Indagine anti-dumping sulla Carne Suina UE
26 Agosto 2024

Formalmente si chiama “indagine sui prodotti anti-dumping sulla carne suina” condotta da Pechino, di fatto è l’anticamera di possibili dazi sulle esportazioni comunitarie di carne suina (e, a quanto pare, anche dei prodotti lattiero caseari). Logico che le filiere europee che producono carne suina – a partire dagli allevatori – siano alquanto preoccupate, alla luce di esportazioni che verso la Cina hanno toccato nei primi sette mesi del 2024 le 284.000 tonnellate nel segmento delle carni fresche e congelate e 1.017 tonnellate nel settore dei salumi. Volumi inferiori, in verità, rispetto agli anni precedenti (1.535.000 tonnellate di carni fresche e congelate nel periodo record fra gennaio-luglio 2021 e 1.833 tonnellate di salumi fra gennaio e luglio 2023), ma un’eventuale imposizione di dazi da parte di Pechino decreterebbe a tutti gli effetti un ulteriore calo dell’export dall’Ue-27.

I numeri elaborati da Teseo evidenziano, infatti, una flessione del 45,24% tendenziale nell’import cinese di Carni fresche, refrigerate o congelate dall’UE nei primi sette mesi del 2024. Complessivamente, è in calo l’import complessivo di carne suina e salumi da parte di Pechino (-25,94% rispetto a gennaio-luglio 2023); tutti i fornitori, dal Brasile agli Stati Uniti, stanno registrando contrazioni dell’export, complice anche un calo della domanda dei Consumatori cinesi con ogni probabilità dipesa da prezzi di mercato in crescita e che per il prodotto locale hanno superato lo scorso luglio i 4 dollari al chilogrammo.

In un contesto di import negativo, colpisce la nuova rotta commerciale stabilita con la Russia, che punta nel giro di tre o quattro anni a coprire circa il 10% dell’import cinese di carne suina

CLAL.it – Cina: importazioni di Carni Suine (inclusi Salumi)

Il mercato in Italia

Nel frattempo, il mercato in Italia ha reagito con un aumento dei prezzi dei suini in CUN a MANTOVA (2,110 €/kg il prezzo dei grassi da macello nel circuito tutelato) e una crescita dei principali tagli di carne fresca. La coscia fresca per crudo, con l’ultima quotazione alla CUN di PARMA, ha nuovamente superato il tetto dei 6 euro al chilogrammo (6,010 €/kg).

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

Censimento Bovini da Carne in Italia: dati aggiornati a Giugno
22 Agosto 2024

Di: Marika De Vincenzi ed Ester Venturelli

I dati di censimento dei bovini da Carne in Italia (Fonte: BDN) aggiornati a Giugno mostrano una fotografia del settore in restringimento. Infatti, sia il numero di Capi che il numero di allevamenti è diminuito rispetto alla situazione registrata a Giugno 2023. Rispetto a Dicembre 2023, invece, c’è stato un recupero del numero di capi, ma questo non riflette altro che un andamento stagionale.

Le Regioni italiane con il maggior numero di capi sono Piemonte, Veneto, Lombardia e Sicilia. Mentre la maggior parte dei bovini da carne vive nel Nord Italia, dove tendenzialmente la concentrazione sul territorio è superiore, il Centro – Sud Italia ospita circa il 67% degli Allevamenti.

Complessivamente, in Italia, rispetto a Giugno 2023 hanno chiuso 2.311 allevamenti (-3,47%), mentre la mandria nazionale si è ridotta di 57.748 capi (-2,26%).

Tuttavia, la Lombardia presenta un trend diverso dalle altre Regioni principali. Anche in Lombardia le aziende sono diminuite, ma il numero di capi è leggermente aumentato  (+2.382) in confronto a Giugno 2023.

TESEO.clal.it – Allevamenti bovini (carne)
TESEO.clal.it – Italia: densità bovini (carne) per provincia

Italia: export Carni Suine supera il miliardo
19 Agosto 2024

Di: Marika De Vincenzi ed Ester Venturelli

Le esportazioni Italiane di Carni Suine superano il miliardo di euro a valore nei primi cinque mesi dell’anno, con una crescita dell’11,61% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Decisamente più lento, invece, l’incremento delle esportazioni in volume, che tra Gennaio e Maggio registrano un +1,6% tendenziale. Francia, Germania, Spagna e Belgio sono i primi paesi di destinazione delle Carni Suine.

