Australia e Brasile: possibili effetti delle tensioni mediorientali sull’export di carne bovina
10 Marzo 2026

Di Marika De Vincenzi

Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente stanno creando pesanti criticità logistiche con possibili effetti anche sull’export di carne bovina. La chiusura dello spazio aereo di alcuni Paesi del Golfo e la sospensione dei transiti nello Stretto di Hormuz hanno allungato i tempi di trasporto e aumentato i costi, con rotte marittime deviate attraverso il Capo di Buona Speranza, allungando i tempi di viaggio di circa due settimane verso l’Europa. Anche il trasporto aereo cargo risente di limitazioni operative e costi più elevati, incidendo soprattutto sui prodotti refrigerati e ad alto valore aggiunto.

In questo contesto, l’attenzione degli operatori si concentra sui principali esportatori mondiali di carne bovina, tra cui Australia e Brasile

L’Australia rappresenta uno dei fornitori rilevanti nei mercati internazionali, con flussi export orientati principalmente verso Asia, Nord America e Medio Oriente. Quest’ultima area rappresenta tradizionalmente uno sbocco importante per la carne bovina australiana, anche grazie alla domanda del settore della ristorazione e del turismo. I ritardi logistici potrebbero aumentare i costi e ridurre la competitività della carne refrigerata destinata ai mercati lontani.

Il Brasile è il principale esportatore mondiale, con flussi concentrati sull’Asia, in particolare Cina, ma anche Medio Oriente. Ostacoli logistici o cali di domanda potrebbero spingere parte delle esportazioni verso mercati alternativi, aumentando la concorrenza e influenzando i prezzi internazionali, alla luce di prezzi particolarmente competitivi della carne brasiliana (5,27 $/kg il prezzo medio delle carni congelate contro i 6,44 $/kg dell’Australia). 

L’evoluzione delle tensioni nella regione e il progressivo ripristino delle rotte logistiche saranno determinanti per l’andamento degli scambi internazionali di carne bovina nei prossimi mesi.

TESEO.clal.it – Dashboard Carni Bovine

L’immagine mostra le quotazioni correnti delle carni bovine secondo la Camera di Commercio di Modena. I valori indicati rappresentano i prezzi franco partenza (F.P.) rilevati dal macellatore al grossista, quindi all’uscita dal macello e non al consumo finale.

Filiera 100% italiana, welfare e sostenibilità [Il Commento di Daria Levoni, Levoni S.p.A.]
9 Marzo 2026

Daria Levoni
Castellucchio (MN) – Italia

Daria Levoni – Amministratore delegato Levoni Spa Società Benefit

Quasi 115 anni di storia, una filiera 100% italiana (la tracciabilità riguarda anche spezie e aromi naturali) con una attenzione alle grandi Dop del Parma e del San Daniele e alla salumeria di qualità del Made in Italy, grazie alle quali alimentano oltre 10mila salumerie e negozi in tutta Italia. Sono alcuni dei numeri di Levoni, che da gennaio 2025 è diventata società benefit, sfidando il Moloch della burocrazia e restituendo alla comunità dei vantaggi che sono obiettivi comuni, con una visione etica e proiettata a salvaguardare redditività, benessere, migliorare le condizioni del lavoro negli stabilimenti, incrementare il welfare, la sostenibilità, ma anche la formazione. Gli effetti, inevitabilmente, ricadono sul territorio.

“È stato un percorso durato circa due anni, che ha coinvolto tutti i nostri stakeholder, dagli allevatori ai fornitori di servizi, dalle maestranze alla rete grazie alla quale negli anni abbiamo consolidato un’azienda che è ormai alla quarta generazione”, spiega Daria Levoni, tecnologa alimentare di formazione e amministratore delegato del gruppo, in prima fila nel percorso che ha portato alla nuova denominazione: “Levoni Spa Società Benefit”.

Un percorso di fatto “naturale”, senza forzature per chi ha sempre creduto nell’italianità della materia prima, nella sostenibilità e nel rispetto dei criteri ambientali e nell’alta qualità come elemento distintivo delle produzioni, che prevede una Filiera Benessere Animale sui pre-affettati, ma anche un’accademia Levoni ribattezzata “Assaggezza” per coniugare cultura e gusto e divulgare correttamente il mondo della salumeria, troppo spesso sotto accusa (ingiustamente e per colpa di una buona dose di superficialità).

Lo scorso anno, inoltre, è stato presentato il primo report di sostenibilità che raccoglie le azioni intraprese in tema di ambiente, società, governance, trasparenza verso il consumatore, nel pieno rispetto dei parametri ESG.

Levoni è una delle realtà storiche dell’agroalimentare italiano, con esportazioni in crescita a livello mondiale (Francia, Germania, Stati Uniti fra i principali Paesi), grazie appunto alla qualità e alla valorizzazione di prodotti premium che hanno saputo conquistare il gusto dei consumatori.

