Il sapere della campagna, la scuola, l’innovazione [video]
8 Luglio 2016

Zena Roncada - Conoscere (a) Sermide

Parlando di Sermide (MN), la Professoressa Zena Roncada racconta il costante impegno di una piccola ma al contempo grande città italiana verso l’innovazione ed il sociale.

Riportiamo per intero il video del bellissimo discorso introduttivo all’evento “Presidenti & Casari” 2016, nel quale Zena comunica il fermento scaturito dall’unione del sapere “della campagna e della scuola”, e la vitalità culturale della città in cui CLAL è nata e tuttora opera.

Guarda i video highlights dell’incontro cliccando qui.

Di seguito un adattamento scritto dell’intervento, di piacevole lettura.

Conoscere (a) Sermide

Conoscere Sermide oggi, con i suoi 6mila abitanti e qualcosa in più, significa incontrare una realtà che viene da lontano, che ha sulle spalle molta storia e speriamo, davanti a sé, molto futuro.

Sermide esiste da 15 secoli.

Autorevoli fonti ci dicono che è stata feudo imperiale nel medio evo, e poi presidio gonzaghesco con il suo castello di cui l’ultima torre è testimonianza, ha vissuto il Risorgimento, schierandosi contro gli austriaci nel ’48, quando tutta Europa era attraversata dal fermento contro l’assolutismo e da una profonda esigenza di rinnovamento. E’ stata poi incendiata per ritorsione, il 29 luglio 1848 dello stesso anno e, per la sua ribellione, meriterà 50 anni dopo, dal regno d’Italia nato dal risorgimento, la medaglia d’oro sul gonfalone e l’appellativo di città.

Ed è stato dopo l’Unità d’Italia che Sermide ha conosciuto un vigore civile che ha lasciato un segno importante, sia sul piano sociale sia sul piano culturale.

Gli anni dal 1867 al ‘70 segnano tappe fondamentali.

Viene fondata la Società Operaia Maschile di Mutuo Soccorso avente per finalità il reciproco aiuto fra i soci in caso di malattia e il supporto economico ai bisognosi in caso di vecchiaia o di invalidità. Svolgerà la sua attività fino agli anni ’40. E questo certifica la propensione ad un volontariato attivo che è ancora oggi la marca più rilevante della nostra comunità.

Viene istituito un Comizio Agrario volto a perseguire “il miglioramento agrario del paese e diffondervi le pratiche migliori”. E questo indica la vocazione agricola della nostra zona e la volontà di progredire.

Viene fondata una Scuola serale gratuita per adulti finanziata dal Comune e viene creata una Biblioteca Popolare Circolante. E questo accredita un’attenzione precoce alla necessità di imparare, invertendo la rotta dell’analfabetismo.

Anni di fervore in cui pubblico e privato collaborano e l’amministrazione è supportata da un gruppo di professionisti (medico in testa) che si impegnano per il bene comune e anche questo tratto ricorda il nostro presente. Il risultato è nelle cose: l’apertura di quattro asili infantili e stanziamenti a favore delle Scuole Elementari.

Insomma l’amore per il sapere e per il conoscere viene da lontano, coniugato da un lato con il sapere pratico, tutto contadino, dall’altro con l’attaccamento all’idea che la scuola è un bene necessario, che a scuola occorre andare.

Due fonti del sapere, dunque: la campagna e la scuola.

Il mondo agricolo, che ha sempre usato l’orologio del cielo e della natura come bussola in ogni stagione per le attività nei campi, negli orti, nei giardini e per l’allevamento degli animali, ha fissato nella memoria collettiva un sapere incancellabile. L’ha fatto attraverso i proverbi e i riti, i gesti e le formule, spendibili al bisogno come contributo all’essere e al fare.

La scuola ha aperto tante strade, ben percorse dai sermidesi che abbiamo prestato all’insegnamento, alla ricerca, alla scienza, qui e altrove.

La speranza è che adesso i saperi prodotti dalla scuola tornino sempre più frequentemente a dialogare con il mondo del fare, perché producano INNOVAZIONE.

Innovazione è un termine complesso: suggerisce una direzione (in) verso la quale procedere e, insieme, rimarca un’azione che nel suo cuore ha il nuovo (nov), luogo e fine a cui tendere e per cui operare, attivamente.

Innovare significa, dunque, sia un orientamento del pensiero (uno stare dalla parte del nuovo) sia un processo (un andare verso il nuovo, produrlo, costruirlo), entrambi capaci di coniugarsi con la politica, con la tecnologia, con l’economia, con la cultura, sul comune filo del cambiamento.

Nuovo, a sua volta, è quanto è appena nato o ancora non c’è, tutto da inventare, da prefigurare, da sperimentare, da provare: per questo va d’accordo con l’idea di presente e con l’idea di futuro.

E’ dalla botanica, comunque, che giunge la ricarica di senso più fruttuosa.

