Luglio: +9.54% Luglio rispetto a Luglio 2019, per un totale di 9.89 milioni di tonnellate nei primi 7 mesi dell’anno in corso.
Picco in Giugno per l’Import Italiano di Soia: 246.154 tonnellate acquistate, che corrispondono ad un aumento del +40,17% rispetto a Giugno 2019.
Nel 2020 le importazioni dagli Stati Uniti sono diminuite notevolmente, a favore di altri Paesi fornitori (Brasile e Canada).
Riso
L’Import UE-28 di Riso sta vivendo un periodo di forte crescita, dopo un inizio 2020 moderato. Nel periodo Gennaio – Luglio sono state acquistati, infatti, 1,69 milioni di tonnellate, +17,48% rispetto ai primi 7 mesi del 2019. Trend che si rafforza in Luglio +42,67%.
L’Italia vede crescere il proprio Export di Riso nei primi 6 mesi del 2020, raggiungendo le 421.836 Tonnellate. Il trend è confermato anche per il mese di Giugno, con esportazioni in aumento del +14,22%.

Carni suine italiane: nuove opportunità in Oriente [VIDEO]29 Maggio 2020
Aumenta l’Export di Carni suine italiane nel periodo Gen-Feb 2020, con un incremento dei ricavi e nuove importanti opportunità in Oriente. L’Italia importa meno rispetto all’anno precedente, ma a prezzi superiori.
Francesco del Team di TESEO illustra l’andamento del trade di Carni Suine da e verso l’Italia nel seguente video.
L’Italia ha importato circa 190 mila tonnellate di Carni suine nel periodo gennaio-febbraio 2020: meno rispetto all’anno precedente, ma a prezzi superiori.
Export Italia
Carni Suine+6% Gen – Feb 2020
L’Export italiano è invece aumentato nel periodo gennaio-febbraio del +6,0% accompagnato da un incremento dei prezzi all’export, in particolare per Carcasse e mezzene fresche (prezzo medio: 2,05€/kg) e per il Lardo (1,36€/kg). Sebbene siano inferiori al picco di fine 2019, i prezzi all’export si mantengono a livelli sostenuti.
Come riportato nella news precedente, la Cina abbia raddoppiato le importazioni di Carni fresche, refrigerate o congelate dall’UE nel primo trimestre 2020, acquistando peraltro a prezzi superiori.
Export Italia verso Cina
Carni fresche, refrigerate o congelate1.577 tonnellate
Gen – Feb 2020
In merito all’Italia, nel 2019 la Cina ha fatto la sua comparsa come importante destinatario di Carni fresche, refrigerate o congelate. Nei primi due mesi del 2020 la Cina ha importato 1.577 tonnellate, divenendo il terzo importatore per questa voce dopo i Paesi UE ed il Giappone.
Auspichiamo che le imprese italiane possano aumentare la loro presenza in questa area in rapida crescita.
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Capitale sociale e certificazione: il Veneto verso la Sostenibilità [VIDEO]15 Marzo 2018
Il settore lattiero-caseario Veneto ha intrapreso un percorso di Sostenibilità, e vuole comunicarlo.
Da questo presupposto scaturisce l’incontro di mercoledì 7 Febbraio 2018 organizzato da CLAL / TESEO e CSQA. Allevatori, cooperative ed imprese industriali veneti si riuniscono presso Latterie Vicentine a Bressanvido (Vicenza) per parlare di Sostenibilità, con un interlocutore d’eccezione a chiudere la filiera: la grande distribuzione.
Aprono i lavori Alessandro Mocellin, Presidente di Latterie Vicentine S.C.A. che ha ospitato l’evento nella propria sede, ed Angelo Rossi, Fondatore di CLAL.it e TESEO.
Introduce i temi della mattinata Luigino Disegna, Presidente del CSQA, che pone l’accento sull’immediata necessità, da parte delle imprese del settore, di intraprendere un percorso realistico ed oggettivo, quindi misurabile e dimostrabile, per rendere evidente ciò che viene fatto in termini di Sostenibilità:
[Sostenibilità:] stiamo parlando di un’utopia? No, io dico: stiamo parlando adesso di un prerequisito.
Le presentazioni iniziano con Maria Chiara Ferrarese, Vice Direttore – CSQA, la quale illustra standard e certificazioni a supporto di una Sostenibilità efficace ed oggettiva. Portando l’esempio dell’olio extra-vergine, Maria Chiara auspica un lavoro collettivo della filiera lattiero-casearia:
Lavorare insieme per arrivare come Paese Italia ad uno standard da proporre all’esterno.
Interessante ed originale la presentazione di Aldo Galbusera, Cheese Marketing Manager EMEA Food Care – Sealed Air, che verte sullo spreco alimentare e sul ruolo che il confezionamento ha nella prevenzione di tale spreco.