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TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

Mercato suinicolo europeo sotto pressione: come si posiziona l’Italia?
12 Gennaio 2026

Di: Marika De Vincenzi

Secondo i dati della Commissione Europea aggiornati a dicembre 2025, i prezzi medi delle carcasse di suino nell’UE continuano a diminuire, riflettendo un’offerta più ampia rispetto alla domanda al consumo. Anche i prezzi dei suinetti risultano inferiori rispetto all’anno precedente e alla media storica, a conferma di un’incertezza che colpisce l’intero segmento allevatoriale.

Da gennaio a ottobre 2025, in particolare, la produzione di carne suina nell’UE è cresciuta del +3,6% in peso carcassa e +2,2% in numero di capi, con aumenti significativi in Bulgaria e Romania, e cali in Grecia e Lussemburgo. I principali produttori restano, in ordine numerico, Spagna, Germania, Francia e Polonia.

Nei primi dieci mesi del 2025 le esportazioni UE sono salite del +2,9% a volume, mentre il valore complessivo è sceso dell’1,2%, per effetto di un ridimensionamento dei prezzi medi. La Spagna rappresenta circa un terzo del volume totale. La presenza nel Paese iberico della Peste Suina Africana – rilevata lo scorso novembre – continua ad influenzare la fiducia del settore e gli aspetti più strettamente connessi alla logistica commerciale. Le PROIEZIONI indicano un possibile lieve calo annuo della produzione UE dello 0,5% nei prossimi anni.

In ITALIA, tra giugno e novembre 2025, i consumi domestici di carne suina fresca sono cresciuti del +9,3% a volume e +11,6% a valore, con aumenti del prosciutto crudo DOP (+4,1% a volume, +6,1% a valore) e cali su altri prodotti come prosciutto cotto, prosciutto crudo non DOP, mortadella e salame. L’export italiano è aumentato del +0,9% da gennaio a settembre, un trend supportato anche dalla rimozione delle restrizioni legate alla PSA in alcune aree del Nord Italia. 

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Il Commento: Due scenari, Italia ed Estero [Lorenzo Levoni, Alcar Uno]
5 Agosto 2024

Lorenzo Levoni – Amministratore Delegato Alcar Uno

Due scenari, Italia ed Estero. Così Lorenzo Levoni, Amministratore Delegato dell’azienda emiliana Alcar Uno, distingue due situazioni differenti. “Se analizziamo il dossier Italia registriamo una mancanza di suini e ci aspettiamo un mercato tendenzialmente in aumento, con un trend ascendente fino a Ferragosto – preconizza Levoni -. Non è mai semplice fare previsioni, ma potremmo toccare i 2,08, forse anche qualcosa in più, per poi avere nella seconda metà di agosto una stabilità o qualche lieve ridimensionamento dei listini e questo prevalentemente per il fatto che l’estero si sta muovendo in controtendenza rispetto all’Italia”.

Due le incognite di casa nostra: la peste suina africana (PSA), “con i casi scoperti di recente che hanno gettato la filiera in uno stato di grande sconforto”, ma anche i consumi.
“Mentre sui numeri del patrimonio suinicolo siamo pressoché certi, sul piano dei consumi non abbiamo coordinate e non possiamo minimamente prevedere come evolveranno. Quello che appare consolidato è una tendenza negativa, con una flessione degli acquisti dall’inizio dell’anno che possiamo quantificare in un -7/-8 per cento e anche in Germania i numeri sono analoghi”.

E qui si innesca il dossier internazionale. “Non siamo tranquilli per la bagarre che si è innestata fra Ue e Cina, in quanto i dazi europei sulle auto elettriche cinesi stanno creando i presupposti per una ritorsione di Pechino di natura commerciale che potrebbe colpire il comparto delle carni suine europee. Ma ne non riusciremo ad esportare i sotto-prodotti delle lavorazioni dei maiali come zampe, orecchie, cartilagini e ossa avremo ulteriore sofferenza per i macelli, che all’estero è molto più marcata rispetto all’Italia. Da noi i macelli, nonostante il mercato oggi sia sbilanciato in favore della parte allevatoriale, si salvano, in quanto il conto economico rasenta lo zero, ma non è una perdita come invece è in altri paesi europei”.

Rispetto alle produzioni di animali, puntualizza Levoni, “l’Ue è in leggero recupero, trainata dalla Spagna, che rispetto agli anni scorsi sembra aver parzialmente risolto il problema della Prrs, riducendo così la mortalità degli animali”. Prova ne è la flessione nelle ultime settimane del prezzo dei lattonzoli, dopo gli aumenti di Aprile, Maggio e Giugno e, è convinto l’AD di Alcar Uno, “a tendere alla fine dell’anno ci dovrebbero essere più animali disponibili”.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

I Salumi trainano la ripresa dell’Export
22 Luglio 2024

Di: Marika De Vincenzi

L’export di Carni Suine italiane, dopo l’importante dato negativo registrato a Marzo 2024 (-10,4% rispetto a marzo 2023), ha visto un recupero con un incremento del 13,4% ad Aprile, portando le quantità totali del primo quadrimestre ad una sostanziale stabilità in volume (+1,4%), accompagnato da una crescita sensibile in valore (+14,4%, per complessivi 821,6 milioni di euro).

L’aumento delle quantità esportate è stato trascinato, in particolare, dalle maggiori vendite di Salumi, caratterizzati però da una tendenza in diminuzione dei prezzi.
Le crescenti esportazioni dei Salumi nel primo quadrimestre (+12,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente) e nel mese di Aprile 2024 riflettono una domanda internazionale solida.

Al contrario, il mercato italiano non mostra la stessa vivacità e la domanda interna si mantiene contenuta.

Le importazioni italiane di Carni Suine registrano una crescita del 7% nel primo quadrimestre 2024 rispetto allo stesso periodo 2023, con aumenti per tutte le principali voci.
Il maggiore flusso è favorito dai prezzi più competitivi dei prodotti esteri, rispetto a quanto osservato nel mercato domestico. Questo è particolarmente vero per i Prosciutti freschi, molto più economici rispetto ai Prosciutti DOP Made in Italy.

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India e il mercato agroalimentare | nuova analisi CLAL
9 Luglio 2024

L’India, con una superficie agricola appena superiore all’UE-27, ha affrontato la sfida di sfamare oltre un miliardo quattrocentomila persone aumentando le proprie produzioni agroalimentari. 

Nel suo percorso è riuscita a diventare il maggior produttore di Latte al Mondo (bufala + vacca), grazie ad un eccezionale modello basato sulla cooperazione.

Questa affascinante impresa ci ha spinti a tracciare i contorni del mercato lattiero-caseario, delle carni bovine e degli alimenti zootecnici in India, e a chiederci: cosa manca all’India per divenire un grande esportatore di prodotti lattiero-caseari?

Scopriamolo nella nuova analisi CLAL sull’India.

Aumenti a doppia cifra per l’export UE di cereali e semi oleosi
2 Aprile 2024

Di: Elisa Donegatti ed Ester Venturelli

L’export di Cereali dell’Unione Europea sta mantenendo, anche a inizio 2024, il trend in crescita iniziato nel 2023, che nel complesso annuale aveva registrato un aumento del 10,6% (4,4 Milioni di tonnellate). A Gennaio, le quantità esportate sono aumentate del 48,6%, sostenute dai prezzi in ribasso che, insieme alla maggiore competitività rispetto agli USA, hanno stimolato la domanda, soprattutto per quanto riguarda il Frumento.

Tra i Paesi che hanno incrementato gli acquisti spicca il Marocco: nel 2023 è diventato il primo Paese per quantità di Cereali acquistate dall’UE, e a Gennaio 2024 le quantità sono state il doppio rispetto a Gennaio 2023. La maggiore domanda del Marocco è una conseguenza della scarsa produzione locale di Frumento Tenero del 2023, diminuita per il secondo anno di fila a causa della siccità. Per questo il governo ha deciso di aumentarne le importazioni.

Anche le esportazioni di Semi Oleosi e Farine Proteiche hanno registrato un aumento significativo per quantità a Gennaio 2024 (+49,65%, +67,2 Milioni di tonnellate mese su mese). In particolare, è aumentato il flusso di Girasole verso il Pakistan, di Soia verso la Russia e di Colza verso il Regno Unito.

Le prospettive per l’agroalimentare Made in USA
27 Marzo 2024

L’economia agricola USA, data la forte capacità di export, ha una proiezione mondiale il cui grande potenziale è correlato all’andamento dei mercati internazionali ed alle tensioni geopolitiche che li influenzano. Nelle previsioni degli economisti agrari, si manifesta un certo pessimismo sulle prospettive a breve termine per le quotazioni agricole statunitensi a causa dell’andamento della domanda interna ed internazionale, specialmente quella cinese, dei tassi di interesse elevati, del clima e delle incertezza del mercato cerealicolo internazionale per le tensioni nella regione del Mar Nero e del Medio Oriente, cui si aggiunge l’aumento della concorrenza produttiva da parte del Sud America.

