Il Commento: Una nuova narrazione sulle carni rosse [Assessore Beduschi, Regione Lombardia]
31 Luglio 2024

Alessandro Beduschi, Assessore all’Agricoltura e Sovranità Alimentare di Regione Lombardia

Di Alessandro Beduschi, Assessore all’Agricoltura e Sovranità Alimentare di Regione Lombardia

“Anche grazie all’importante contributo di Teseo.clal.it, nei mesi scorsi abbiamo affrontato a lungo il tema del tasso di autosufficienza della carne bovina italiana, che negli ultimi anni è progressivamente e drasticamente diminuito. Questo dato preoccupante merita una riflessione.

Le differenze all’interno della filiera di allevamento bovina sono da tempo evidenti a tutti: da un lato ci sono i grandi gruppi che basano la propria produzione sulla soccida, prevalentemente ubicati nel Nordest; dall’altro, il caso lombardo rappresenta ormai un’eccezione, dove gli allevatori-imprenditori si distinguono per la gestione di una filiera completa.

Ritengo sia necessario reintrodurre in Italia il concetto di allevamenti con fattrici per creare una filiera 100% italiana, che parta dai vitelli nati sul nostro territorio e valorizzi l’alta qualità di queste carni. Questo modello potrebbe rappresentare un interessante volano socioeconomico per alcune zone italiane attualmente a forte rischio di spopolamento, che, per clima e territorio, sarebbero adatte ad ospitare questo tipo di allevamento, valorizzando così una carne al 100% italiana.

Oltre alle considerazioni più marcatamente legate ad aspetti economici e tecnici, è innegabile che il mercato della carne bovina debba essere rilanciato anche in termini reputazionali e di immagine nei confronti del consumatore. Anni di demonizzazione del consumo di carne rossa, non supportata da adeguati dati scientifici, hanno portato a una progressiva diffidenza che si concretizza nel calo dei consumi.

È necessaria una comunicazione che promuova e valorizzi la carne bovina, offrendo al consumatore finale una nuova narrazione sul ruolo della carne rossa, di qualità e tracciata, per accompagnarlo verso una scelta consapevole. Inoltre, la carne italiana è garantita dal sistema di tracciabilità veterinaria.”

TESEO.clal.it – Prezzi delle Carni Bovine nella Home Page di TESEO
TESEO.clal.it – UE-27: BILANCIO DI AUTOSUFFICIENZA delle Carni Bovine Gen-Apr 2024

Il Commento: Il prezzo al banco è quasi raddoppiato [Rudy Milani, Suinicoltore]
29 Luglio 2024

Rudy Milani – Suinicoltore

“La peste suina è un problema, due allevamenti positivi in 24 ore sono un dannato problema”. Rudy Milani, Suinicoltore e responsabile della Federazione nazionale Suini di Confagricoltura, è colpito dal doppio rilevamento dei giorni scorsi ed un terzo in attesa di conferma ufficiale in seguito al quale in tre allevamenti (uno a Milano, uno a Novara e uno probabile a Pavia) sono stati rilevati animali positivi alla Psa.
A complicare le cose anche le dimissioni del commissario straordinario alla Peste suina africana e che rischiano di allungare ombre nere sul comparto suinicolo e su una filiera che vale oltre 20 miliardi di euro. Col rischio che anche l’export possa subire nuove restrizioni, che già pesano sulle vendite di salumi a breve stagionatura, in particolare in Nord America.

Il mercato, in questa fase, osserva Milani, “vede consumi di carne suina senza slancio, probabilmente causate dal livello dei prezzi al Consumatore, che al banco è quasi raddoppiato negli ultimi due anni, con le braciole passate da 7 a 12-14 euro al chilo”.

A mantenere i listini su un piano ancora soddisfacente per gli Allevatori (benché la marginalità sia andata in flessione negli ultimi mesi) è la scarsità di animali.
“Per i prosciuttai – prosegue Milani – è un momento complesso, in quanto hanno messo a stagionare cosce pagate a un prezzo alto e che oggi stanno collocandole sul mercato in parte sottocosto”. Un’estate, insomma, per ora poco esaltante.

I Salumi trainano la ripresa dell’Export
22 Luglio 2024

Di: Marika De Vincenzi

L’export di Carni Suine italiane, dopo l’importante dato negativo registrato a Marzo 2024 (-10,4% rispetto a marzo 2023), ha visto un recupero con un incremento del 13,4% ad Aprile, portando le quantità totali del primo quadrimestre ad una sostanziale stabilità in volume (+1,4%), accompagnato da una crescita sensibile in valore (+14,4%, per complessivi 821,6 milioni di euro).