Aumentano soprattutto le vendite di Salami, salsicce e prodotti simili verso tutti i principali acquirenti, con un incremento di 6.700 tonnellate rispetto allo stesso periodo del 2023 (+19,36%). Complessivamente, l’export di salumi segna un incoraggiante +13,5% in quantità, con Francia, Germania e Stati Uniti che rappresentano le prime tre destinazioni.

Cresce anche l’import di carni suine: +7,6% complessivo tra Gennaio e Maggio 2024, rispetto allo stesso periodo del 2023. Germania, Spagna e Paesi Bassi sono i primi tre fornitori di carni fresche, refrigerate o congelate.

In termini di valore, le importazioni dell’Italia hanno superato nei primi cinque mesi dell’anno quota 1,4 miliardi di euro, in crescita del 5,13% rispetto allo stesso periodo del 2023.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

L’inflazione, che riduce il potere d’acquisto dei Consumatori 
12 Agosto 2024

Di: Marika De Vincenzi ed Ester Venturelli

Nel trimestre Aprile-Giugno 2024, i consumi retail di Carne sono diminuiti in quantità sia per il settore suinicolo (-3,9%) che bovino (-1,5%), a cui è corrisposto anche un calo dei valori tendenziali. Al contrario, sono aumentati i consumi di Carne avicunicola (+7,3%) evidenziando uno spostamento dei consumatori verso tipologie di carne più economiche.

Il dettaglio delle Carni Suine mostra che tutte le voci hanno registrato variazioni negative sia per quantità che per valore. La variazione maggiore è associata ai Salami, diminuiti dell’11% in quantità e del 7,3% in valore, mentre la riduzione minore è per il Prosciutto Cotto che è calato dello 0,45% in quantità, mantenendo un leggero aumento in valore (+0,25%).

Fra i dati da considerare (il riferimento questa volta è al primo semestre 2024 rispetto allo stesso periodo del 2023), vi è la frenata del prosciutto non Dop che cala maggiormente (-5,8%) rispetto a quello a denominazione di origine protetta (-5,1%).

Tra le ragioni a monte di questi dati c’è sicuramente l’inflazione, che riduce il potere d’acquisto dei Consumatori che, di conseguenza, modificano il proprio carrello della spesa. Oltre a ciò, queste tendenze potrebbero essere state favorite dal maltempo di Maggio e Giugno, che ha ridotto le grigliate, una maggiore promozione delle carni bianche rispetto a quelle rosse e uno spostamento culturale verso un minore consumo di quest’ultime per motivi salutistici.

Qualche segnale di timida speranza dai consumi retail negli ultimi due mesi (Maggio-Giugno 2024 rispetto allo stesso periodo del 2023): la carne suina fresca registra un rimbalzo positivo dell’1% in quantità e dell’1,2% in valore. Un po’ poco, in verità, ma è l’inversione di tendenza che deve essere interpretata positivamente, assieme alla ripresa dei consumi di carne bovina fresca (+1,2% in quantità e +1,4% in valore) e al solito sprint della carne avicunicola fresca (+7,9% in quantità e +0,8% in valore). 

Restano negative anche nel bimestre Maggio-Giugno 2024 le vendite di salumi, con una recessione che abbraccia praticamente tutti i prodotti. Resiste solamente il prosciutto cotto: -0,12% in quantità fra Maggio e Giugno 2024 sullo stesso periodo dell’anno precedente.

Il Commento: Due scenari, Italia ed Estero [Lorenzo Levoni, Alcar Uno]
5 Agosto 2024

Lorenzo Levoni – Amministratore Delegato Alcar Uno

Due scenari, Italia ed Estero. Così Lorenzo Levoni, Amministratore Delegato dell’azienda emiliana Alcar Uno, distingue due situazioni differenti. “Se analizziamo il dossier Italia registriamo una mancanza di suini e ci aspettiamo un mercato tendenzialmente in aumento, con un trend ascendente fino a Ferragosto – preconizza Levoni -. Non è mai semplice fare previsioni, ma potremmo toccare i 2,08, forse anche qualcosa in più, per poi avere nella seconda metà di agosto una stabilità o qualche lieve ridimensionamento dei listini e questo prevalentemente per il fatto che l’estero si sta muovendo in controtendenza rispetto all’Italia”.

Due le incognite di casa nostra: la peste suina africana (PSA), “con i casi scoperti di recente che hanno gettato la filiera in uno stato di grande sconforto”, ma anche i consumi.
“Mentre sui numeri del patrimonio suinicolo siamo pressoché certi, sul piano dei consumi non abbiamo coordinate e non possiamo minimamente prevedere come evolveranno. Quello che appare consolidato è una tendenza negativa, con una flessione degli acquisti dall’inizio dell’anno che possiamo quantificare in un -7/-8 per cento e anche in Germania i numeri sono analoghi”.

E qui si innesca il dossier internazionale. “Non siamo tranquilli per la bagarre che si è innestata fra Ue e Cina, in quanto i dazi europei sulle auto elettriche cinesi stanno creando i presupposti per una ritorsione di Pechino di natura commerciale che potrebbe colpire il comparto delle carni suine europee. Ma ne non riusciremo ad esportare i sotto-prodotti delle lavorazioni dei maiali come zampe, orecchie, cartilagini e ossa avremo ulteriore sofferenza per i macelli, che all’estero è molto più marcata rispetto all’Italia. Da noi i macelli, nonostante il mercato oggi sia sbilanciato in favore della parte allevatoriale, si salvano, in quanto il conto economico rasenta lo zero, ma non è una perdita come invece è in altri paesi europei”.

Rispetto alle produzioni di animali, puntualizza Levoni, “l’Ue è in leggero recupero, trainata dalla Spagna, che rispetto agli anni scorsi sembra aver parzialmente risolto il problema della Prrs, riducendo così la mortalità degli animali”. Prova ne è la flessione nelle ultime settimane del prezzo dei lattonzoli, dopo gli aumenti di Aprile, Maggio e Giugno e, è convinto l’AD di Alcar Uno, “a tendere alla fine dell’anno ci dovrebbero essere più animali disponibili”.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

Il Commento: Una nuova narrazione sulle carni rosse [Assessore Beduschi, Regione Lombardia]
31 Luglio 2024

Alessandro Beduschi, Assessore all’Agricoltura e Sovranità Alimentare di Regione Lombardia

Di Alessandro Beduschi, Assessore all’Agricoltura e Sovranità Alimentare di Regione Lombardia

“Anche grazie all’importante contributo di Teseo.clal.it, nei mesi scorsi abbiamo affrontato a lungo il tema del tasso di autosufficienza della carne bovina italiana, che negli ultimi anni è progressivamente e drasticamente diminuito. Questo dato preoccupante merita una riflessione.

Le differenze all’interno della filiera di allevamento bovina sono da tempo evidenti a tutti: da un lato ci sono i grandi gruppi che basano la propria produzione sulla soccida, prevalentemente ubicati nel Nordest; dall’altro, il caso lombardo rappresenta ormai un’eccezione, dove gli allevatori-imprenditori si distinguono per la gestione di una filiera completa.

Ritengo sia necessario reintrodurre in Italia il concetto di allevamenti con fattrici per creare una filiera 100% italiana, che parta dai vitelli nati sul nostro territorio e valorizzi l’alta qualità di queste carni. Questo modello potrebbe rappresentare un interessante volano socioeconomico per alcune zone italiane attualmente a forte rischio di spopolamento, che, per clima e territorio, sarebbero adatte ad ospitare questo tipo di allevamento, valorizzando così una carne al 100% italiana.

Oltre alle considerazioni più marcatamente legate ad aspetti economici e tecnici, è innegabile che il mercato della carne bovina debba essere rilanciato anche in termini reputazionali e di immagine nei confronti del consumatore. Anni di demonizzazione del consumo di carne rossa, non supportata da adeguati dati scientifici, hanno portato a una progressiva diffidenza che si concretizza nel calo dei consumi.

È necessaria una comunicazione che promuova e valorizzi la carne bovina, offrendo al consumatore finale una nuova narrazione sul ruolo della carne rossa, di qualità e tracciata, per accompagnarlo verso una scelta consapevole. Inoltre, la carne italiana è garantita dal sistema di tracciabilità veterinaria.”

TESEO.clal.it – Prezzi delle Carni Bovine nella Home Page di TESEO
TESEO.clal.it – UE-27: BILANCIO DI AUTOSUFFICIENZA delle Carni Bovine Gen-Apr 2024

Il Commento: Il prezzo al banco è quasi raddoppiato [Rudy Milani, Suinicoltore]
29 Luglio 2024

Rudy Milani – Suinicoltore

“La peste suina è un problema, due allevamenti positivi in 24 ore sono un dannato problema”. Rudy Milani, Suinicoltore e responsabile della Federazione nazionale Suini di Confagricoltura, è colpito dal doppio rilevamento dei giorni scorsi ed un terzo in attesa di conferma ufficiale in seguito al quale in tre allevamenti (uno a Milano, uno a Novara e uno probabile a Pavia) sono stati rilevati animali positivi alla Psa.
A complicare le cose anche le dimissioni del commissario straordinario alla Peste suina africana e che rischiano di allungare ombre nere sul comparto suinicolo e su una filiera che vale oltre 20 miliardi di euro. Col rischio che anche l’export possa subire nuove restrizioni, che già pesano sulle vendite di salumi a breve stagionatura, in particolare in Nord America.

Il mercato, in questa fase, osserva Milani, “vede consumi di carne suina senza slancio, probabilmente causate dal livello dei prezzi al Consumatore, che al banco è quasi raddoppiato negli ultimi due anni, con le braciole passate da 7 a 12-14 euro al chilo”.

A mantenere i listini su un piano ancora soddisfacente per gli Allevatori (benché la marginalità sia andata in flessione negli ultimi mesi) è la scarsità di animali.
“Per i prosciuttai – prosegue Milani – è un momento complesso, in quanto hanno messo a stagionare cosce pagate a un prezzo alto e che oggi stanno collocandole sul mercato in parte sottocosto”. Un’estate, insomma, per ora poco esaltante.

I Salumi trainano la ripresa dell’Export
22 Luglio 2024

Di: Marika De Vincenzi

L’export di Carni Suine italiane, dopo l’importante dato negativo registrato a Marzo 2024 (-10,4% rispetto a marzo 2023), ha visto un recupero con un incremento del 13,4% ad Aprile, portando le quantità totali del primo quadrimestre ad una sostanziale stabilità in volume (+1,4%), accompagnato da una crescita sensibile in valore (+14,4%, per complessivi 821,6 milioni di euro).

L’aumento delle quantità esportate è stato trascinato, in particolare, dalle maggiori vendite di Salumi, caratterizzati però da una tendenza in diminuzione dei prezzi.
Le crescenti esportazioni dei Salumi nel primo quadrimestre (+12,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente) e nel mese di Aprile 2024 riflettono una domanda internazionale solida.

Al contrario, il mercato italiano non mostra la stessa vivacità e la domanda interna si mantiene contenuta.

Le importazioni italiane di Carni Suine registrano una crescita del 7% nel primo quadrimestre 2024 rispetto allo stesso periodo 2023, con aumenti per tutte le principali voci.
Il maggiore flusso è favorito dai prezzi più competitivi dei prodotti esteri, rispetto a quanto osservato nel mercato domestico. Questo è particolarmente vero per i Prosciutti freschi, molto più economici rispetto ai Prosciutti DOP Made in Italy.

TESEO.clal.it – Suini: prezzi dei tagli freschi

Il Commento: Il mercato del bovino a carne rossa… [Alessandro De Rocco, AZOVE]
16 Luglio 2024

“Il mercato del bovino a carne rossa negli ultimi tre esercizi è stato caratterizzato da un andamento positivo. Quest’anno è invece molto più complesso, con una distonia fra i prezzi dei bovini da ristallo francesi, che hanno raggiunto valori mai visti e totalmente disconnessi con il prezzo del bovino ingrassato. Nel passato abbiamo affrontato periodici momenti di crisi, ma la situazione attuale è inedita e non si intravedono segnali di riequilibrio nel breve termine”.

Alessandro De Rocco – Allevatore e Presidente di AZOVE

C’è preoccupazione nelle parole di Alessandro De Rocco, 57 anni, Allevatore, Presidente della cooperativa AZOVE. L’Associazione zootecnica veneta ha sede a Cittadella (Padova) e conta circa 80 soci allevatori per una produzione e lavorazione delle carni di circa 50.000 bovini annui.

“Negli ultimi quattro anni i dati indicano il progressivo calo del patrimonio europeo sia di vacche nutrici che da latte in misura variabile tra l’1% e il 2% annuo con le conseguenti minori nascite di vitelli da ingrasso. Questi dati hanno un impatto sulla disponibilità di carne e quindi sui prezzi e, normalmente, dovrebbe ripartirsi sulle varie fasi della filiera sino al consumo. Negli ultimi mesi, invece, gli ingrassatori subiscono la minor disponibilità di bovini da allevamento pagando prezzi più alti anche del 15% rispetto allo scorso anno, mentre il mercato dei bovini da macello resta pesante”, prosegue De Rocco.

“Il mercato per ora resta un’incognita e per molti Allevatori che stanno ristallando in queste settimane il ciclo produttivo sarà una vera e propria scommessa ed è veramente arduo pensare ad un recupero dei costi di produzione – dice il Presidente di AZOVE -. I distributori mettono in competizione tra loro i Macelli per tenere bassi i prezzi delle carni macellate, nonostante la produzione sia a volte persino insufficiente a soddisfare la domanda”.

“Per avere una bistecca, tenendo conto di tutto il ciclo produttivo dal bovino dal concepimento del vitello, alla sua nascita, arrivando all’ingrasso e alla macellazione, sono necessari almeno tre anni di lavoro – riassume il Presidente di AZOVE – con uno sforzo notevole. Se consideriamo tutto questo forse sapremo riconoscere il vero valore dell’alimento carne”.

“Con un primo calcolo non esaustivo – spiega De Rocco – basterebbe che agli Allevatori venisse riconosciuto un aumento di prezzo al dettaglio di 70/90 centesimi per chilogrammo di carne e le stalle potrebbero investire in tema di benessere animale, competitività, sostenibilità. Servirebbe maggior etica nella filiera, ma è un concetto che da solo il mercato non conosce”.

“Si rischia la ulteriore chiusura di altri allevamenti e si sta scoraggiando l’insediamento dei giovani senza il quale non c’è futuro. Ma se cede l’anello più debole, l’allevamento, anche gli altri ne subiranno le conseguenze”.

TESEO.clal.it – Prezzi delle Carni Bovine

Il Commento: Un dialogo proficuo fra i vari anelli della Catena di Approvvigionamento [Stefano Borchini, Slega]
15 Luglio 2024

“Quello che stiamo vivendo è uno scenario di transizione e di difficili previsioni. Un dato, però, è inconfutabile: il numero di suini per le produzioni DOP è in calo e, in previsione, almeno fino all’autunno dovremo fare i conti con una minor disponibilità di materia prima per le produzioni tutelate”.

Stefano Borchini, Prosciuttificio SLEGA

A dirlo è Stefano Borchini, titolare insieme al fratello Massimo del Prosciuttificio Slega di Langhirano, che non nasconde la propria preoccupazione e sollecita al più presto un patto di filiera fra gli Operatori. “I costi di produzione per gli Allevatori sono diminuiti – afferma Borchini – e forse è giunto il momento di avviare un dialogo proficuo fra i vari anelli della Catena di Approvvigionamento (CA), perché, fino a quando si ragionerà solamente tenendo come riferimento domanda e offerta e con un orizzonte temporale non sul medio periodo ma sulla settimana successiva, non si riuscirà a costruire una progettualità per il settore”.

Sullo sfondo poi, “si devono fare i conti con il calo generalizzato dei consumi (volumi), per effetto di un diminuito potere di acquisto delle famiglie, orientate quindi a cercare convenienza e comprare solo l’indispensabile, riducendo gli sprechi”.

La scarsa disponibilità di materia prima per il circuito tutelato e le probabili pressioni sui prezzi, secondo Borchini, “potrebbero spingere le imprese dei Distretti delle Dop a sostituire la mancata produzione Dop con produzioni di prosciutti non Dop, che – costando meno -, una volta stagionati probabilmente faranno concorrenza a quelli tipici, col rischio di innescare ulteriori pressioni e turbative”.

Sul fronte del mercato, giovedì in CUN i suini grassi da macello del circuito tutelato hanno registrato un aumento dei prezzi ed era da Aprile che non si verificava. “I macelli hanno diminuito i volumi macellati, ma la flessione del numero dei suini disponibili sembra essere stata ancora più forte – commenta Borchini -. E le prospettive di una minore offerta di capi per i prossimi mesi avranno conseguenze sui prezzi d’acquisto delle cosce fresche facilmente intuibili”.

TESEO.clal.it – Suini: Prezzi dei tagli freschi