In campo animale si registra la riduzione delle forniture di carne bovina ma anche suina e di pollo, il che dovrebbe offrire un sostegno ai prezzi anche se pesa l’incognita dei tassi di interesse. Bisogna considerare che la popolazione di bovini USA è arrivata al livello più basso dal 1962 e si prevede che solo a partire da metà del 2024 ci potrebbe essere una inversione di tendenza. Per il latte si prevede un riallineamento al basso delle quotazioni. Gli economisti agrari ritengono che la continua riduzione del patrimonio bovino statunitense a causa della siccità e di altre pressioni, potrebbe anche causare una rilevante concentrazione sia degli allevamenti che dei trasformatori di carne.

L’andamento dell’economia agricola è comunque influenzato dalla debolezza della domanda di molti prodotti base che sta facendo diminuire i prezzi e sebbene i costi di produzione siano scesi, i margini delle aziende agricole sono risicati. Inoltre l’elevato valore del dollaro ha diminuito la competitività sul mercato mondiale.

Concorrenza mondiale e rallentamento della Cina

Guardando allo scenario internazionale, uno dei temi principali è la preoccupazione per l’aumento della concorrenza mondiale che si ripercuote sulle esportazioni di cereali e di soia. Sul mercato mondiale la Russia sta immettendo quantità record di grano ed il Brasile di mais, mentre negli USA il calo dei capi di bestiame comporta una minore richiesta di mangimi e le esportazioni di soia sono previste in calo per la competizione sudamericana. Però il fulcro per gli scambi commerciali resta la Cina, che cerca di diversificarsi dalla dipendenza dagli Stati Uniti per le materie prime agricole e dove il rallentamento dell’economia potrebbe avere un impatto molto negativo.

Per il 2024 i raccolti in nord e sud America sono previsti in crescita. La riduzione nel prezzo dei concimi potrebbe rappresentare un risparmio significativo per gli agricoltori, ma i costi operativi più elevati ed i prezzi più bassi incideranno sulle prospettive per il 2024. Gli economisti sono più ottimisti sui prezzi della soia ritenendo che tenderanno ad aumentare anche per il raccolto 2024/25, mentre, all’opposto, per il mais si prevede un calo dei prezzi. Gli agricoltori dovranno comunque monitorare attentamente gli indicatori macroeconomici per assumere le decisioni più appropriate a contrastare le sfide e sfruttare le opportunità.  

Fonte: AGWEB

TESEO.clal.it – Allevamenti bovini: Consistenza delle mandrie d’origine

Aggiornamento sull’export italiano di Carni Suine [VIDEO]
28 Febbraio 2024

L’Italia non è autosufficiente nel settore delle Carni Suine, ma è un esportatore netto di Salumi. L’export di Salumi è in aumento come anche i prezzi.

In questo video, Marika De Vincenzi Analyst del settore Suinicolo del Team di CLAL, presenta gli ultimi aggiornamenti delle esportazioni italiane di Carni Suine.

Carni Bovine: istantanea di un export in crescita
9 Febbraio 2024

Di: Marika De Vincenzi ed Ester Venturelli

A livello mondiale, il trade delle Carni Bovine sta aumentando negli anni. In particolare, negli ultimi due anni sono cresciute, rispetto allo storico, le esportazioni da Brasile e Argentina. Anche l’India presenta un export con trend positivo, favorita dai prezzi competitivi ma si tratta principalmente di carne di bufalo prodotta da animali da latte a fine carriera e non rispetta gli standard di qualità sanitari degli altri principali esportatori.

A questi si aggiunge l’Australia, secondo Paese per quantità esportate di Carni Bovine al Mondo, che nel 2023 ha aumentato le esportazioni approfittando della sua maggiore competitività rispetto ad altri player, in particolare gli USA. 

Negli USA, che pur essendo deficitari sono al quarto posto tra gli esportatori mondiali, a causa della siccità è stata ridotta la mandria bovina e questo ha provocato una spinta rialzista sui prezzi della carne. Di conseguenza il Paese ha perso competitività sui mercati e le quantità esportate si sono ridotte del 21% nel 2023 rispetto al 2022.

L’Unione Europea è l’ottavo esportatore di Carni Bovine a livello mondiale, ma negli ultimi anni ha registrato un export in rallentamento, dovuto anche ad una minore produzione domestica. Tuttavia, nel 2023, l’UE ha visto quantità esportate e prezzi medi unitari sugli stessi livelli del 2022.

Dal lato della domanda, i principali acquirenti sono Cina e USA. La Cina, dopo alcuni anni di aumento della domanda, ha rallentato la crescita arrivando quasi a stabilizzarsi nel 2023. Gli USA mantengono, invece, un trend di crescita significativa, registrando un aumento delle quantità importate del 19,3% nel 2023 rispetto al 2022. In particolare, cresce l’import di Sego e quello delle Carni fresche o refrigerate e Carni congelate, a prezzi più competitivi rispetto a quelli di esportazione.