L’aumento delle quantità esportate è stato trascinato, in particolare, dalle maggiori vendite di Salumi, caratterizzati però da una tendenza in diminuzione dei prezzi.
Le crescenti esportazioni dei Salumi nel primo quadrimestre (+12,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente) e nel mese di Aprile 2024 riflettono una domanda internazionale solida.

Al contrario, il mercato italiano non mostra la stessa vivacità e la domanda interna si mantiene contenuta.

Le importazioni italiane di Carni Suine registrano una crescita del 7% nel primo quadrimestre 2024 rispetto allo stesso periodo 2023, con aumenti per tutte le principali voci.
Il maggiore flusso è favorito dai prezzi più competitivi dei prodotti esteri, rispetto a quanto osservato nel mercato domestico. Questo è particolarmente vero per i Prosciutti freschi, molto più economici rispetto ai Prosciutti DOP Made in Italy.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

Il Commento: Il mercato del bovino a carne rossa… [Alessandro De Rocco, AZOVE]
16 Luglio 2024

“Il mercato del bovino a carne rossa negli ultimi tre esercizi è stato caratterizzato da un andamento positivo. Quest’anno è invece molto più complesso, con una distonia fra i prezzi dei bovini da ristallo francesi, che hanno raggiunto valori mai visti e totalmente disconnessi con il prezzo del bovino ingrassato. Nel passato abbiamo affrontato periodici momenti di crisi, ma la situazione attuale è inedita e non si intravedono segnali di riequilibrio nel breve termine”.

Alessandro De Rocco – Allevatore e Presidente di AZOVE

C’è preoccupazione nelle parole di Alessandro De Rocco, 57 anni, Allevatore, Presidente della cooperativa AZOVE. L’Associazione zootecnica veneta ha sede a Cittadella (Padova) e conta circa 80 soci allevatori per una produzione e lavorazione delle carni di circa 50.000 bovini annui.

“Negli ultimi quattro anni i dati indicano il progressivo calo del patrimonio europeo sia di vacche nutrici che da latte in misura variabile tra l’1% e il 2% annuo con le conseguenti minori nascite di vitelli da ingrasso. Questi dati hanno un impatto sulla disponibilità di carne e quindi sui prezzi e, normalmente, dovrebbe ripartirsi sulle varie fasi della filiera sino al consumo. Negli ultimi mesi, invece, gli ingrassatori subiscono la minor disponibilità di bovini da allevamento pagando prezzi più alti anche del 15% rispetto allo scorso anno, mentre il mercato dei bovini da macello resta pesante”, prosegue De Rocco.

“Il mercato per ora resta un’incognita e per molti Allevatori che stanno ristallando in queste settimane il ciclo produttivo sarà una vera e propria scommessa ed è veramente arduo pensare ad un recupero dei costi di produzione – dice il Presidente di AZOVE -. I distributori mettono in competizione tra loro i Macelli per tenere bassi i prezzi delle carni macellate, nonostante la produzione sia a volte persino insufficiente a soddisfare la domanda”.

“Per avere una bistecca, tenendo conto di tutto il ciclo produttivo dal bovino dal concepimento del vitello, alla sua nascita, arrivando all’ingrasso e alla macellazione, sono necessari almeno tre anni di lavoro – riassume il Presidente di AZOVE – con uno sforzo notevole. Se consideriamo tutto questo forse sapremo riconoscere il vero valore dell’alimento carne”.

“Con un primo calcolo non esaustivo – spiega De Rocco – basterebbe che agli Allevatori venisse riconosciuto un aumento di prezzo al dettaglio di 70/90 centesimi per chilogrammo di carne e le stalle potrebbero investire in tema di benessere animale, competitività, sostenibilità. Servirebbe maggior etica nella filiera, ma è un concetto che da solo il mercato non conosce”.

“Si rischia la ulteriore chiusura di altri allevamenti e si sta scoraggiando l’insediamento dei giovani senza il quale non c’è futuro. Ma se cede l’anello più debole, l’allevamento, anche gli altri ne subiranno le conseguenze”.