Seguono cinque imprese lattiero-casearie che raccontano in prima persona le buone pratiche di Sostenibilità attuate in Veneto:
Luca Maroso, Responsabile Qualità – Latterie Vicentine S.C.A.
Alessandro Lazzarin, Responsabile Produzione – Latteria Montello S.P.A.
Emiliano Feller, Specialista in Scienza dell’alimentazione – Centrale del Latte di Vicenza S.P.A.
Mario Dalla Riva, Marketing Manager – Latteria Soligo S.C.A.
Tatiana Dallo, Responsabile Produzione – Lattebusche S.C.A.
L’ultima presentazione, di più ampio respiro, è di Leonardo Becchetti, Economista e Professore all’Università di Roma Tor Vergata. Becchetti illustra come i mercati finanziari abbiano “votato per la Sostenibilità”, premiando fortemente le imprese attive su questi temi.
Tra gli SDGs, gli obiettivi dell’ONU per lo sviluppo sostenibile, viene evidenziata una grande novità: la collaborazione con la cittadinanza attiva e con le imprese.
La sfida della Sostenibilità come può essere affrontata dalle imprese? “Il produttore deve cercare di diversificare, di innovare ed estrarre la massima disponibilità dai consumatori capendone i gusti.”
Becchetti ha poi individuato un segnale positivo, ovvero una nuova generazione di imprenditori che oltre al profitto vogliono avere un impatto:
C’è questo desiderio, oltre a far soldi, di fare e lasciare qualcosa di utile per il proprio territorio.
Viene dato rilievo ai due nuovi e crescenti temi della sostenibilità sociale e della sostenibilità fiscale, illustrando il grande valore del capitale sociale (cioè la cooperazione: l’unione fa la forza) e come questo capitale si può creare.
La capacità di mettersi insieme e la cooperazione sono le variabili di sopravvivenza di questo settore.
Il Prof. Becchetti conclude con l’augurio che il settore possa continuare a creare capitale sociale.
Le presentazioni sono state intervallate dai contributi di diversi attori della filiera lattiero-casearia e da imprese che offrono tecnologia e servizi:
- Antonio Boselli, Allevatore e Presidente di Confagricoltura Lombardia
- Lucio De Lorenzi, GEA – Italia
- Franco Pasquali, Presidente del Forum di Symbola
- Antonio Auricchio, Gennaro Auricchio S.p.A e vice presidente di ASSOLATTE
- Federica Fileppo Zop, Mario COSTA S.p.A.
- Floriano De Franceschi, Presidente Associazione Regionale Allevatori (ARAV)
- Raffaele Tiarca, FLUENCE Italia
- Rita Luppi, TetraPak
È inoltre intervenuto Giorgio Garofolo, il Filosofo che ha dato la prima scintilla al progetto Sostenibilità in TESEO ed ha curato i contenuti della sezione Acqua del progetto Acqua&Energia.
Gli spunti sono tanti ed innescano un dibattito composto di molti brevi commenti, all’insegna della pluralità dei punti di vista. Hanno condiviso le proprie idee:
- Flavio Furlani, CIA
- Lorenzo Brugnera, Presidente di Latteria Soligo S.C.A.
- Augusto Guerriero, Presidente di Lattebusche
- Piercristiano Brazzale, Brazzale Spa e Responsabile Ambiente di FIL-IDF
- Mauro Toniolo, Proprietario del Caseificio TONIOLO
- Manuel Lugli, Allevatore conferente a Latteria Sociale Mantova
- Francesco Pagiusco, Allevatore conferente a Latterie Vicentine
- Vincenzo Giuliani, CONAD
- Claudio Truzzi, METRO
- Fabio Ungarelli, COOP Italia
- Fabrizio Stella, AVEPA
- Alberto Negro, Veneto Agricoltura
La mattinata termina con le conclusioni di Alberto Andriolo, Direzione Agroalimentare Regione del Veneto, ed a seguire un ottimo buffet accompagna il proseguimento del dibattito.
Consulta le presentazioni dei relatori e delle imprese venete >
Scopri le interviste a fine evento (a cura di Matteo Bernardelli):
Cresce l’export lattiero caseario italiano (compresi i grattugiati)17 Gennaio 2018
Italia +45,1% export panna sfusa
Gen-Ott 2017
in volume
È positivo l’export dei prodotti lattiero caseari italiani nel periodo gennaio-ottobre 2017, in confronto ai primi 10 mesi dell’anno precedente. L’export totale registra, infatti, un incremento del 14% in quantità e del 12,3% in valore.
Latte e panna registrano un vero e proprio boom: +42,3% in quantità e +35,6% in valore, con un’accelerazione significativa del latte confezionato (+45,9% in quantità e +39,2% in valore) e della panna sfusa (+45,1% in quantità e +59,9% in valore).
Italia +6,6% export totale formaggi
Gen-Ott 2017
in volume
Trend positivo anche per i formaggi, che nei primi 10 mesi del 2017 mettono a segno un +6,6% in volume e un +9,4% in valore.
Grana Padano e Parmigiano Reggiano si confermano leader a livello mondiale, con esportazioni dirette in Germania, Stati Uniti e Francia, che costituiscono i primi tre mercati di riferimento, con un market share aggregato del 44 per cento.
Complessivamente, però, Grana Padano e Parmigiano Reggiano hanno esportato il 2,3% in meno rispetto al periodo gennaio-ottobre 2016, incrementando comunque le performance in valore del +6,9 cento.
La Germania resta un mercato estremamente dinamico, anche se con luci e ombre. Grana Padano e Parmigiano Reggiano hanno perso l’11% in quantità nei primi 10 mesi del 2017 (confronto su base tendenziale). Allo stesso tempo, sono cresciute del 16% le esportazioni italiane di Pecorino e Fiore Sardo verso la Germania e del 7% le esportazioni di formaggi freschi, fra cui mozzarella e ricotta.
Inoltre, hanno registrato un incremento del 13% le esportazioni verso la Germania di formaggi grattugiati, quest’ultima tipologia molto spesso in aperta concorrenza con le esportazioni delle due grandi DOP a pasta dura Made in Italy.
Vanno a tutto gas le vendite di Pecorino e Fiore Sardo che – seppure in flessione dell’1,2% in termini di valore – fra gennaio e ottobre 2017 hanno segnato un +29,3% in quantità, consolidando come primo mercato di destinazione gli Stati Uniti (69% della quota di mercato).
| ITALIA: prodotti lattiero caseari esportati nell’anno corrente (Gen-Ott) | ||||||
| QUANTITÀ (Ton) | VALORI (‘000 ) | |||||
| 2016 | 2017 | ± su 2016 | 2016 | 2017 | ± su 2016 | |
| Formaggi | 323.648 | 345.127 | +6,6% | 2.005.971 | 2.193.973 | +9,4% |
| di cui: | ||||||
| – Grana Padano e Parmigiano Reggiano |
74.110 | 72.415 | -2,3% | 672.822 | 719.462 | +6,9% |
| – Formaggi freschi fra cui mozzarella e ricotta |
107.915 | 120.348 | +11,5% | 446.919 | 512.120 | +14,6% |
| – Formaggi grattugiati o in polv. | 30.088 | 34.787 | +15,6% | 237.513 | 285.608 | +20,2% |
| – Pecorino e Fiore Sardo | 14.328 | 18.528 | +29,3% | 121.450 | 119.968 | -1,2% |
| – Gorgonzola | 16.581 | 16.450 | -0,8% | 97.684 | 99.094 | +1,4% |
| – Provolone | 4.815 | 5.097 | +5,8% | 28.363 | 30.207 | +6,5% |
| – Asiago, Montasio, Ragusano, Caciocavallo |
1.758 | 1.787 | +1,7% | 11.811 | 12.088 | +2,4% |
| Siero di latte | 315.454 | 373.089 | +18,3% | 90.218 | 148.344 | +64,4% |
| Latte e panna | 61.780 | 87.895 | +42,3% | 57.490 | 77.940 | +35,6% |
| di cui: | ||||||
| – Latte confezionato | 42.338 | 61.764 | +45,9% | 27.247 | 37.934 | +39,2% |
| – Panna sfusa | 10.953 | 15.891 | +45,1% | 18.089 | 28.932 | +59,9% |
| – Panna confezionata | 4.571 | 3.302 | -27,8% | 8.359 | 7.100 | -15,1% |
| – Latte sfuso | 3.918 | 6.939 | +77,1% | 3.795 | 3.974 | +4,7% |
| Burro | 7.437 | 6.728 | -9,5% | 30.444 | 35.017 | +15,0% |
| SMP Polv. latte Screm | 4.567 | 5.011 | +9,7% | 16.559 | 18.044 | +9,0% |
| Altri prodotti* | 39.861 | 40.568 | +1,8% | 49.431 | 53.394 | +8,0% |
| EXPORT TOTALE | 752.747 | 858.419 | +14,0% | 2.250.112 | 2.526.711 | +12,3% |
|
* Altri prodotti: Lattosio uso farm., Altri latti ferm., Yogurt, WMP Polv. latte Int., Latte condensato, Latte infanzia, Caseine, Caseinati, Lattosio alim. Elaborazione CLAL su dati ISTAT |
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Consulta il riepilogo Import/Export dell’Italia su CLAL.it.
Hai bisogno di ulteriori informazioni su Import/Export dei prodotti lattiero caseari? Accedi all’area Dairy World Trade su CLAL.it











































