Nel linguaggio botanico, innovazione è il ramo giovane della pianta e, più propriamente, il germoglio basale delle graminacee, ‘butto’ che nasce proprio alla radice e traduce l’essenza della pianta in un nuovo che ha l’impronta di ‘ieri’ ma trasmette a ‘domani’ la sua vitalità, in un processo di crescita: da vita a vita.

E allora piace pensare che questo sia proprio quello che ha fatto e sta facendo Angelo Rossi (mi auguro sia un modello di esportare): a diretto contatto con le fondamenta del suo sapere, nato dal fare, dalla sua sostanza viva, dalla storia sua e di suo padre, ha fatto germogliare la spinta verso strade ancora non percorse.

Ecco, penso che vivere a Sermide significhi anche questo e possa consentire, magari proprio qui, in questo luogo, l’innesto del nuovo sull’antico Comizio Agrario, verso metodi e strumenti ancora da provare, fra continuità di valori e disponibilità al cambiamento.

L’innovazione, infatti, non è la pars destruens di un processo, ma è apertura consapevole, critica e costruttiva del processo stesso: una forza innovatrice, che contiene in sé il passato “degno di svolgersi e perpetuarsi”, è ricerca che riceve e sviluppa con congruenza il nucleo vitale dell’intero organismo.

Vi auguro una buona, innovativa giornata di lavoro.

Zena Roncada

Aumenta il costo alimentare delle bovine da latte
6 Luglio 2016

Nell’estate 2012 gli allevatori del progetto S/STEMA STALLA evidenziarono un aumento del costo della soia, ed in generale della componente proteica della razione per la bovina da latte. CLAL elaborò un nuovo strumento, l’Alimento Simulato, che permette tuttora di monitorare il costo dell’alimentazione bovina.

L’Alimento Simulato è un modello teorico di alimento, composto per il 70% di mais e per il 30% di farina di estrazione di soia (tenore proteico 44% sul tal quale). La soia è driver del prezzo degli alimenti proteici, mentre il mais è driver del prezzo degli alimenti energetici. L’Alimento Simulato può essere quindi utilizzato per interpretare l’andamento dei costi alimentari riferibili agli alimenti concentrati, con dati costantemente aggiornati.

In Aprile, Maggio e Giugno 2016 l’Alimento Simulato ha registrato un incremento importante: il prezzo della soia è aumentato di 110€/ton nei 3 mesi, mentre il prezzo del granoturco è aumentato di 33€/ton (CCIAA Milano).

Alimento Simulato: valori mensili
L’aumento ha coinvolto le principali fonti di proteina, sebbene la colza abbia seguito un trend meno repentino.
Costo della proteina ottenuta da alcuni alimenti zootecnici
Questa nuova situazione contribuisce a stringere la forbice tra i costi di produzione ed i ricavi dalla vendita del latte.
Alimento Simulato e prezzo del Latte alla stalla in LombardiaMilk:Feed Ratio
Ciò è evidenziato anche dal rapporto prezzo del latte / costo dell’Alimento Simulato (Milk:Feed Ratio): se a Febbraio un allevatore Lombardo con il ricavo da un chilogrammo di latte poteva acquistare 1,59kg di Alimento Simulato, ora ne può acquistare 1,29kg.

Cosa attendersi per il futuro? OCSE e FAO, nell’edizione 2016 del loro rapporto congiunto (consultabile qui, in inglese), affermano che con ogni probabilità i prezzi del mais non diminuiranno ulteriormente nel corso del 2016, e secondo le proiezioni al 2025 i prezzi degli altri cereali saranno supportati dalla domanda per l’alimentazione zootecnica in Cina. Stando alle proiezioni OCSE-FAO, la zootecnia in espansione a livello mondiale sarà di impulso anche per un aumento dei prezzi delle farine di semi oleosi.

CLAL è impegnata nell’elaborare proiezioni dei mercati dei principali alimenti zootecnici, ed è aperta al confronto su queste tematiche.

È possibile monitorare “a colpo d’occhio” l’Alimento Simulato tramite la home page di TESEO e la pagina dedicata.

L’Italia convince in Europa…anche con i Formaggi freschi
21 Giugno 2016

Le esportazioni dell’Italia nel mese di MARZO 2016 confrontate con Marzo 2015sono aumentate in volume relativamente a:

  • Latte e panna (+16.9%)
  • Formaggi (+7.9%)

sono diminuite quelle di:

  • Polvere di Siero (-12.8%)

Le esportazioni dei principali formaggi nel mese di MARZO 2016 confrontate con Marzo 2015 sono aumentate in volume relativamente a Formaggi grattugiati o in polvere (+20.0%), Formaggi freschi fra cui mozzarella e ricotta (+17.8%), Provolone (+6.0%), Gorgonzola (+4.5%), mentre sono diminuite quelle di Grana Padano e Parmigiano Reggiano (-0.2%), Asiago, Montasio, Ragusano, Caciocavallo (-1.6%), Pecorino e Fiore Sardo (-30.1%).