TESEO.clal.it – Prezzi delle Carni Bovine

Il Commento: Un dialogo proficuo fra i vari anelli della Catena di Approvvigionamento [Stefano Borchini, Slega]
15 Luglio 2024

“Quello che stiamo vivendo è uno scenario di transizione e di difficili previsioni. Un dato, però, è inconfutabile: il numero di suini per le produzioni DOP è in calo e, in previsione, almeno fino all’autunno dovremo fare i conti con una minor disponibilità di materia prima per le produzioni tutelate”.

Stefano Borchini, Prosciuttificio SLEGA

A dirlo è Stefano Borchini, titolare insieme al fratello Massimo del Prosciuttificio Slega di Langhirano, che non nasconde la propria preoccupazione e sollecita al più presto un patto di filiera fra gli Operatori. “I costi di produzione per gli Allevatori sono diminuiti – afferma Borchini – e forse è giunto il momento di avviare un dialogo proficuo fra i vari anelli della Catena di Approvvigionamento (CA), perché, fino a quando si ragionerà solamente tenendo come riferimento domanda e offerta e con un orizzonte temporale non sul medio periodo ma sulla settimana successiva, non si riuscirà a costruire una progettualità per il settore”.

Sullo sfondo poi, “si devono fare i conti con il calo generalizzato dei consumi (volumi), per effetto di un diminuito potere di acquisto delle famiglie, orientate quindi a cercare convenienza e comprare solo l’indispensabile, riducendo gli sprechi”.

La scarsa disponibilità di materia prima per il circuito tutelato e le probabili pressioni sui prezzi, secondo Borchini, “potrebbero spingere le imprese dei Distretti delle Dop a sostituire la mancata produzione Dop con produzioni di prosciutti non Dop, che – costando meno -, una volta stagionati probabilmente faranno concorrenza a quelli tipici, col rischio di innescare ulteriori pressioni e turbative”.

Sul fronte del mercato, giovedì in CUN i suini grassi da macello del circuito tutelato hanno registrato un aumento dei prezzi ed era da Aprile che non si verificava. “I macelli hanno diminuito i volumi macellati, ma la flessione del numero dei suini disponibili sembra essere stata ancora più forte – commenta Borchini -. E le prospettive di una minore offerta di capi per i prossimi mesi avranno conseguenze sui prezzi d’acquisto delle cosce fresche facilmente intuibili”.

TESEO.clal.it – Suini: Prezzi dei tagli freschi

La Danimarca potrebbe essere il primo Paese al Mondo ad applicare una “Carbon Tax” 
8 Luglio 2024

Di: Marika De Vincenzi

La Danimarca potrebbe essere il primo Paese al mondo ad applicare una “CARBON TAX” in agricoltura, a partire dal 2030, colpendo in particolare gli allevamenti di bovini e di suini.

La normativa, che dovrebbe essere discussa in Parlamento entro la fine dell’anno e che è stata definita senza un confronto diretto con il mondo allevatoriale, prevede un’aliquota principale di 300 corone danesi (poco più di 40 euro) per tonnellata di CO₂ equivalente nel 2030, destinata a salire a 750 corone per tonnellata di CO₂ equivalente nel 2035. L’imposta sarà introdotta gradualmente con una detrazione fiscale di base del 60% almeno per i primi due anni.

La Danimarca è uno dei principali esportatori di suinetti in Europa, tanto che nel 2023 ha venduto oltre 15.809.000 capi al di sotto dei 50 kg (+0,49% sul 2022). Fra le principali destinazioni: Germania, Polonia, Paesi Bassi e Italia (696.000 capi esportati dalla Danimarca al nostro Paese, +0,52% rispetto al 2022).

In attesa di capire se il disegno di legge proposto dal governo danese troverà effettiva applicazione (a partire, ripetiamo, dal 2030), quali potranno essere le azioni compensative che gli allevamenti potranno attuare (non dimentichiamo che l’agricoltura è un’attività in grado di sequestrare carbonio ed essere, appunto, “carbon negative”), quali potranno essere gli effetti sul numero di capi allevati e sulle dinamiche di mercato, resta cruciale il tema ambientale.
La zootecnia dovrà difendersi dalle fake news (l’impatto ambientale è molto inferiore rispetto a quanto denunciato da una parte dell’opinione pubblica), ma allo stesso tempo perseguire politiche e azioni sostenibili.

Articolo modificato in data 9 luglio 2024, eliminando il riferimento ai disciplinari di produzione del Prosciutto di Parma e del Prosciutto di San Daniele.

Consulta la nuova pagina di TESEO dedicata agli ALLEVAMENTI e ai SUINETTI in UE-27 >

Il Commento: Le quotazioni dei Foraggi [Kristian Minelli, Allevatore]
1 Luglio 2024

Kristian Minelli – Allevatore e Vicepresidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano e di GranTerre

Le quotazioni dei Foraggi si mantengono su valori elevati per effetto dei cambiamenti climatici che, per il secondo anno consecutivo, comportano una riduzione delle quantità raccolte e, soprattutto, della qualità. “La stagione anomala con precipitazioni abbondanti e al di sopra delle medie stagionali ha generato quotazioni al rialzo – commenta Kristian Minelli, Allevatore di San Benedetto Po (Mantova) e Vicepresidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano e di GranTerre -. Stiamo inoltre scontando sul mercato alcune giacenze dello scorso anno che ha paradossalmente rallentato le quotazioni, pur con una qualità non esattamente soddisfacente”.

Le quotazioni potrebbero tuttavia subire repentine impennate, per effetto delle condizioni meteo-climatiche che hanno tagliato la Penisola in due: pioggia al Nord e siccità al Centro-Sud. “Se dovesse persistere la siccità, che ha già provocato molti danni in Sicilia e in generale nel Sud Italia – specifica Minelli – parte della produzione del Nord Italia potrebbe essere venduta per andare in soccorso alle stalle maggiormente in difficoltà, innescando fluttuazioni verso l’alto dei prezzi dei foraggi”.

La scarsa produzione del 2023 a livello europeo ha intanto frenato le esportazioni dell’Ue di erba medica e altri prodotti foraggeri fra Gennaio-Aprile 2024 (-27,7% tendenziale) e dell’Italia, che fra Gennaio e Marzo 2024 ha ridotto le vendite all’estero del 17,9% rispetto allo stesso periodo del 2023.

Il Commento: “Il non formulato alla CUN di Giovedì scorso a Mantova? [Antenore Cervi, Suinicoltore]
1 Luglio 2024

Antenore Cervi, Allevatore e referente nazionale per il settore Suini di CIA
Antenore Cervi, Allevatore e referente nazionale per il settore Suini di CIA

“Il non formulato alla CUN di Giovedì scorso a Mantova? Da un lato il calo registrato nelle ultime sedute fino al non quotato di due giorni fa potrebbe essere in parte in linea con l’andamento stagionale, dall’altro rappresenta una vera e propria anomalia, perché viene completamente disatteso il principio della domanda e dell’offerta. In questa fase c’è poca disponibilità di suini, per cui i ribassi di mercato sono una contraddizione”.

Così Antenore Cervi, Allevatore e referente nazionale per il settore Suini di CIA-Agricoltori Italiani, commenta il trend di mercato, sottolineandone appunto l’incongruenza rispetto ad altre fasi del passato, “quando l’offerta di maiali era elevata e gli allevatori si sono trovati a subire il meccanismo di domanda e offerta senza alcun margine di manovra”.

Oggi, sottolinea Cervi, “nonostante il calo di lavorazione dei macelli, il numero dei suini è ridotto e non vedo spazi per trend ribassisti del mercato”.

Allo stesso tempo, Cervi è preoccupato per il calo – seppure leggero – dei consumi della carne suina e dei salumi, in parte legati all’inflazione, che non permette di trasferire sul Consumatore finale i maggiori costi sostenuti dalla catena di approvvigionamento.

E non è solo il diminuito potere di acquisto delle Famiglie dei Consumatori l’unico elemento di incertezza della filiera. “Sullo sfondo aleggia lo spettro dei dazi che Pechino potrebbe imporre alle esportazioni di carni suine provenienti dall’Unione Europea e si tratterebbe di un colpo di grazia per le vendite verso la Cina – spiega Cervi -. Uno scenario pericoloso in particolare per l’Italia, che con un’autosufficienza del 57,5% rischia di dover subire un ingresso massiccio di carni suine a minori prezzi dall’Europa, con conseguenze fortemente negative sul fronte della sostenibilità e sul futuro degli allevamenti”.