I principali Paesi Importatori nei primi 3 mesi del 2016 (anno in corso) sono:

Per Formaggi freschi fra cui mozzarella e ricotta:

  • Francia, le cui importazioni – pari al 29% della quota di mercato – sono aumentate del 16.1%
  • Regno Unito, le cui importazioni – pari al 15% della quota di mercato – sono aumentate del 22.2%
  • Germania, le cui importazioni – pari al 8% della quota di mercato – sono aumentate del 92.6%
  • Belgio, le cui importazioni – pari al 8% della quota di mercato – sono aumentate del 5.8%
  • Svizzera, le cui importazioni – pari al 6% della quota di mercato – sono aumentate del 3.8%

Per Grana Padano e Parmigiano Reggiano:

  • Germania, le cui importazioni – pari al 19% della quota di mercato – sono diminuite del 10.2%
  • Stati Uniti, le cui importazioni – pari al 17% della quota di mercato – sono aumentate del 5.6%
  • Francia, le cui importazioni – pari al 10% della quota di mercato – sono aumentate del 18.9%
  • Regno Unito, le cui importazioni – pari al 8% della quota di mercato – sono aumentate del 12.5%
  • Svizzera, le cui importazioni – pari al 6% della quota di mercato – sono diminuite del 11.6%

Per Gorgonzola:

  • Germania, le cui importazioni – pari al 30% della quota di mercato – sono aumentate del 30.3%
  • Francia, le cui importazioni – pari al 21% della quota di mercato – sono aumentate del 20.7%
  • Spagna, le cui importazioni – pari al 5% della quota di mercato – sono aumentate del 16.1%
  • Svizzera, le cui importazioni – pari al 5% della quota di mercato – sono aumentate del 5.3%
  • Regno Unito, le cui importazioni – pari al 5% della quota di mercato – sono aumentate del 7.6%

Le esportazioni dell’Italia nel mese di MARZO 2016 confrontate con Marzo 2015sono aumentate in volume relativamente a:

  • Latte e panna (+16.9%)
  • Formaggi (+7.9%)

sono diminuite quelle di:

  • Polvere di Siero (-12.8%)

Le esportazioni dei principali formaggi nel mese di MARZO 2016 confrontate con Marzo 2015 sono aumentate in volume relativamente a Formaggi grattugiati o in polvere (+20.0%), Formaggi freschi fra cui mozzarella e ricotta (+17.8%), Provolone (+6.0%), Gorgonzola (+4.5%), mentre sono diminuite quelle di Grana Padano e Parmigiano Reggiano (-0.2%), Asiago, Montasio, Ragusano, Caciocavallo (-1.6%), Pecorino e Fiore Sardo (-30.1%).

ITALIA: prodotti lattiero caseari esportati nell’anno corrente (Gen-Mar)
  QUANTITÀ (Ton) VALORI (‘000 EUR)
2015 2016 ± su 2015 2015 2016 ± su 2015
Formaggi 79.002 85.998 +8,9% 506.363 542.439 +7,1%
di cui:    
– Grana Padano e
Parmigiano Reggiano
20.222 20.430 +1,0% 180.579 186.493 +3,3%
– Formaggi freschi fra cui
mozzarella e ricotta
21.572 25.620 +18,8% 87.619 103.589 +18,2%
– Formaggi grattug. o in polv. 7.247 8.499 +17,3% 59.586 67.657 +13,5%
– Pecorino e Fiore Sardo 4.768 3.674 -23,0% 43.369 34.532 -20,4%
– Gorgonzola 4.466 4.779 +7,0% 27.124 28.454 +4,9%
– Provolone 1.289 1.319 +2,4% 8.016 7.935 -1,0%
– Asiago, Montasio,
Ragusano, Caciocavallo
432 502 +16,3% 2.926 3.429 +17,2%
Polvere di Siero 123.436 107.015 -13,3% 39.244 26.206 -33,2%
Latte e panna 13.402 13.757 +2,6% 12.628 12.809 +1,4%
di cui:    
– Latte in imballaggi < =2L 2.645 7.286 +175,5% 1.948 4.933 +153.2%
Burro 2.186 1.987 -9,1% 8.394 7.739 -7,8%
Yogurt e latticello 1.421 2.498 +75,8% 4.053 5.648 +39,3%
SMP Polvere di Latte Scremato 1.562 1.289 -17,4% 5.943 4.549 -23,5%
Lattosio uso farmaceutico 7.542 7.184 -4,7% 5.944 3.919 -34,1%
Altri prodotti* 2.901 3.098 +6,8% 4.303 4.693 +9,1%
EXPORT TOTALE 231.451 222.825 -3,7% 586.872 608.002 +3,6%
* Altri prodotti: WMP Polvere di Latte Intero, Latte condensato, Latte per l’infanzia, Caseinati, Caseine, Lattosio uso alimentare
Elaborazione CLAL su dati GTIS
VALORI (Mio EUR) 2013 2014 2015 Anno corrente (Gen-Mar)
2015 2016 ± su 2015
Export (E) 2.396 2.500 2.568 587 608 +3,6%
Import (I) 4.028 3.989 3.511 855 768 -10,2%
Bilancio (E – I) -1.633 -1.490 -942 -268 -160  

Italia: EXPORT di FORMAGGI FRESCHI FRA CUI MOZZARELLA E RICOTTA
Principali Paesi IMPORTATORI del 2016
Periodo: Gennaio-Marzo
Ton Share
2016
2014 2015 2016 % su
2015
TOTALE   19.005 21.572 25.620 +19%
Francia 29% 5.425 6.323 7.342 +16%
Regno Unito 15% 2.006 3.209 3.920 +22%
Germania 8% 638 1.048 2.019 +93%
Belgio 8% 2.068 1.879 1.988 +6%
Svizzera 6% 1.753 1.449 1.505 +4%

Italia: EXPORT di GRANA PADANO E PARMIGIANO REGGIANO
Principali Paesi IMPORTATORI del 2016
Periodo: Gennaio-Marzo
Ton Share
2016
2014 2015 2016 % su
2015
TOTALE   18.072 20.222 20.430 +1%
Germania 19% 4.250 4.389 3.943 -10%
Stati Uniti 17% 1.927 3.372 3.559 +6%
Francia 10% 1.714 1.665 1.981 +19%
Regno Unito 8% 1.456 1.433 1.612 +12%
Svizzera 6% 1.410 1.374 1.215 -12%

Italia: EXPORT di GORGONZOLA
Principali Paesi IMPORTATORI del 2016
Periodo: Gennaio-Marzo
Ton Share
2016
2014 2015 2016 % su
2015
TOTALE   4.033 4.466 4.779 +7%
Germania 30% 960 1.103 1.437 +30%
Francia 21% 880 840 1.014 +21%
Spagna 5% 209 224 260 +16%
Svizzera 5% 188 244 257 +5%
Regno Unito 5% 200 230 248 +8%

Consulta il riepilogo Import/Export dell’Italia su CLAL.it.

Hai bisogno di ulteriori informazioni su Import/Export dei prodotti lattiero caseari? Accedi all’area Dairy World Trade su CLAL.it

CLAL.it - Italia: Export dei principali formaggi (cumulato mensile)
CLAL.it – Italia: Export dei principali formaggi (cumulato mensile)
CLAL.it - Italia: Export mensile di Formaggi Freschi (HS. 040610)
CLAL.it – Italia: Export mensile di Formaggi Freschi (HS. 040610)

Presidenti & Casari: insieme per produrre DOP in modo efficiente
1 Giugno 2016

TESEO.clal.it, con il Patrocinio del Comune di Sermide (MN), e la collaborazione del Consorzio Grana Padano DOP e del Consorzio Parmigiano Reggiano DOP, organizza l’incontro “Insieme per produrre DOP in modo efficiente“, con Presidenti e Casari di alcune latterie produttrici di Grana Padano e Parmigiano Reggiano, che si terrà Venerdì 10 Giugno 2016 alle 9.30 a Sermide (Centro di Educazione Ambientale sulla riva del Po “Teleferica”, via Argine Po).

PROGRAMMA

  • Prof. Zena Roncada, Conoscere (a) Sermide
  • Dr. Riccardo Deserti, Direttore Consorzio Parmigiano Reggiano – Come accrescere la distintività dei formaggi duri D.O.P.
  • Dr. Dario Casali, Specialista dairy DuPont Danisco – La ricchezza in Grana Padano e Parmigiano Reggiano di minerali buoni per la salute
  • Prof. Germano Mucchetti, Università degli Studi di Parma – L’innovazione nella tecnologia casearia per i formaggi D.O.P. duri italiani
  • Dr. Stefano Berni, Direttore Consorzio Grana Padano – Caseificio, compatibilità fra la trasformazione del latte in D.O.P. ed altre destinazioni
  • Gianni Fava, Assessore Regionale all’Agricoltura Regione Lombardia – Conclusioni

Guarda i video highlights dell’incontro cliccando qui.

A seguire, alcune foto del precedente incontro “Formaggi: Qualità e Mercato”, tenutosi il 7 Giugno 2013:

Produrre latte (e derivati) in Australia
30 Maggio 2016

Si prevede che nel 2016 la produzione di latte in Australia raggiunga le 9,8 milioni di tonnellate, con una dinamica in leggera crescita. Dall’indagine di Dairy Australia, risulta come tre quarti dei produttori di latte continuino ad avere una visione ottimistica del settore nonostante le basse quotazioni, in ragione del potenziale di export verso i paesi asiatici. Due terzi degli intervistati ritengono che gli accordi di libero scambio (Free Trade Agreements – FTAs) sottoscritti con Corea, Giappone e Cina avranno un impatto positivo nel lungo termine. Circa il 40% della produzione viene esportata soprattutto verso questi mercati, per lo più formaggi e polveri. L’export lattiero australiano rappresenta il 7% sul totale del commercio mondiale. Sei aziende, Murray Goulburn, Fonterra, Lion, Warrnambool, Parmalat, Bega, trasformano il 90% del latte e quattro di queste rappresentano investimenti esteri: Fonterra, Parmalat (Lactalis), Lion (Kirin, Giappone), Warrnambool (Saputo, Canada).

L’allevamento è basato sul pascolo ed è molto influenzato dalla piovosità. Lo stato di Victoria produce due terzi del latte australiano, che viene ottenuto in allevamenti a carattere familiare, mentre circa il 10% di aziende ha oltre 600 capi in mungitura. Il picco produttivo si raggiunge in ottobre.

Il consumo pro capite di latte liquido nel 2015 sarà di 110 litri, in crescita rispetto ai 104 litri del 2010 e tende a spostarsi dal latte intero a quello magro, aromatizzato o modificato; ad esempio, nel 2015 il consumo di latte senza la beta caseina A1 è in crescita del 8%.

Il formaggio è una produzione di punta e si stima raggiunga le 340 mila tonnellate nel 2016. Il mercato interno è maturo, a 13,5Kg per abitante, col cheddar che rappresenta il 55% dei consumi, seguito da mozzarella, formaggi freschi, paste dure da grattugia ed erborinati. La metà della produzione è esportata (155 mila tonnellate nel 2015), col Giappone come maggior mercato. Le importazioni di formaggio (75 mila ton), polveri di latte e burro (20 mila ton cadauno), provengono in particolare dalla Nuova Zelanda, mentre dalla UE vengono importati formaggi di specialità; dagli USA, cheddar e mozzarella.

La produzione di burro si prevede stabile a 122 mila tonnellate, con una domanda in crescita e scorte in aumento per la necessità di ricollocare il prodotto risultante dal blocco russo. Riguardo alle polveri di latte, si prevede una minor produzione di polvere di latte intero (WMP) rispetto alle 95 mila tonnellate preventivate per il 2015; in crescita invece la polvere di latte scremato (SMP) , attesa nel 2016 a 240 mila tonnellate. Il 75% viene esportato verso Cina, Indonesia, Singapore, Malesia.

Gli accordi di libero scambio, compreso il recente TPP, sembrano costituire un ambito favorevole per facilitare l’export e dunque sostenere la produzione.

CLAL.it - AUSTRALIA: Export mensile dei prodotti lattiero-caseari negli ultimi 2 anni
CLAL.it – AUSTRALIA: Export mensile dei prodotti lattiero-caseari negli ultimi 2 anni

Fonte: FAS-USDA

Mostrate ai consumatori cosa facciamo nelle stalle
25 Maggio 2016

Silvano Cobelli
Cavriana, Mantova – ITALIA

L’allevatore Silvano Cobelli

Azienda Agricola Società Agricola Cobelli
Capi allevati: 210 | 100 in mungitura.
Ettari coltivati 60.
Destinazione del latte: Grana Padano DOP
(Zanetti S.p.A.).

Silvano Cobelli, 48 anni, allevatore di Cavriana con 210 capi allevati, di cui 100 in mungitura; 60 ettari coltivati a medica, mais, prato stabile e vigneto (che è l’altro business dell’azienda), conferisce il latte a Zanetti per la produzione di Grana Padano.

Ha avuto problemi con la consegna di latte?

“Nessuno, ho rinnovato il contratto dal 1° aprile, con un prezzo in linea col mercato”.

Conosce allevatori che sono rimasti a piedi con la consegna del latte?

“No, nella mia zona nessuno. In Liguria so che è stato risolto il problema, ma è una follia arrivare a gettare il latte nei fossi”.

Quali suggerimenti ha per risolvere questa crisi così pesante?

“La crisi deriva dalla cattiva gestione del dopo quote. Tutti hanno aumentato la produzione di latte, l’embargo russo ha fatto venire meno uno sbocco di mercato importante. Era inevitabile: in Europa si producono circa 22 milioni di quintali di latte in più e i prezzi sono crollati”.

Condivide il piano produttivo del Grana Padano?

“Sì, se si decide una linea va seguita. Il piano produttivo non può essere valido per tre mesi sì e due no e viceversa. Una volta adottato si rispetta e si farà annualmente, magari, un controllo di funzionalità. In caso contrario andremmo ad appesantire un mercato già abbastanza gravato da fattori esterni”.

Nella vostra azienda qual è la prima voce di spesa?

“L’irrigazione: paghiamo 600 euro/ettaro all’anno. Per irrigare abbiamo turni settimanali e si innaffia una volta ogni 8 giorni, ma paghiamo comunque la medesima cifra, qualunque coltura sia in campo”.

Che cosa suggerisce?

“Potremmo introdurre contatori dell’acqua sugli idranti e pagare in base ai consumi e non in base alle superfici”.

Producete anche vini DOP dei Colli Morenici. Andando oltre il prezzo, vi dà più soddisfazione il vino o il latte?

“Sono due mondi diversi. Nel vino metti di più della tua iniziativa, puoi scegliere l’etichetta, la destinazione di mercato, hai contatti diretti con i privati, i ristoratori, le enoteche. Ma anche il latte ci dà molta soddisfazione, perché possiamo contare su una buonissima genetica, ottime medie di produzione, una qualità che ci viene riconosciuta. Questo ci porta a lavorare con passione e a continuare a investire”.

Quali investimenti state facendo?

“Abbiamo cambiato il sistema di podometri alle vacche, in un futuro potremmo avere la sala robotizzata o il robot di mungitura. Abbiamo i collari che misurano la ruminazione degli animali, per avere sempre di più le bovine sotto controllo e migliorarci ulteriormente”.

La sua azienda adotta metodi per ridurre il consumo energetico?

“Abbiamo installato un fotovoltaico per autoconsumo già cinque anni fa. Ci riduce la bolletta della luce anche della metà in estate, forse anche di più”.

Che suggerimenti desidera inviare al Consorzio di tutela del Grana Padano?

“Far conoscere di più ai consumatori cosa facciamo nelle stalle, perché spesso passa il concetto che sfruttiamo gli animali, quando non è così. Inoltre, dovremmo spiegare ai consumatori come si fa il Grana Padano. Me ne accorgo quando vendo il vino in cantina: non appena si accorgono che ho anche la stalla, sono tutti incuriositi e affascinati dal nostro lavoro. È bellissimo, raccontiamolo di più”.

Società Agricola Cobelli
L’Azienda Agricola Società Agricola Cobelli

Società Agricola Cobelli

Società Agricola Cobelli

Sostenibilità: è aperto il dibattito (video)
20 Maggio 2016

Gli operatori della filiera lattiero-casearia hanno aperto il dibattito in materia di sostenibilità.

Un video di 12 minuti propone i momenti salienti del primo incontro “Sostenibilità: l’efficienza imprescindibile”, tenutosi all’APA di Mantova lo scorso 27 Aprile.

Export Formaggi Italia: +9% in quantità, +8% in valore (Gen-Feb 2016)
19 Maggio 2016

Le esportazioni di Formaggi dell’Italia nel mese di FEBBRAIO 2016 confrontate con Febbraio 2015 sono aumentate in volume del +12.9%.

Le esportazioni dei principali formaggi nel mese di FEBBRAIO 2016 confrontate con Febbraio 2015 sono aumentate in volume relativamente a Formaggi freschi fra cui mozzarella e ricotta (+26.6%), Formaggi grattugiati o in polvere (+18.7%), Provolone (+12.2%), Grana Padano e Parmigiano Reggiano (+5.4%), Gorgonzola (+4.9%), mentre sono diminuite quelle di Asiago, Montasio, Ragusano, Caciocavallo (-5.5%), Pecorino e Fiore Sardo (-19.9%).

I principali Paesi Importatori
nei primi 2 mesi del 2016 (anno in corso) sono:

Per Grana Padano e Parmigiano Reggiano:

  • Germania, le cui importazioni – pari al 18% della quota di mercato – sono diminuite del 10.8%
  • Stati Uniti, le cui importazioni – pari al 18% della quota di mercato – sono aumentate del 5.2%
  • Francia, le cui importazioni – pari al 10% della quota di mercato – sono aumentate del 19.7%
  • Regno Unito, le cui importazioni – pari al 8% della quota di mercato – sono aumentate del 7.2%
  • Svizzera, le cui importazioni – pari al 6% della quota di mercato – sono aumentate del 8.1%

Per Formaggi freschi fra cui mozzarella e ricotta:

  • Francia, le cui importazioni – pari al 28% della quota di mercato – sono aumentate del 18%
  • Regno Unito, le cui importazioni – pari al 16% della quota di mercato – sono aumentate del 22.6%
  • Germania, le cui importazioni – pari al 8% della quota di mercato – sono aumentate del 96.8%
  • Belgio, le cui importazioni – pari al 8% della quota di mercato – sono aumentate del 7.4%
  • Svizzera, le cui importazioni – pari al 6% della quota di mercato – sono diminuite del 0.1%

Le esportazioni di Formaggi dell’Italia nel mese di FEBBRAIO 2016 confrontate con Febbraio 2015 sono aumentate in volume del +12.9%.

Le esportazioni dei principali formaggi nel mese di FEBBRAIO 2016 confrontate con Febbraio 2015 sono aumentate in volume relativamente a Formaggi freschi fra cui mozzarella e ricotta (+26.6%), Formaggi grattugiati o in polvere (+18.7%), Provolone (+12.2%), Grana Padano e Parmigiano Reggiano (+5.4%), Gorgonzola (+4.9%), mentre sono diminuite quelle di Asiago, Montasio, Ragusano, Caciocavallo (-5.5%), Pecorino e Fiore Sardo (-19.9%).

ITALIA: prodotti lattiero caseari esportati nell’anno corrente (Gen-Feb)
  QUANTITÀ (Ton) VALORI (‘000 EUR)
2015 2016 ± su 2015 2015 2016 ± su 2015
Formaggi 48.931 53.550 +9,4% 316.145 340.839 +7,8%
di cui:    
– Grana Padano e
Parmigiano Reggiano
12.766 12.991 +1,8% 113.397 117.997 +4,1%
– Formaggi freschi fra cui
mozzarella e ricotta
13.114 15.652 +19,4% 52.992 63.578 +20,0%
– Formaggi grat. o in polv. 4.577 5.295 +15,7% 37.782 42.227 +11,8%
– Pecorino e Fiore Sardo 3.026 2.455 -18,9% 27.434 23.198 -15,4%
– Gorgonzola 2.818 3.058 +8,5% 17.142 18.219 +6,3%
– Provolone 872 877 +0,6% 5.466 5.235 -4,2%
– Asiago, Montasio, Ragusano,
Caciocavallo
279 352 +26,0% 1.840 2.447 +33,0%
Polvere di Siero 79.860 69.028 -13,6% 24.244 16.931 -30,2%
Latte e panna 8.848 8.434 -4,7% 8.398 7.724 -8,0%
Burro 1.473 1.347 -8,6% 5.984 5.402 -9,7%
Yogurt e latticello 890 1.811 +103,5% 2.517 3.818 +51,7%
Latte in imballaggi <= 2 L 1.540 5.201 +237,7% 1.130 3.392 +200,3%
SMP Polvere di Latte Scremato 1.093 851 -22,1% 4.089 2.901 -29,0%
Altri prodotti* 11.819 7.472 -36,8% 10.596 6.311 -40,4%
EXPORT TOTALE 154.454 147.693 -4,4% 373.103 387.317 +3,8%
* Altri prodotti: Lattosio uso farmaceutico, Latte condensato, WMP Polvere di Latte Intero, Latte per l’infanzia, Latte in imballaggi > 2 L, Caseinati, Caseine, Lattosio uso alimentare
Elaborazione CLAL su dati GTIS

Italia: EXPORT di GRANA PADANO E PARMIGIANO REGGIANO
Principali Paesi IMPORTATORI del 2016
Periodo: Gennaio-Febbraio
Ton Share
2016
2014 2015 2016 % su
2015
TOTALE   11.598 12.766 12.991 +2%
Germania 18% 2.633 2.680 2.390 -11%
Stati Uniti 18% 1.261 2.230 2.345 +5%
Francia 10% 1.015 1.046 1.253 +20%
Regno Unito 8% 940 911 977 +7%
Svizzera 6% 919 747 808 +8%

Italia: EXPORT di FORMAGGI FRESCHI FRA CUI MOZZARELLA E RICOTTA
Principali Paesi IMPORTATORI del 2016
Periodo: Gennaio-Febbraio
Ton Share
2016
2014 2015 2016 % su
2015
TOTALE   12.125 13.114 15.652 +19%
Francia 28% 3.201 3.650 4.307 +18%
Regno Unito 16% 1.342 2.039 2.500 +23%
Germania 8% 420 647 1.273 +97%
Belgio 8% 1.334 1.179 1.267 +7%
Svizzera 6% 1.141 864 863 -0%

Consulta il riepilogo Import/Export dell’Italia su CLAL.it.

Hai bisogno di ulteriori informazioni su Import/Export dei prodotti lattiero caseari? Accedi all’area Dairy World Trade su CLAL.it

CLAL.it - Italia: Export totale di formaggi e latticini
CLAL.it – Italia: Export totale di formaggi e latticini

Il nuovo Presidente del Parmigiano Reggiano DOP dovrà fare squadra con il Consiglio
10 Maggio 2016

Matteo Salati
Olmo di Gattatico, Reggio Emilia – ITALIA

L'allevatore Matteo Salati
L’allevatore Matteo Salati

Azienda Agricola Fondo Albarossa Soc. Agr.
Capi allevati: 1.000 | 400 in lattazione.
Ettari coltivati 280.
Destinazione del latte: Parmigiano Reggiano DOP (Caseificio del Milanello Terre di Canossa).

Con 280 ettari coltivati interamente a mais e foraggere (medica, frumento da foraggio, prato stabile, loietto e panico) e una stalla con 1.000 capi (di cui 400 in mungitura), l’azienda in cui Matteo Salati di Olmo di Gattatico (Reggio Emilia) lavora è occupata da 8 lavoratori fissi e 2 part time. Un piccolo esercito.

“Io e mia moglie Ilaria ci occupiamo della gestione dell’allevamento, mio fratello Lorenzo campagna, mio papà Vincenzo dell’amministrazione e del caseificio Milanello di Campegine di cui è presidente e dove destiniamo il latte per la produzione di Parmigiano Reggiano”, spiega Matteo Salati.

Le dimensioni innescano inevitabilmente economie di scala e, allo stesso tempo, l’attenzione alla sostenibilità è elevata.

“Per ridurre il consumo energetico abbiamo cambiato l’impianto di ventilazione. Questo ha portato un beneficio di 5 kwh consumati in meno nei mesi estivi. Inoltre, abbiamo montato le piastre per raffreddare il latte, grazie alle quali risparmiamo i due terzi dell’energia, che prima era necessaria. Il tutto con una spesa sopportabilissima. Il calore recuperato serve per scaldare l’acqua destinata agli animali”.

E sul consumo idrico?

“Abbiamo livellato una quota importante dei nostri terreni, tanto che oggi sia i prati stabili che le superfici che irrighiamo a scorrimento richiedono meno acqua”.

Il Consorzio di tutela del Parmigiano-Reggiano nei giorni scorsi ha annunciato l’operazione di valorizzazione del prodotto di montagna. Pensa sia positiva?

“Per me è giusto che si valorizzi la montagna, perché l’agricoltura tutela il territorio e l’occupazione, con un indotto importante. In zona collinare e montana viene fatto circa un quarto del totale del Parmigiano-Reggiano. La mia è un’opinione disinteressata sul piano aziendale, essendo collocato nella Bassa reggiana. Tuttavia, ritengo che sia giusto, a patto che il prodotto sia davvero di montagna e non frutto di una lavorazione in montagna, ma con latte di pianura”.

E come si può garantire la tracciabilità del latte di montagna?

“Guardare innanzitutto dove è ubicata la stalla. E affidare la vigilanza sulla qualità agli organi preposti, potenziando con la condivisione del Consorzio dove è più necessaria”.

L’assemblea del Parmigiano-Reggiano ha votato la prosecuzione del piano produttivo per altri tre anni. È soddisfatto?

“Credo che l’impianto del piano produttivo sia migliorativo rispetto a quello del triennio precedente. La finalità è giusta: mantenere in equilibrio la produzione di forme, in modo da evitare impennate e depressioni di prezzo che hanno punito i nostri bilanci. Serve ora la ratifica da parte di tutti i produttori. Hanno votato almeno i due terzi dei caseifici, adesso almeno i due terzi dei produttori devono approvare”.

Dopo le dimissioni di Alai, chi vorrebbe come presidente?

“Non mi sbilancerò sul nome. Sicuramente al Consorzio serve una persona che abbia le idee ben chiare non su moltissime iniziative, ma sulle più importanti, che devono essere portate a termine. Il presidente dovrà fare squadra col consiglio e puntare su temi cardine: controlli sulla qualità, anche sugli impianti del grattugiato e sugli impianti di trasformazione, la pubblicità deve essere mirata e non generalista e i piani produttivi tenuti monitorati”.

L'Azienda Agricola Fondo Albarossa Soc. Agr.
L’Azienda Agricola Fondo Albarossa Soc. Agr.

Azienda Agricola Fondo Albarossa Soc. Agr.

L'allevatore Matteo Salati

Latteria Soresina, Lattebusche e METRO presentano le buone pratiche di Sostenibilità
3 Maggio 2016

Importanti argomenti sono stati trattati al primo incontro del percorso “Sostenibilità: l’efficienza imprescindibile”, che mercoledì 27 Aprile ha visto la partecipazione di giovani produttori di latte, manager di imprese di trasformazione e della grande distribuzione.

Con questo percorso ci prefiggiamo lo scopo di unire la filiera lattiero-casearia nello stesso progetto di Sostenibilità su obiettivi condivisi, su cui lavorare tutti insieme.

Sono intervenuti:

 

Consulta gli esempi di buone pratiche:

Matteo Bignardi (Ufficio Ambiente di Latteria Soresina) - 27/04/2016
01 - Buone pratiche di sostenibilità adottate in Latteria Soresina
Matteo Bignardi (Ufficio Ambiente di Latteria Soresina) - 27/04/2016
pdf 4 MB | 594 clicks
Tatiana Dallo (Controllo Qualità di Lattebusche) - 27/04/2016
02 - Cooperativa Lattebusche: buone pratiche di sostenibilità
Tatiana Dallo (Controllo Qualità di Lattebusche) - 27/04/2016
pdf 2 MB | 530 clicks
Claudio Truzzi (Responsabile Qualità Metro Italia) - 27/04/2016
03 - Buone pratiche di sostenibilità adottate nel gruppo distributivo METRO con particolare riferimento ai prodotti del settore lattiero-caseario
Claudio Truzzi (Responsabile Qualità Metro Italia) - 27/04/2016
pdf 2 MB | 540 clicks

Guarda i video highlights dell’incontro cliccando qui.