Teseo raddoppia: carne bovina Scottona, Vitellone maschio, Vitello e Vacca
25 Giugno 2024

Teseo raddoppia. Il maialino, la dashboard in homepage a sinistra che consente ai visitatori del sito di individuare al primo sguardo il trend di mercato grazie all’immagine stilizzata e colorata in base alle dinamiche dei prezzi di mercato registrati in CUN, è ora affiancato da due Bovini da Carne, collocato sulla destra della homepage di TESEO.Clal.it.

Partiamo da qui. Colpo d’occhio e informazioni essenziali, intuitive, che in un’immagine (o meglio, in quattro immagini, perché appaiono nell’ordine Scottona, Vitellone maschio, Vitello e Vacca) indicano le quotazioni più recenti in borsa merci a Modena, piazza di riferimento nazionale per le carni bovine.

Massimiliano Ruggenenti – Allevatore e Presidente del CLPCB

Abbiamo chiesto a Massimiliano Ruggenenti, Allevatore di Castel Goffredo (Mantova) e Presidente del Consorzio Lombardo Produttori di Carne Bovina (CLPCB), un commento all’ultima seduta di mercato, che dopo diverse settimane di stabilità ha registrato un segno negativo. Un ridimensionamento “forse più dettato dalle dinamiche stagionali, con la convinzione che d’estate i consumi di carne bovina siano in leggera frenata rispetto all’inverno”, afferma Ruggenenti.

“Siamo convinti che in questa fase la disponibilità di carne bovina sul mercato sia in diminuzione rispetto alla domanda e, a rigore di logica, già con le prossime settimane i listini dovrebbero aumentare”.

Resta uno scenario in tensione, tuttavia, per l’aumento dei prezzi dei ristalli, che sono sostenuti anche dall’export di bovini vivi sulle rotte dalla Francia e dall’Italia verso il Nord Africa e che, spiega Ruggenenti, “rispetto allo stesso periodo del 2023 si collocano su valori più alti del 7-10%, mentre i prezzi alla vendita delle bovine alla macellazione hanno registrato incremento intorno al 2-3%, con evidente squilibrio per i bilanci degli allevamenti. Senza un recupero della redditività diventano difficili il ricambio generazionale, gli investimenti e la sopravvivenza delle imprese zootecniche”.

Carne suina: L’Italia, autosufficiente solamente per il 57,5%
24 Giugno 2024

Di: Marika De Vincenzi

Siamo lontani dai 3,15 milioni di tonnellate di carne suina esportate dall’Unione Europea verso la Cina nel 2020, eppure l’Ue rappresenta anche tre anni dopo il 49,4% di tutte le carni suine importate da Pechino.

Dalla prospettiva opposta, il 29% delle esportazioni europee di carne suina ha preso la strada per Pechino, con la Spagna che si è confermata il principale fornitore europeo, seguita da Paesi Bassi, Danimarca e Francia. Le esportazioni dell’Unione Europea nel 2023 hanno superato quota 1,19 milioni di tonnellate, in diminuzione del 24,1% rispetto al dato 2022.

Il caso italiano. L’Italia, autosufficiente solamente per il 57,5%, non esporta carne suina in Cina. Al contrario, nel corso del 2023 l’Italia ha aumentato le importazioni del 3,6% rispetto al 2022, con Germania, Spagna, Olanda e Danimarca principali fornitori di carni suine.

Spettro dazi cinesi? Ora, in una nuova guerra globale combattuta anche sul fronte del commercio e con lo spettro del ricorso al protezionismo, il ministero del Commercio Cinese ha annunciato di aver aperto un’indagine antidumping sull’importazione di carne di maiale dell’Unione Europea. Tale provvedimento, se concretizzato, potrebbe rappresentare una ritorsione rispetto alla decisione da parte della Commissione Europea di introdurre dazi sulle importazioni di auto elettriche dalla Cina a partire dal prossimo Luglio.

Quali conseguenze? Se la Cina interrompesse le importazioni di carne suina dai Paesi UE, si verificherebbe un eccesso di offerta nei Paesi comunitari autosufficienti come la Spagna. Questa situazione potrebbe esercitare pressioni ribassiste sui prezzi e spingere l’Italia a preferire l’import di carne suina dai Paesi Europei a costi più bassi anziché utilizzare la produzione nazionale per soddisfare la domanda interna. Il rischio è la perdita di competitività per il settore suinicolo nazionale, già alle prese con un ridimensionamento legato a fattori sanitari, difficoltà di ricambio generazionale, incertezze di mercato e fake news che contrastano i consumi di carne suina.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi